Istituto veneto di scienze, lettere ed arti

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Coordinate: 45°25′57.97″N 12°19′47.78″E / 45.43277°N 12.32994°E45.43277; 12.32994

Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti
Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti
Palazzo Loredan
Fondazione 1838
Fondatore Ferdinando I d'Austria
Scopo l'incremento, la diffusione e la tutela delle scienze, delle lettere e delle arti
Sede centrale Italia Venezia
Presidente Italia Gian Antonio Danieli
Lingua ufficiale italiano
Sito web
I Presidenti dell'Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti
L’accesso al palazzo da campo Santo Stefano
Palazzo Cavalli-Franchetti

L'Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti è un'istituzione accademica italiana con sede a Venezia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti trova origine nel Reale Istituto Nazionale voluto da Napoleone per l'Italia all'inizio del XIX secolo.

Venne poi rifondato con l'attuale denominazione dall'imperatore Ferdinando I d'Austria nel 1838. Con l'unione del Veneto all'Italia, l'istituto fu riconosciuto di interesse nazionale, assieme alle principali accademie degli stati preunitari, anche se la maggiore attenzione ha continuato ad essere rivolta alla vita culturale e scientifica delle Venezie.

Nel 1866 l'Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti assunse anche parte degli incarichi assegnati fino ad allora al Magistrato alle Acque, che era stato soppresso in seguito all'annessione del Veneto al Regno d'Italia. Nel 1871 fu installato presso la sede dell'Istituto il primo mareografo per il controllo sistematico delle maree a Venezia e per l'analisi statistica del fenomeno dell'acqua alta. L'Istituto curò le osservazioni fino al 1908, quando donò gli strumenti e il relativo archivio documentale all'Ufficio Idrografico del Comune.[1]

Dal 1893 ha sede a Palazzo Loredan e nel 1999 ha acquisito la seconda sede di Palazzo Franchetti, inaugurato nel 2004.

Attività[modifica | modifica wikitesto]

L'Istituto "ha per fine l’incremento, la diffusione e la tutela delle scienze, delle lettere ed arti"(articolo 1 dello statuto).

"L’Istituto è composto di due classi, una per le scienze fisiche, matematiche e naturali, l'altra per le scienze morali, lettere ed arti. Ciascuna classe è formata di 40 componenti per la categoria dei soci effettivi, 80 per quella dei soci corrispondenti e 25 per quella dei soci stranieri" (articolo 2 dello statuto).

L'Istituto, oltre alla ordinaria attività accademica e alle mensili riunioni dei soci, promuove periodicamente manifestazioni di carattere scientifico e umanistico, incontri di studio, convegni, seminari, scuole internazionali di specializzazione e organizzazione di mostre d'arte.

Pubblica annualmente un periodico, vari volumi monografici e opere inedite ritenute di rilevante valore scientifico o tali comunque da apportare un contributo significativo agli studi.

Biblioteca[modifica | modifica wikitesto]

La biblioteca si forma a partire dalla rifondazione dell’Istituto, avvenuta nel 1838. Inizialmente collocata in Palazzo Ducale, sede dell’ Istituto Veneto dal 1838 al 1893, con il trasferimento dell'Istituto a Palazzo Loredan, venne collocata in una serie di sale del piano nobile arredate per tale destinazione, dove si trova tuttora. Nella biblioteca sono conservate numerose cinquecentine e seicentine, manoscritti cinquecenteschi parte della collezione di Serafino Raffaele Minich, la raccolta di studi classici di Oddone Ravenna, l’intera biblioteca medica di Angelo Minich, quella di Luigi Luzzatti, di Fabio Vitali e molti volumi derivanti da altri lasciti. La biblioteca conserva inoltre gli atti accademici ed i volumi editi dall’ Istituto, oltre ad una raccolta di periodici, tra i quali vanno segnalati The Times (1870 - 1930), La Perseveranza (1859 -1922), L'Osservatore Romano (1861-1996), La Stampa (1867 - 1948), Il Sole 24 ORE (1865-1916) ed Il Gazzettino di Venezia (1887–oggi).

Archivi[modifica | modifica wikitesto]

  • Archivio storico Istituto: contiene i documenti prodotti dall'Istituto Veneto dal 1840 ad oggi. Una sezione invece contiene i documenti del Reale Istituto Nazionale, nello specifico il materiale delle sezioni di Padova e Venezia.
  • Archivio Luigi Luzzatti: costituito da 100 buste facenti parte della sezione corrispondenza e 300 buste facenti parte della sezione atti.
  • Archivio Angelo Minich: si divide in due sezioni una con i documenti riguardanti l'attività di medico ospedaliero a Venezia e le altre contenenti testi manoscritti, appunti di lezioni e relazioni.
  • Archivio Pietro Saccardo: formato da preziosi documenti della storia del restauro e di storia dell'arte.
  • Archivio Giusto Bellavitis: il fondo è formato da appunti scritti per le lezioni da tenere all'Università di Padova, manoscritti riguardanti il tema dell'istruzione pubblica, bozze delle opere successivamente pubblicate e testi estratti da altri manoscritti. In un secondo momento sono entrati a far parte della collezione anche opuscoli ed estratti di sue opere, manoscritti con i repertori delle pubblicazioni e giudizi personali sul contenuto di opere altrui. Sono anche presenti lettere contenute in un faldone ma in cattivo stato.
  • Archivio Massimiliano Aloisi: costituito da scritti, corrispondenza, pubblicazioni, documenti privati, ritagli di di giornali opera di Massimiliano Alonisi.
  • Archivio Augusto Ghetti: custodisce le perizie, le memorie utilizzate per ricostruire i processi di costruzione della diga del Vajont ed il disastro che ne consegui.
  • Archivio Carlo Anti - Luigi Polacco: raccoglie appunti e manoscritti del Prof. Carlo Anti, per la maggior parte inerenti ai sui scavi a Siracusa. Nel fondo sono presenti numerose tesi di laurea ed opuscoli.
  • Archivio Vittorio e Lino Lazzarini: contiene volumi di storia di Venezia appartenuti a Vittorio Lazzarini e le lettere di corrispondenza di questo con importanti membri del panorama culturale veneziano.

