Pallacanestro Femminile Schio

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Pallacanestro Femminile Schio
Pallacanestro Basketball pictogram.svg
Campione d'Italia in carica Campione d'Italia in carica
Detentore della Coppa Italia Detentore della Coppa Italia
Detentore della Supercoppa italiana Detentore della Supercoppa italiana
Arancioni (orange)
Segni distintivi
Uniformi di gara
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Casa
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Trasferta
Colori sociali Arancione e Bianco.svg Arancione e Bianco
Dati societari
Città Schio
Paese Italia Italia
Confederazione FIBA Europe
Federazione FIP
Campionato Serie A1
Fondazione 1973
Denominazione Pallacanestro Femminile Schio
(1973-presente)
Presidente Marcello Cestaro
General manager Paolo De Angelis
Allenatore Spagna Miguel Mendez
Palazzetto PalaCampagnola
(2.600 posti)
Sito web www.familabasket.it
Palmarès
Scudetto.svgScudetto.svgScudetto.svgScudetto.svgScudetto.svgScudetto.svgCoccarda Italia.svgCoccarda Italia.svgCoccarda Italia.svgCoccarda Italia.svgCoccarda Italia.svgCoccarda Italia.svgCoccarda Italia.svgCoccarda Italia.svgSupercoppa di pallacanestro.svgSupercoppa di pallacanestro.svgSupercoppa di pallacanestro.svgSupercoppa di pallacanestro.svgSupercoppa di pallacanestro.svg
Scudetti 6
Coppe Italia 8
Supercoppe italiane 5
Coppe europee 2 Coppe Ronchetti; 1 EuroCup

La Pallacanestro Femminile Schio è una delle più importanti società di pallacanestro femminile in Italia. Ha sede in Viale dell'Industria a Schio, in provincia di Vicenza e gioca al PalaCampagnola. È sponsorizzata dal Famila del presidente Marcello Cestaro. Detiene il record di Coppe Italia vinte: otto.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Il 10 giugno 1974 a Padova, un gruppo di ragazze, sponsorizzate da una piccola azienda vicentina, il Luma Asfalti, superava la concorrenza della Sorgente Alba Treviso per la promozione nel campionato di Serie B. Il presidente di quella squadra era Ivano Baron. La squadra di Schio, non disponendo di mezzi economici rilevanti, era ancora costretta a giocare nella palestra Don Bosco, ubicata nel centro della città.

I campionati successivi, nonostante il cambio di sponsor (UFO blue jeans dei fratelli Zanella di Caldogno) e l'arrivo di Maria Grazia Saggin prima, Mariangela De Luca e Anna Bazzi poi (entrambe dalla Standa Milano) non riservano grandi soddisfazioni per la Pallacanestro Schio, che permane dunque in serie B.

Il campionato 1977/78 segna la svolta, perché la società ingaggia l'allenatore Gino Minervini e acquista Sandra Bernetti, Angela Natale e Antonella Stanzani. Al termine di un campionato concluso con 12 vittorie su 14 partite disputate, l'UFO Schio approda in serie A.

Gli anni '80 e la Serie A[modifica | modifica wikitesto]

Le prime due stagioni della UFO Schio in Serie A, pur senza mai lottare per lo scudetto, sono positive. Nella stagione 81/82, la Pallacanestro Schio acquista Lynette Woodard, cestista con una grande fama alle spalle. Malgrado l'acquisto, la squadra non riesce ad entrare nella poule scudetto.

La stagione 84/85 è la stagione dei cambiamenti. Lo sponsor innanzitutto, dopo 10 anni termina la sponsorizzazione UFO per lasciare posto alla Lanerossi. Poi il campo di gioco: il Palazzetto Don Bosco viene sostituito dalla Palestra “Mario Lanzi”. La campagna acquisti porta a Schio la statunitense Joyce Walker, ma, ancora una volta, qualcosa non è andato per il verso giusto, perché Schio entra nei play-off ma viene eliminato da Vicenza.

Durante la stagione successiva Joyce Walker riceve un'offerta dagli Harlem Globetrotters e lascia Schio. Dopo le prime giornate di campionato, il presidente Bruno Faoro è colpito da una grave malattia che in breve tempo lo porterà alla scomparsa, viene di poco evitata la retrocessione solo grazie agli spareggi di Marsciano, ma sarà solo rimandata all'anno successivo, a conclusione della stagione 1986-87.

