Silvestro Valier

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Silvestro Valier
SilvestroValier.jpeg
Doge di Venezia
Stemma Valier.png
In carica 25 febbraio 1694 –
7 luglio 1700
Predecessore Francesco Morosini
Successore Alvise II Mocenigo
Nome completo Silvestro Valier
Nascita Venezia, 28 marzo 1630
Morte Venezia, 7 luglio 1700
Sepoltura Basilica dei Santi Giovanni e Paolo, Venezia
Dinastia Valier
Padre Bertuccio Valier
Consorte Elisabetta Querini
Religione Cattolico

Silvestro Valier o Valiero (Venezia, 28 marzo 1630Venezia, 7 luglio 1700) venne eletto il 25 febbraio 1694 centonono doge della Repubblica di Venezia. Sofferente economicamente, sotto il suo dogato la Repubblica proseguì la guerra iniziata ancora nel 1684 e solo nel gennaio 1699 riuscì a vederne la fine, senza peraltro ottenere grosse concessioni nonostante gli sforzi fatti.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlio unico di Bertuccio Valier, doge dal 1656 al 1658, appena diciannovenne si sposò con Elisabetta Querini e divenne procuratore tramite l’esborso di denaro. Secondo i cronisti non aveva qualità particolari se non una bella presenza ed un notevole eloquio. Durante la sua carriera politica si dedicò soprattutto alla vita diplomatica dove poté far sfoggio delle sue qualità. Amante della bella vita era anche munifico con i poveri e, per questo, venne sempre molto amato dal popolo.

Dogato[modifica | modifica sorgente]

Dopo la morte di Francesco Morosini, con una guerra in corso e pesanti difficoltà economiche, si decise di eleggere un uomo rappresentativo pur senza eccessive ambizioni, come invece il predecessore. Il 25 febbraio 1694 l’alto onore spettava al Valiero che, subito, pagava fastose feste e banchetti. La festa si rinnovò quando, grazie ad una deroga alla legge, fu per l'ultima volta nella storia di Venezia concessa l'incoronazione della dogaressa, cosa ormai vietata viste le immense spese statali che feste del genere richiedevano. Durante il suo dogato proseguì, con alterne fortune, la guerra contro i turchi. Nel gennaio 1699 infine, con la Pace di Carlowitz, si giungeva ad un accordo che dava a Venezia la Morea, Egina, Leucade, Zante; troppo poco per gli immensi sforzi affrontati. Ormai la Repubblica era prostrata dalle lunghe guerre e l'economia era in affanno. Il Valiero visse questo periodo così come era sempre vissuto: partecipando a ricevimenti, organizzando feste, accogliendo ospiti di rango. Nel complesso non fu un cattivo doge ma solo un regnante “ordinario”, troppo spesso accostato in modo ingeneroso al suo illustre predecessore. Già ammalato, a seguito di alcune liti famigliari s'aggravò e morì il 7 luglio 1700 improvvisamente.

È sepolto, insieme alla moglie dogaressa ed al padre doge, in un sontuoso mausoleo barocco nella basilica dei Santi Giovanni e Paolo.

Predecessore Doge di Venezia Successore
Francesco Morosini 25 febbraio 1694 - 7 luglio 1700 Alvise II Mocenigo

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