Eubalaena australis
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Eubalaena australis presso la Penisola di Valdés. |
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| Stato di conservazione | |||
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| Classificazione scientifica | |||
| Dominio | Eukaryota | ||
| Regno | Animalia | ||
| Phylum | Chordata | ||
| Classe | Mammalia | ||
| Ordine | Cetacea | ||
| Sottordine | Mysticeti | ||
| Famiglia | Balaenidae | ||
| Genere | Eubalaena | ||
| Specie | E. australis | ||
| Nomenclatura binomiale | |||
| Eubalaena australis Gray, 1821 |
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| Areale | |||
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La balena franca australe (Eubalaena australis Gray 1821) è un mammifero marino appartenente alla famiglia Balaenidae. A causa della lentezza e del suo modo fluttuante di nuotare è stata una delle specie di cetacei maggiormente cacciata nel periodo compreso tra il XVII ed il XX secolo[2]. Dalla carcassa di un solo esemplare, che aveva la caratteristica di galleggiare appena ucciso, si ottenevano grandi quantità di olio. È una specie protetta dal 1937.
Indice |
Descrizione[modifica]
La balena australe ha un corpo grasso e tozzo e la pelle è liscia. Il colore prevalente è il nero, con macchie bianche distribuite in modo casuale sul ventre e, raramente, sulla schiena. Sono stati comunque osservati individui di colore blu-nero, marron chiaro e perfino bianco scuro. La testa è grossa fino ad un quarto del corpo e caratterizzata da appariscenti callosità (escrescenze di pelle dura), che formano disegni diversi in ogni individuo e, per tale ragione, sono utilizzate dai ricercatori per l'identificazione degli animali. Il corpo è inoltre ricoperto dai pidocchi delle balene. La lunghezza complessiva è compresa fra i 14 ed i 18 metri, per un peso medio di 54 tonnellate. Non è presente la pinna sul dorso e le pinne pettorali assumono la forma di un ventaglio, mentre la pinna caudale è ampia e arrotondata. La bocca è dotata di un numero di fanoni variabile tra i 200 ed i 270, molto stretti, lunghi fino a tre metri e di colore variabile dal grigio scuro al nero[3].
Biologia[modifica]
Comportamento[modifica]
Come avviene per altre specie di balene, anche la balena franca australe è una specie migratrice, compiendo spostamenti di lungo raggio che possono raggiungere distanze medie superiori ai 1000 chilometri. Durante l'estate vivono a sud, nelle acque dell'Australia occidentale, della Georgia del Sud e della Penisola Antartica, preferendo zone di acque profonde, con elevata concentrazione di zooplancton e caratterizzate da fondali ripidi. Durante l'inverno migrano a nord, a latitudini più temperate, nelle acque oceaniche temperate sub-antartiche della Nuova Zelanda, dove partoriscono in acque calme e poco profonde in prossimità della costa. Si muovono in gruppi composti da un numero di esemplari compreso tra due e sette, prevalentemente formati da individui di sesso maschile, ma guidati da una femmina[4].
Alimentazione[modifica]
La specie si nutre di copepodi e krill[4].
Riproduzione[modifica]
Le femmine raggiungono la maturità sessuale all'età di nove anni e partoriscono ogni tre anni circa. Il corteggiamento avviene durante l'inverno, in prossimità della costa, ed il periodo di gestazione ha la durata di circa un anno. I piccoli, alla nascita, hanno una lunghezza media di 5,5-6 metri. Le femmine tendono a partorire e ad allattare la prole in determinati siti. Il periodo di svezzamento è compreso tra i 303 ed i 419 giorni[4].
Distribuzione e habitat[modifica]
La balena australe è diffusa soprattutto nelle acque subantartiche, tra i 20° ed 55° di latitudine sud. Migrano a sud durante l'estate, alla ricerca di zone con krill abbondante, ed a nord durante l'inverno, soprattutto lungo le coste dell'Australia, della Nuova Zelanda, dell'America meridionale e del Sudafrica, per accoppiarsi, partorire ed allattare. Durante l'inverno e la primavera sono maggiormente distribuite in prossimità della linea di costa[5].
Le balene australi sono facilmente avvistabili, per un certo periodo dell'inverno e della primavera australi, da gran parte della costa del Sudafrica. La località di Hermanus, nella provincia di Western Cape, è particolarmente rinomata per il whale watching, perché le balene si spingono annualmente fin dentro la baia in cui sorge la città. Altro luogo eccellente per l'avvistamento è la Penisola di Valdés, in Argentina.