Nell'87/88 la Pallacanestro Femminile Schio riparte dal nuovo presidente è Marcello Cestaro e il nuovo allenatore Milan Vusojevic. La campagna acquisti è notevole considerato il campionato di A2 al quale la squadra partecipa, nonostante questo l’immediato ritorno nella massima serie non avviene. Schio si riaffaccia all’A1 l’anno successivo targato però Famila, la nota catena di supermercati del presidente. Anche il Campo di gioco cambia nuovamente: si gioca al PalaCampagnola.

Gli anni '90 e i primi trionfi[modifica | modifica wikitesto]

Grazie all’apporto dell’imprenditore locale e presidente della società Marcello Cestaro, la Pallacanestro Femminile Schio diventa uno dei club più ricchi e competitivi d’Italia. La stagione 89/90 vede dunque il Famila competere per i play off. Per questa stagione la squadra si è rinforzata con due straniere di classe, Beverly Williams e Tammy Jackson oltre poi al pivot Marina Pirani. Il Famila non solo riesce a salvarsi (normale obiettivo per una neopromossa) ma in virtù del suo sesto posto finale accede ai play off scudetto (purtroppo l’eliminazione avviene già ai quarti di finale ad opera di Milano). La stagione è comunque ottima. I tifosi per la stagione successiva si attendono una riconferma ad alti livelli ma nella stagione 90/91 accade l’inaspettato: Schio conosce nuovamente la retrocessione. Le intenzioni della società sono però quelle di un pronto riscatto, per tornare quindi subito in A1 e restarci. Nella stagione 91/92 c’è un nuovo allenatore, Dante Carzaniga e tante giovani di qualità: Strazzabosco, Pozzan e Caselin su tutte. La stagione è trionfale: 4 sole sconfitte su 31 gare giocate portano il Famila di nuovo nella massima serie. I meriti vanno senza dubbio in gran parte al nuovo tecnico che ha saputo trasmettere quella motivazione e quella cattiveria agonistica che la stagione scorsa erano mancate. Viene così riconfermato. La stagione 92/93 rimarrà a lungo nella memoria degli scledensi. In estate torna Beverly Williams e arriva pure Regina Street, pivot di 1.94 proveniente da Priolo per il resto la squadra viene riconfermata. L’inizio di stagione è sorprendente, la squadra macina vittorie su vittorie e in città l’entusiasmo è alle stelle, anche se nessuno osa pronunciare la parola scudetto. Pure Vicenza e Como si dovranno arrendere alle laniere. Arrivano i play off e ai quarti è subito Schio-Vicenza. Il Famila riesce ad imporsi in gara 3 e raggiunge le semifinali (miglior risultato di sempre) contro Como. Per Schio purtroppo non c’è niente da fare, la squadra esce però a testa alta avendo disputato un campionato da protagonista con Nicoletta Caselin sempre più leader della squadra. Per la stagione successiva lo Schio punta a riconfermare i buoni risultati con l’arrivo in estate del pivot Chana Perry. La regular season non conferma le aspettative, la squadra si piazza al settimo posto. Ai play off c’è subito l’eliminazione ai quarti ad opera di Parma. Considerato il potenziale del gruppo e le premesse della stagione precedente la delusione è grande, soprattutto tra i sempre più numerosi tifosi. Al termine di questa stagione Paola Finozzi storica bandiera arancione lascia la squadra dopo 14 anni di militanza in giallorosso. Per la stagione 94/95 i rinforzi estivi si chiamano Andrea Lloyd e Lorenza Arnetoli, la squadra è forte e gode di ottime credenziali. Il Famila viaggia a gonfie vele sempre a punteggio pieno (assieme a Como) e le sue due stelle tutte italiane Lorenza Arnetoli e Nicoletta Caselin sono convocate in nazionale maggiore. Al termine della regular season le sconfitte sono solamente due, entrambe ad opera della Comense. I play off vedono come avversarie ai quarti Ferrara e in semifinale Faenza. Il Famila inizia la fase decisiva del campionato col piglio giusto e per la prima volta in tutta la sua ventennale storia accede alla finale scudetto, dove l’avversario è il Como. La città sogna letteralmente ad occhi aperti, l’entusiasmo è alle stelle e le giocatrici sono viste come dei veri idoli sportivi che la sua città si coccola. Purtroppo la finale è un monologo della Comense che strapazza il Famila con un netto 3-0. Le ragazze aprono la nuova avventura con il favore dei pronostici. In campionato e nella prima fase di coppa Italia (la Final Four si terrà a Schio) il Famila vince. Purtroppo ai play off la marcia verso lo scudetto delle arancioni viene fermata quasi subito da Cesena ma è la Coppa Italia il capolavoro di questa stagione. Il 29 febbraio 1996 il basket scledense vive uno dei momenti più esaltanti della sua storia: un PalaCampagnola strapieno sarà il teatro della prima vittoria in Coppa Italia dove in finale il Famila ha incontrato la solita Pool Comense. 71 a 70 il risultato finale (Lloyd 15, Caselin 12, Perry 20, Arnetoli 4, Strazzabosco 3, Zanussi 17) Con la coccarda tricolore sul petto, il Famila si presenta ai blocchi di partenza della stagione successiva. Si dovrà difendere la Coppa Italia, ci sarà la Coppa Ronchetti ed infine il Campionato. La stagione non parte bene, continua male e finisce peggio. Nel primo appuntamento stagionale, la Supercoppa Italiana, il Famila perde 50-44 contro Como. Chana Perry si infortuna alla terza giornata di campionato e la squadra non ingrana mai la marcia giusta. Ai play off le scledensi sono eliminate dalle rivali di sempre: Como. In Coppa Italia le detentrici escono addirittura con le cugine thienesi. In Coppa Ronchetti le cose non vanno meglio. A farne le spese, dopo questa stagione disastrosa è Dante Carzaniga.

