Venus Williams
| Venus Williams | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Dati biografici | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Nome | Venus Ebony Starr Williams | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Nazionalità | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Altezza | 185 cm | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Peso | 73 kg | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Tennis |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Carriera | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Statistiche aggiornate al 19 novembre 2011 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Venus Ebony Starr Williams (Lynwood, 17 giugno 1980) è una tennista statunitense, ex numero uno della classifica WTA nel 2002 e di doppio nel 2010. È considerata una delle migliori tenniste di sempre, con 14 finali del Grande Slam e altre 53 finali WTA nel singolare, e 17 vittorie nel doppio, di cui 11 del Grande Slam, con la sorella Serena Williams. È stata la prima tennista donna afroamericana dell'era open ad occupare la prima posizione del ranking. Nel decennio 2000-2010 è la giocatrice ad aver vinto di più a Wimbledon, con 5 vittorie su 8 finali (di cui 4 consecutive, dal 2000 al 2003) ed è una delle quattro tenniste (dopo Martina Navrátilová, Steffi Graf e Billie Jean King, la quale, tuttavia, ha ottenuto 2 dei suoi 6 successi a Wimbledon prima del 1968) ad averne vinte 5 o più nell'Era Open (1968). Ama le superfici in cemento (ha ottenuto più della metà dei suoi successi in singolare proprio sul veloce) e in erba (non devono far dubitare di questo le "sole" 5 vittorie conseguite su questo tipo di campo, in quanto non ha quasi mai partecipato ad altri tornei in erba oltre a Wimbledon, dove ha ottenuto appunto le 5 vittorie). Inoltre è l'unica tennista della storia, dopo Helen Wills, a vincere le Olimpiadi in entrambe le specialità (singolare e doppio) nella stessa edizione, quella del 2000.
È la giocatrice che dal 2000 detiene il record della serie più lunga di successi consecutivi, grazie alle 35 vittorie di fila dal torneo di Wimbledon del 2000 alla finale di Linz. In più è l'unica giocatrice in attività, insieme ovviamente a Serena, ad aver partecipato a tutte le finali del Grande Slam, sia nel singolare che nel doppio. Inoltre è la tennista che ha vinto Wimbledon (2007) con la testa di serie e con il ranking più basso di sempre (rispettivamente 23 e 31).
Indice |
[modifica] Biografia
Allenata dal padre (Richard Williams) e da Esther Lee, è la sorella maggiore di Serena Williams, con la quale ha vinto praticamente tutto in doppio; insieme alle sorelle e alla madre è Testimone di Geova. Inoltre, oltre alla carriera tennistica, si è messa in risalto nel campo della moda, creando una linea di abbigliamento in pelle da donna per la Wilson's Leather chiamata "the Venus Williams Collection". Risiede in Florida, a Palm Beach Gardens insieme alla famiglia.
[modifica] Stile di gioco
Venus è una giocatrice assai potente, molto dotata dal punto di vista muscolare, tuttavia a questa forza compensa grazie alla combinazione di eleganza e precisione. Completa sotto l'aspetto tecnico, possiede il servizio come arma migliore (che può raggiungere velocità oltre i 200 km/h, tanto da detenere il record, stabilito agli US Open 2007, con una battuta a 207,6 km/h) e un rovescio bimane molto potente a cui affianca un dritto davvero esplosivo. Essendo anche molto alta, è molto temibile nel gioco di volo e a rete.
[modifica] Carriera
[modifica] Inizi
Debuttante nel circuito professionistico a fine 1994 (nel 1995 ottiene un importante quarto di finale nel torneo di Auckland, sconfitta da Magdalena Maleeva), nel 1997 raggiunge una sorprendente finale agli US Open: a Flashing Meadows supera al terzo turno Anke Huber (finalista in Australia l'anno precedente) e in semifinale la rumena Irina Spîrlea, per poi affrontare in finale l'allora n.1 Martina Hingis, che batte Venus con un netto 6-0, 6-4. Conclude l'anno con un ottimo 22º posto nel ranking.
[modifica] 1998-2002: dominio Williams
[modifica] 1998
L'anno si apre molto positivamente per la tennista americana, che raggiunge la finale a Sydney, torneo nel quale riesce a prendersi una rivincita su Martina Hingis, battendola al secondo turno in 3 set (7-5 al terzo), e perde la finale contro Arantxa Sanchez Vicario. Continua su ottimi livelli, conquistando i quarti di finale agli Australian Open, battendo tra le altre Serena, ma sconfitta in tre set dalla connazionale Lindsay Davenport per 1-6 7-5 6-3; riesce tuttavia ad aggiudicarsi il titolo nel doppio misto insieme a Justine Gimelstob.
A febbraio vince il suo primo titolo WTA, vincendo la finale dell'IGA U.S. Indoor Championships a Oklahoma City contro la sudafricana Joannette Kruger (netto parziale di 6-3 6-2); inoltra conquista il titolo anche in doppio insieme alla sorella. Dopo la semifinale di Indian Wells, persa contro Martina Hingis, si aggiudica la 14a edizione del Torneo di Miami, battendo proprio la Hingis in semifinale e Anna Kournikova in finale (2-6 6-4 6-1). L'anno prosegue magnificamente per Venus, che arriva in finale a Roma, battendo tra le altre Serena nei quarti e Arantxa Sanchez Vicario in semfinale: si è però dovuta arrendere nuovamente alla Hingis per 6-3 2-6 6-3.
È ancora la tennista svizzera a fermarla ai quarti di finale del Roland Garros; nonostante ciò riesce ad aggiudicarsi il torneo francese nel doppio misto, nuovamente insieme a Justine Gimelstob, battendo in finale proprio Serena Williams e Luis Lobo.
