Bill Tilden

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Bill Tilden

William Tatem Tilden II (Filadelfia, 10 febbraio 1893Los Angeles, 5 giugno 1953) è stato un tennista statunitense.

L'importanza di Tilden per il tennis[modifica | modifica sorgente]

Tilden (spesso chiamato Big Bill) fu negli anni venti e negli anni trenta il giocatore di tennis più influente, forse uno dei più influenti nella storia del tennis.

Fu anche probabilmente la figura più paradossale nella storia di qualsiasi sport: un omosessuale che quasi da solo cambiò l'immagine pubblica del tennis da quella di uno sport da "signorine", giocato solo da ricchi personaggi di razza bianca nei loro club esclusivi, a quella di uno sport di massa giocato da rudi atleti della classe lavoratrice.

L'immagine di effeminatezza collegata al tennis prima di questa epoca era tale da portare W.C. Fields a commentare in un film, a proposito di due fratelli: "Uno gioca a tennis, l'altro invece è maschio" ("One's a tennis player; the other's a manly sort of fellow")". Anche se poi, al di fuori dello schermo, anche Fields giocava a tennis.

Nell'epoca molto sportiva degli anni venti, Tilden fu una delle cinque figure dominanti, assieme a Babe Ruth, Red Grange, Bobby Jones e Jack Dempsey. Il suo arresto e condanna per adescamento di ragazzi minorenni gettò però un'ombra sulla sua illustre carriera.

La grandezza di Tilden come giocatore[modifica | modifica sorgente]

Con l'eccezione di un periodo negli anni cinquanta, quando Pancho Gonzales dominò completamente l'ambiente professionistico per un periodo non breve, non ci fu nessun'altra epoca in cui il tennis sia stato maggiormente dominato da un unico giocatore. Per un periodo di sette anni, durante gli anni venti, Tilden non fu mai sconfitto in nessun partita di rilievo, particolarmente quelle della Coppa Davis, che a quell'epoca era molto più importante di quanto non sia oggi.

Fra i suoi numerosi successi, Tilden vinse lo United States amateur championship per sei volte consecutive, e sette volte complessivamente. E dal 1920 al 1926 guidò la squadra statunitense a sette vittorie consecutive nella Coppa Davis, un record che non è stato da allora più battuto.

Unico fra i giocatori di tennis, Tilden divenne un grande giocatore solo all'età relativamente avanzata di 27 anni. Prima del 1920 aveva vinto un certo numero di titoli nazionali in doppio, ma aveva perso contro Lindley Murray e "Little Bill" Johnston nel 1918 e 1919 nei campionati di singolo.

Nell'inverno del 1919-20 si trasferì nel Rhode Island, dove in un campo al coperto si dedicò a rimodellare il suo rovescio relativamente inefficace. Era tutto ciò di cui aveva bisogno. Emerse con una nuova presa e un nuovo potente rovescio nell'estate del 1920 e per il resto del decennio dominò il tennis mondiale.

Alto, magro e dinoccolato, con braccia lunghe, mani enormi, e spalle eccezionalmente larghe, Tilden possedeva un servizio potente. Anche se poteva servire degli ace quasi a comando, aveva poco interesse nell'avanzare a rete seguendo il suo servizio. Utilizzava principalmente battute al servizio in spin e in slice, riservando le sue famose bordate per i momenti cruciali dell'incontro.

Allison Danzig, il principale editorialista di tennis del New York Times dal 1923 al 1968, nonché editore di "The Fireside Book of Tennis", definì Tilden il più grande tennista che si sia mai visto. "Può correre come un cervo", disse Danzig alla CBS Sports.

Fu poco noto all'epoca, ma a metà degli anni 1920, la punta del dito medio della mano con cui impugnava la racchetta ebbe un'infezione e dovette essere amputata. Tilden dovette anche affrontare un problema cronico al ginocchio che di tanto in tanto lo impediva notevolmente. Anche questo venne nascosto al pubblico e difficilmente sembrò essergli di impaccio nella sua lunga serie di vittorie.