Gli anni recenti e i quattro scudetti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2002-03 il Famila è arrivato settimo al termine della stagione regolare, ma ha perso i play-off per lo scudetto.

La stagione 2003-04 inizia con un piccolo colpo di scena per tutti i tifosi scledensi, sulla panchina arancione arriva Santino Coppa, per anni allenatore del Priolo. Le premesse per fare bene ci sono tutte anche perché il mercato estivo è faraonico: da La Spezia arriva a Schio una giocatrice che negli anni a seguire farà innamorare tutti gli sportivi di Schio, “Penny” Taylor. Oltre alla campionessa australiana nella squadra di patron Marcello Cestano giungono due pivot di gran blasone: la francese Nicole Antibe e “Boba” Tuvic oltre alla guardia Susanna Bonfiglio da Priolo. Il Famila parte la stagione molto bene, le vittorie giungono una dopo l’altra e tra i tifosi c’è chi inizia a sognare e ad entusiasmarsi. Il 7 e l’8 a Napoli si svolge la final six di Coppa Italia dove Schio con una splendida prestazione si aggiudica la terza Coppa Italia della sua storia. Il Famila a questo punto è il candidato numero uno per la vittoria anche del Campionato. La marcia trionfale di Schio continua inarrestabile, il Famila vince e convince e questo sembra davvero l’anno buono. In semifinale scudetto le avversarie sono quelle di sempre: Como (quest’anno però le arancioni sembrano essere decisamente più forti). Il Famila vince gara 1 al Campagnola poi il buio. Un black-out inspiegabile. Una, due e infine tre sconfitte di fila costringono il Famila a rinunciare ai sogni di gloria anche per questa stagione. In Finale ci va il Como. La delusione neanche a dirlo è immensa, quest’anno c’era la convinzione di essere davvero superiori alle rivali delle lariane (che poi conquisteranno l’ennesimo titolo contro Parma in finale). La soddisfazione per la vittoria in Coppa Italia c’è, ma la delusione per questo scudetto che non arriva è mille volte più grande.

Stagione 2004-2005 ennesimo anno negativo. Roster rivoluzionato e mercato estivo molto movimentato. La delusione per il pessimo finale di stagione precedente è ancora sentita. Per la società un altro insuccesso è impensabile visti anche i forti investimenti fatti. Prima mossa del nuovo corso è l’esonero di coach Santino Coppa (tornerà a Priolo), al suo posto arriva un allenatore di alto spessore tecnico e dalla grande esperienza nazionale e internazionale: Fabio Fossati (reduce da una stagione in Russia, a Mosca). Il nuovo coach chiede tre giocatrici a patron Cestaro: la riconferma di Taylor e l’arrivo di Elisabetta Moro da Taranto e Raffaella Masciadri da Como. Le richieste vengono accolte e la squadra, in effetti, appare subito competitiva, visti anche gli innesti di Cintia Dos Santos e Bethany Donaphin sotto le plance.

