Registratore a filo

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Un registratore a filo del 1938

Il registratore a filo o filofono fu un antenato dei registratori a nastro, in cui al posto del nastro magnetico classico si usava come supporto per le registrazioni un filo d'acciaio.

Inventati alla fine del XIX secolo, furono utilizzati fino agli anni quaranta del XX secolo, prevalentemente negli Stati Uniti e in Germania per registrare conferenze ed eventi teatrali. In Italia alcuni modelli furono costruiti dalla società Geloso.

Funzionamento[modifica | modifica sorgente]

Il filo si muove ad una velocità di circa 24 pollici per secondo (610 mm/s) ed è piuttosto delicato, essendo molto sottile. L'apparecchio è dotato di due bobine contenenti il filo che scorre venendo magnetizzato da una speciale testina, e può avere anche la possibilità di collegarvi un piccolo microfono per poter incidere suoni dall'ambiente. Alcuni modelli permettono di alloggiare un disco sopra una bobina e registrarne il suono sul filo.

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