Nonostante il servizio potente, Tilden preferiva giocare principalmente da fondocampo, da dove lasciava stupefatti gli avversari con le sue tattiche mutevoli: una miscelia di scaltrezza, di colpi tagliati o effettati, di schiacciate e lob, e di colpi improvvisi e profondi mirati agli angoli del campo. Colpiva tiri superbamente angolati su risposte quasi impossibili e amava sopra ogni altra cosa affrontare un avversario con un repertorio di colpi potenti—in un modo o nell'altro Tilden avrebbe trovato un modo per colpire la palla e rimandarla di la dalla rete.

Nel 1941, quando Bill Tilden aveva già 48 anni, girò per gli Stati uniti giocando incontri "singoli" con Don Budge, che all'epoca era incontestabilmente il più forte giocatore del mondo. Tilden perse 51 incontri contro il venticinquenne Budge — ma riuscì comunque a trovare il modo di batterlo per sette volte. Nell'intera storia del tennis solo Pancho Gonzales e Ken Rosewall hanno avvicinato l'elevato livello raggiunto da Tilden una volta passati i 40 anni.

Una fotografia simbolo di Tilden, lo mostra mentre salta in alto per eseguire una schiacciata. Alcuni contemporanei, comunque consideravano lo smash di Tilden come l'unico punto debole del suo gioco. Alcuni commentatori successivi ritenevano che un giocatore degli anni 1960 come Ken Rosewall sarebbe stato in grado di sfruttare questa debolezza con un abile uso di lob offensivi.

Tilden l'intellettuale[modifica | modifica sorgente]

È possibile che Tilden abbia speso più tempo di chiunque altro ad analizzare il gioco del tennis. Scrisse due libri sull'argomento, The Art of Lawn Tennis (testo online) e Match Play and the Spin of the Ball; l'ultimo dei due viene ancora stampato ed è un'opera definitiva sulla materia. Oltre alle sue grandi capacità fisiche, fu un giocatore estremamente cerebrale, un maestro di strategia e tattica, dedito ad adattarsi allo stile del suo avversario, per rivoltargli contro i propri punti di forza. Fu noto anche per le sue doti di intrattenitore, che occasionalmente deviavano in ciò che gli avversari avrebbero potuto definire come mezzi ai limiti del lecito. Tilden cercava sempre di dare al pubblico pagante uno spettacolo che valesse i soldi spesi, e venne spesso scritto, anche se non venne mai confermato dallo stesso Tilden, che egli perdeva deliberatamente il set iniziale di un incontro allo scopo di prolungare la battaglia e renderla più interessante per sé e per gli spettatori (Questo stratagemma venne confermato nel 1963 da William Lufler, che giocò nel tour professionistico di Tilden per diversi anni. Lufler, che era diventato un istruttore professionista molto considerato — fu fondamentale nel fondare l'USPTA e ne fu presidente dal 1963 al 1966 — sostenne che Tilden gettava via i primi set in numerosi incontri). Nonostante il suo comportamento talvolta eccessivamente colorito, credeva fermamente nella sportività a tutti i costi e sopra ogni altro aspetto del gioco, compreso il punteggio finale; cedeva prontamente (e platealmente) dei punti agli avversari se pensava che l'arbitro avesse commesso un errore a suo favore.

Tilden, consumato uomo di spettacolo in campo, lo era anche nella vita di tutti i giorni. Scrisse molti racconti e romanzi privi di successo, che narravano di tennisti sportivi ma incompresi, e sognava di essere una star di Broadway e Hollywood. Molto del tempo speso lontano dai campi da tennis — e molti dei suoi soldi — vennero impegnati a questo scopo, con risultati inevariabilmente fallimentari.