Bethany Donaphin arriva a Schio nella stagione 2004/2005

Il nuovo gruppo dimostra tutto il suo valore in campionato inanellando una lunga serie di vittorie. A marzo arriva poi la prima soddisfazione stagionale: Schio vince la sua quarta Coppa Italia e seconda di fila (battuto in finale Napoli 63-51). Terminata la regular season al secondo posto dietro Napoli, ai quarti le arancioni si sbarazzano con facilità di Priolo in due gare e approdano in semifinale dove l’avversaria è la Meverin Parma di Gordana Grubin e Michelle Snow. Bastano però due gare per capire chi è il più forte e chi deve approdare in finale: è Schio (75-64 e 68-66 il risultato delle due gare). C’è chi dice che una squadra così forte da queste pari non si sia mai vista, ma in società la cautela è massima vista l’esperienza non sempre positiva degli anni trascorsi. Subito le sorprese: l’avversaria in finale non sarà Napoli(crollata nel finale di stagione) come tutti si attendevano, bensì la Penta Faenza di Coach Paolo Rossi, squadra di classe e ottima tecnica, dove militano talenti del calibro di Simona Ballardini, Adriana Moses Pinto, Maria Chiara Franchini, Graziane Coelho ed Emilja Podrud. Famila con vantaggio del campo e gara uno che si gioca dunque a Faenza. Faentine quasi sempre davanti ma Famila che non molla e resta sempre incollato all’avversaria che cerca il colpaccio. A pochi secondi dalla fine un fallo di Podrug su un tiro da tre di Lorenza Arnetoli consentono a Schio, grazie ai 3 tiri liberi realizzati dalla stessa Lorenza, di portare a casa la vittoria. Palazzetto dello sport di Faenza a dir poco infuriato per la decisione arbitrale, ma fallo che sembra esserci e anche piuttosto netto.

Gara 2 si gioca in un PalaCampagnola con pubblico delle grandissime occasioni

La curva scledense

ed è un’altra gara accesa. Sostenitori faentini giunti in massa e gara molto equilibrata. Alla fine Schio vince 63 a 55. Il sogno è a un passo, mai la Pallacanestro femminile Schio era stata tanto vicina ad essere, almeno per una stagione, la più forte squadra d’Italia. La situazione vede infatti il Famila in vantaggio per 2 a 0 nella serie finale, con gara 3 da giocarsi ancora al Campagnola. La partita è preceduta da un clima di fervida attesa e in città non si parla d’altro, c’è chi dice che lo Scudetto è ormai già vinto e chi invece, memore delle troppe delusioni patite tiene i piedi ben saldi a terra. Questa è però un'occasione troppo ghiotta per le ragazze di Cestaro, occasione che infatti non si fanno sfuggire. Le scledensi iniziano gara 3 subito con il piglio giusto, (Moro, Donaphin, Taylor, Masciadri, Dos Santos lo starting five) con un parziale di 23-8 nel primo quarto. Faenza ci crede comunque fino in fondo, ma il cuore, le testa e la forza di queste ragazze sono un ostacolo insormontabile da superare per le romagnole. Il Famila Schio per la prima volta vince lo Scudetto ed entra di diritto nella storia della pallacanestro italiana. Il Palazzetto dello Sport strapieno (circa 3000 spettatori) è in visibilio e la città scoppia in una festa che durerà per le strade del centro tutta la notte.

