Tonino Guerra

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« Non è vero che uno più uno fa sempre due; una goccia più una goccia fa una goccia più grande. »
(Tonino Guerra, Deserto Rosso)

Antonio Guerra conosciuto come Tonino Guerra (Santarcangelo di Romagna, 16 marzo 1920Santarcangelo di Romagna, 21 marzo 2012) è stato un poeta, scrittore e sceneggiatore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Tonino Guerra detenuto nel campo d'internamento in Germania durante la seconda guerra mondiale.

Maestro elementare, nel 1944, durante la seconda guerra mondiale, viene deportato in Germania e rinchiuso in un campo d'internamento a Troisdorf.

« Mi ritrovai con alcuni romagnoli che ogni sera mi chiedevano di recitare qualcosa nel nostro dialetto. Allora scrissi per loro tutta una serie di poesie in romagnolo»

Guerra, che conosceva a memoria i Sonetti romagnoli di Olindo Guerrini, li recita per i compagni di prigionia per distrarli dall'angoscia e dalla nostalgia di casa. Poi inizia ad inventare nuove poesie, che un amico copia per lui a mano.[1]

Dopo la Liberazione, si laurea in pedagogia presso l'Università di Urbino (1946), con una tesi orale sulla poesia dialettale. Fa leggere le poesie composte nel campo di prigionia a Carlo Bo; ottenuti riscontri positivi, decide di pubblicarle, a sue spese. La raccolta s'intitola I scarabocc (Gli scarabocchi); Bo ne firma la prefazione. Attorno a lui si forma a Santarcangelo un gruppo spontaneo di giovani poeti, di cui fanno parte anche Raffaello Baldini, Nino Pedretti, Gianni Fucci e altri. Il gruppo si riuniva al "Caffè Trieste", il bar gestito dai genitori di Raffaello Baldini. I poeti lo ribattezzarono goliardicamente «E' circal de giudêizi» ("Il circolo della saggezza").

Al 1952 risale l'esordio come prosatore con un breve romanzo, La storia di Fortunato. Nel 1953 si trasferisce a Roma, dove avvia una fortunata attività di sceneggiatore. Nella sua lunga carriera ha collaborato con alcuni fra i più importanti registi italiani del tempo (Federico Fellini, Michelangelo Antonioni, Francesco Rosi, i fratelli Taviani, ecc.). Dalla collaborazione con il regista ferrarese Antonioni, gli giungerà anche la nomination al premio Oscar nel 1967, per il film Blow-Up. Negli anni ottanta torna in Romagna. Dal 1989 vive e lavora a Pennabilli, centro del Montefeltro romagnolo, che gli ha conferito la cittadinanza onoraria in riconoscenza dell'amore dimostrato nei confronti di questo territorio.

« Piano piano ti prende quella lentezza di gesti quasi da uomo primitivo e siedi su lunghe e semplici panchine artigianali e ti pieghi a toccare l' erba magari per accarezzare una margherita.[2] »

Qui ha dato vita a numerose installazioni artistiche. Si tratta di mostre permanenti che prendono il nome de I Luoghi dell'anima tra cui: L'Orto dei frutti dimenticati, Il Rifugio delle Madonne abbandonate, La Strada delle meridiane, Il Santuario dei pensieri, L'Angelo coi baffi, Il Giardino pietrificato. "Il Giardino pietrificato" è stato materialmente realizzato dallo scultore Giovanni Urbinati. Una sua installazione artistica, "L'albero della memoria", è presente anche a Forlì, presso i Giardini Orselli. Guerra divenne famoso presso il grande pubblico nel 2001, come testimonial della catena di negozi di elettronica UniEuro, creando il tormentone dell'ottimismo[3] ("Gianni, l'ottimismo è il profumo della vita!"), ripreso tra gli altri dal suo compaesano, e pronipote, Fabio De Luigi in un suo personaggio comico, l'Ingegner Cane.

Nel 2006 appare nel documentario Mattotti di Renato Chiocca, leggendo un estratto dalla sua raccolta di racconti Cenere. Nel 2010, in occasione dei suoi 90 anni, riceve il David di Donatello alla carriera. Il 10 novembre 2010 è stato insignito dall'Università di Bologna del Sigillum Magnum. È il padre del noto compositore di musiche per film e sceneggiati Andrea Guerra.

