Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene Superiore di Cartizze

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Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene Superiore di Cartizze
Dettagli
Stato Italia Italia
Resa (uva/ettaro) 120 q
Resa massima dell'uva 70,0%
Titolo alcolometrico
naturale dell'uva
10,0%
Titolo alcolometrico
minimo del vino
11,0%
Estratto secco
netto minimo
15,0‰
Riconoscimento
Tipo DOCG
Istituito con
decreto del
02/04/1969  
Gazzetta Ufficiale del 07/06/1969,
n 141
Vitigni con cui è consentito produrlo
[senza fonte]

Il Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene Superiore di Cartizze è una tipologia di Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene, vino DOCG della provincia di Treviso. È prodotto in una ristretta area di 106 ettari estesa attorno a Cartizze, località compresa nel territorio di San Pietro di Barbozza, frazione di Valdobbiadene. Oltre ad avere una produzione limitata è anche considerato da molti come uno dei migliori prosecchi in assoluto.

Il Cartizze viene spumantizzato quasi esclusivamente nella versione Dry.

Nel mese di marzo e di aprile si tengono numerose mostre di degustazione del Cartizze e del prosecco nelle tipiche località di produzione.


Caratteristiche organolettiche[modifica | modifica wikitesto]

  • colore: Colore giallo paglierino.

Spuma fitta e perlage fine e persistente.

  • odore: Ampio ed intenso con note di mela, albicocca, pera e rosa.

Armonico ed elegante con aromi di grande freschezza.

  • sapore: Armonico ed elegante, di grande morbidezza e freschezza.

Fruttato ricco, con buona pienezza e lunghezza, coerente con i profumi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Un'ipotesi accreditata sembra essere quella che fa derivare il nome Cartizze da "gardiz o gardizze", espressione locale che indica i graticci usati per l'appassimento delle uve. Nella zona del Cartizze infatti, l'uva viene vendemmiata tardi, quando mostra i primi segni di appassimento naturale. Ciò conferisce al vino una concentrazione di aromi e sapori di intensità inusuale. Altra ipotesi fa derivare la denominazione "cartizze" dall'appellativo dialettale che sta ad indicare l'involucro della pannocchia, detto appunto "cartiza".

L'uva, pronta per la vendemmia, veniva avvolta grappolo per grappolo nelle "cartize", per aumentare il tasso zuccherino dell'uva. Il vino così ottenuto, il Cartizze appunto, era quindi un vino da dessert, più vicino al Picolit o ai Passiti. Questa tipologia era molto apprezzata agli inizi del secolo. Con l'ultimo dopoguerra il gradimento per i vini dolci ebbe un crollo, fino ai giorni nostri, dove allo spumante viene richiesto pochissimo zucchero e un colore "scarico". Così la lavorazione del cru di S.Stefano si uniformò a quella del prosecco comune, mantenendo unicamente l'uso della vendemmia tardiva. Il Cartizze di oggi divide quindi quasi tutte le qualità con i Prosecchi, sottolineandone però la profumazione, decisamente più ricca ed intensa.

Abbinamenti consigliati[modifica | modifica wikitesto]

Nella versione extra dry, come il Prosecco di Valdobbiadene in generale, può essere servito come vino da tutto pasto, e si sposa particolarmente bene con primi piatti non eccessivamente elaborati e secondi di pesce.

La versione dry, più dolce, è da abbinare ai dessert.

Errore ricorrente[modifica | modifica wikitesto]

La dicitura "Prosecco di Conegliano superiore di Cartizze" è errata, non esiste il Cartizze di Conegliano. Il vino Cartizze prende il nome da una ristrettissima zona del Comune di Valdobbiadene (circa 106 ettari, con circa 140 piccoli proprietari). Il Prosecco di Valdobbiadene Superiore di Cartizze è prodotto con uve della zona di Cartizze situata appunto a Valdobbiadene (comprendente le frazioni di Saccol, S. Pietro di Barbozza, S. Stefano), riconosciuta come zona di produzione di qualità eccellente per via delle caratteristiche del microclima e del territorio. L'uva destinata alla vinificazione del Cartizze è limitata alla zona suddetta, storicamente riconosciuta.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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