Il 2004 inizia, per la prima volta nella storia del basket, con lo scudetto cucito sulle maglie del Famila Wuber Schio. Squadra ovviamente quasi tutta riconfermata (Taylor sarà sostituita da Grubin fino a gennaio per rifiatare dopo la lunga stagione estiva WNBA), ad eccezione delle due veterane: una, Nico Caselin, lascia il basket dopo avere dato tutta sé stessa a questa società, l’altra, Lorenza Arnetoli, passa alla Germano Zama Faenza. Acquisti eclatanti non sono necessari (arrivano Federica Ciampoli da Parma ed Emanuela Ramon da Faenza), ma del resto c’è la piena convinzione che questa squadra è già forte così com’è. Quest’anno oltre a dover difendere Scudetto e Coppa Italia ci sarà anche l’impegno europeo con l’Eurolega, dunque la panchina andava comunque un po’ allungata, in modo tale da permettere a tutte le giocatrici di riposare. Arriva subito, la prima vittoria importante: è la Supercoppa Italiana vinta in gara unica al Campagnola contro Faenza. L’inizio di Campionato è buono viste anche le energie, fisiche e mentali, che si porta via l’Eurolega e il Famila si piazza saldamente nelle parti alte della classifica. A marzo c’è la Coppa Italia di cui il Famila è detentore e la final six è organizzata proprio a Schio (per la prima volta nella storia del basket femminile italiano si gioca una competizione ufficiale con i canestri più bassi rispetto al maschile). Ai quarti l’avversaria è già di quelle impegnatve: Faenza. La partita è equilibratissima e fino alla fine si gioca sul filo del pari. Il pubblico, numerosissimo, si aspetta un guizzo finale da Pozzan e compagne, ma alla fine, in maniera del tutto inaspettata, è Faenza a portare a casa la vittoria e dunque l’accesso alle semifinali. Schio esce subito di scena tra lo stupore di tutti. Una sconfitta nelle fasi d’avvio della manifestazione non era certo prevedibile, anche in considerazione del fatto che le gare si sarebbero svolte tutte con il sostegno del pubblico di casa. Il Famila si rituffa nel campionato, che lo vedrà chiudere la regular season al primo posto davanti Priolo. I play-off iniziano quasi subito e dopo aver facilmente sconfitto La Spezia ai quarti in semifinale l’avversaria è di quelle fortissime: è Taranto, guidata questa stagione dall’ex Aldo Corno. Gara 1 si gioca a Taranto dove il Famila si impone per 70 a 63, ma è in gara 2 al Campagnola che succede l’inimmaginabile. La partita è equilibrata (25-22 e 43-44 i primi due parziali) ma a fine terzo quarto Taranto tenta l’allungo (68-63 per le pugliesi). Alla fine però, come succede spesso nel basket, la squadra che in campo si dimostra più forte vince, e soprattutto i campioni veri dimostrano di poter fare la differenza. Penny Taylor, la campionessa australiana, sfodera una prestazione personale ai limiti dell’immaginabile: 42 punti (8/10 da 3 punti!) e 45 di valutazione finale. Seconda stagione consecutiva con il Famila Schio in finale, in pole position per giocarsi il massimo trofeo nazionale. La città, dopo la prestazione della squadra contro Taranto, vive un’attesa spasmodica, fatta di pettegolezzi da bar e dei quotidiani resoconti e indiscrezioni sulla squadra di Paolo Terragin sul “Giornale di Vicenza”. L’ultima avversaria da battere è la squadra giunta seconda dietro il Famila nelle regular season, è il Priolo di Santino Coppa. Gara 1 si gioca a Priolo, campo “caldissimo” e tradizionalmente ostico per qualsiasi formazione. Il Famila infatti perde, ed anche abbastanza nettamente, 77-68 il risultato. Dopo tre giorni si gioca gara due al Campagnola e non c’è storia. Il primo quarto si chiude 28-10 con vittoria conseguita (83-57 il risultato finale: Moro 17, Taylor 13 e Masciadri 21). In gara 3 sempre a Schio il copione non cambia, con un famila tonico e in gran forma che si impone per 77 a 46 sulle siciliane (Donaphin 16, Taylor 15 e Cintia 13). Il Famila si porta sul 2-1 e può quindi giocarsi due match-point, primo dei quali in gara 4 a Priolo. La partita è molto tesa ma allo stesso tempo equilibrata, Priolo non vuole dire addio ai sogni scudetto, in casa Famila invece si vuole evitare a tutti i costi gara 5 che seppure da giocarsi a Schio, comporta non pochi rischi.

Grande festa per il secondo scudetto!

Il finale è da film con il risultato dopo i tempi regolamentari che è di 74 pari. Dopo un supplementare concitato e con qualche decisione arbitrale se non altro discutibile Priolo si aggiudica gara 4 valida per la finale scudetto col punteggio di 83-81. Quello che tutti temevano si è avverato, giocare gara 5 in casa e senz’altro un vantaggio enorme, ma quando si arriva ad un certo punto il tifo di casa influisce sempre in maniera relativa e i rischi aumentano.

La tensione si taglia col coltello sugli spalti gremiti (più di 3000 paganti!) del PalaCampagnola. Mai una partita è stata tanto attesa qui a Schio. La cornice di pubblico è favolosa e le ragazze nel pre-partita sembrano concentratissime. Il mach neanche a dirlo è molto equilibrato e il primo quarto termina 26 pari. Tutti si accorgono immediatamente che la serata al tiro di Penny non è certo delle migliori, e gli scledensi cominciano un po’ a preoccuparsi visto che a metà partita il risultato vede Priolo avanti 47-39. Fossati decide, vista la brutta serata di Penny (solo 5 punti alla fine per lei) di privilegiare le azioni in cui a tirare sarà “Mascia”. Gli schemi mutati danno i loro risultati col Famila che a fine terzo quarto si rifà sotto 59-61. L’ultimo quarto è un’autentica bolgia, le ragazze ci mettono il cuore e anche di più, ma anche i tifosi fanno la loro gran parte. Un tifo assordante trascina queste splendide ragazze alla conquista del secondo scudetto consecutivo e consacrano di fatto il Famila Schio nel gotha del basket italiano. Campo invaso e giocatrici e prese d’assalto con richieste d’autografi e foto-dedica. Poi la festa si sposta per le strade del centro.