La carriera nel tennis professionistico[modifica | modifica sorgente]

Alla fine degli anni 1920 i grandi tennisti francesi noti come "I quattro moschettieri", riuscirono finalmente a strappare la Coppa Davis a Tilden e alla squadra statunitense, così come il suo dominio nei titoli di singolo a Wimbledon e Forest Hills. Tilden era stato per lungo tempo in contrasto con i rigidi direttori della dilettantistica United States Lawn Tennis Association, riguardo ai suoi introiti derivanti dagli articoli di giornale che scriveva sul tennis. Tilden vinse il suo ultimo titolo importante a Wimbledon nel 1930, all'età di 37 anni, ma non era più in grado di vincere a piacere. Nel 1931, bisognoso di soldi, diventò professionista e entrò nel neonato tour professionistico, che era iniziato solo nel 1927. Nei 15 anni successivi, assieme a un pugno di altri professionisti come Hans Nusslein e Karel Koželuh, girò per gli Stati Uniti e l'Europa in una serie di esibizioni da una sola sera, in cui era ancora il giocatore per cui la gente pagava principalmente il biglietto. Anche con grandi quali Ellsworth Vines, Fred Perry e Don Budge come suoi avversari, tutti giocatori che erano o erano stati stati in cima alla classifica mondiale, era spesso Tilden che assicurava gli incassi—e che poteva ancora farsi valere contro giocatori molto più giovani per un singolo set o per un incontro occasionale. Nel 1934 vinse 11 dei suoi primi 20 incontri con Vines, e nel 1945, a 52 anni, assieme al suo storico compagno di doppio Vinnie Richards, vinse il campionato professionistico di doppio. Assieme avevano vinto il titolo dilettantistico statunitense 27 anni prima, nel 1918.

Il suo posto nella storia dello sport[modifica | modifica sorgente]

Per circa 35 anni, grossomodo dal 1920 al 1955, Tilden fu generalmente considerato il più grande giocatore mai esistito, i cui unici rivali erano Vines, Budge e Jack Kramer. A metà degli anni 1950 molti iniziarono a pensare che Gonzales avrebbe reclamato tale titolo. Da allora, comunque, l'opinione pubblica si è allontanata dall'oggi quasi dimenticato Gonzales, in favore dei campioni dell'"era open", prima con Rod Laver, quindi con Björn Borg, John McEnroe, Pete Sampras e oggi con Roger Federer. Nella sua autobiografia del 1979, Jack Kramer, a lungo promotore del tennis e grande giocatore egli stesso, incluse Tilden nella sua lista dei 6 più grandi giocatori di tutti i tempi.[1]

Tilden, che fu per molti anni uno degli atleti più famosi al mondo, oggi non è molto ricordato, nonostante i fasti passati. Nel corso della sua vita, comunque, ebbe un carattere estroverso che non lo tenne mai lontano dallo sguardo pubblico, recitando sia in film che in opere teatrali, oltre che giocando a tennis. Subì anche due arresti per cattiva condotta sessuale nei confronti di ragazzi adolescenti, alla fine degli anni 1940, con conseguenti incarcerazioni nell'area di Los Angeles. Nel 1950, nonostante la sua fedina penale, che gli costo il venire evitato da gran parte del mondo del tennis, un sondaggio della Associated Press nominò Bill Tilden il più grande tennista della prima metà del XX secolo, con un margine più ampio di quelli ottenuti dagli atleti di qualsiasi altro sport.

Vita personale[modifica | modifica sorgente]

Nato benestante, Tilden perse la sua madre semi-invalida quando aveva 15 anni e, anche se il padre era ancora vivo e manteneva una grossa dimora dotata di servitù, venne mandato a vivere poche case più in la con una zia zitella.

La successiva perdita del padre, quando aveva 20 anni, apparentemente lo segnò profondamente, ed egli spese tutta la sua vita adulta cercando di ricreare una relazione padre-figlio con una lunga serie di raccattapalle e giovani tennisti, dei quali Vinnie Richards fu il più importante. Nonostante i suoi viaggi in tutto il mondo, Tilden visse nella casa della zia fino al 1941, quando aveva 48 anni.

Tilden non ebbe relazioni sessuali con donne e apparentemente ebbe pochi incontri sessuali con membri del suo stesso sesso, finché non ebbe passato i 40 anni e divenne sempre più effeminato nei modi, in particolare quando si trovava nell'atmosfera più liberale dell'Europa degli anni 1930.

Anche se Tilden era praticamente astemio, fumava pesantemente e disdegnava quella che oggi sarebbe considerata una vita salutare per un atleta; per gran parte della sua vita la sua dieta consisteva di tre enormi pasti al giorno con bistecca e patate, e forse occasionalmente con carne di agnello.