Altri quarti di finale a Wimbledon, persi questa volta contro l'allora n.3 Jana Novotná 7-5 7-6(2). Nei due mesi successivi, durante gli US Open Series, raggiunge la finale a Stanford, persa a vantaggio di Lindsay Davenport e i quarti a San Diego, stavolta battuta da Mary Pierce. Riesce a riconfermarsi parzialmente agli US Open (presentatasi come n.5 del ranking): battute la francese Pierce al quarto turno (6-1 7-6(4)) e la spagnola Arantxa Sanchez ai quarti (2-6 6-1 6-1), si arrende alla connazionale Lindsay Davenport in semifinale, con il punteggio di 6-4 6-4.
Conclude il suo anno memorabile (ricordiamoci che aveva solo 18 anni), vincendo il Grand Slam Cup di Monaco e sfiorando la vittoria (battuta in finale dalla Davenport) a Zurigo e a Mosca (sconfitta in semifinale dalla futura vincitrice del torneo Mary Pierce). Inoltre proprio a Zurigo ha trionfato in doppio con Serena.
Pur essendo appena una dicottenne, Venus ha già raggiunto almeno i quarti di finale in tutti gli Slam, arrivando addirittura a giocare una finale a Flushing Meadows.
In quest'anno ha stabilito il record femminile di velocità nella battuta di servizio (oltre 170 km/h, migliorato successivamente sino a raggiungere i 205 km/h proprio al torneo di Zurigo).
[modifica] 1999
L'anno si apre nuovamente con i quarti di finale agli Australian Open, battuta nuovamente da Lindsay Davenport per 6-4 6-0.
Allo slam australiano seguono 5 finali quasi consecutive (a parte l'eliminazione nel secondo turno al Bausch & Lomb Championships). La prima la gioca in Germania, ai Faber Grand Prix, dove batte anche Steffi Graf in semifinale, ma perde la finale con la Novotnà; tuttavia vince il torne in doppio con la sorella.
Nello stesso mese arriva un'altra finale, a Oklahoma City, questa volta vinta (per il secondo anno consecutivo) in due set contro Amanda Coetzer.
Altra vittoria, come l'annata precedente, a Miami: dopo aver battuto in ordine Anke Huber, Jana Novotná e Steffi Graf, riesce ad imporsi su Serena: è la prima finale nella storia dei tornei del tennis professionistico che vede contrapposte due sorelle; Venus vince in tre set, 6-1 4-6 6-4. Da questa vittoria Venus entra tra le prime tre tenniste al mondo, posizionandosi in 3a posizione. La terra rossa è la protagonista delle altre due vittorie della statunitense: ad Amburgo si aggiudica la finale, a discapito della francese Mary Pierce (6-0 6-3). Nuovamente la Pierce è l'avversaria di Venus alla finale degli Internazionali d'Italia, vinta in due set (6-4 6-2), dopo aver battuto in semifinale Martina Hingis.
Ottavi di finale un po' deludenti al Roland Garros, dove si arrende all'austriaca Barbara Schwarz proveniente dalle qualificazioni. Il trionfo arriva nel doppio con Serena, in un match combattutissimo contro Martina Hingis e Anna Kournikova.
Riconferma a Wimbledon i quarti di finale, sconfitta in tre set (6-2 3-6 6-4) dalla plurivincitrice Steffi Graf.
Per il secondo anno consecutivo arriva in finale a Stanford, battuta ancora da Lindsay Davenport 7-6(1) 6-2. Continua la preparazione agli US Open, arrivando in finale anche a San Diego, ma perdendo contro Martina Hingis; sconfitta in finale anche nel doppio. Conferma il suo stato di grazia con la vittoria a New Haven a discapito proprio della Davenport (6-2 7-5).
Altra semifinale a Flashing Meadows, dove cede a Martina Hingis (la quale perde la finale con Serena Williams) per 6-1 4-6 6-3; successo, tuttavia, nel doppio, battendo in tre set la coppia formata da Chanda Rubin e la francese Sandrine Testud.
Contribuisce inoltre alla vittoria della squadra statunitense in Fed Cup, con una vittoria su Elena Likhovtseva per 6-3 6-4. Partecipa alla finale del WTA Champioship di Monaco, perdendo però dalla sorella 6-1 3-6 6-6. Ribadisce la conquista del titolo dell'anno precedente a Zurigo, riuscendo a sconfiggere nell'ordine: Irina Spîrlea (6-3 6-2), Julie Halard-Decugis (6-2 6-3), Mary Pierce (6-4 6-4) e in finale Martina Hingis (6-3 6-4).
[modifica] 2000
Il nuovo millennio non si apre nel migliore dei modi: infatti Venus è costretta a saltare i primi quattro mesi della stagione (compresi gli Austalian Open, vinti dalla rivale Lindsay Davenport) a causa di una tendinite ad entrambi i polsi. Rientra a maggio, ottenendo un ottimo quarto di finale al Roland Garros, sconfitta da Arantxa Sanchez Vicario (6-0 1-6 6-2). Da questo momento la tennista statunitense vincerà una lunga serie di 35 vittorie consecutive (attualmente, 2011, la più lunga del millennio), partendo da Wimbledon.
Ai Champioships ritorna a giocare il suo miglior tennis, sbarellando le avversarie (tra le altre Martina Hingis e Serena) e imponendosi sull'eterna rivale Davenport per 6-3 7-6(3): è il suo primo titolo del Grande Slam ed è la seconda donna afroamericana ad aggiudicarsi il torneo dopo Althea Gibson che trionfò nel 1957 e 1958. Prima vittoria a Wimbledon anche nel doppio, ovviamente con la sorella, insieme alla quale ha ottenuto la vittoria su Julie Halard-Decugis e Ai Sugiyama. La striscia di vittorie continua con la conquista di Stanford (6-1 6-4 sulla Davenport), San Diego (6-0 63-7 6-3 su Monica Seles) e New Haven (6-2 6-4 nuovamente sulla Seles).