TABELLINO GARA 5 FINALE SCUDETTO STAGIONE 2005/2006

FAMILA WUBER SCHIO: Moro 9(3/3;1/5), Ramon 1, Donaphin 18(7/8), Pozzan ne, Taylor 5(0/3;0/2), Masciadri 31(2/3;7/12), Rezoagli, Dos Santos 13(5/12), Lascala (0/1 da tre), Ciampoli 6(3/4)

ACER ERG PRIOLO: Bonfiglio 18(5/11;0/1), Palie 9(3/6;1/4), Gianolla 11(2/3;2/5), Seino 14(7/11;0/2), Sciacca 8(1/1:2/2), Pascalau 13(6/12), Meneghel 3(1/1;0/2)

La stagione 2006-2007 vede innanzitutto, dopo l'abbandono del basket di Anna Pozzan, Betta Moro nuovo capitano della squadra arancione

Betta Moro, il nuovo capitano del Famila Wuber Schio

. La società quest'anno ha grandi ambizioni, si vuole ben figurare anche in Europa (la stagione precedente il Famila esce di scena ai sedicesimi di finale contro il Valenciennes) e pertanto è necessario aumentare lo spessore tecnico della squadra. Il reparto dove Schio soffre di più è quello delle lunghe, Dos Santos è sicuramente una giocatrice d’esperienza, ma in campo europeo non riesce a contrastare il gioco molto fisico delle avversarie. La società decide quindi di investire molto del budget per la campagna acquisti estiva su una vera fuoriclasse, è il pivot congolese Bernadette Ngoyisa, già vista in Italia due stagioni prima a Ribera. Oltre a “Bernie” arriva anche Gianolla, che ben si era comportata la stagione precedente a Priolo. L’annata parte benissimo con la vittoria della Supercoppa Italiana a spese del Banco di Sicilia Ribera, poi inizia il calvario. Una lunga serie di infortuni colpisce le scledensi tagliandole fuori la squadra arancione innanzitutto dai giochi europei, ma rendendo la situazione molto complicata anche in campionato. Ngoyisa si infortuna subito, e il responso medico è di quelli che fa tremare i tifosi: rottura del cercine della spalla, fuori 5 mesi. Poi come se non bastasse Penny Taylor si rompe una mano durante gli allenamenti e Betta Moro subisce un grave infortunio muscolare alla gamba sinistra. L’eliminazione in Eurolega è pressoché scontata, neppure una vittoria in 10 partite giocate per le scledensi. In campo nazionale le cose non vanno certo meglio: Schio non si qualifica per la final four di Coppa Italia (vinta da Faenza) e a termine della regular season chiude settima. Nel frattempo le infortunate sono rientrate in squadra ma non possono certo essere al top della condizione. Come se non bastasse la prima avversaria da affrontare ai quarti di finale è Napoli, che ha chiuso la stagione regolare al secondo posto. I tifosi credono comunque al miracolo, perché la squadra resta in ogni caso forte e gli scledensi rispondono in gara 1 a Schio con una grande cornice di pubblico. Famila molto tonico e padrone della partita: 66-53 il risultato finale con Ngoyisa, alla seconda partita dopo il rientro, che infila 16 punti. Il difficile deve però ancora arrivare perché ora bisognerà scendere a Napoli per gli eventuali due restanti incontri. Gara 2 è una vera sofferenza per le arancioni: Penny Taylor e Raffaella Masciadri, le due migliori tiratrici si siedono in panchina dopo il primo quarto rispettivamente con tre e quattro falli a carico. La partita finirà 70-56 per le partenopee. Schio si gioca l’intera stagione in gara 3 al PalaBarbuto.

Kathrin Ress

Napoli può giovarsi molto del fattore campo ma il Famila dopo essere stato sotto anche di 15 punti, reagisce riportandosi anche sul -1. Lo sforzo prodotto dalle ragazze per rientrare in partita, pesa però tantissimo sulle gambe e alla fine Napoli si impone per soli 4 punti, 60-56. Le campionesse d’Italia escono subito di scena.

Scudetto e FIBA Euro Cup 2008

La stagione 2007-2008 si apre con una piccola rivoluzione in casa Famila Schio, dopo tre stagioni ricche di successi Fabio Fossati lascia la panchina, al suo posto arriva Sandro Orlando. Squadra quasi tutta riconfermata ad eccezione solo di Penny Taylor, che con grande rammarico lascia Schio per trasferirsi ad Ekaterinburg, in Russia (nell’estate 2007 vinceva il titolo WNBA con la maglia delle Phoenix Mercury). A sostituire la campionessa australiana a Schio non può arrivare che un’altra fuoriclasse, ma di casa nostra: è Laura "Chicca" Macchi, giocatrice di grandissimo talento e classe. Graditissimo è anche il ritorno a Schio di Kathrin Ress che con i suoi 196 cm andrà ad affiancare Donaphin e Ngoyisa sotto canestro.

