Giovanni Pesaro

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Giovanni Pesaro
Giovanni Pesaro.jpg
Doge di Venezia
In carica 8 aprile 1658 –
30 settembre 1659
Predecessore Bertuccio Valier
Successore Domenico II Contarini
Nome completo Giovanni Pesaro
Nascita Venezia, 1º settembre 1589
Morte Venezia, 30 settembre 1659
Sepoltura Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari, Venezia
Dinastia Pesaro
Padre Vettor Pesaro
Madre Elena Soranzo
Consorte Lucia Barbarigo
Religione Cattolico

Giovanni Pesaro (Venezia, 1 settembre 1589Venezia, 30 settembre 1659) fu il centotreesimo doge della Repubblica di Venezia dall'8 aprile 1658 alla morte.

Durante il suo breve regno proseguì la ventennale guerra di Candia.

Vita[modifica | modifica sorgente]

Figlio di Vettor ed Elena Soranzo, uomo ricchissimo, fece una rapida carriera nell'amministrazione pubblica venendo eletto più volte consigliere del doge e senatore. Nonostante tutti questi onori numerose macchie infamanti oscurarono a lungo il suo nome: nel 1642 aveva abbandonato la guarnigione di Pontelagoscuro all’arrivo dei nemici nonostante ne fosse il comandante, durante gli anni successivi s’era macchiato di malversazione ed appropriazione indebita. Durante un rettorato in terraferma aveva rubato dalle proprietà dei suoi amministrati. Vedovo di Lucia Barbarigo, si diceva che avesse sposato una governante dai facili costumi. Il fratello venne bandito a vita per numerosi crimini. Eppure, pur con queste macchie, il Pesaro era riuscito a risalire pian piano la china e poco prima, con un lungo discorso al Maggior Consiglio, aveva convinto i nobili, titubanti, a proseguire la guerra offrendo egli stesso 6000 ducati. Questo nuovo atteggiamento gli fruttò ampi consensi e gli permise di candidarsi allo scrutinio del 1658.

Dogado[modifica | modifica sorgente]

L'8 aprile 1658 riuscì sin dal primo scrutinio ad imporsi sugli altri, soprattutto perché gli avversari erano troppo vecchi e si desiderava un doge che resistesse almeno un po' di tempo. Vana speranza! Odiato dal popolo, memore della sua arroganza e delle sue colpe, presto iniziò a soffrire d'una malattia sconosciuta e perse i denti. Senza che vi fossero riforme o novità sul campo di battaglia di Creta, che proseguiva nella sua resistenza, il suo dogado si concluse il 30 settembre 1659 e venne sepolto con grande pompa nella basilica dei Frari, dove gli fu poi eretto un sontuoso monumento.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Doge di Venezia Successore
Bertuccio Valier 8 aprile 1658 - 30 settembre 1659 Domenico II Contarini

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