Guido Oddo

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Guido Oddo

Guido Oddo (Torino, 12 dicembre 1920Milano, 18 aprile 2006) è stato un giornalista e conduttore televisivo italiano.

Cenni biografici[modifica | modifica sorgente]

Ha cominciato in RAI presentando la rubrica Sette giorni di TV e occupandosi di spettacolo e musica, conducendo la rubrica Settenote e commentando in diretta le prime edizioni del Concerto di Capodanno di Vienna trasmesse in Eurovisione. Nel 1964 ha pure partecipato alla trasmissione a premi di Mike Bongiorno La fiera dei sogni, presentandosi come esperto di tiro con l'arco.

Come redattore sportivo del TG2 è stato anche radiocronista e telecronista. Specializzato nello sport, seguì negli anni sessanta e settanta i maggiori avvenimenti di tennis e sci, negli anni in cui le scene agonistiche erano occupate dalle imprese di Nicola Pietrangeli e Orlando Sirola, e della Valanga azzurra capeggiata da Gustav Thöni e in eterna lotta con lo svedese Ingemar Stenmark. Quando passò a condurre trasmissioni da studio venne rimpiazzato, allo sci, da Alfredo Pigna e, al tennis, da Giampiero Galeazzi.

Gli impegni sportivi gli hanno comunque permesso di seguire, di tanto in tanto, alcune prime operistiche trasmesse dalla RAI direttamente dal Teatro alla Scala di Milano.

Sullo sci pubblicò nel 1975 presso Arnoldo Mondadori Editore un libro intitolato Il libro dello sci, con prefazione di Mario Cotelli, all'epoca allenatore della nazionale italiana.

Come conduttore televisivo, è ricordato per avere presentato dal 1970 al 1973 l'edizione estiva della Domenica Sportiva, e dal 1976 al 1982 Domenica Sprint, una trasmissione irradiata dai centri di produzione di Rai 2 come spin-off del 90º minuto di Rai 1. La sua conduzione del programma televisivo sportivo era contraddistinta dallo stile pacato e familiare che lo ha caratterizzato, ma che non gli impediva di analizzare, in adeguati approfondimenti, gli eventi sportivi che la trasmissione proponeva.

È morto nel 2006 all'età di 85 anni; la notizia venne diffusa una settimana dopo la sua scomparsa per una sua precisa volontà.[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Tiziana Bottazzo, Addio Oddo, gentleman in video in La Gazzetta dello Sport, 25 aprile 2006.