Queste giocatrici saranno fondamentali per la volata alla conquista di Eurocup, vinta nella finale contro Mosca, e dello scudetto, vinto dopo gara3 contro la Phard Napoli, impotente contro uno Schio troppo forte. Il gioco fluido e la capacità di tutto il roster sono le armi fondamentali della conquista del terzo scudetto in quattro anni e della coppa europea. Da sottolineare la costanza di Laura Macchi che, laureatasi MVP della finale play-off, ha trascinato il Famila Schio alla vittoria.

La stagione 2008-09[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione 2008-09, Schio rinforza la squadra con Kara Braxton, pivot di 198 cm, Candice Dupree, Nuria Martínez e Allison Feaster oltre poi a Masha Maiorano che va a sostituire Simona Tassara. Tuttavia, Candice Dupree, che milita nelle Chicago Sky, a causa di problemi burocratici legati al rilascio del visto tarda di molto il suo arrivo in Italia. La società scledense decide pertanto di risolvere il suo contratto e sostituirla con Nicole Antibe, la quale ha già militato nel Famila alcune stagioni precedenti. In campionato, il Famila Schio si classifica al secondo posto e affronta ai play-off prima l'Acer Erg Priolo, battuto per 2-0, poi l'Umana Venezia, che vince 2-1 ed elimina in semifinale le campionesse d'Italia in carica.

Le stagioni 2009-10 e 2010-11[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione 2009-10 la squadra si classifica terza in campionato, ai play-off batte prima la Ginnastica Comense 1872 per 2-1 quindi Faenza per 3-1. Giunta in finale viene sconfitta per 3-2 da Taranto. In precedenza aveva vinto anche la sua quinta Coppa Italia, contro la Reyer, il 7 marzo 2010 a cinque anni di distanza dall'ultima volta.

Nella stagione 2010-11 si ripropone la sfida con Taranto, giunta seconda in campionato dietro a Schio; le due squadre si ritrovano quindi in finale, come l'anno precedente la serie arriva alla quinta partita, ma stavolta è Schio ad avere la meglio, conquistando così il suo quarto scudetto. Nel frattempo è stata messa in bacheca anche la sesta Coppa Italia, Schio supera così la Ginnastica Comense 1872, ferma a 5 successi, divenendo la squadra più titolata in questa competizione.

Sponsor
  • Luma (1973-1974)
  • Ufo (1974-1984)
  • Lanerossi (1984-1987)
  • Famila (1988 a tutt'oggi)
I Presidenti
  • Ivano Baron (1974-1979)
  • Silvano Marcante (1979-1984)
  • Bruno Faoro (1984-1986)
  • Marcello Cestaro (1987 a tutt'oggi)

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria della Pallacanestro Femminile Schio
  • 1973 · fondazione della Pallacanestro Femminile Schio.
  • 1973-74 · Luma, in Serie C, Green Arrow Up.svg promossa in Serie B.
  • 1974-75 · Ufo, in Serie B.
  • 1975-76 · Ufo, in Serie B.
  • 1976-77 · Ufo, in Serie B.
  • 1977-78 · Ufo, 1ª in Serie B, Green Arrow Up.svg promossa in Serie A.
  • 1978-79 · Ufo, 7ª nel Girone B di Serie A, 1ª in Poule Salvezza.
  • 1979-80 · Ufo, 5ª nel Girone B di Serie A, 1ª in Poule Salvezza.

  • 1980-81 · Ufo, 3ª nel Girone B di Serie A1, 8ª in Poule Scudetto, quarti dei play-off.
  • 1981-82 · Ufo, 5ª nel Girone A di Serie A1, 1ª in Poule Salvezza, quarti dei play-off.
  • 1982-83 · Ufo, 2ª nel Girone A di Serie A1, 3ª in Poule Finale, quarti dei play-off.
  • 1983-84 · Ufo, 6ª nel Girone B di Serie A1, 3ª in Poule Recupero.
  • 1984-85 · Lanerossi, 5ª nel Girone A di Serie A1, 1ª in Poule Recupero, quarti dei play-off.
  • 1985-86 · Lanerossi, 5ª nel Girone A di Serie A1, 5ª in Poule Recupero, 3ª negli spareggi salvezza.
  • 1986-87 · Lanerossi, 14ª in Serie A1, Red Arrow Down.svg retrocessa in Serie A2.
  • 1987-88 · in Serie A2.
  • 1988-89 · in Serie A2, Green Arrow Up.svg promossa in Serie A1.
  • 1989-90 · Famila, 6ª in Serie A1, quarti dei play-off.