Continua ad accumulare vittorie su vittorie, aggiudicandosi il primo US Open imponendosi su tenniste del calibro di Nathalie Tauziat (6-4 1-6 6-1 nei quarti) e Martina Hingis (4-6 6-3 7-5); in finale è Lindsay Davenport a soccombere con il punteggio di 6-4 7-5. L'anno sembra essere perfetto: arriva anche il trionfo olimpico a Sydney; dopo aver battuto ai quarti Arantxa Sanchez Vicario 3-6 6-2 6-4 e in semifinale Monica Seles 6-1 4-6 6-3, ha la meglio in finale sulla diciannovenne Elena Dementieva (6-2 6-4). La famiglia Williams trionfa anche nel doppio con l'oro olimpico delle due sorelle contro le olandesi Kristie Boogert e Miriam Oremans; Venus è la seconda tennista di sempre ad aver conquistato l'oro alle olimpiadi sia nel singolare che nel doppio, solo dopo Helen Wills nel 1924. La fenomenale stagione termina con la finale di Linz, la sola partita persa dopo mesi dalla Williams, contro la Davenport (6-4 3-6 6-2).
Il 2000, grazie ai tanti successi ottenuti, si può considerare una delle migliori di Venus, se non la migliore: due Slam, l'oro olimpico e altre quattro finali (tre delle quali vinte) e una striscia di 35 vittorie consecutive (la migliore per una donna nell'era open).
[modifica] 2001
Il 2001 non inizia male per Venus, che, n.3 del ranking WTA, centra la semifinale agli Australian Open, persa però nettamente contro Martina Hingis con un doppio 6-1; vinto invece il torneo nel doppio, battendo in una finale tutta a stelle e a strisce Lindsay Davenport e Corina Morariu. Seguono successivamente altre due semifinali: una a Nizza (superata da Magdalena Maleeva 7-6(8) 6-4) e a Indian Wells, semifinale (contro Serena, futura vincitrice del torneo) a cui non ha partecipato per una tendinite al ginocchio destro. Su questo caso bisognerebbe fare un discorso a parte, in quanto quella volta Venus (che ha annunciato il ritiro 4 minuti prima dell'incontro) e il padre furono fischiati notevolmente alla finale mentre prendevano posto in tribuna per il match di Serena, la quale fu anch'essa fischiata (ennesimo episodio di razzismo); da quel momento le sorelle hanno deciso di boicottare questo torneo e di conseguenza di non partecipare più[1].
Dopo questo spiacevole episodio, si riconferma campionessa per 3 volte su 4 anni del torneo di Miami, battendo Martina Hingis in semifinale e Jennifer Capriati in finale (4-6 6-1 7-6(4)); questo successo le permette di rientrare nella top 3 del ranking. Altra vittoria, la seconda della sua carriera, ad Amburgo, dove a farne le spese della potenza di Venus è Meghann Shaughnessy con un 6-3 6-0 che non ammette repliche.
Enorme delusione al Roland Garros: visto che erano grandi le aspettative di tutti sulla maggiore delle Williams, testa di serie n.3, è stato uno shock la sua eliminazione contro la meno quotata Barbara Schett (6-4 6-4). Rimedia eccome a questa debacle, aggiudicandosi per il secondo anno consecutivo Wimbledon, dominando il torneo e superando in finale la belga Justine Henin per 6-1 3-6 6-0. Il gioco di Venus domina i tornei estivi: secondo trionfo consecutivo al San Diego, con un netto 6-2 6-3 inflitto alla connazionale Monica Seles; invece a New Haven conquista questo trofeo per la terza volta (aveva vinto sia nel 1999 che nel 2000), a discapito della rivale Lindsay Davenport, 7-6(6) 6-4.
Venus va a New York per difendere il titolo ottenuto l'anno precedente e non delude le aspettative: infatti la "Venere" nera non perde un solo set, sbaragliando letteralmente le avversarie (che, per inciso, sono state Kim Clijsters in semifinale, superata 6-3 6-1, e Jennifer Capriati, 6-4 6-2); la finale si gioca tra le due sorelle Williams: era da 117 anni (Wimbledon 1884) che non accadeva una cosa simile (in quel caso si affrontarono le sorelle Watson). Per sua sfortuna, Serena ha incontrato Venus in uno stato di grazia, confermato dal punteggio netto di 6-2 6-4.
Non partecipa ad altri tornei per l'attentato del 11 settembre alle Torri Gemelle e non prende parte al WTA Champioships a causa di un infortunio al polso sinistro. Nonostante questo periodo di inattività consolida la 2a posizione nel ranking WTA.
[modifica] 2002
Ripresasi dall'infortunio, torna a vincere al primo torneo a cui prende parte: infatti nel cemento di Gold Coast, in Australia, ottiene un successo alla 6a edizione del Thalgo Australian Women's Hardcourts in finale contro Justine Henin per 7-5 6-2. Un po' deludenti i quarti di finale agli Australian Open, dove viene superata in tre set (64-7 6-2 6-3) da Monica Seles.
Si rifà vincendo i due tornei successivi, quello di Parigi (indoor) e quello di Anversa: in Francia approfitta del ritiro in finale di Jelena Dokic per un infortunio alla coscia destra, mentre in Germania ha la meglio sulla Henin in tre set. Seguono due semifinali, a Dubai (persa contro Sandrine Testud) e a Miami (sconfitta da Serena); pur non vincendo, dopo Dubai Venus diviene la nuova numero uno del circuito tennistico femminile, tenuto in totale per 11 settimane (si è alternata anche a Jennifer Capriati).
La campionessa americana continua il suo anno disputando altre 8 finali consecutive: la prima la gioca in Florida, vincendo una dura battaglia contro la belga Henin in tre set; è un'altra belga, Kim Clijsters, ad aggiudicarsi a discapito di Venus la finale di Amburgo, con il punteggio di 1-6 6-3 6-4.
