Alvise III Mocenigo

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Alvise III Mocenigo
Alvise III Mocenigo doge.jpg
Doge di Venezia
Coat of arms of the House of Mocenigo.svg
In carica 24 agosto 1722 –
21 maggio 1732
Predecessore Giovanni II Corner
Successore Carlo Ruzzini
Nome completo Alvise III Sebastiano Mocenigo
Nascita Venezia, 29 agosto 1662
Morte Venezia, 31 maggio 1732
Sepoltura Basilica dei Santi Giovanni e Paolo, Venezia
Dinastia Mocenigo
Padre Alvise Mocenigo
Madre Cecilia Michiel
Religione Cattolico

Alvise III Sebastiano Mocenigo (Venezia, 29 agosto 1662Venezia, 21 maggio 1732) fu il centododicesimo doge della Repubblica di Venezia dal 24 agosto 1722 alla morte.

Abile ufficiale di marina, si distinse più volte per il valore dimostrato in battaglia.

Vita[modifica | modifica sorgente]

Era figlio di Alvise e Cecilia Michiel. Sin da giovane Alvise Mocenigo, il terzo con questo nome ad assurgere al dogato, entrò nella marina militare veneziana. Da giovane fu un ufficiale al seguito del famoso Francesco Morosini e partecipò con esso alla campagna mediterranea del 1684 - 1690 e poi a quella del 1693 - 1694. Dopo la morte del famoso doge si dimostrò uno dei pochi comandanti veneziani abili e, anche se non riuscì ad evitare alcune sconfitte alla patria durante l'ultima guerra contro i turchi, durante il quadriennio 1714 - 1718, rimase comunque rispettato ed ammirato negli ambienti militari. Negli anni successivi fu uno dei protagonisti della Pace di Passarowitz, tanto che la linea di confine tra Turchia e Venezia in Dalmazia stabilita nel 1721 fu chiamata proprio Linea Mocenigo.

Dogato[modifica | modifica sorgente]

Eletto doge il 24 agosto 1722, continuò la politica di neutralità di Venezia. Durante il XVIII secolo la repubblica veneziana ormai era in forte declino e quindi ci si rese presto conto che l'unica possibilità che aveva per sopravvivere alle grandi guerre di quel secolo era quella di invocare sempre la neutralità; Alvise Mocenigo, uomo d'armi che ben comprendeva lo stato mediocre dell'esercito veneziano, fu strenuo propugnatore di questa visione politica. Durante il suo pacifico dogato si cercò di por rimedio, con difficoltà, alla dilagante corruzione statale e a rivitalizzare l'ormai esausta economia nazionale. Vi furono importanti lavori di restauro e piazza San Marco venne lastricata. Morì il 21 maggio 1732 lasciando in dono alla Repubblica i due leoncini in marmo rosso che adesso adornano la piazzetta a fianco della basilica di San Marco[1].

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Federigo Stefani e Federico Odorici, Tavola XIV in Pompeo Litta (a cura di), Famiglie celebri d’Italia. Mocenigo di Venezia, Ed. Luciano Basadonna, 1868 - 1872.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Doge di Venezia Successore
Giovanni II Corner 1722-1732 Carlo Ruzzini

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