Aconcagua

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Aconcagua (disambigua).
Aconcagua
Aconcagua 13.JPG
Vetta dell'Aconcagua
Stato Argentina Argentina
Provincia Mendoza Mendoza
Dipartimento Las Heras
Altezza 6962 m s.l.m.
Catena Ande
Coordinate 32°39′18″S 70°00′49″W / 32.655°S 70.013611°W-32.655; -70.013611Coordinate: 32°39′18″S 70°00′49″W / 32.655°S 70.013611°W-32.655; -70.013611
Data prima ascensione 14 gennaio 1897
Autore/i prima ascensione Matthias Zurbriggen
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Argentina
Aconcagua

L'Aconcagua (6962 m s.l.m.), nelle Ande argentine, è la più alta montagna della Cordigliera, di tutto il continente americano e di tutto l'emisfero meridionale.

È inoltre la più alta montagna della Terra al di fuori dell'Asia. Per queste sue caratteristiche è la seconda montagna dopo l'Everest per prominenza.

La cima si trova nella provincia di Mendoza, in Argentina, vicino alla frontiera con il Cile, all'interno del parco provinciale Aconcagua.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

La montagna è costituita da rocce appartenenti al periodo Permo-Triassico; la sua genesi è comunque di era terziaria, ed è dovuta alla subduzione della placca di Nazca sotto la placca sudamericana nel quadro dell'orogenesi andina.

L'origine del nome è incerta. Il Coleti riporta l'esistenza, in Cile, del popolo Aconcagua, dal quale avrebbero preso il nome la valle da loro abitata e, di conseguenza, anche la montagna.[1] Il popolo Aconcagua è citato anche da altri autori.[2] Secondo quanto riportato dal Secor, il nome potrebbe derivare dal quechua Anco Cahuac, ovvero "sentinella bianca", oppure Ackon Cahuak, ovvero "sentinella di pietra".[3][4] Lo stesso autore riferisce che in lingua Aymara il termine kon kawa significa "montagna innevata",[3][4] mentre nella lingua mapudungun del popolo mapuche Aconca Hue significa "che viene dall'altra parte".[3] Il sito Andes Argentinos riporta una probabile origine dal quechua accon cahua, col probabile significato di "la grande rocca che guarda intorno".[5]

Sulle falde della montagna vi sono diversi ghiacciai: i principali sono il ghiacciaio nordorientale (o polacco) ed il ghiacciaio orientale (o inglese).

Il primo tentativo europeo di raggiungere la vetta dell'Aconcagua risale al 1883, quando una spedizione tedesca guidata dal geologo ed esploratore Paul Güssfeldt tentò di raggiungere la vetta dallo sperone nord-ovest, arrivando ad una quota di 6500 m. La spedizione seguì quella che oggi è la via normale.

La vetta fu raggiunta per la prima volta nel 1897 da Matthias Zurbriggen, guida alpina svizzera che operava a Macugnaga, della spedizione guidata da Briton Edward Fitzgerald.

La prima donna a raggiungerne la vetta fu la francese Adriana Bance, il 7 marzo 1940, accompagnata da diversi membri del Club Andinista de Mendoza.

In molti atlanti figura ancora la vecchia misura dell'altitudine (6959 m s.l.m.) presa in quel frangente. Una spedizione italiana dell'Università di Padova, nel 2002, ha rilevato che l'esatta altitudine dell'Aconcagua è di 6.962 m s.l.m.[6]. Il limite delle nevi permanenti si aggira intorno ai 5000 m. Da uno dei suoi versanti scende il fiume omonimo che raggiunge il Pacifico dopo un corso di 200 km.

Ascensione alla vetta[modifica | modifica wikitesto]

L'accesso al parque provincial Aconcagua è limitato: per intraprendere l'ascensione alla vetta, è necessario chiedere un permesso all'autorità di gestione del parco, la Dirección de Recursos Naturales Renovables della provincia di Mendoza. Il costo del permesso varia di anno in anno; inoltre, è legato alla stagione, essendo più alto in alta stagione. Il periodo consigliato per intraprendere l'ascesa è l'estate (da dicembre a marzo nell'emisfero australe).

Tracciato della via normale

Via normale[modifica | modifica wikitesto]

La via normale alla vetta non presenta particolari difficoltà alpinistiche. Si sviluppa sul versante nord-est, ed è poco più di una lunga camminata, scandita dalle necessarie tappe per l'acclimatazione. I rischi maggiori sono legati alla quota (poco sotto i 7000 m) ed alle brusche variazioni meteorologiche. Le tappe di acclimatazione richiedono qualche giorno ciascuna.

I diversi campi e punti di sosta che si trovano lungo il percorso sono i seguenti.