Non prende parte agli Internazionali d'Italia a Roma a causa di un problema al polso destro. Rientra non al meglio al Roland Garros: tuttavia ottiene la finale, non concedendo nemmeno un set alle avversarie (Rita Grande, Monica Seles, Clarisa Fernandez per citarne alcune); il match conclusivo del torneo è contro Serena (la seconda volta, dopo gli US Open del 2001, che si incontrano in una finale del Grande Slam), che riesce ad imporsi su Venus per 7-5 6-3. Da questo momento si apre una striscia di sconfitte contro la sorella in finale ad uno Slam di 5 partite, che durerà fino al 2008.
Il 10 giugno, grazie alla finale Williams, per la prima volta nella storia del tennis, Venus e Serena si ritrovano rispettivamente 1a e 2a in classifica.
Si arriva così all'appuntamento più atteso, Wimbledon. Dopo essersi spianata davvero facilmente (ha lasciato addirittura solo 5 game alla n.6 Justine Henin) la strada fino alla finale, si ripete la scena di Parigi: Venus contro Serena; e il copione non cambia, in quanto è la seconda che trionfa al Centre Court: dopo un primo set molto equilibrato, terminato al tie-break, Serena ha preso il largo nel secondo, chiudendo 6-3. Venus non solo perde la finale, ma anche la prima posizione mondiale, ceduta alla sorella. Nonostante ciò, si riprende proprio con Serena, il titolo in doppio, dopo quello del 2000.
Fortunatamente arriva un'estate piena di successi, con tre vittorie in altrettanti tornei. Secondo successo a Stanford, in cui "stese" la Cljisters con un doppio 6-3. Terza vittoria consecutiva (e quarta finale di seguito) a San Diego, torneo nel quale riesce a spuntarla contro Jelena Dokic (6-2 6-2). A completare questa serie di trionfi è la finale (la quarta consecutiva) di New Haven, vinta contro l'eterna rivale Lindsay Davenport (7-5 6-0).
Giunge da favorita agli US Open e rispetta il pronostico: arriva in semifinale senza grossi problemi, dopo aver battuto, tra le altre, Monica Seles nei quarti, sconfiggendo la francese Amélie Mauresmo in tre set. Ancora una volta la finale si gioca in famiglia e per la terza volta nel 2002 è Serena a trionfare (6-4 6-3).
A causa di un infortunio alla gamba, si ritira al WTA Tour Championships di Los Angeles in semifinale contro Kim Clijsters.
[modifica] 2003-2006: sconfitte e continui infortuni
[modifica] 2003
La partenza nel 2003 sembra promettere buone cose: infatti, dopo aver battuto Daniela Hantuchová e Justine Henin in due set, e dopo non aver perso alcun set, raggiunge la finale agli Australian Open; ad attenderla, tanto per cambiare, c'è la sorella-rivale Serena Williams, a cui ha ceduto il trofeo australiano in tre set, 7-6(4) 3-6 6-4. Sembra quasi una maledizione. Riesce, invece, ad aggiudicarsi il titolo nel doppio, proprio con Serena.
Per non bastare c'è stato un periodo in cui si è parlato di un suo probabile addio al tennis, dati i successi che stava ottenendo nel campo della moda (come modella e più raramente come stilista): la vittoria, la seconda consecutiva, ottenuta nel torneo di Anversa (in cui sbaragliò in finale Kim Clijsters per 6-2 6-4) ha fatto tramontare tale ipotesi. Delude molto a Miami, dove si ferma al qurto turno per mano di Meghann Shaughnessy. Dopo la convincente vittoria nel primo turno della Fed Cup contro la Repubblica Ceca, prende parte al torneo di Varsavia, disputando ottime gare sulla terra, per poi ritirarsi in finale contro la francese Amélie Mauresmo a causa di un problema agli addominali, che non le darà la possibilità di gareggiare a Berlino e agli Internazionali d'Italia. Arriva dunque in Francia per partecipare al Roland Garros: altra delusione, con l'uscita di Venus al quarto turno, sconfitta in tre set da Vera Zvonareva.
Nonostante questi risultati, parte ancora una volta come una delle favorite a Wimbledon e non delude le aspettative: arriva facilmente ai quarti, devastando proprio la Zvonareva negli ottavi con un secco 6-1 6-2; raggiunta la semifinale (dopo aver battuto Nadia Petrova in tre set), ecco che si riacuttizzano i dolori addominali, ma, tuttavia, batte la belga Kim Clijsters in tre set e raggiunge la quarta finale consecutiva ai Championships. Inesorabilmente incontra per la quinta volta di fila in uno Slam Serena, anche questa volta capace di aggiudicarsi il torneo per 4-6 6-4 6-2. I problemi all'addome continuano, tanto che Venus dovrà rinunciare alla seconda metà della stagione, non partecipando agli US Open e al WTA Championship. A causa di ciò, a novembre, esce dalla top ten, collocandosi in 11a posizione nel ranking: l'esclusione dalle prime 10 non accadeva dal 1998, quando aveva appena cominciato.
[modifica] 2004
Il ritorno forzato dall'infortunio avviene a Melbourne, dove non riesce a superare il terzo turno, a vantaggio della connazionale Lisa Raymond. L'anno viene costellato da molti quarti di finale e da molti ritiri a causa di infortuni vari. Per esempio uno strappo muscolare alla gamba destra le ha fatto saltare i quarti di finale del torneo di Tokyo, causandole anche il ritiro dal torneo ad Anversa; raggiunge i quarti anche a Dubai, a Miami (7-6 al terzo contro Elena Dementieva) e a Zurigo, dove perse contro una giovanissima Maria Sharapova.
Tuttavia non mancano i successi, che arrivano sulla superficie da lei meno amata, la terra rossa: la vittoria su Conchita Martinez per 2-6 6-2 6-1 le assicurò il successo a Charleston, mentre il 6-1 6-4 contro Svetlana Kuznetsova le ha messo in bacheca il trofeo di Varsavia.