Muore all'età di 92 anni a Santarcangelo il 21 marzo 2012, in coincidenza con la celebrazione della Giornata Mondiale della Poesia istituita dall'Unesco. Le sue ceneri sono state incastonate nella roccia, al di sopra della sua Casa dei mandorli a Pennabilli, nel punto in cui si ammira la vallata, paese in cui ha abitato negli ultimi 25 anni e di cui ha detto "è il posto dove trovi te stesso!". Tonino Guerra era ateo[4].

Opere letterarie[modifica | modifica wikitesto]

In romagnolo[modifica | modifica wikitesto]

  • I scarabócc, Faenza, F.lli Lega, 1946. ("Gli scarabocchi", scritti tra il 1944 e il 1945 nel campo di concentramento per "imbrogliare la dura vita")
  • La s-ciuptèda, Faenza, F.lli Lega, 1950. ("La schioppettata")[5]
  • E' Luneri, Rimini, B. Benedetti, 1954. ("Lunario")
  • I bu. Poesie romagnole, Milano, Rizzoli, 1972. ("I buoi", con la prefazione di Gianfranco Contini)
  • A m'arcord, Milano, Rizzoli, 1973. ("Mi ricordo")
  • Il polverone, Milano, Bompiani, 1978.
  • Il miele. Poema, Rimini, Maggioli, 1981. Premio Biella.
  • Il viaggio, Rimini, Maggioli, 1986.
  • L'albero dell'acqua, Milano, Libri Scheiwiller, 1992 (dedicato a Ezra Pound)
  • Piove sul diluvio, Rimini, Capitani, 1997.
  • Lamento di una guardia di frontiera e altri lamenti, Milano, Libri Scheiwiller, 2000.
  • Quartètt d'autónn, Santarcengelo, Maggioli, 2001. (Quartetto d'autunno)
  • Una foglia contro i fulmini, Santarcengelo, Maggioli, 2006.
  • Tre grandi poeti in musica, con Raffaello Baldini e Nino Pedretti, Cerasolo Ausa di Coriano, NdA, 2009.
Traduzioni in inglese
  • Il miele e Il viaggio sono usciti nella raccolta Abandoned Places (Toronto, Guernica, 1999, traduzione di Adria Bernardi)

In italiano[modifica | modifica wikitesto]

  • La storia di Fortunato, Torino, Einaudi, 1952.
  • Dopo i leoni, Torino, Einaudi, 1956.
  • L'equilibrio, Milano, Bompiani, 1967.
  • L'uomo parallelo, Milano, Bompiani, 1969.
  • Millemosche senza cavallo, con Luigi Malerba, Milano, Bompiani, 1969.
  • Millemosche mercenario, con Luigi Malerba, Milano, Bompiani, 1969.
  • Millemosche fuoco e fiamme, con Luigi Malerba, Milano, Bompiani, 1970.
  • Millemosche innamorato, con Luigi Malerba, Milano, Bompiani, 1971.
  • Storie dell'Anno Mille, con Luigi Malerba, Milano, Bompiani, 1972.
  • Il cannocchiale e altri testi, con Lucile Laks, Milano, Bompiani, 1972.
  • Millemosche e il leone, con Luigi Malerba, Milano, Bompiani, 1973.
  • Millemosche e la fine del mondo, con Luigi Malerba, Milano, Bompiani, 1973.
  • Millemosche alla ventura, con Luigi Malerba, Milano, Bompiani, 1973.
  • I cento uccelli, Milano, Bompiani, 1974.
  • Il polverone. Storie per una notte quieta, Milano, Bompiani, 1978.
  • I guardatori della luna, Milano, Bompiani, 1981.
  • Nuove storie dell'anno Mille, con Luigi Malerba, Milano, Bompiani, 1981.
  • L'aquilone, con Michelangelo Antonioni, Rimini, Maggioli, 1982.
  • E la nave va, con Federico Fellini, Milano, Longanesi, 1983.
  • Il leone con la barba bianca, Milano, Emme, 1983.
  • La pioggia tiepida. Romanzo, Milano, Rusconi, 1984.
  • La capanna, Rimini, Maggioli, 1985.
  • Il libro delle chiese abbandonate, Rimini, Maggioli, 1988.
  • L'orto d'Eliseo, Rimini, Maggioli, 1989.
  • Il vecchio con un piede in Oriente, Rimini, Maggioli, 1990.
  • Cenere, San Lazzaro di Savena, Metrolibri, 1990.
  • L'impiccagione dei pesci grossi, Valverde, Il girasole, 1991.
  • A Pechino fa la neve. Una cosa teatrale, Rimini, Maggioli, 1992.
  • Bagonghi. Un nano del circo per piccoli suggerimenti teatrali, Porretta Terme, I quaderni del battello ebbro, 2000.
  • Dizionario fantastico, Rimini, PC, 2000.
  • Viaggi vagabondi, Valverde, Il girasole, 2000.
  • Con la poesia alle spalle, Rimini, Fabjbasaglia, 2001.
  • Farfalle, Bologna, Poligrafici editoriale, 2002.
  • Il sapore della libertà, Rho, ANPI, 2002.
  • Lo specchio delle farfalle, Porretta Terme, I quaderni del battello ebbro, 2002.
  • La cattedrale sepolta, in Dal grande fiume al mare. Trenta scrittori raccontano l'Emilia-Romagna, Bologna, Pendragon-Regione Emilia-Romagna, 2003.
  • La valle del kamasutra. Segni, sogni e altro scelti dal poeta, Milano, Bompiani, 2010.
  • Polvere di sole. 101 storie per accendere l'umanità, Milano, Bompiani, 2012.
Traduzioni in inglese
  • La capanna e Il libro delle chiese abbandonate sono usciti nella raccolta Abandoned Places (Toronto, Guernica, 1999, traduzione di Adria Bernardi)

