Chiesa cattolica in Danimarca

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Chiesa cattolica in Danimarca
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SanktAnsgar01.jpg
Anno 2005
Cattolici 35.000
Popolazione 5,5 milioni
Nunzio apostolico Henryk Józef Nowacki
Codice DK
Sant'Ansgario, patrono della Danimarca

La Chiesa cattolica in Danimarca è formata da circa 35.000 cattolici, meno dell'1% della popolazione, una piccola minoranza su una popolazione che, a partire dal 1536, anno in cui venne introdotta la riforma protestante nel paese, in grande maggioranza appartiene alla chiesa luterana danese.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I primi tentativi di introdurre il cristianesimo in Danimarca risalgono alla prima metà dell'VIII secolo. Intorno al 725, l'arcivescovo di Utrecht Villibrordo, missionario di origine anglosassone, si recò in Danimarca e fu ricevuto dal re Ongendus (o Angantyr), il quale tuttavia rifiutò di convertirsi alla nuova religione. Questo tentativo rimase però un episodio. Bisogna attendere il IX secolo, durante il regno dell'imperatore Ludovico il Pio per vedere una più incisiva azione missionaria nel Paese nordico.

L'assassinio del re Goffredo nell'810 e le lotte per la successione, crearono le condizioni che favorirono l'ingresso del cristianesimo in Danimarca. Infatti, nella speranza di ottenere l'aiuto dell'imperatore, il re Harald Klak si fece battezzare nell'826 nell'abbazia di Sant'Albano di Magonza, con 400 dei suoi sostenitori, e ritornò nelle sue terre con il missionario Ansgario. Tuttavia la sconfitta di Harald pose fine a questo ulteriore tentativo.

Nell'831 venne eretta l'arcidiocesi di Amburgo e Ansgario fu nominato primo arcivescovo, con il diritto di investire i vescovi per la Scandinavia ed il compito di evangelizzare l'intero nord Europa, con l'invio di missionari e di preti. La missione del Nord subì un improvviso arresto con il saccheggio di Amburgo da parte dei Danesi, che costrinse a trasferire la sede episcopale a Brema, ma riprese ben presto grazie anche alla buona disponibilità dei regnanti danesi e all'infaticabile lavoro di Ansgario, oggi considerato il patrono della Danimarca, e dei suoi successori sulla sede di Amburgo-Brema, Unni e Adaldago.

Nel 948 il re Harald I permise l'erezione di tre diocesi, quelle di Ribe, Schleswig e Århus. Tuttavia la vera svolta nella cristianizzazione della Danimarca fu la conversione del re Harald ed il suo battesimo nel 965, cosa che comportò, secondo la prassi dell'epoca, la conversione automatica di tutta la famiglia reale. Con la rivolta dei Vendi, la Danimarca ebbe a soffrire per un tentativo di restaurazione del paganesimo, favorito dal re Sven Barba Forcuta (986-1014). Tuttavia questo non impedì un rafforzamento delle istituzioni ecclesiastiche nel Paese con l'erezione delle diocesi di Odense (988) e di Roskilde (991), cui seguirono nel 1060 quelle di Viborg e di Børglum.

In questo stesso anno, fu eretta la diocesi di Lund, che oggi si trova nel sud della Svezia, ma che nell'XI secolo era parte integrante del regno di Danimarca. All'inizio del XII secolo il re Eric I ottenne da papa Pasquale II l'erezione di Lund a sede metropolitana di tutto il Nord Europa (1104). Fino al 1374 anche la diocesi di Reval (nell'odierna Estonia) era suffraganea di Lund, in quanto territorio del regno di Danimarca.

Nel XVI secolo la chiesa danese fu coinvolta dalla Riforma protestante, che alla fine, in forza del principio cuius regio, eius religio, si impose nel Paese per imposizione dall'alto. Infatti nel 1533, alla morte di Federico I, scoppiò una guerra civile, perché al successore designato, Cristiano III, già convertito al luteranesimo, si oppose un consiglio di reggenza, di cui facevano parte anche i vescovi danesi. Tre anni di guerra civile portarono alla vittoria Cristiano III, che impose nei territori sottomessi al suo dominio (Danimarca, Norvegia e Islanda) il luteranesimo come nuova religione e confiscò a favore della corona tutti i beni ecclesiastici. Contestualmente furono soppresse le strutture ecclesiastiche cattoliche e lo stesso cattolicesimo fu messo fuori legge.

Tuttavia piccole comunità cattoliche rimasero, per lo più nascoste. Nel 1622 Propaganda Fide istituì le missioni nordiche; i pochi cattolici di Danimarca furono affidati alle cure del nunzio apostolico di Bruxelles. La missione del Nord divenne vicariato apostolico nel 1667.

La nuova costituzione danese del 1849 garantiva la libertà di culto nel Paese. Questo permise alla Santa Sede nel 1868 di erigere la prefettura apostolica di Danimarca, elevata al rango di vicariato apostolico nel 1892, ed infine elevata a diocesi con il nome di diocesi di Copenaghen il 29 aprile 1953.

Momento storico importante per la piccola comunità cattolica danese fu la visita pastorale di papa Giovanni Paolo II agli inizi di giugno del 1989.

Organizzazione ecclesiastica[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi di Copenaghen comprende l'intero territorio del paese e anche le isole Fær Øer e la Groenlandia, costituendo la più grande diocesi cattolica del mondo. La cattedrale di Copenaghen è dedicata a Sant'Ansgario, l'evangelizzatore della Scandinavia. Il vescovo di Copenaghen fa parte della Conferenza episcopale della Scandinavia.

Nunziatura apostolica[modifica | modifica wikitesto]

La delegazione apostolica in Scandinavia è eretta il 1º marzo 1960 con il breve Apostolici muneris di papa Giovanni XXIII. Essa aveva giurisdizione sui seguenti Paesi del Nordeuropa: Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia ed Islanda. Sede della delegazione era la città di Copenaghen.

La nunziatura apostolica di Danimarca è stata istituita il 1º agosto 1982 con il breve Ex ipso di papa Giovanni Paolo II.

Nunzi apostolici[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]