Le condanne al carcere[modifica | modifica sorgente]

Tilden venne arrestato la prima volta il 23 novembre 1946, sul Sunset Boulevard, quando venne sorpreso a infilare una mano nei pantaloni di un adolescente (il ragazzo si prostituiva e i suoi servizi erano stati sollecitati da Tilden). Avrebbe potuto essere accusato di un crimine ("comportamento volgare e lascivo con un minore"), ma venne incriminato solo per un reato minore ("contribuzione alla delinquenza di un minore"). Venne condannato ad un anno di prigione, di cui scontò solo 7 mesi e mezzo.

Venne arrestato nuovamente il 28 gennaio 1949, dopo aver raccolto un autostoppista sedicenne e avergli fatto delle avances. La nuova accusa avrebbe potuto essere perseguita come crimine, ma il giudice semplicemente condannò Tilden a un anno per violazione della condizionale e lasciò che la punizione per la nuova accusa di molestie procedesse concorrentemente. Tilden scontò dieci mesi.

In entrambi i casi, apparentemente, Tilden credeva sinceramente che la sua celebrità e la sua lunga amicizia con personalità di Hollywood quali Charlie Chaplin, fossero sufficienti a evitargli di pagare le conseguenze dei suoi atti. Egli si difese quindi in tribunale in entrambi i casi, in modo decisamente poco vigoroso.

Dopo essere stato rilasciato, Tilden si trovò ancor più isolato. Altri club di tennis non volevano lasciarlo più insegnare e pochi studenti lo incrociarono su campi pubblici.[2]

Morte[modifica | modifica sorgente]

Anche se Tilden era nato benestante, e guadagnò grosse somme di denaro nel corso della sua lunga carriera, in particolare nei primi anni del tour professionistico, spese i suoi soldi con profusione, e molti di essi finirono in spettacoli di Broadway da lui scritti, prodotti e recitati. Morì senza un soldo a Los Angeles, California, all'età di 60 anni. Si stava preparando a partire per il torneo United States Professional Championship, a Cleveland (Ohio), quando cadde morto per un infarto.

Tilden venne introdotto nell'International Tennis Hall of Fame di Newport (Rhode Island) nel 1959.

Vittorie[modifica | modifica sorgente]

  • Campionati francesi
    • Finalista nel singolo: 1927, 1930
    • Campione di doppio misto: 1930
  • Wimbledon
    • Campione di singolo: 1920, 1921, 1930
    • Campione di doppio: 1927
  • Campionati USA
    • Campione di singolo: 1920, 1921, 1922, 1923, 1924, 1925, 1929
    • Finalista di singolo: 1918, 1919, 1927
    • Campione di doppio: 1918, 1921, 1922, 1923, 1927
    • Finalista di doppio: 1919, 1926
    • Campione di doppio misto: 1913, 1914, 1922, 1923
    • Finalista di doppio misto: 1916, 1917, 1919, 1921, 1924

Vittorie nei Campionati professionali di tennis[modifica | modifica sorgente]

  • Campionato Professionistico Francese
    • Singolo, 1933, 1934

Altre vittorie notevoli[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Scrivendo nel 1979, Kramer considerava come migliore di sempre o Don Budge (per la continuità del suo gioco) o Ellsworth Vines (ai vertici del suo gioco). Gli altri quattro migliori erano, in ordine cronologico, Bill Tilden, Fred Perry, Bobby Riggs e Pancho Gonzales. Dopo questi sei c'era il "secondo scaglione" composto da Rod Laver, Lew Hoad, Ken Rosewall, Gottfried von Cramm, Ted Schroeder, Jack Crawford, Pancho Segura, Frank Sedgman, Tony Trabert, John Newcombe, Arthur Ashe, Stan Smith, Björn Borg e Jimmy Connors. Non si sentì in grado di classificare accuratamente Henri Cochet e René Lacoste, ma riteneva che fossero tra i migliori.
  2. ^ ESPN.com: Tilden won with style

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Frank DeFord, Big Bill Tilden, the triumphs and the tragedy, Simon and Schuster, New York 1976. ISBN 0-671-22254-6

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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