  • 1990-91 · Famila, 15ª in Serie A1, Red Arrow Down.svg retrocessa in Serie A2.
  • 1991-92 · Famila, in Serie A2, Green Arrow Up.svg promossa in Serie A1.
  • 1992-93 · Famila, 4ª in Serie A1, semifinale dei play-off.
  • 1993-94 · Famila, 7ª in Serie A1, quarti dei play-off.
  • 1994-95 · Famila, 2ª in Serie A1, finalista dei play-off.
  • 1995-96 · Famila, 2ª in Serie A1, partecipa ai play-off;
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (1º titolo).
  • 1996-97 · Famila, 4ª in Serie A1, semifinale dei play-off.
  • 1997-98 · Famila, 7ª in Serie A1, finalista dei play-off.
  • 1998-99 · Famila, 3ª in Serie A1, finalista dei play-off;
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (2º titolo).
  • 1999-00 · Famila, 4ª in Serie A1, finalista dei play-off.

  • 2000-01 · Famila, 3ª in Serie A1, semifinale dei play-off;
Shield of the European Union.svg Vincitrice della Coppa Ronchetti (1º titolo).
  • 2001-02 · Famila, 3ª in Serie A1, finalista dei play-off;
Shield of the European Union.svg Vincitrice della Coppa Ronchetti (2º titolo).
  • 2002-03 · Famila, 7ª in Serie A1, partecipa ai play-off.
  • 2003-04 · Famila, 1ª nel Girone B di Serie A1, 1ª nel Girone B di seconda fase, 3ª dopo i play-off;
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (3º titolo).
  • 2004-05 · Famila, 2ª in Serie A1, vince i play-off, Scudetto.svg campione d'Italia (1º titolo);
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (4º titolo).
  • 2005-06 · Famila, 1ª in Serie A1, vince i play-off, Scudetto.svg campione d'Italia (2º titolo);
Supercoppa di pallacanestro.svg Vincitrice della Supercoppa Italiana (1º titolo).
  • 2006-07 · Famila, 7ª in Serie A1, quarti dei play-off;
Supercoppa di pallacanestro.svg Vincitrice della Supercoppa Italiana (2º titolo).
  • 2007-08 · Famila, 2ª in Serie A1, vince i play-off, Scudetto.svg campione d'Italia (3º titolo);
Shield of the European Union.svg Vincitrice dell'EuroCoppa (1º titolo).
  • 2008-09 · Famila Wüber, 2ª in Serie A1, semifinale dei play-off.
  • 2009-10 · Famila Wüber, 3ª in Serie A1, finalista dei play-off;
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (5º titolo).

  • 2010-11 · Famila Wüber, 1ª in Serie A1, vince i play-off, Scudetto.svg campione d'Italia (4º titolo);
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (6º titolo).
  • 2011-12 · Famila Wüber, 2ª in Serie A1, finalista dei play-off;
Supercoppa di pallacanestro.svg Vincitrice della Supercoppa Italiana (3º titolo).
  • 2012-13 · Famila Wüber, 1ª in Serie A1, vince i play-off, Scudetto.svg campione d'Italia (5º titolo);
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (7º titolo);
Supercoppa di pallacanestro.svg Vincitrice della Supercoppa Italiana (4º titolo).
  • 2013-14 · Famila Wüber, 1ª in Serie A1, vince i play-off, Scudetto.svg campione d'Italia (6º titolo);
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (8º titolo);
Supercoppa di pallacanestro.svg Vincitrice della Supercoppa Italiana (5º titolo).

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

2004-05, 2005-06, 2007-08, 2010-11, 2012-13, 2013-14
1996, 1999, 2004, 2005, 2010, 2011, 2013, 2014
2005, 2006, 2011, 2012, 2013
2001, 2002
2007-08

I Roster[modifica | modifica wikitesto]

Campo di gioco[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi PalaCampagnola.

Dalla stagione 1988/89 la Pallacanestro Femminile Schio gioca le sue partire casalinge al PalaCampagnola. Precedentemente si era giocato al Palazzetto Don Bosco e alla Palestra "Mario Lanzi".

Il PalaCampagnola ospita circa 2600 posti a sedere, ma la capienza può essere aumentata. Nella stagione 2007-08 il Pala Campagnola è l'unico palezzetto della serie A1 a rimanere imbattuto al termine sia della stagione regolare che dei play off.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • 1973-1999 Il basket femminile a Schio di Paolo Terragin, Schio 1999 (edizioni Menin Schio)