Allattamento materno

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L'allattamento materno è il processo con il quale una donna nutre il proprio bambino dalla nascita, e durante i primi anni di vita, attraverso la produzione e l'emissione del latte materno dal seno, grazie alla suzione diretta del bambino dalle mammelle. L'allattamento materno risulta il modo ottimale per nutrire e accudire il figlio nei primi anni di vita ed è una delle caratteristiche fondamentali dell'essere umano in quanto mammifero.

Allattamento materno
Allattamento materno
Composizione del latte materno
Composizione del latte materno

Indice

[modifica] Produzione del latte

Il latte materno viene prodotto grazie all'azione di numerosi ormoni che circolano nel corpo della donna durante la gravidanza, con intense variazioni in occasione del parto e quindi della nascita del bambino. Fra i tanti ormoni che influiscono sul processo della lattazione, i due principali sono la prolattina e l'ossitocina : la prima è responsabile della produzione del latte, la seconda invece della sua emissione. Già dal quinto mese di gravidanza il seno è pronto per la produzione del latte, durante l'ultimo periodo il seno comincia a produrre il colostro, una prima forma di latte molto nutriente e concentrata, assolutamente indispensabile per il neonato. Il colostro è un liquido di colore giallo trasparente che potrebbe fuoriuscire dal seno anche prima della nascita del bambino, con alcune gocce o più copiosamente. Questa eventualità non avviene in tutte le donne, e in ogni caso non ha nulla a che fare con la capacità di produrre il latte, che invece è una caratteristica comune a tutte le donne. Il colostro è particolarmente ricco di anticorpi che proteggono il neonato appena arrivato nel mondo esterno, in particolare con l'immunoglobulina di tipo A, e che rafforzano il suo sistema immunitario.

Dopo il parto, partoriente e neonato sono stanchi, è importante quindi che possano instaurare subito il primo contatto extrautrino e che siano liberi di riposarsi insieme. È consigliabile quindi che la madre e il bambino non siano separati, anzi, che venga favorito un immediato approccio al seno della madre per avviare fin da subito l'allattamento materno. Il primo consiglio da dare ad una mamma che allatta è quello di avere fiducia in una buona riuscita dell'allattamento, di fidarsi di sé stessa e del proprio bambino; occorre inoltre evitare, in particolare in questi primi momenti, l'introduzione di elementi di disturbo, quali succhiotti o biberon, anche di soluzioni di glucosio o camomilla, che possono costituire un forte disturbo all'avviamento del bambino alla corretta suzione del capezzolo.

Dopo due o tre giorni dal parto(tempo fisiologico, che va atteso per la formazione della montata lattea, senza introdurre altra forma di nutrizione), il colostro si trasforma gradualmente in latte di transizione, e successivamente, nelle prime due o tre settimane, in latte maturo. Rispetto al colostro il latte diventa più opaco, ed è di colore bianco.

La montata lattea, compare dopo tre-cinque giorni in media (ma anche più tardi), le mammelle possono gonfiarsi, e in certi casi possono dolere. Il meccanismo alla base della montata lattea è l'aumento della prolattina. La produzione di latte si regolerà in base alle effettive necessità del neonato, seguendo la tipica legge della domanda e dell'offerta: più il bambino succhia e più il latte viene prodotto. Il neonato infatti tramite la suzione, dà vita ad un riflesso nervoso che assicura una continua e abbondante produzione di prolattina. Al contrario l'eccesso di accumulo nel seno inibirà la produzione di latte. È molto importante, quindi, fin dall'inizio, non interferire in alcun modo con i ritmi di suzione del neonato: l'allattamento dovrà essere a richiesta (vedi sotto), e non soggetto ad orari (vedi sotto).

È consigliabile trascorrere molte ore con il bambino, per comprendere e rispondere ai suoi bisogni, e accantonare per quanto possibile tutte quelle che sono le altre faccende, come i lavori di casa, gli impegni professionali e altro.

Occorre tenere presente che ogni lattante ha esigenze particolari e che numero e ore dei pasti e durata delle poppate vanno adattati ad ogni singolo caso. I segnali di fame nel bambino sono molto evidenti, e compaiono prima del pianto (che è un segnale tardivo): in genere il neonato gira la testa, oppure si stiracchia, o apre le labbra tirando fuori la lingua in cerca del capezzolo. Quando la madre riconosce questi segnali è opportuno che allatti il bambino. Dal momento che non è possibile stabilire quanto latte assuma il bambino, è necessario usare strumenti alternativi per verificare l'adeguata alimentazione. L'aspetto del lattante, la quantità di urina emessa in un giorno, il comportamento tra un pasto e l'altro, possono indicare se si alimenta a sufficienza. Se il bambino urina tanto da bagnare sei pannolini al giorno, ed evacua 2-3 volte al giorno per le prime tre settimane, e almeno un volta ogni 3-4 giorni in seguito, e dimostra di stare bene, non c'è da preoccuparsi.

