Pietro Lando

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Pietro Lando
Domenico Robusti, Ritratto del doge Pietro Lando.
Domenico Robusti, Ritratto del doge Pietro Lando.
Doge di Venezia
In carica 19 gennaio 1539 –
9 novembre 1545
Predecessore Andrea Gritti
Successore Francesco Donà
Nome completo Pietro Lando
Nascita Venezia, 1462
Morte Venezia, 9 novembre 1545
Sepoltura Chiesa di Sant'Antonio di Castello, Venezia (oggi non più esistente)
Dinastia Lando
Padre Giovanni Lando
Madre Stella Foscari
Consorte Maria Pasqualigo
Figli Due figli
Religione Cattolico

Pietro Lando (Venezia, 1462Venezia, 9 novembre 1545) fu il settantottesimo doge della Repubblica di Venezia.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gioventù[modifica | modifica wikitesto]

Pietro Lando, figlio di Giovanni e Stella Foscari, si dedicò in gioventù dapprima allo studio di Platone ma poi, come quasi tutti i giovani nobili veneziani della sua epoca, ai commerci in Oriente, senza tuttavia arricchirsi. Tornato a Venezia si dedicò all'arte forense e poi viaggiò molto, eccellendo nell'arte del governo e dell'amministrazione visto che venne più volte chiamato a reggere rettorati di città e divenne più volte ambasciatore della sua patria. Sposatosi con Maria Pasqualigo, ebbe due figli.

Maturità e prigionia[modifica | modifica wikitesto]

Ottenuti numerosi incarichi amministrativi Pietro Lando venne spedito nel 1509, anno della Lega di Cambrai che vide unificarsi le forze di Francia, Spagna, Papato, Austria ed altri regni minori contro lo strapotere di Venezia, presso la Romagna (Faenza) dove, nonostante la sua perizia, venne catturato nello stesso anno. Dopo tre duri anni di prigionia fu liberato in seguito ad accordi di pace e poté ritornare a Venezia.

Forse colpito nell'animo dalla detenzione si ritirò per un po’ di tempo dalla carriera pubblica anche se nel 1534 riuscì a diventare Procuratore di San Marco, segno che, dopotutto, la sua ascesa verso incarichi di maggior responsabilità non s'era bloccata. Fu collaboratore del doge Gritti e, alla morte di questo (28 dicembre 1538) divenne uno dei favoriti alla sua successione.

Dogado[modifica | modifica wikitesto]

Doge Pietro Lando.png

La sua elezione si concretizzò domenica 19 gennaio 1539. I festeggiamenti per la sua elezione vennero turbati dalla notizia d'un quadruplice omicidio avvenuto per mano di tal Pietro Ramberti che, per denaro, uccise la zia materna, la sua donna di servizio ed i piccoli figli della prima.

La pronta condanna a morte del reo non fermò le dicerie che vedevano quello del Lando come un regno sfortunato. In effetti, già nel 1542, volendo Venezia giungere ad un accomodamento contro i suoi nemici turchi, si scopriva che alcuni segretari dei più importanti organi pubblici avevano venduto notizie al nemico causando la perdita di preziose roccaforti. La pace ottenuta, inoltre, fu solo una breve tregua.

Occorre tener presente che, proprio in seguito a questo fatto, si decise d'istituire e poi potenziare la carica degli "Inquisitori di Stato", noti soprattutto nel '700 per il controllo selettivo e quasi maniacale della società veneziana. Gli agenti segreti affiliati a questa istituzione vennero detti "babau". Nel corso del 1539 e del 1543 a Venezia imperversò una carestia che uccise molti abitanti e che scatenò l'ira popolare contro il governo.

Il 1544 invece s'aprì con una contesa tra l'inquisizione romana, che desiderava estendere la sua influenza sul territorio della Repubblica, e Venezia che rifiutava ingerenze esterne. Il Lando, vecchio e, a detta di tutti, senza una grande personalità, in questi ultimi tempi si limitò a vivacchiare, senza più prendere parte ai consigli o alle riunioni di governo. Si pensò persino di deporlo per incapacità ma, infine, la natura fece il suo corso. Il 9 novembre 1545 moriva e veniva sepolto nella chiesa di Sant'Antonio di Castello; le sue ceneri sono andate perse.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Doge di Venezia Successore
Andrea Gritti 19 gennaio 1539 - 9 novembre 1545 Francesco Donà