Chiesa dei Gesuati

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Coordinate: 45°25′45.33″N 12°19′37.82″E / 45.429258°N 12.327172°E45.429258; 12.327172

Chiesa di Santa Maria del Rosario o dei Gesuati
Il prospetto principale della chiesa dei Gesuati
Il prospetto principale della chiesa dei Gesuati
Stato Italia Italia
Regione Veneto
Località Venezia
Religione Cattolica
Titolare Madonna del Rosario
Diocesi Patriarcato di Venezia
Stile architettonico Barocco
Inizio costruzione 1724
Completamento 1736
Il soffitto di Giovanni Battista Tiepolo
Altare

La chiesa di Santa Maria del Rosario, comunemente conosciuta con il nome di chiesa dei Gesuati è un edificio religioso situato a Venezia nel sestiere di Dorsoduro.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome Gesuati viene dall'ordine religioso, soppresso nel 1666, che nell'area aveva una chiesa e soprattutto un grande convento, poi acquistato dai domenicani.

La chiesa è sede principale dell'ampia parrocchia omonima, che si estende dalla Punta della Dogana fino a San Trovaso. Appartengono alla parrocchia dei Gesuati come chiese sussidiarie la chiesa dello Spirito Santo e la Basilica di Santa Maria della Salute. Ricadono nel territorio della parrocchia dei Gesuati anche le chiese di Sant'Agnese e di Santa Maria della Visitazione (detta anche degli Artigianelli), che sono chiese conventuali autonome gestite direttamente dai frati che tuttora hanno un loro monastero nelle immediate adiacenze.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

L'attuale edificio è stato costruito nel periodo 1724-36 per conto dei frati domenicani, con l'aiuto economico di tutta la città, organizzata ancora tramite le Arti e le Confraternite.

Architetto della chiesa fu Giorgio Massari. La costruzione all'esterno presenta dei motivi palladiani.

Facciata[modifica | modifica wikitesto]

L'imponente facciata domina il tratto omonimo della Fondamenta delle Zattere e si specchia direttamente sopra il canale della Giudecca. Le statue allegoriche delle quattro virtù cardinali che la ornano sono state realizzate intorno al 1737 e raffigurano: la Prudenza di Gaetano Fusali, la Giustizia di Francesco Bonazza, la Fortezza di Giuseppe Torretti e la Temperanza di Alvise Tagliapietra.[1]

Interno[modifica | modifica wikitesto]

L'interno in stile barocco veneziano si presenta ad una navata. Notevole è il vano absidale molto luminoso, con statue e bassorilievi di Giovanni Maria Morlaiter e il coro ligneo dietro al grande altare maggiore. Gli affreschi del soffitto raffiguranti il ciclo della Madonna del Rosario, a cui è dedicata la chiesa, furono realizzati da Giovan Battista Tiepolo.

Anche le cappelle laterali sono di pregevole fattura e si distinguono in particolare i dipinti della prima cappella a sinistra (San Domenico che benedice un laico dell'ordine sempre del Tiepolo), della terza cappella a sinistra (Crocifissione del Tintoretto), del primo altare sulla destra (Papa Pio V e i santi Tommaso d'Aquino e Pietro martire di Sebastiano Ricci) e della seconda e terza cappella sulla destra (rispettivamente San Domenico e I frati domenicani, entrambi opera di Giovanni Battista Piazzetta).

L'organo[modifica | modifica wikitesto]

Degno di nota è l'organo costruito da Jacopo Bazzani e figli, eredi del Callido, nel 1856.

L'organo, a trasmissione meccanica, è situato nella cantoria sopra il presbiterio in cornu evangelii e possiede un singolo manuale da 56 tasti (Do1-Sol5) spezzato tra bassi e soprani a livello del Do3. La pedaliera, diritta a 24 pedali, è costantemente unita al manuale.

Lo strumento è dotato di pedali per Ripieno e Ancie.

Disposizione fonica
Terza mano Principale primo bassi
Voci umane Principale primo soprani
Flauto reale soprani Principale 2º bassi
Flauto reale bassi Principale 2º soprani
Flauto in 8ª soprani Ottava bassi
Flauto in 8ª bassi Ottava soprani
Flauto in XII soprani Quinta decima
Viola bassi Decima nona
Violoncello soprani Vigesima terza
Clarone bassi Vigesima sesta
Trombe dolci soprani Vigesima nona
Tromboncini bassi Controbassi
Tromboncini soprani Ottave dei controbassi
Bombardone Quinte dei controbassi
Timballi al pedale

Sculture di Giovanni Maria Morlaiter[modifica | modifica wikitesto]

Completa il complesso un'alta cupola rivestita in piombo, affiancata da due celle campanarie gemelle.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Venezia, Guida d'Italia del Touring Club Italiano, Milano 2007, pagina 428, ISBN 978-88-365-4347-2

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