A Berlino è costretta ancora una volta a dare forfait in finale, dove avrebbe dovuto affrontare Amélie Mauresmo, a causa di un problema ai muscoli addominali. Arriva quindi poco preparata al secondo Grande Slam, il Roland Garros, torneo nel quale si ferma ai quarti contro la russa Anastasia Myskina. Davvero deludente è la sua prestazione a Wimbledon con un secondo turno perso in due tie-break contro la meno quotata Karolina Sprem. Si salva nell'estate americana, arrivando in finale a Stanford, dove si è arresa alla connazionale e rivale Lindsay Davenport dopo un match molto equilibrato (7-6 5-7 7-6); è sempre la Davenport a fermarla in semifinale a Los Angeles.
Ad agosto si prospettano due importantissimi eventi: le Olimpiadi di Atene e gli US Open. Venus giunge sino al terzo turno ad Atene, perdendo con un doppio 6-4 dalla francese Mary Pierce. Non supera nemmeno gli ottavi agli US Open, battuta ancora una volta dalla Davenport. Nonostante questa annata non memorabile, rientra nella top 10, posizionandosi al n.9 della classifica WTA.
[modifica] 2005
Venus continua a non convincere, nemmeno agli Australian Open: esce solamente al quarto turno contro la n.12 del mondo Alicia Molik, perdendo 7-5 7-6(3). Si presenta come testa di serie n.2 al torneo di Anversa, ma cede all'ultimo atto alla francese Amélie Mauresmo (4-6 7-5 6-4). Profonda delusione desta la sconfitta al primo turno a Dubai contro Silvia Farina Elia, mentre invece fa ben sperare la semifinale a Miami, dove batte Serena ai quarti, ma perde da Maria Sharapova per 6-4 6-3. Seguono due mesi sottotono, fino ad arrivare a metà maggio, periodo in cui si colloca la sua prima vittoria del 2005, quella sulla terra rossa di Istanbul, imponendosi con un netto 6-3 6-2 su Nicole Vaidisova. Tuttavia questo si rivela un fuoco di paglia, in quanto delude le aspettative, fermandosi al terzo turno per mano della kazaka Sesil Karatančeva, n.93 della classifica, al Roland Garros.
Questa "parabola discendente" si arresta il 21 giugno, giorno in cui tornò a vincere il suo terzo Wimbledon: in semifinale batte la detentrice del titolo Maria Sharapova (7-6 6-1), mentre porta a casa il trofeo dei Champioships a discapito dell'eterna rivale Lindsay Davenport nella finale femminile più lunga della storia (2 ore e 45 minuti), salvando un match point sul 5-4 del 3° set e chiudendo per 4-6 7-6(4) 9-7.
Tuttavia questa rimane una stagione molto travagliata per Venus, costellata da continue influenze (tanto gravi da farle saltare i tornei di Stoccolma e Tokyo) e da un infortunio piuttosto grave al ginocchio sinistro (a causa del quale salta una gran quantità di tornei, compresi i Tier I di Zurigo e Filderstadt): questi problemi l'hanno allontanata dal circuito per quasi tutta la seconda parte dell'anno. Nonostante ciò, durante la stagione sul cemento americano pre-US Open, riesce ad ottenere una finale a Stanford, dove batte la serba Jelena Jankovic e la svizzera Patty Schnyder, rispettivamente ai quarti e in semifinale, ma perde all'ultimo atto contro Kim Clijsters. L'ultimo torneo giocato dall'americana sono gli US Open: dopo essersi imposta su Serena al quarto turno, si ferma ai quarti di finale per mano ancora una volta della Clijsters (6-1 al terzo, dopo esser stata in vantaggio per 6-4 4-2). Conclude l'anno con un insperato 10º posto nel ranking WTA.
[modifica] 2006
Inizio stagione da dimenticare per Venus, che esce al primo turno agli Australian Open per mano di Tsvetana Pironkova (9-7 al terzo); sono ancora gli infortuni che le impediscono di giocare: questa volta è un problema al gomito e al polso destro a farle saltare gli importanti tornei di Anversa e Dubai (Tier II) e di Miami e Charleston (Tier I).
Ritorna appena in tempo per la parte di stagione sulla terra rossa; si rifà grazie a 10 vittorie su 13, grazie alle quali arrivano questi risultati: quarti di finale a Varsavia (battuta da Svetlana Kuznetsova), semifinale a Roma (fermata da Martina Hingis per 0-6 6-3 6-3) e, soprattutto, quarti di finale al Roland Garros (6-7 6-1 6-3 a vantaggio di Nicole Vaidisova). Sfortunatamente le "gioie" finiscono qui, in quanto a Wimbledon viene eliminata al terzo turno dalla serba Jelena Jankovic: è la prima volta dal 1997 che nessuna delle sorelle Williams non raggiunge la seconda settimana ai Championships (Serena non ha partecipato a causa di un infortunio al ginocchio sinistro); Venus difendeva il titolo, ma perdendo così presto, perde vertiginosamente posizioni in classifica. Rende meno doloroso questo momento la finale nel doppio misto, raggiunta insieme a Justin Gimelstob, ma persa contro la coppia formata dall'israeliano Andy Ram e la russa Vera Zvonareva.
Perseguitata dagli infortuni, l'americana non partecipa alla stagione sul cemento americano e nemmeno agli US Open, a causa di un problema al polso sinistro. Prova a rientrare alla fine di settembre in Lussemburgo, ma esce subito al secondo turno per mano di Agnieszka Radwańska. Si ritira anche dai tornei di Stoccarda e Mosca sempre per il polso sinistro. Precipita inesorabilmente alla 48a, chiudendo l'anno senza aver vinto un torneo, per la prima volta dal 1997.
[modifica] 2007-2010: la rinascita
[modifica] 2007
Il 2007 sembra seguire l'anno precedente: infatti il problema al polso sinistro non le permette di partecipare agli Australian Open e le fa saltare tutto il mese di gennaio. A febbraio ritorna molto più forte di prima, aggiudicandosi il suo trentaquattresimo titolo WTA a Menphis grazie al netto successo in finale contro l'israeliana Shahar Peer.
