Tennistavolo

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Tennistavolo
Table tennis Rio 2007.jpg
Partita svoltasi durante i giochi panamericani di Rio, 2007
Federazione I.T.T.F.
Inventato XVIII secolo
Numero di praticanti 40.000.000+
Contatto no
Indoor/outdoor indoor
Olimpico dal 1988

Il tennistavolo[1][2][3][4] (o tennis tavolo[4]), noto soprattutto col nome popolare di ping-pong, è uno degli sport di maggior diffusione nel mondo ed una specialità olimpica.

Può essere svolto a scopo ricreativo a qualsiasi età e si può giocare in luoghi ristretti, al chiuso e all'aperto.

Per la pratica agonistica sono necessari luoghi attrezzati e spaziosi al chiuso. Richiede, inoltre, un'opportuna preparazione psicofisica a causa delle sollecitazioni, sia fisiche che di concentrazione mentale, espresse nei brevi tempi di ogni scambio.

Per questo l'atleta di tennis tavolo esprime in genere doti fisiche di coordinazione, rapidità di movimento e ottimi riflessi oltre ad una certa sensibilità nel tocco.

Dagli appassionati viene spesso detto che "il tennis tavolo è giocare a scacchi correndo i cento metri". Questa affermazione testimonia che l'elevata dose di concentrazione richiesta dal gioco va abbinata ad una fulminea velocità di movimento.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il tennis da tavolo trae origine, come il tennis (dal francese "tenez"), dall'antico gioco conosciuto come Jeu de Paume o pallacorda, divenuto popolarissimo dal 1880 in Francia, Inghilterra e Stati Uniti come Lawn Tennis (tennis da prato).

Come molti altri sport, il tennis tavolo è nato prima come gioco di svago. Con l'impossibilità di giocare il tennis all'aperto nei periodi invernali per la mancanza di strutture al coperto, in Inghilterra durante gli ultimi 20 anni del XIX secolo si sviluppò la moda di un tennis "casalingo" che veniva giocato dopo cena all'interno dei famosi circoli dell'alta società londinese con materiali ed attrezzature improvvisate.

I fabbricanti di giochi dell'epoca capirono l'importanza commerciale che si stava sviluppando e formularono svariate e fantasiose idee per riprodurre al meglio il gioco del tennis da praticare al coperto, molti furono gli esperimenti per produrre dei kit "casalinghi" poi finalmente ultimati.

Nel 1884 si incontra per la prima volta il termine "tennis tavolo" in un catalogo commerciale del venditore di articoli sportivi F.H. Ayres.

Il primo set da tennis indoor somigliante al tennis tavolo moderno venne costruito da un certo David Foster, brevettato in Inghilterra nel 1890 e conteneva: un grande panno verde da stendere su un tavolo con disegnate le righe di un campo da tennis, due mini racchette con accordatura, una pallina di gomma di 30 mm ricoperta da stoffa, un recinto di legno da adagiare sul tavolo per delimitare l'area di gioco, una retina in mezzo al tavolo alta solo circa 10 cm con ai lati due grandi reti laterali onde evitare che la pallina uscisse dall'area durante il gioco.

Un anno dopo nel 1891 una famosa azienda produttrice di giochi Jaques of London di John Jaques ha lanciato sul mercato il suo Gossima game. John Jaques ideò due nuove racchette somiglianti a dei tamburelli, la pallina era in sughero ricoperta di stoffa ed aveva una circonferenza di 50 mm, la rete era alta ben 30 cm.

Purtroppo nessuno dei giochi costruiti fino a quel momento risultava valido e facilmente giocabile, la causa principale erano le palline, quella di gomma aveva un rimbalzo imprevedibile ed incontrollabile mentre quella in sughero non rimbalzava sufficientemente, cosicché il progetto fu momentaneamente accantonato fino al 1900. In quell'anno con l'avvento della plastica e della celluloide furono introdotte nuove palline, lo stesso John Jaques rinnovò il suo vecchio Gossima Game cambiandole nome in "Ping Pong" termine onomatopeico derivato dal suono emesso dal rimbalzo delle palline in celluloide.

Il nuovo gioco così concepito ebbe uno straordinario successo diventando in breve tempo popolarissimo in tutto il mondo con nomi diversi ed originali; nei primi del novecento potevate giocare a: "Ping Pong" o "Gossima", "Table Tennis", "Whiff Waff", "Parlour Tennis", "Indoor Tennis", "Pom-Pom", "Pim-Pam", "Netto", "Royal Game", "Tennis de Salon" e molti altri.

Gioco del Ping-pong commercializzato dai Fratelli Parker

Tra tutti questi giochi prevalsero il Ping Pong e il Table Tennis non senza problemi però, in quanto furono formate due singole associazioni che avevano instaurato delle regole di gioco differenti[5].

Il Ping Pong nel 1900 era divenuto un marchio registrato dai fratelli Hamley insieme a John Jaques, gli stessi quindi imposero le proprie regole ed attrezzature, insieme ai fratelli Parker, che acquistarono i diritti del marchio per la commercializzazione negli Stati Uniti d'America[5].

