Girolamo Priuli
| Girolamo Priuli | |
|---|---|
Jacopo Tintoretto, Ritratto del doge Girolamo Priuli. |
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| Doge di Venezia | |
| In carica | 1º settembre 1559 – 4 novembre 1567 |
| Predecessore | Lorenzo Priuli |
| Successore | Pietro Loredan |
| Nome completo | Girolamo Priuli |
| Nascita | Venezia, 1486 |
| Morte | Venezia, 4 novembre 1567 |
| Sepoltura | Chiesa di San Domenico di Castello, Venezia (non più esistente) |
| Dinastia | Priuli |
| Padre | Alvise Priuli |
| Madre | Chiara Lion |
| Consorte | Elena Diedo |
| Figli | Un figlio |
| Religione | Cattolico |
Girolamo Priuli (Venezia, 1486 – Venezia, 4 novembre 1567) era il fratello maggiore del precedente doge Lorenzo Priuli, al quale successe il 1º settembre 1559, divenendo in tal modo l'ottantatreesimo doge della Repubblica di Venezia, carica che mantenne fino alla morte.
Figlio di Alvise e di Chiara Lion, uomo poco acculturato (rispetto invece al fratello) e di scarso eloquio, inizialmente poco amato dal popolo, riuscì comunque a farsi apprezzare grazie all’instancabile opera in qualità di doge. Il suo dogato fu pacifico e, salvo alcuni eventi climatici e le solite epidemie, endemiche nel mondo medioevale – rinascimentale, le forze dello stato furono concentrate ad abbellire la città piuttosto che a potenziare l'esercito.
Vita [modifica]
Abile mercante, sin da giovane riuscì ad arricchirsi con facilità e, pur non essendo mai considerato un maggiorente, presto riuscì a farsi un nome nel mondo degli affari. Sposato con Elena Diedo, ebbe un figlio. Non aveva mai fatto un'importante carriera pubblica ma era divenuto procuratore di San Marco. Molto affezionato al fratello Lorenzo aveva benedetto di buon grado la sua elezione a doge nel 1556 (essendo fratello maggiore, e quindi il più anziano,Girolamo venne chiamato a dar il suo consenso in modo simbolico al fratello più giovane, anche se, quasi sicuramente, la sua volontà era ininfluente). La morte di Lorenzo lo colse di sorpresa e quando iniziarono gli scrutini lui non era tra i favoriti.
Dogado [modifica]
Dopo la bocciatura di tutti i candidati più importanti la maggior parte dei voti conversero su di lui il 1 settembre 1559 elevandolo all’alta dignità. Era dal 1486 che due fratelli non si succedevano l’un l’altro direttamente e non sarebbe mai più accaduto. Durante gli otto anni del suo dogado non avvennero importanti fatti internazionali che coinvolgessero la Repubblica salvo la fine del Concilio di Trento (1563). In quegli anni il Sansovino compì notevoli opere architettoniche, contribuendo ad abbellire Venezia. Null’altro di notevole accadde fino al giorno della morte del doge, a causa d’un colpo apoplettico, il 4 novembre 1567.
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| Predecessore | Doge di Venezia | Successore |
|---|---|---|
| Lorenzo Priuli | 1º settembre 1559 - 4 novembre 1567 | Pietro Loredan |
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