Sceneggiature (elenco parziale)[modifica | modifica wikitesto]

È stato stretto collaboratore alla sceneggiatura insieme a registi di primo rango, come Andrej Tarkovskij, Francesco Rosi, Michelangelo Antonioni, Luchino Visconti, Theo Angelopoulos, i fratelli Taviani, Federico Fellini, Marco Bellocchio, Vittorio De Sica, Jose María Sánchez, Elio Petri, Giuseppe De Santis.

Dipinti[modifica | modifica wikitesto]

Tonino Guerra era attivo anche nelle arti figurative. Una delle sue opere è esposta nella frazione Ca' Gallo del comune di Montecalvo in Foglia (PU).

Onorificenze, premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— Roma, 24 ottobre 2002[6]
Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 2 giugno 1995[7]

Tributi[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal 2009 il Bif&st di Bari assegna un Premio intitolato a Tonino Guerra per il miglior soggetto (dal 2012 miglior sceneggiatura) tra i film del festival.

Nel 2012 la rock band bresciana dei NoAlter gli dedica il CD "Démodé". All'interno della copertina si può infatti leggere la dicitura "Dedicato a Tonino Guerra e Fernanda Pivano".

Durante la cerimonia per la consegna dei Premi Oscar 2013, compare all'interno del video Ad Memoriam.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Critica letteraria (elenco parziale)[modifica | modifica wikitesto]

Per una bibliografia critica completa aggiornata al 2006 si veda: G. Fucci, Dizionario dei poeti dialettali romagnoli del Novecento, Verucchio, Pazzini, 2006.

  • C. Bo, Prefazione a I scarabócc, Faenza, Lega, 1946
  • P.P. Pasolini, Introduzione a Poesia dialettale del Novecento, Parma, Guanda, 1952
  • P.P. Pasolini, "La lingua della poesia", in: «Paragone», giu. 1957
  • Poeti dialettali del Novecento, a cura di F. Brevini, Torino, Einaudi, 1987
  • F. Brevini, Le parole perdute. Dialetti e poesia del nostro secolo, Torino, Einaudi, 1990

Analisi linguistica[modifica | modifica wikitesto]

  • F. Schürr, La voce della Romagna, Ravenna, Edizioni del Girasole, 1974 (contiene la trascrizione fonetica di alcune poesie recitate da T. Guerra)
  • D. Pioggia, Fonologia del santarcangiolese, con la prefazione di Giuseppe Bellosi e un'appendice di D. Vitali e L. Canepari, Verucchio, Pazzini, 2012
  • D. Pioggia, "Note linguistiche sul dialetto di Tonino Guerra", in: Tonino Guerra. Poesia e letteratura, vol 1, fascicolo monografico de «Il parlar franco», n. 11/12, Verucchio, Pazzini, 2013

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La Ludla. URL consultato il 26/04/2013.
  2. ^ archiviostorico.corriere.it
  3. ^ SPOT unieuro UNIEURO Tonino Guerra OTTIMISMO 2003 uccelli - YouTube
  4. ^ Tonino Guerra ovvero l'ottimismo di un poeta, FilmTV, 12 agosto 2010.
  5. ^ Contiene la poesia I bu, la prima opera di successo di Guerra.
  6. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  7. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 113330106 LCCN: n50018304