Conservazione[modifica]
A livello internazionale la specie è protetta ai sensi dell'Accordo internazionale per la regolazione della caccia alla balena, sottoscritto a Londra nel 1937 ed al quale è seguita la Convenzione internazionale per la regolazione della caccia alla balena, firmata a Washington il 2 dicembre del 1946 dai delegati di Argentina, Australia, Brasile, Canada, Cile, Danimarca, Francia, Olanda, Nuova Zelanda, Norvegia, Perù, Regno Unito, Stati Uniti d'America, Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche ed Unione Sudafricana. Secondo il Trattato ne è vietata la caccia[6]. La specie è inserita nell'Appendice I del CITES, che ne proibisce ogni commercio; l'uso può essere concesso solo in circostanze eccezionali[7]. È inoltre inserita nell'Appendice I della Convenzione sulle Specie Migratorie come specie migratoria minacciata di estinzione, vietandone il prelievo[8]. Nel 2008 è stata inserita nella lista rossa IUCN e, benché la popolazione della specie sia in aumento, esistono ancora alcuni piccoli gruppi di individui, al largo delle coste del Cile e del Perù, che necessitano di una protezione speciale affinché il loro numero possa ristabilirsi[1].
In Argentina, per effetto della Legge N° 23.094 del 1984, tutti gli esemplari della specie che nuotano nelle acque territoriali argentine sono dichiarati monumento naturale nazionale e, per questa ragione, è garantito loro un elevato livello di protezione[2].
Note[modifica]
- ^ a b (EN) Reilly, S.B., Bannister, J.L., Best, P.B., Brown, M., Brownell Jr., R.L., Butterworth, D.S., Clapham, P.J., Cooke, J., Donovan, G.P., Urbán, J. & Zerbini, A.N. (2008). Eubalaena australis. In: IUCN 2012. IUCN Red List of Threatened Species. Versione 2012.2
- ^ a b (ES) Administración de Parques Nacionales - Monumento Natural Ballena Franca Austral. URL consultato in data 06-11-2010.
- ^ Thomas A. Jefferson; Stephen Leatherwood, Marc A. Webber, op. cit., p.44
- ^ a b c National Marine Fisheries Service - Office of Protected Resources (ottobre 2007). Southern right whale (Eubalaena australis). 5-Year Review: Summary and Evaluation: pp.5-7. URL consultato in data 08-11-2010.
- ^ Thomas A. Jefferson; Stephen Leatherwood, Marc A. Webber, op. cit., p.45
- ^ (EN) International Whaling Commission (IWC) - International Convention for the Regulation of Whailing. URL consultato in data 07-11-2010.
- ^ (EN) Eubalaena australis - CITES species database. URL consultato in data 07-11-2010.
- ^ (EN) Eubalaena australis - Allegati I e II della Convenzione sulle Specie Migratorie. URL consultato in data 07-11-2010.
Bibliografia[modifica]
- (EN) Thomas A. Jefferson; Stephen Leatherwood, Marc A. Webber, Balaenidae in Marine mammals of the world, Roma, FAO, 1993, pp.44-45. ISBN 92-5-103292-0 URL consultato il 08-11-2010.
- (EN) Cetacean Specialist Group 1996. Eubalaena australis. In: IUCN 2012. IUCN Red List of Threatened Species. Versione 2012.2
- (EN) Randall R. Reeves; Brian D. Smith, Enrique A. Crespo, Giuseppe Notarbartolo di Sciara, Dolphins, Whales and Porpoises: 2002–2010 Conservation Action Plan for the World’s Cetaceans (PDF), Gland, Cambridge, IUCN, 2003. ISBN 2-8317-0656-4 URL consultato il 07-11-2010.
- (EN) D.E. Wilson; D.M. Reeder, Eubalaena australis. In Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference. 3rd edition, Johns Hopkins University Press, 2005. p. 723 ISBN 0-8018-8221-4
Voci correlate[modifica]
Altri progetti[modifica]
Commons contiene immagini o altri file su Eubalaena australis
Wikispecies contiene informazioni su Eubalaena australis
Collegamenti esterni[modifica]
- (EN) Scheda sulle balene australi
- (ES) Sito internet dell'Instituto de Conservación de Ballenas, Argentina
- (EN) Eubalaena australis su Animal Diversity Web
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