[modifica] Cosa dice l'OMS

L'OMS raccomanda l'allattamento materno esclusivo per almeno i primi sei mesi di vita del bambino, mantenendo il latte materno come alimento principale fino al primo anno di vita pur introducendo gradualmente cibi complementari. Suggerisce inoltre di proseguire l'allattamento fino ai due anni e oltre, se il bambino si dimostra interessato e la mamma lo desidera [1].


[modifica] La posizione

La posizione in cui il neonato è attaccato al seno è fondamentale per una buona suzione. Il neonato deve essere posto nelle condizioni migliori per succhiare col minimo sforzo.

Nella posizione classica la madre deve stare seduta comodamente, su una sedia bassa o con i piedi poggiati su uno sgabello, in modo che le ginocchia rimangano sollevate, affinché le gambe sostengano il bambino ad un'altezza sufficiente per afferrare il seno, senza che quest'ultimo subisca trazioni, o in alternativa con qualche cuscino fra le gambe della madre e il bambino. La madre non deve abbassare il busto sopra il bambino, ma viceversa è il bambino che deve essere portato al seno.

È importante che la madre e il bambino siano nella posizione detta ventre contro ventre, cioè che non sia il fianco del bambino orientato verso la madre, ma il torace e il ventre. Il bambino sarà orizzontale, con il naso davanti al capezzolo e le ginocchia all'altezza dell'altra mammella, sostenuto da una o entrambe le braccia della madre. L'orecchio, la spalla e l'anca del neonato saranno allineati.

Il neonato è attaccato correttamente quando:

  • la sua bocca è ben aperta, prende oltre al capezzolo anche parte dell'areola, il labbro inferiore è incurvato in fuori
  • è più visibile l'areola al di sopra del labbro superiore rispetto al labbro inferiore (i dotti galattofori sono spremuti dal movimento della lingua)
  • il mento e il naso del neonato toccano il seno
  • vi sono lente e profonde suzioni dopo qualche minuto di suzioni più rapide (il latte all'inizio esce più velocemente ed è più liquido)
  • si può sentire il neonato deglutire e non vi sono schiocchi, segnali di una suzione a vuoto, né si vedono fossette sulle guance
  • la mamma non avverte dolore, però nei primi giorni, anche se attaccato correttamente, è normale un leggero fastidio.

La mano della mamma può aiutare a sostenere la mammella, ma non con le dita poste a forbice (rischiano di fare pressione sui dotti galattofori), bensì con la mano a "C", con le dita lunghe e il palmo sotto la mammella e il pollice adagiato sopra.

La Madonna Litta di Leonardo da Vinci raffigura la Madonna mentre allatta il Bambino.
La Madonna Litta di Leonardo da Vinci raffigura la Madonna mentre allatta il Bambino.

[modifica] I vantaggi dell'allattamento materno

I vantaggi dell'allattamento materno sono sia fisici che psicologici:

  • il bambino assume attraverso il latte materno nutrienti e anticorpi, e il corpo della donna che allatta produce degli ormoni utili al processo e all'equilibrio post-parto
  • il legame affettivo fra madre e bambino viene rafforzato grazie all'allattamento materno.

Da millenni la natura risponde ai bisogni dei cuccioli in modo perfetto attraverso il latte di mamma, ed è così anche per l'essere umano. Il latte materno è un alimento specie-specifico : un prodotto della femmina della specie umana che risponde completamente ai bisogni di cucciolo d'uomo, senza controindicazioni, rischi o eccezioni. Esso è quindi l'alimento naturale del bambino, ed è insostituibile.

Risulta evidente inoltre che non ha bisogno di preparazioni preliminari, ma è pronto per essere succhiato dal seno della madre in qualunque momento e istantaneamente, e si presenta sempre rispondente alle esigenze del bambino : la composizione, la temperatura, la quantità, la densità sono sempre esattamente quelle necessarie.

L'allattamento al seno soddisfa inoltre bisogni diversi dalla fame, quali la sete (data l'alta percentuale di acqua presente nel latte), il bisogno di consolazione, di contatto e di contenimento, soprattutto nei primi sei mesi ma anche in seguito.

