Ettore Paratore

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Ettore Paratore (Chieti, 23 agosto 1907Roma, 15 ottobre 2000) è stato un latinista italiano, considerato uno dei massimi studiosi di letteratura latina nel secondo dopoguerra.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Dopo l'infanzia a Chieti si trasferì a Urbino dal 1920 al 1923 dove conseguì, con un anno di anticipo rispetto al normale corso di studi, la licenza liceale con onorata menzione[1] nel locale Liceo Classico Raffaello. Nel 1923 si trasferì a Palermo con la madre preside, e si iscrisse alla facoltà di Lettere della locale università.

Insegnò letteratura latina prima all'Università di Catania nel 1940 poi nel 1943 presso l'Università di Torino e infine, dal 1948, all'Università "La Sapienza" di Roma, dove formò molti allievi di valore tra cui il suo successore sulla cattedra universitaria, Bruno Luiselli. Si occupò dei massimi autori della latinità, scrivendo saggi fondamentali su Virgilio, Tacito, Petronio (al quale si sarebbe poi ispirato Federico Fellini per il suo Satyricon).

In tutti i suoi lavori Paratore ricorse a una ricostruzione storiografica ampia e dettagliata, privilegiando le analisi storiche di ampio respiro e dando spazio all'analisi psicologica ed esistenziale dei personaggi, tratteggiati con grande efficacia critica.

Autore di un fortunato manuale di letteratura latina, si interessò a lungo anche dell'eredità del mondo latino nei principali autori italiani, soprattutto Dante, Alessandro Manzoni e Gabriele D'Annunzio. Di orientamento conservatore e filo missino, non privo di ironia e spirito goliardico, destò divertito scalpore quando decise di proporre per la prova scritta di un esame universitario, negli anni della contestazione studentesca, la traduzione dall'italiano in latino di un brano tratto dal Libretto rosso di Mao Tse-tung. Agli studenti perplessi, suggerì di tradurre il termine "comunisti" con la perifrasi "omnia qui communia censent"[2]. Nel 1978 ha ricevuto il Premio San Gerolamo. Il primo gennaio 1983 fu insignito da Umberto II in esilio del Collare dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata, come presidente della Consulta dei senatori del Regno[3].

Per i suoi meriti scientifici fece parte dell'Accademia dei Lincei. Ettore Paratore ha contribuito per numerosi anni alla cosiddetta Terza pagina del quotidiano Il Tempo di Roma, firmando elzeviri assai pregevoli, soprattutto negli anni della direzione di Gianni Letta e di Gaspare Barbiellini Amidei.

Il 15 dicembre 2006 è stata costituita la Fondazione Ettore Paratore[4] per continuare l'opera dello studioso e diffondere la cultura umanistica. Il figlio Emanuele, docente presso l'ateneo romano "La Sapienza", è stato per dieci anni preside della Facoltà di lettere e filosofia e candidato al rettorato.

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • Introduzione alle Georgiche. Palermo, F. Ciuni, 1938.
  • Catullo poeta doctus. Catania, G. Crisafulli, 1942.
  • La Novella in Apuleio. Messina, D'Anna, 1942.
  • Virgilio. Roma, Ed. Faro, 1945.
  • Una nuova ricostruzione del De poetis di Svetonio. Roma, Casa ed. Gismondi, 1946.
  • La letteratura politica dell'eta imperiale: la satira di Seneca e la storiografia di Tacito. Roma, Edizioni dell'Ateneo, 1949.
  • Tacito. Milano - Varese, Istituto editoriale cisalpino, 1951.
  • Corso di grammatica latina: Analisi logica. Coautore Giovanni Marotta. Roma, F. Perrella, 1953.
  • Corso di grammatica latina: Morfologia. Roma: F. Perrella, 1953.
  • Storia del teatro latino. Milano, Vallardi, 1957.
  • L'epicureismo e la sua diffusione nel mondo latino. Roma, Edizioni dell'Ateneo, 1960.
  • La poesia di Lucrezio. Roma, Edizioni dell'Ateneo, 1960.
  • Plauto, Firenze, Sansoni, 1962.
  • Antico e nuovo. Caltanissetta - Roma, Salvatore Sciascia, 1965.
  • Biografia e poetica di Persio. Firenze, F. Le Monnier, 1968.
  • Tradizione e struttura in Dante. Firenze, Sansoni, 1968.
  • Studi sui Promessi sposi. Firenze, L. S. Olschki, 1972.
  • Moderni e contemporanei: fra letteratura e musica. Firenze, Olschki, 1975.
  • Romanae litterae. Roma, Bardi, 1976.
  • Storia della letteratura latina. Firenze, Sansoni, 1979.
  • Studi su Corneille. Roma, Edizioni di storia e letteratura, 1983.
  • Era un'allegra brigata. Roma, Newton Compton, 1987.
  • Aspetti della personalità letteraria del D'Annunzio. Napoli, Istituto Suor Orsola Benincasa, Edizioni scientifiche italiane, 1989. ISBN 88-7104-081-3.
  • Nuovi studi dannunziani. Pescara, Ediras, 1991.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Medaglia d'oro ai benemeriti della scienza e cultura - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro ai benemeriti della scienza e cultura
— 2 giugno 1965[5]
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana
— 15 marzo 1978[6]
Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata
— 1983
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 1983
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia
— 1983

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ così si legge nel registro degli studenti conservato negli archivi dell'Istituto d'istruzione Raffaello di Urbino evoluzione amministrativa di quel Liceo Raffaello
  2. ^ "coloro che pensano che tutte le cose siano comuni". Vedi gli articoli di Luciano Canfora e Nello Ajello elencati nei Collegamenti esterni.
  3. ^ Aldo A. Mola, Storia della monarchia in Italia, Milano, Bompiani, 2002, Appendici. Cavalieri dell'Ordine supremo della SS. Annunziata, p.867
  4. ^ www.fondazioneettoreparatore.it
  5. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  6. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Antonio La Penna, Ettore Paratore, in AA.VV., Letteratura italiana. I critici, vol. V, Milano, Marzorati, 1987, pp. 3917-3931.
  • Giornata lincea in ricordo di Ettore Paratore: Roma, 21 febbraio 2002. Roma, Accademia nazionale dei Lincei, 2002.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]