  • Puente del Inca, 2740 m. Si tratta di un paese sulla strada principale, da cui ha inizio l'ascensione vera e propria. Vi sono diversi posti dove alloggiare, compreso un rifugio.
  • Confluencia, 3380 m. Accampamento nel Parco, ad alcune ore di marcia dalla partenza.
  • Plaza de Mulas, 4370 m. Campo base, con tende, docce, accesso internet. C'è un rifugio a circa 500 m.
  • Plaza Canadá, 5050 m. Rifugio in posizione panoramica sopra Plaza de Mulas.
  • Plaza Alaska, 5200 m. Detto cambio di pendenza, in quanto posizionato nel punto dove la pendenza della salita cala improvvisamente. È un campo predisposto per tende, ma non è molto utilizzato.
  • Nido de Cóndores, 5400 m. Un vasto altipiano panoramico; normalmente, vi si trova accampato un guardiaparco.
  • Berlín, 5900 m. Tipico campo d'alta quota, ventoso ed esposto. È abbastanza sporco, per cui molti andinisti lo evitano, preferendo spostarsi un po' più in alto, in località Piedras Blancas.
Vista aerea del versante sud

Via del ghiacciaio dei Polacchi[modifica | modifica wikitesto]

Si sviluppa sul ghiacciaio dei Polacchi, anch'esso sul versante NE. L'avvicinamento avviene attraverso la valle de las vacas, fino alla base del ghiacciaio; da qui, si risale il ghiacciaio, incrociando la via normale, fino alla vetta.

Creste sud e sud-est[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di vie di notevoli difficoltà alpinistiche. L'accesso alle creste avviene superando la parete sud, che presenta un dislivello di quasi 3000 m da superare in arrampicata.

I record di ascesa[modifica | modifica wikitesto]

La prima ascesa sulla vetta dell'Aconcagua è opera della guida Matthias Zurbriggen, avvenuta il 14 gennaio del 1897 nel corso di una spedizione organizzata dall'inglese Edward Fitz Gerald. La prima ascesa lungo il Ghiacciaio dei Polacchi spetta agli scalatori Daszinski e Osiecki, di nazionalità polacca, nel marzo del 1934, cui si deve il nome col quale attualmente la via è nota. Adriana Bance, di nazionalità francese, è la prima donna a raggiungere la vetta, il 7 marzo 1940.[7]

Il 23 gennaio del 1953 gli svizzeri F. e D. Marmillod insieme agli argentini F. Grajales e F. Ibáñez raggiungono la vetta a Sud aprendo una nuova via. La prima salita della parete sud fu invece portata a termine il 25 febbraio 1954 da una spedizione francese guidata da René Ferlet; la squadra di vetta era composta da Pierre Lesueuer, Adrien Dagory, Edmond Denis, Robert Paragot, Lucien Berardini e Guy Poulet.[7]

Nel febbraio del 1992 Miguel "Lito" Sánchez, Marcelo Acosta e Gabriel Cabrera diventano i primi a raggiungere la vetta in meno di 24 ore, partendo da Plaza de Mulas (quota 4200 metri s.l.m.), salendo lungo il Ghiacciaio dei Polacchi e ridiscendendo lungo la via normale.[7]

Il 3 febbraio del 2006 il peruviano Holmes Pantoja Bayona, seguendo la via normale e partendo da Horcones, dove è situato l'ingresso del parco, raggiunge la vetta e ridiscende in 20h35'.[7] Il dislivello coperto durante l'ascensione, avvenuta in 13 ore, è di 4112 metri, essendo Horcones situato a quota 2850;[8] la lunghezza del percorso è di circa 81 chilometri.[9] Nel 2013 lo skyrunner portoghese Carlos Gómez porta il record a 15h42'.[7]

L'Aconcagua nella cultura[modifica | modifica wikitesto]

Nel film di animazione della Disney Saludos amigos, uno degli episodi è incentrato sull'aeroplanino Pedro che effettua servizio postale tra Santiago del Cile e Mendoza, passando in prossimità dell'Aconcagua, rappresentata come una montagna minacciosissima e circondata da correnti pericolose.[10][11]

L'Aconcagua è anche il luogo in cui è ambientato l'omonimo videogame del 2000 per PSX.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giandomenico Coleti, Dizionario storico-geografico dell'America meridionale, Venezia, 1771; tomo I, pag. 4 - consultabile su Google Books
  2. ^ (EN) Frank Salomon - Stuart B. Schwartz, The Cambridge History of the Native Peoples of the Americas: Part 1, Cambridge University Press, Cambridge, UK, 1999, ISBN 978-0-521-63075-7, pagg. 639-640 - parzialmente disponibile su Google Books
  3. ^ a b c (EN) R. J. Secor, Aconcagua: a climbing guide, The Mountaineers, 1994, ISBN 0-89886-406-2, pag. 13
  4. ^ a b (EN) Aconcagua Expeditions - Parco Aconcagua - Storia
  5. ^ (ES) andesargentinos.com.ar - Aconcagua
  6. ^ montipedia - scheda dell'Aconcagua
  7. ^ a b c d e Aconcagua Mountain Climbing History of the Ascents - Records, aconcaguaexpeditions.com.
  8. ^ Récord de velocidad en el Aconcagua, desnivel.com, 15 febbraio 2006.
  9. ^ Record tumbles in climb to the top of Aconcagua, 7summits-club.com.
  10. ^ Saludos amigos su imdb.com
  11. ^ Saludos amigos - episodio Pedro su imdb.com

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Harry Kikstra, Aconcagua: Summit of South America, Rucksack Readers, 2005, ISBN 978-1-898481-51-5.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

montagna Portale Montagna: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di montagna