L'unico alimento digeribile per il neonato è il latte materno, e questo per alcuni mesi. L'organizzazione mondiale della sanità parla di sei mesi almeno di allattamento esclusivo, durante i quali il neonato si nutrirà esclusivamente del latte della madre, senza assumere nessun altro alimento o bevanda. L'assorbimento e la digestione del latte materno è pressoché immediata e integrale.

Il latte materno è ricco di anticorpi che proteggono il neonato, rinforzando il suo sitema immunitario ancora in costruzione.

[modifica] Vantaggi per la madre

È stato dimostrato che l'allattamento materno è particolarmente vantaggioso anche per la madre, durante il periodo in cui una donna allatta il corpo della madre produce ormoni che favoriscono il rilassamento e la serenità, e che aumentano l'istinto materno e il legame affettivo con il bambino. Nelle donne che allattano c'è una drastica riduzione dei casi di depressione post-parto.

Inoltre un contatto precocissimo con il bambino (nei primi minuti dopo il parto) stimola la produzione di ossitocina grazie alla quale la contrazione dell'utero risulta più rapida. L'allattamento permette alla madre di consumare i grassi accumulati durante la gravidanza, propria in vista del periodo di allattamento, e di ritornare quindi facilmente al peso forma.

L'allattamento frequente ed esclusivo favorisce il ritardo del ritorno delle mestruazioni e permette al corpo della madre di aumentare le proprie riserve di ferro, che in genere diminuiscono con le mestruazioni. È dimostrato infine che allattare riduce il rischio di tumore alle ovaie e alla mammella.

[modifica] Legame madre-bambino

Il bambino ha vissuto per nove mesi nell'utero materno, una volta nato ha estrema necessità di continuare a mantenere il contatto continuo con la madre, soddisfacendo i propri bisogni in modo immediato. L'allattamento materno risponde a questa esigenza.

Il legame materno è rafforzato grazie all'allattamento con il rilascio di ormoni che aumentano i naturali sentimenti positivi di accudimento verso il bambino. È dimostrato che fra le madri che allattano si riduce dell'80% l'insorgere della depressione post-parto. Il padre del bambino può sostenere la madre, che si dedica prevalentemente al bambino, in molti modi diversi: si è visto come questo può favorire un buon allattamento, e rafforza anche il rapporto del padre con il bambino.

Sebbene alcuni padri si sentano esclusi dalla possibilità di nutrire il bambino, altri invece ritengono l'allattamento al seno un ottima esperienza di legame familiare. È importante che i doveri familiari e di lavoro siano ridistribuiti in modo da gravare di meno sulle spalle della donna, che dovrebbe in questo momento accudire il bambino.

Nel caso la donna debba tornare a lavorare quando il bambino è ancora piccolo, è possibile spremere il latte materno (manualmente, o con gli appositi tiralatte reperibili in commercio) e conservarlo in frigorifero (un giorno) o nel congelatore (tre mesi) per poi somministrarlo al neonato, possibilmente con un bicchierino o un cucchiaino, o con il biberon. Anche se questo metodo non risponde al bisogno di suzione non nutritiva, è comunque un ottimo metodo per permettere alla donna di allontanarsi dal bambino.

[modifica] Disturbi dell'allattamento

Il corretto svolgimento dell'allattamento materno può sottostare ad alcuni disturbi, che possono interferirvi e, in alcuni casi, portare all'interruzione dello stesso. Va tuttavia sottolineato che questi disturbi possono essere, nella maggior parte dei casi, risolti con successo dalla madre, senza porre fine all'allattamento. Tali disturbi, dovuti nella maggior parte dei casi all'erronea posizione in cui avviene la suzione del bambino, sono:

  • ragadi del capezzolo, ovvero ferite o irritazioni che possono creare fastidio o dolore, fino al sanguinamento.
  • ingorgo mammario, ovvero una ostruzione temporanea di uno o più dotti galattofori, che impedisce al latte di fluire normalmente e provoca una crescente sensazione di tensione della mammella, fino a renderla particolarmente dura e dolorante.
  • mastite, ovvero una infiammazione della mammella che consegue a una infezione batterica, la cui risoluzione spesso comporta l'utilizzo di antibiotici.

Una rarissima controindicazione all'allattamento materno è l'intolleranza congenita al lattosio. Nei neonati affetti da questa patologia, mancano le lattasi intestinali deputate a scindere il lattosio nei suoi costituenti: glucosio e galattosio. Per questo motivo i neonati se assumono lattosio avranno diarrea cronica e disidratazione.

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