Wimbledon (film)

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Wimbledon
Wimbledon-Bettany.png
Paul Bettany in una scena del film
Titolo originale Wimbledon
Paese di produzione Regno Unito, Francia, USA
Anno 2004
Durata 98 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia, sportivo
Regia Richard Loncraine
Sceneggiatura Adam Brooks, Jennifer Flackett, Mark Levin
Produttore Tim Bevan, Eric Fellner
Produttore esecutivo Debra Hayward, David Livingstone, Liza Chasin, Mary Richards
Casa di produzione Universal Pictures, Studio Canal, Working Title Films
Fotografia Darius Khondji
Montaggio Humphrey Dixon
Effetti speciali The Moving Picture Company
Musiche Edward Shearmur
Scenografia Brian Morris
Costumi Louise Stjernsward
Trucco Elizabeth Tagg
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Wimbledon è un film del 2004, diretto da Richard Loncraine.

Il film è liberamente ispirato alla storia vera di Goran Ivanišević, tennista croato che vinse il Torneo di Wimbledon 2001, diventando il primo giocatore nella storia a vincere un torneo del Grande Slam dopo essere stato invitato grazie a una wild card.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Peter Colt, tennista inglese avviato al termine della carriera, dopo essere stato in passato ai vertici della classifica mondiale, durante il torneo di Wimbledon, a cui è riuscito ad accedere solo grazie ad una wild card, intreccia una relazione con Lizzie Bradbury, una giovane tennista americana, seguita costantemente dal padre Dennis. L'incontro con la ragazza sembra giovare a Peter, che, dopo parecchi anni, riesce a raggiungere i quarti di finale della competizione, risvegliando anche l'interesse del suo agente Ron Roth, curatore anche di Lizzie, che, visti gli scarsi risultati del suo assistito, si era da tempo defilato.

La notizia della relazione tra i due, trapelata anche grazie al fratello di Peter, Carl, abituato a scommettere contro di lui, induce il padre di Lizzie ad intervenire per porvi fine, a tutela della concentrazione della figlia, ma i due continuano a vedersi di nascosto fino alla sera prima della semifinale, che Peter riesce a vincere, nonostante un infortunio alla schiena, mentre Lizzie viene sconfitta. La ragazza incolpa Peter dell'insuccesso, rimproverandogli di averla distratta la notte prima dell'incontro, mentre la famiglia di Peter, grazie ai suoi nuovi successi, sembra ritrovare una nuova unione.

Il giorno della finale del torneo, che vede dopo tanti anni un tennista inglese accedervi, Peter si trova contro Jake Hammond, un giovane, potente quanto presuntuoso tennista americano, ai vertici della classifica mondiale, ex fidanzato di Lizzie con cui egli aveva avuto un veloce e vivace alterco (nel quale gli aveva anche istintivamente sferrato un pugno) durante un ricevimento della Slazenger, in cui per la prima volta si era mostrato pubblicamente insieme alla ragazza. La partita inizia molto male per Peter, che velocemente si trova sotto di due set e un break, ma viene "salvato" da un improvviso temporale e, mentre si trova nello spogliatoio, viene raggiunto da Lizzie che gli rivela di amarlo e gli suggerisce come "leggere" il servizio dell'avversario ed, al ritorno in campo, Peter riesce a colmare lo svantaggio e a costringere Jake al quinto set.

Nel set decisivo Peter riesce ad issarsi fino al match-point e, dopo avere superato un momento critico a seguito di una palla ingiustamente chiamata fuori, riesce a vincere, correndo, subito dopo avere regalato la sua racchetta ad un giovane raccattapalle che lo aveva sempre incoraggiato durante le partite, tra le braccia di Lizzie, con il desiderio di iniziare una vita insieme a lei, desiderio che si realizzerà con la nascita di due bambini e l'apertura di una scuola di tennis a New York.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Il film è dedicato a Mark McCormack, morto nel 2003 a causa di un arresto cardiaco.
  • John McEnroe, Chris Evert e Mary Carillo appaiono nella pellicola nelle vesti di commentatori televisivi.
  • Dopo il penultimo punto, finito nei pressi della riga e assegnato all'avversario, il protagonista si rivolge all'arbitro facendogli presente lo sbuffo di gesso. Evidente, nei modi della protesta e nel dialogo, il riferimento al famoso «Chalk flew up!» di John McEnroe.
  • Il personaggio di Jake Hammond appare chiaramente ispirato alla figura di due ex tennisti, quali John McEnroe (per l'atteggiamento spavaldo, e alcuni elementi del vestiario tecnico), ed Andy Roddick (per lo stile di gioco potente).
  • Nel monologo finale Peter Colt racconta che Lizzie in seguito è riuscita a vincere 2 volte sia Wimbledon, sia gli US Open.
  • Il punteggio della finale di Wimbledon in cui Peter riesce a trionfare è di 3-6, 2-6, 6-4, 7-6, 6-4.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Paul Newman, Clijsters crowns comeback with US Open title in The Independent, 14 settembre 2009. URL consultato il 29 dicembre 2013.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]