Egidio Sterpa

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Egidio Sterpa

Ministro per i Rapporti con il Parlamento
Durata mandato 22 luglio 1989 –
28 giugno 1992
Presidente Giulio Andreotti
Predecessore Sergio Mattarella
Successore Augusto Barbera
on. Egidio Sterpa
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Vejano
Data nascita 22 settembre 1926
Luogo morte Milano
Data morte 1º luglio 2010
Professione giornalista
Partito Partito Liberale Italiano
Legislatura VIII, IX, X, XI, XIV
Gruppo Partito Liberale Italiano, Forza Italia(XIV)
Coalizione Casa delle Libertà(XIV)
Incarichi parlamentari

Segretario della Presidenza

Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Partito Forza Italia
Legislatura XV
Gruppo Forza Italia
Circoscrizione III – Lombardia

Egidio Sterpa (Vejano, 22 settembre 1926Milano, 1º luglio 2010) è stato un giornalista e politico italiano.

È stato eletto alla Camera dei deputati nelle legislature VIII, IX, X, XI per il Partito Liberale Italiano.

Nel 1994 è tra i primi ad aderire a Forza Italia, partito con il quale tornò in Parlamento alla Camera dei deputati nella legislatura XIV ed al Senato della Repubblica nella XV Legislatura.

Nel PLI era leader della corrente di minoranza di destra Autonomia Liberale[1] e nel maggio 1986 divenne vicesegretario di Renato Altissimo[2]. Fu quindi ministro per i Rapporti con il Parlamento nel governo Andreotti VI e VII.

Nel 1993 fu tra coloro che aderì all'Unione di Centro di Raffaele Costa[3]. Muore a Milano il 1º luglio 2010[4].

Carriera giornalistica[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1948 dirigente della destra giovanile, è tra i fondatori, assieme a Enzo Erra e Pino Rauti, della rivista politico-culturale dei giovani missini La Sfida che durò tra il 1948 e il 1950. Nel giugno 1951 venne arrestato e incriminato per sovversivismo di estrema destra insieme, tra gli altri, a Julius Evola oltre allo stesso Rauti.

Mosse i primi passi da cronista a Il Tempo di Renato Angiolillo. A poco più di 25 anni è nominato redattore capo del Tempo. Nel 1958 passa al Giornale d'Italia, sempre come redattore capo. Quando arriva la chiamata dal Corriere della Sera, Sterpa decide di lasciare Roma per Milano.

Nel 1961 accetta la direzione del Corriere Lombardo, quotidiano del pomeriggio. Nel 1966 il Corriere Lombardo viene assorbito da La Notte; Sterpa ritorna al Corriere della Sera lavorandovi come editorialista finché nel 1972 lascia poiché la proprietà ha deciso di appoggiare l'avvento del Partito Comunista Italiano al governo. Sterpa accetta allora l'invito di Renato Angiolillo e di tornare al Tempo, ma dopo un solo anno si trasferisce nuovamente a Milano dove Indro Montanelli sta per fondare Il Giornale. Scrive sul quotidiano di Montanelli fin dal primo numero. Firma il suo ultimo articolo nell'aprile 2008. Il mese successivo inizia a scrivere per Libero fino alla fine di agosto del 2009.

Provvedimenti giudiziari[modifica | modifica wikitesto]

È stato condannato il 21 gennaio 1998 in via definitiva a 6 mesi nell'ambito del Processo ENIMONT[5].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Gli ultimi italiani. Motivi della Mia battaglia, Roma, La Sfida, 1954.
  • Battibecco tra le due Italie, con Gianni Biazzi Vergani, Milano, AMZ, 1962.
  • Paolo VI. Un papa diverso, Milano, AMZ, 1963.
  • Un italiano allo specchio. Diario di anni difficili, Milano, Nuova Editrice Internazionale, 1965.
  • I figli sulle barricate, Milano, Longanesi, 1968.
  • Il nostro amico quotidiano. Chi, dove, quando, come, perché, s.l., FIEG-Comitato pubbliche relazioni stampa quotidiana, 1969.
  • I papi invisibili. Romanzo-documento, Milano, Rusconi, 1972.
  • La rabbia del Sud, Torino, Società Editrice Internazionale, 1973.
  • L'avventura del giornale, Milano, Le Stelle, 1974.
  • Italia da rifare, Torino, Società Editrice Internazionale, 1974.
  • Che cos'è il giornale, Milano, Le Stelle, 1977.
  • Anatomia della questione meridionale, Milano, Le Stelle, 1978.
  • Dialogo con Giorgio Bocca sui fantasmi d'una generazione, Milano, Editoriale Nuova, 1978.
  • La scuola tradita, Milano, Scuola vita, 1979.
  • La carta vincente, Milano, Editoriale Nuova, 1982.
  • Liberali così, s.l., Edizioni de Il Nuovo, 1985.
  • Il mio giornalismo, Milano, Greco & Greco, 2001. ISBN 88-7980-267-4
  • Cara Milano, Milano, Greco & Greco, 2003. ISBN 88-7980-325-5
  • Cronache libere di un liberale, Milano, Greco & Greco, 2004. ISBN 88-7980-341-7
  • Qualcosa di liberale, Milano, Greco & Greco, 2005. ISBN 88-7980-397-2
  • Storia della libertà, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2008. ISBN 978-88-498-2094-2

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ LA SFIDA DEI COLONNELLI UN PLI, CINQUE CORRENTI
  2. ^ MILANO, CRISI BLOCCATA
  3. ^ Presentazione dell'Unione di Centro
  4. ^ Addio a Sterpa, giornalista e politico
  5. ^ Beppe Grillo, Parlamento Pulito
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