Arriva qualche buon risultato che le danno la possibilità di migliorare il ranking (a inizio anno era la numero 54 delle classifiche): i quarti di finale ad Amelia Island e a Varsavia, e la semifinale sulla terra verde del Tier I di Charleston persa contro la serba Jelena Janković, le garantiscono comunque un posto tra le prime 30 del mondo, il 27° per l'esattezza. Tuttavia delude le aspettative di una rinascita con il terzo turno al Roland Garros, dove viene fermata ancora una volta dalla Janković 6-4 4-6 6-1.
Come spesso è accaduto nei momenti più difficili nella carriera di Venus, è a Wimbledon che si rifà degli insuccessi precedenti; ai Championships, l'americana, dopo aver superato i primi tre turni perdendo solo 2 set, ottiene un filotto di successi importantissimi senza mai concedere un set: agli ottavi si impone senza problemi sulla testa di serie n.2 Maria Sharapova (6-1 6-3), poi rifila un netto 6-3 6-4 alla russa Svetlana Kuznetsova nei quarti, mentre sbaraglia in semifinale Ana Ivanović con il punteggio di 6-2 6-4. Si aggiudica con facilità la finale sconfiggendo la sorpresa Marion Bartoli per 6-4 6-1: è il suo sesto titolo dello Slam, il quarto a Wimbledon. Inoltre Venus, partita come n. 31 del ranking e testa di serie del torneo n.23, è la tennista con ranking e seeding più basso a conquistare il torneo di Londra.
Grazie a questa vittoria, Venus rientra nella top 20 della classifica, arrivando al 16º posto del ranking.
Non gioca molto durante l'estate sul cemento americano, partecipando solamente al torneo di San Diego, in California: qui arriva facilmente ai quarti di finale, lasciando le briciole alle rivali, ma si deve arrendere, e non senza rammarichi (infatti ha sprecato un match point nel secondo set), alla russa Anna Chakvetadze per 6-7(5) 7-6(3) 6-2.
Non arriva dunque preparatissima agli US Open, dove tuttavia sfoggia un tennis fantastico: superati agilmente i primi due turni (rispettivamente contro l'ungherese Kira Nagy e la rumena Ioana Raluca Olaru), sconfigge senza troppi problemi anche la n.21 del seeding Alona Bondarenko con un netto 6-1 6-2, arrivando così al quarto turno; qui il torneo si "dovrebbe" complicare, dato che ad attenderla è la n. 5 del mondo Ana Ivanović, ma anche lei viene spazzata da Venus in due set (6-4 6-2); molto più combattuta, invece, è il quarto di finale che vede contrapposte l'americana e la serba Jelena Janković: sotto di un set, la Williams si riprende arrivando al tie-break del 3° set, vinto per 7 a 4 e arriva così un'altra semifinale di uno slam (la 15a, per l'esattezza); tuttavia Venus viene sconfitta in due lottatissimi set dalla belga Justine Henin (che aveva battuta ai quarti Serena), futura vincitrice del torneo, con il punteggio di 7-6(2) 6-4.
Grazie a questo risultato le permette di entrare nelle prime 10, arrivando alla nona posizione mondiale. A fine settembre partecipa al torneo di Seoul e lo domina facilmente battendo in semifinale Flavia Pennetta con un doppi 6-2 e la russa Maria Kirilenko in finale (6-3 1-6 6-4). Ottiene così il 36º torneo della carriera. Prosegue il suo periodo di forma: arriva in finale al Japan Open Tennis Championships, dove tuttavia viene sconfitta inaspettatamente dalla n.33 del mondo Virginie Razzano, che riesce a salvare ben 3 match point nel tie-break e a vincere al terzo set (4-6 7-6 6-4). Ultimo torneo a cui prende parte Venus è a Bangkok, dove perde in semifinale da Flavia Pennetta per 6-4 7-6(8). Pur essendo entrata al Master di fine anno, non vi partecipa a causa di un malore fisico.
Termina l'anno della rinascita all'ottavo posto in graduatoria, compiendo un gran balzo in avanti dalla 54ª posizione di inizio anno.
[modifica] 2008
Nel 2008, dopo essersi nascosta nella prima parte della stagione, riemerge ancora una volta a Wimbledon, dove s'impone per la quinta volta su sua sorella Serena (7-5 6-4); è la settima finale di una Slam tutta Williams. Proprio insieme alla sorella si aggiudica anche il torneo di doppio. Nel marzo 2009, dopo sei anni di assenza, è ritornata tra le prime cinque giocatrici del mondo. Una serie di buoni risultati la colloca poi, l'11 maggio 2009, al terzo posto della classifica mondiale, posizione che non occupava dal giugno 2003. Il 4 luglio 2009, festa dell'indipendenza americana, gioca per la terza volta consecutiva la finale di Wimbledon e, pur avendo disputato un ottimo torneo, mostrando il suo miglior tennis, viene battuta all'ultimo atto da Serena per 7-6(3) 6-2. Si rifà dopo qualche ora vincendo per la quarta volta, la seconda consecutiva in coppia con la sorella, il doppio del prestigioso torneo londinese: battute in finale le australiane Stosur e Stubbs per 7-6(4) 6-4. Al torneo degli US Open trionfa ancora in doppio con la sorella Serena contro Black e Huber per 6-2 6-2, e grazie a questo risultato consegue la sua miglior posizione nella classifica mondiale di doppio, attestandosi al terzo posto. Perde ancora contro la sorella Serena nel Masters di fine anno a Doha, per 7-6 6-2. Il 2010 sembra cominciare bene per lei all'Australian Open, ma dopo un buon torneo perde contro la sorpresa del torneo, la cinese Na Li, per 2-6 7-6 7-5. Si ferma ai quarti al torneo di Roma, mentre perde in finale nel torneo di Madrid. Si rifa vincendo il torneo di doppio. Al Roland Garros, perde sorprendentemente al quarto turno contro la rediviva Nadia Petrova per 6-4 6-3, ma ancora una volta vince il torneo di doppio, sempre in coppia con Serena. A Wimbledon, per lei è una doppia delusione: viene eliminata ai quarti da Tsvetana Pironkova per 6-2 6-3, e si ferma sempre ai quarti in doppio contro le russe Zvonareva e Vesnina. Nonostante questo risultato parzialmente negativo sull'erba londinese, dal 7 giugno è n°3 del ranking femminile e n°1 di quello di doppio.
