Paolo Renier
| Paolo Renier | |
|---|---|
A. Longhi, Ritratto del doge Paolo Renier. |
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| Doge di Venezia | |
| In carica | 14 gennaio 1779 – 13 febbraio 1789 |
| Predecessore | Alvise IV Mocenigo |
| Successore | Ludovico Manin |
| Nome completo | Paolo Renier |
| Nascita | Venezia, 21 novembre 1710 |
| Morte | Venezia, 13 maggio 1789 |
| Sepoltura | Chiesa di San Nicola da Tolentino, Venezia |
| Dinastia | Renier |
| Padre | Andrea di Daniele Renier |
| Madre | Elisabetta Morosini di San Tomà |
| Religione | Cattolico |
Paolo Renier (Venezia, 21 novembre 1710 – Venezia, 13 febbraio 1789) fu il centodiciannovesimo doge della Repubblica di Venezia, dal 14 gennaio 1779 fino alla morte.
Figlio di Andrea ed Elisabetta Morosini, durante il suo dogato, il penultimo della storia lagunare, non accaddero fatti importanti, anche se all’estero si posero le basi per lo scoppio della rivoluzione francese, che pochi anni dopo la morte del Renier spazzerà via l’antica Repubblica di Venezia.
Indice |
Biografia[modifica]
Nacque da Andrea di Daniele e da Elisabetta dei Morosini di San Tomà, quintogenito di dieci fratelli.
Dotato di una grande abilità oratoria, cambiò più volte le sue tendenze politiche. Dapprima iscritto ai Liberi Muratori e di idee rivoluzionarie (si scagliò contro gli inquisitori e il Consiglio dei Dieci per l'arresto dell'illuminista Angelo Querini), si diede poi alla corruzione pur di scalare il potere e fu eletto lui stesso inquisitore di Stato.
Il dogato[modifica]
Renier fu eletto doge con 40 voti su 41 (l'unico voto contrario fu quello del fratello) corrompendo i trecento consiglieri coinvolti nella penultima tornata.
Pur di mantenere la propria carica senza problemi, continuò a comperare sostenitori e ad esercitare una politica sempre più conservatrice e dispotica. In passato difensore dei barnabotti (i nobili decaduti dei quali lui stesso aveva fatto parte), da doge fece arrestare e confinare gli avvocati riformisti Giorgio Pisani e Carlo Contarini. Nonostante ciò, è considerata l'ultima vera personalità politica della Repubblica: secondo lo stesso Tommaseo, se fosse vissuto qualche anno dopo forse Venezia avrebbe avuto una fine più onorevole.
Per il resto il dogato si svolse senza particolari problematiche, almeno in confronto a quanto accadeva nel resto d'Europa.
Morì a settantotto anni dopo trentasette giorni di malattia. La notizia della sua morte fu data solo il 2 marzo per non rovinare i festeggiamenti del carnevale. Fu sepolto ai Tolentini.
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Collegamenti esterni[modifica]
| Predecessore | Doge di Venezia | Successore |
|---|---|---|
| Alvise IV Mocenigo | 14 gennaio 1779 - 13 maggio 1789 | Ludovico Manin |
Controllo di autorità VIAF: 45508018