Nino Pedretti

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Nino Pedretti (Santarcangelo di Romagna, 13 agosto 1923Rimini, 30 maggio 1981) è stato un poeta e traduttore italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nasce a Santarcangelo il 13 agosto 1923, figlio di un impiegato comunale e di una maestra elementare. In gioventù è membro di un gruppo di giovani poeti santarcangiolesi, di cui fanno parte Tonino Guerra, Raffaello Baldini, Gianni Fucci e altri.[1]

Dopo gli studi si trasferisce in Germania. Rientra in Italia e insegna lingua inglese nei licei di Cesena e Pesaro. Nel 1975 pubblica Al vòuşi, la sua prima raccolta di poesie in romagnolo. L'opera riscontra un immediato successo.

Muore prematuramente nel 1981, a 57 anni.

Del dialetto romagnolo, Pedretti ha lasciato questa definizione:

« A differenza dell'italiano, arrotolato nei codici, levigato ed illustre, il fratello umile, il dialetto, è vissuto all'aperto come un'erba selvatica, bagnato dalla pioggia dei secoli e come un'erba pertinace di gramigna, si è arrampicato sui monti, si è addentrato nei minimi villaggi, ha coperto ogni metro di terra dove viveva la gente comune del lavoro e dei sacrifici. »


Sebbene Pedretti sia principalmente un letterato, l'esigenza di scrivere il dialetto santarcangiolese lo ha indotto ad affrontare l'analisi del proprio dialetto, confrontandosi anche con Friedrich Schürr, che Pedretti incontrò a Costanza. A partire da tale confronto egli definì alcuni criteri grafici che furono poi adottati da altri autori santarcangiolesi, e che trovano un fondamento obbiettivo anche negli studi più recenti[2].

Opere[modifica | modifica sorgente]

Poesie
  • 1975 - Al vòuşi (prefazione di Alfredo Stussi), Edizioni del Girasole, Ravenna
  • 1977 - Te fugh de mi paéiş (introduzione di A. Brigliadori), Forum/Quinta Generazione, Forlì
  • 1977 - Gli uomini sono strade, Forum/Quinta Generazione, Forlì
  • 1981 - La chèşa de témp (con uno scritto di Carlo Bo), Scheiwiller, Milano
Saggi
  • 1974 - Poesia romagnola del dopoguerra, Edizioni del Girasole, Ravenna
Opere postume
  • 1989 - Nella favola siamo tutti fantastorie, Maggioli, Rimini
  • 1992 - L'astronomo, Mondadori, Milano
  • 2003 - Le pepite d'oro. Poesie 1946-47. Raffaelli, Rimini
  • 2007 - Al vousi e altre poesie in dialetto romagnolo (a cura di Manuela Ricci, con nota di Dante Isella), Einaudi, Torino.
  • 2011 - Monologhi e racconti. Raffaelli, Rimini
  • 2012 - Grammatiche - monologhi e racconti inediti. Raffaelli, Rimini
  • 2013 - Gli uomini sono strade. Raffaelli, Rimini
  • 2013 - Nino Pedretti - Poesie inedite in lingua italiana (a cura di Tiziana Mattioli), Raffaelli, Rimini.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il gruppo si riuniva a casa Pedretti o al "Caffè Trieste", il bar gestito dai genitori di Raffaello Baldini. Il gruppo era sarcasticamente chiamato dai santarcangiolesi «E' circal de giudêizi» (Il circolo della saggezza).
  2. ^ Davide Pioggia, Fonologia del santarcangiolese, Verucchio, Pazzini, 2012