Agostino Barbarigo (doge)

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Agostino Barbarigo
Marco Basaiti, Ritratto del doge Agostino Barbarigo.
Marco Basaiti, Ritratto del doge Agostino Barbarigo.
Doge di Venezia
Doge Agostino Barbarigo.png
In carica 30 agosto 1486 –
20 settembre 1501
Predecessore Marco Barbarigo
Successore Leonardo Loredan
Nome completo Agostino Barbarigo
Nascita Venezia, 1419
Morte Venezia, 20 settembre 1501
Sepoltura Chiesa di Santa Maria della Carità, Venezia
Dinastia Barbarigo
Padre Francesco Barbarigo
Madre Cassandra Morosini
Religione Cattolico

Agostino Barbarigo (Venezia, 1419Venezia, 20 settembre 1501) fu il settantaquattresimo doge della Repubblica di Venezia.

Fu portato al potere dalla nuova nobiltà nel 1486, in seguito ai risultati ottenuti nella guerra contro Ferrara. Nel 1495 organizzò una coalizione anti-francese per scacciare Carlo VIII dall'Italia, obiettivo centrato grazie alla battaglia di Fornovo. Durante il suo dogato Venezia mirò all'acquisto di capisaldi in Romagna ed in Puglia e venne annessa definitivamente l'isola di Cipro (1489).

Guerra contro i Turchi (1499-1503)[modifica | modifica sorgente]

Con il sultano ottomano Bayezid II, successore di Maometto II, all'inizio i rapporti erano stati cordiali. Ma dal 1492 iniziarono le difficoltà. Il sultano si offese per i dispacci cifrati che il bailo veneziano di Istanbul inviava al suo governo e gli intimò di lasciare il paese in tre giorni.

Ben presto la rottura delle relazioni diplomatiche sfociò in guerra aperta. I mercanti veneziani presenti a Istanbul furono arrestati (1499); i bosniaci entrarono in Dalmazia ed arrivarono fino alle porte di Zara.

Le due flotte si scontrarono nelle acque di Navarino e, nonostante l'esito della battaglia risultasse incerto, Lepanto cadde nelle mani ottomane. Nel giugno 1499 Modone venne attaccata dal sultano in persona: dapprima oppose una buona resistenza, ma si arrese dopo poche settimane. Appena entrati gli ottomani massacrarono la popolazione senza pietà.
Poco dopo anche Corone soccombeva a sua volta.

Per la Repubblica di Venezia fu un colpo gravissimo, perché le due cittadine erano una base ed un rifugio per tutte le navi veneziane che vi facevano vela verso il Levante.

La guerra si protrasse ancora per quattro anni; la pace del 1503 sancì per la Serenissima la perdita delle due fortezze e dell'isola di Santa Maura: a quel punto, Venezia in Morea non manteneva altro che Nauplia, Patrasso e Monemvasia.

Doge Agostino Barbarigo.png

Aspetti culturali[modifica | modifica sorgente]

Durante il suo dogato, iniziarono lavori che dettero a Piazza San Marco alcuni dei principali monumenti che ancora oggi la caratterizzano: nel 1494 si gettavano le fondamenta per la torre dell'Orologio e nel 1495 per le Procuratie Vecchie.

Il 1º febbraio 1499 il doge inaugurò l'Orologio sulla torre. La statua del doge fu posta a fianco del leone di San Marco, simbolo della città stessa, sulla parte superiore della facciata della torre. La statua fu, però, distrutta dai francesi nel 1797, per rappresentare anche visivamente la fine della Repubblica. Per sua iniziativa fece costruire anche la Scala dei Giganti di Palazzo Ducale, dei fratelli Marco e Pietro Lombardo.

Fu committente di Giovanni Bellini per il ritratto del fratello Marco destinato alla Sala del Consiglio Maggiore (1486-1487) e per la Pala Barbarigo (1488).

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Predecessore Doge di Venezia Successore
Marco Barbarigo 30 agosto 1486 - 20 settembre 1501 Leonardo Loredan

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