Collezione di medaglie[modifica | modifica wikitesto]

La collezione di medaglie si divide in due parti:

  • Le medaglie premio d'industria, assegnate nel 1800 alle imprese di maggior successo del Veneto
  • Le medaglie legate a commemorazioni, congressi e manifestazioni dell'Istituto veneto

Documenti cretesi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1898 a seguito dell'abbandono dell'isola di Creta da parte dell'Impero Ottomano, venne inviata, dal Ministero della Pubblica Istruzione del Regno d'Italia, una spedizione archeologica guidata da Federico Halbherr. L'Istituto Veneto decise di inviare in missione anche un suo esponente, il giovane Giuseppe Gerola , che restò nell'Isola di Creta dal 1900 al 1902 a ricercare tracce di monumenti veneti. Il risultato di questa spedizione è conservato presso l'Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti e comprende:

  • 394 trascrizioni di grafiti veneto-cretesi,
  • 50 calchi in gesso di Leoni di San Marco con stemmi araldici di famiglie veneziane,
  • 1000 foto

Depositi librari[modifica | modifica wikitesto]

  • Il magazzino alle Zattere venne acquistato per poter custodire le raccolte librarie. Formato da un unico piano che è stato razionalizzato con un soppalco. Nella parte superiore furono alloggiati gli uffici per le ricerche bibliografiche e nel piano sottostante reso disponibile uno spazio per esposizioni e mostre d'arte.
  • Il deposito librario di Mestre venne istituito per poter ospitare parte del patrimonio librario dell' Istituto. In questo edificio vengono depositate le monografie e i periodici acquistati dopo la fine della seconda guerra mondiale. Il deposito possiede uno spazio per la custodia dei volumi con una capacità complessiva di 4.275 metri lineari.
  • Casa Minich, comprata con parte del lascito di Angelo Minich, fu prima residenza e poi, dopo il restauro ad opera di Libero Cecchini, adibita a deposito librario. Attualmente anche sede dell' European Center for Living Technology (ECLT) e del Centro Interuniversitario di Studi Veneti (CISVE).

Collaborazioni[modifica | modifica wikitesto]

Italiane[modifica | modifica wikitesto]

Internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Personalità di spicco tra i soci dell'Istituto Veneto[modifica | modifica wikitesto]

Classe di Scienze morali, lettere ed arti[modifica | modifica wikitesto]

Carlo Anti, Feliciano Benvenuti, Bernard Berenson, Camillo Boito, Vittore Branca, Giosuè Carducci, Fernand Braudel, Antonio Canova, Luigi Carrer, André Chastel, Carlo Cipolla, Benedetto Croce,Francesco De Sanctis, Giacomo Devoto, Carlo Diano, Aldo Ferrabino, Francesco Ferrara, Giuseppe Fiocco, Antonio Fogazzaro, Gianfranco Folena, Giuseppe Gerola, Virgilio Guidi, Ferdinand Gregorovius, René Huyghe, Frederic C. Lane, Luigi Luzzatti, Francesco Malipiero, Terenzio Mamiani, Alessandro Manzoni, Concetto Marchesi, Luigi Meneghello, Jules Michelet, Marco Minghetti, Pompeo Molmenti, Theodor Mommsen, Costantino Nigra, Pierre de Nolhac, Ugo Ojetti, Aldo Palazzeschi, Gaston Palewski, Giovanni Pascoli, Ezra Pound, Leopold von Ranke, Alfred von Reumont, Ettore Romagnoli, Antonio Rosmini, Luigi Settembrini, Nicolò Tommaseo, Diego Valeri, Manara Valgimigli, Pasquale Villari, Giacomo Zanella.

Classe di Scienze matematiche, fisiche e naturali[modifica | modifica wikitesto]

Massimiliano Aloisi, Roberto Ardigò, Giovanni Canestrini, Vittorio Cini, Giuseppe Colombo, Giorgio Dal Piaz, Antonio Favaro, Galileo Ferraris, Augusto Ghetti, Tullio Levi Civita, Fedele Lampertico, Guglielmo Marconi, Angelo Messedaglia, Umberto Nobile, Pietro Paleocapa, Louis Pasteur,Antonio Pacinotti, Gregorio Ricci Curbastro, Giuseppe Jappelli, Alessandro Rossi, Paul Sabatier, Quintino Sella.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Un po' di storia - Storia dell'acqua alta fino ad oggi in www.comune.venezia.it, Comune di Venezia - Istituzione centro maree. URL consultato il 25 novembre 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • M. Marangoni, Commemorazioni dei soci effettivi 1843-2010, Venezia, Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, 2011, ISBN 978-88-95996-35-6.
  • G. Gullino, L'Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti, dalla rifondazione alla Seconda Guerra Mondiale (1838-1946), Venezia, Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, 1996, ISBN 88-86166-26-5.1
  • E. Bassi, R. Pallucchini e A. Franchini, Palazzo Loredan e l'Istituto veneto di scienze, lettere ed arti, Venezia, Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, 1985.
  • L. Mezzaroba, Le Medaglie dell'Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, Venezia, Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, 2010.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]