[modifica] Finali del Grande Slam (14)
[modifica] Vinte (7)
| Anno | Torneo | Avversario in finale | Punteggio |
| 2000 | Wimbledon | 6-3, 7-6(3) | |
| 2000 | US Open | 6-4, 7-5 | |
| 2001 | Wimbledon (2) | 6-1, 3-6, 6-0 | |
| 2001 | US Open (2) | 6-2, 6-4 | |
| 2005 | Wimbledon (3) | 4-6, 7-6(4), 9-7 | |
| 2007 | Wimbledon (4) | 6-4, 6-1 | |
| 2008 | Wimbledon (5) | 7-5, 6-4 |
[modifica] Perse (7)
| Anno | Torneo | Avversario in finale | Punteggio |
| 1997 | US Open | 6-0, 6-4 | |
| 2002 | Roland Garros | 7–5, 6–3 | |
| 2002 | Wimbledon | 7–6(4), 6–3 | |
| 2002 | US Open (2) | 6–4, 6–3 | |
| 2003 | Australian Open | 7–6(4), 3–6, 6–4 | |
| 2003 | Wimbledon (2) | 4–6, 6–4, 6–2 | |
| 2009 | Wimbledon (3) | 7-6(3), 6-2 |
[modifica] Statistiche
[modifica] Singolare
[modifica] Vittorie (43)
| Legenda: Prima del 2009 | Legenda: Dal 2009 |
|---|---|
| Grande Slam (7) | |
| Ori Olimpici (1) | |
| WTA Championships (2) | |
| Tier I (6) | Premier Mandatory (0) |
| Tier II (17) | Premier 5 (0) |
| Tier III (5) | Premier (2) |
| Tier IV & V (1) | International (2) |
|
| Numero | Data | Torneo | Superficie | Avversaria in finale | Punteggio |
| 1. | 23 febbraio 1998 | Cemento | 6–3, 6–2 | ||
| 2. | 16 marzo 1998 | Cemento | 2–6, 6–4, 6–1 | ||
| 3. | 28 settembre 1998 | Cemento | 6–2, 3–6, 6–2 | ||
| 4. | 28 febbraio 1999 | Cemento | 6–4, 6–0 | ||
| 5. | 15 marzo 1999 | Cemento | 6–1, 4–6, 6–4 | ||
| 6. | 26 aprile 1999 | Terra battuta | 6–0, 6–3 | ||
| 7. | 3 maggio 1999 | Terra battuta | 6–4, 6–2 | ||
| 8. | 23 agosto 1999 | Cemento | 6–2, 7–5 | ||
| 9. | 11 ottobre 1999 | Cemento | 6–3, 6–4 | ||
| 10. | 26 giugno 2000 | Erba | 6–3, 7–6(3) | ||
| 11. | 24 luglio 2000 | Cemento | 6–1, 6–4 | ||
| 12. | 31 luglio 2000 | Cemento | 6–0, 6–7(3), 6–3 | ||
| 13. | 21 agosto 2000 | Cemento | 6–2, 6–4 | ||
| 14. | 28 agosto 2000 | Cemento | 6–4, 7–5 | ||
| 15. | 18 settembre 2000 | Cemento | 6–2, 6–4 | ||
| 16. | 19 marzo 2001 | Cemento | 4–6, 6–1, 7–6(4) | ||
| 17. | 30 aprile 2001 | Terra battuta | 6–3, 6–0 | ||
| 18. | 25 giugno 2001 | Erba | 6–1, 3–6, 6–0 | ||
| 19. | 30 luglio 2001 | Cemento | 6–2, 6–3 | ||
| 20. | 20 agosto 2001 | Cemento | 7–6(6), 6–4 | ||
| 21. | 27 agosto 2001 | Cemento | 6–2, 6–4 | ||
| 22. | 31 dicembre 2001 | Cemento | 7–5, 6–2 | ||
| 23. | 4 febbraio 2002 | Sintetico | walkover | ||
| 24. | 11 febbraio 2002 | Sintetico | 6–3, 5–7, 6–3 | ||
| 25. | 8 aprile 2002 | Terra battuta | 2–6, 7–5, 7–6(5) | ||
| 26. | 22 luglio 2002 | Cemento | 6–3, 6–3 | ||
| 27. | 29 luglio 2002 | Cemento | 6–2, 6–2 | ||
| 28. | 19 agosto 2002 | Cemento | 7–5, 6–0 | ||
| 29. | 10 febbraio 2003 | Sintetico | 6–2, 6–4 | ||
| 30. | 12 aprile 2004 | Terra battuta | 2–6, 6–2, 6–1 | ||
| 31. | 26 aprile 2004 | Terra battuta | 6–1, 6–4 | ||
| 32. | 15 maggio 2005 | Terra battuta | 6–3, 6–2 | ||
| 33. | 9 luglio 2005 | Erba | 4–6, 7–6(4), 9–7 | ||
| 34. | 24 febbraio 2007 | Cemento | 6–1, 6–1 | ||
| 35. | 7 luglio 2007 | Erba | 6–4, 6–1 | ||
| 36. | 30 settembre 2007 | Cemento | 6–3, 1–6, 6–4 | ||
| 37. | 5 luglio 2008 | Erba | 7–5, 6–4 | ||
| 38. | 19 ottobre 2008 | Cemento | 7–6(1), 6–2 | ||
| 39. | 9 novembre 2008 | Cemento | 6–7(5), 6–0, 6–2 | ||
| 40. | 21 febbraio 2009 | Cemento | 6–4, 6–2 | ||
| 41. | 28 febbraio 2009 | Terra battuta | 6–1, 6–2 | ||
| 42. | 20 febbraio 2010 | Cemento | 6–3, 7–5 | ||
| 43. | 27 febbraio 2010 | Terra battuta | 2–6, 6–2, 6–3 |
[modifica] Finali perse (24)
Tornei del Grande Slam in grassetto.
[modifica] Doppio
| Legenda: Prima del 2009 | Legenda: Dal 2009 |
|---|---|
| Grande Slam (12) | |
| Ori Olimpici (1) | |
| WTA Championships (0) | |
| Tier I (1) | Premier Mandatory (1) |
| Tier II (2) | Premier 5 (0) |
| Tier III (1) | Premier (1) |
| Tier IV & V (0) | International (0) |
[modifica] Vittorie (17)
| # | Data | Torneo | Superficie | Partner | Avversarie in finale | Risultato |
| 1. | 23 febbraio 1998 | IGA U.S. Indoor Championships, Oklahoma City | Cemento | Serena Williams | 7-5 6-2 | |
| 2. | 12 ottobre 1998 | Open di Zurigo, Zurigo | Cemento | Serena Williams | 5-7 6-1 6-3 | |
| 3. | 15 febbraio 1999 | Faber Grand Prix, Hannover | Sintetico | Serena Williams | 5-7 6-2 6-2 | |
| 4. | 24 maggio 1999 | Roland Garros, Parigi | Terra rossa | Serena Williams | 6-3 6-7(2) 8-6 | |
| 5. | 30 agosto 1999 | US Open, New York | Cemento | Serena Williams | 4-6 6-1 6-4 | |
| 6. | 26 giugno 2000 | Wimbledon, Londra | Erba | Serena Williams | 6-3 6-2 | |
| 7. | 28 settembre 2000 | Giochi Olimpici, Sydney | Cemento | Serena Williams | 6-1 6-1 | |
| 8. | 15 gennaio 2001 | Australian Open, Melbourne | Cemento | Serena Williams | 6-2 2-6 6-4 | |
| 9. | 24 giugno 2002 | Wimbledon2, Londra | Erba | Serena Williams | 6-2 7-5 | |
| 10. | 13 gennaio 2003 | Australian Open2, Melbourne | Cemento | Serena Williams | 4-6 6-4 6-3 | |
| 11. | 23 giugno 2008 | Wimbledon3, Londra | Erba | Serena Williams | 6-2 6-2 | |
| 12. | 10 agosto 2008 | Giochi Olimpici, Pechino | Cemento | Serena Williams | 6-2 6-0 | |
| 13. | 19 gennaio 2009 | Australian Open3, Melbourne | Cemento | Serena Williams | 6-3 6-3 | |
| 14. | 22 giugno 2009 | Wimbledon4, Londra | Erba | Serena Williams | 7-6(4) 6-4 | |
| 15. | 27 luglio 2009 | Bank of the West Classic, Stanford (California) | Cemento | Serena Williams | 6-4 6-1 | |
| 16. | 31 agosto 2009 | US Open2, New York | Cemento | Serena Williams | 6-2 6-2 | |
| 17. | 18 gennaio 2010 | Australian Open4, Melbourne | Cemento | Serena Williams | 6-4 6-3 | |
| 18. | 7 maggio 2010 | Mutua Madrileña Madrid Open, Madrid | Terra rossa | Serena Williams | 6-2 7-5 | |
| 19. | 23 maggio 2010 | Roland Garros2, Parigi | Terra rossa | Serena Williams | 6-2 6-3 |
[modifica] Finali perse (1)
| # | Data | Torneo | Superficie | Partner | Avversarie in finale | Risultato |
| 1 | 8 agosto 1999 | San Diego Open, San Diego | Cemento | Serena Williams | 6-4 6-1 |
[modifica] Tornei di doppio misto (3)
- Vittorie (2)
| Anno | Torneo | Partner | Avversari in finale | Punteggio |
| 1998 | Roland Garros | 6-4 6-4 | ||
| 1998 | Australian Open | 6-2 6-1 |
- Finali perse (1)
| Anno | Torneo | Partner | Avversari in finale | Punteggio |
| 2006 | Wimbledon | 6-3 6-2 |
[modifica] Progressione nei tornei del Grande Slam
| Torneo | 2011 | 2010 | 2009 | 2008 | 2007 | 2006 | 2005 | 2004 | 2003 | 2002 | 2001 | 2000 | 1999 | 1998 | 1997 | 1996 | 1995 | Carriera |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Australian Open | 3T | QF | 2T | QF | - | 1T | 4T | 4T | F | QF | - | QF | QF | - | - | - | - | 0 |
| Roland Garros | - | 4T | 3T | 3T | 3T | QF | 3T | QF | 4T | F | 1T | QF | 4T | QF | 2T | - | - | 0 |
| Wimbledon | 4T | QF | F | V | V | 3T | V | 2T | F | F | V | V | QF | QF | 1T | - | - | 5 |
| US Open | 2T | SF | 4T | QF | SF | - | QF | 4T | - | F | V | V | SF | SF | F | - | - | 2 |
| WTA Championships | - | - | F | V | - | - | - | - | - | SF | - | - | SF | - | - | - | - | 1 |
| Posizione nel Ranking a fine anno | 103 | 5 | 6 | 6 | 8 | 48 | 10 | 9 | 11 | 2 | 3 | 3 | 3 | 5 | 22 | 204 | 204 |
[modifica] Note
- ^ Venus and Serena Williams: boycotting Indian Wells 9 years
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Venus Williams
Wikiquote contiene citazioni di o su Venus Williams
Articolo su Wikinotizie: Venus Williams si aggiudica il torneo di Wimbledon 2007 7 luglio 2007