I due termini convivono ancora oggi ed infatti, anche se il termine corretto è tennistavolista, spesso il giocatore è chiamato pongista.

Alla conclusione dell'Ottocento cambia radicalmente anche l'attrezzo usato per colpire la pallina, che assomigliava più ad un tamburello, con la nascita delle moderna racchetta in legno. Successivamente ancora apparvero i primi rivestimenti alle superfici, in legno con sughero o tela gommata[6].

In Asia il tennis tavolo sembra si sia diffuso alla fine del XIX secolo, prima in Cina e successivamente in Giappone e in Corea. Nacque in Asia una grande scuola, con uno stile di impugnare la racchetta detto "a penna" perché ricorda il modo di tenere le dita durante la scrittura. Lo stile di gioco che ne consegue è la principale diversità tra le scuole d'occidente e d'oriente.

In Europa, nel 1926 nacque la prima federazione internazionale di Tennis tavolo, la I.T.T.F., grazie allo sforzo organizzativo di Ivor Montagu. Nello stesso anno a Londra fu disputato il primo Campionato Mondiale[5] cui parteciparono gli atleti di Austria, Cecoslovacchia, Danimarca, Germania, Svezia e India; quasi tutte le medaglie furono vinte da atleti ungheresi, nazione che avrebbe continuato a dominare il tennistavolo fino alla seguente guerra[5].

Nel 1951 si ebbe una nuova svolta tecnica, quasi una rivoluzione, con l'introduzione delle coperture cosiddette sandwich che, migliorando le prerogative dinamiche del gioco, ampliarono moltissimo la sua popolarità e il numero di praticanti a tutti i livelli. Fino ad allora le racchette erano di legno ricoperte da uno strato di gomma puntinata e gli scambi erano molto più lenti di quelli attuali; l'introduzione di uno strato di gommapiuma tra il legno e la tela gommata rese i colpi che ci si potevano effettuare molto più veloci ed efficaci[5].

Sempre negli anni cinquanta, per decisione di Mao Tse Tung, il tennistavolo divenne sport nazionale cinese e ne fu spinta la diffusione in tutta la Cina. Nel 1959 il pongista Rong Guotuan fu il primo cinese a vincere una medaglia d'oro mondiale in qualsiasi sport e la Cina diventò velocemente la nazione più forte del ping pong[5]: ad adesso, dal 1988, ha vinto 24 medaglie d'oro olimpiche su 28[7].

Nel 1970 il tennistavolo fu anche al centro della diplomazia mondiale in occasione di un incontro amichevole tra la nazionale statunitense e quella cinese, che contribuì a distendere i rapporti tesi tra le due potenze. Quei giocatori furono i primi statunitensi ad avere il permesso di entrare nel territorio cinese dopo l'instaurazione del regime di Mao, eccezion fatta per undici rappresentanti del partito internazionale delle Pantere Nere. L'evento passo alla storia come "diplomazia del ping pong".

Il dominio dei pongisti cinesi fu messo in crisi negli anni ottanta quando si rese evidente il divario tecnico che esisteva tra la tattica di gioco orientale e quella europea. Mao Tze Tung, infatti, considerava l'impugnatura a penna "peculiarmente cinese" e ne imponeva l'uso ai giocatori del suo paese. Fu solo dopo la sua morte, e l'avvento al potere di Deng Xiaoping che gli atleti cinesi colmarono lo svantaggio, non solo adottando l'impugnatura occidentale, ma anche riformando la classica impugnatura cinese[8]: adesso i giocatori che usano l'impugnatura a penna sono capacissimi di usare il lato rovescio della racchetta, specialmente per insidiosi colpi di attacco[9] (vedi #Impugnatura).

Ad adesso, con quaranta milioni di giocatori stimati a livello agonistico[10] e addirittura trecento milioni di giocatori amatoriali[11] – di cui un enorme parte cinese – il ping pong è lo sport più giocato al mondo[10].

Materiale[modifica | modifica wikitesto]

Tavolo da gioco

Il tennis tavolo si può giocare in due giocatori che gareggiano tra loro (singolo), oppure in due squadre di due giocatori ciascuna. Per giocare è necessaria una racchetta per ogni giocatore, una pallina e un tavolo idoneo, nonché una zona di gioco adeguatamente larga (per un incontro regolamentare si deve disporre di un'area di gioco di 12 metri di lunghezza, 6 metri di larghezza e 4 metri di altezza, nel caso si tratti di competizioni internazionali, mentre occorrono metri 10 x 5 x 4 nelle gare nazionali, interregionali e regionali. Sono tollerati m 8,5 x 4,25 in gare regionali).

Al centro dell'area di gioco è posto il tavolo in legno le cui dimensioni sono: lunghezza 274 cm, larghezza 152,5 cm e altezza 76 cm. Il piano del tavolo deve avere uno spessore compreso tra 16 e 24 mm e permettere un rimbalzo standard della pallina di circa 23 cm quando lasciata cadere da un'altezza di 30 cm. Il tavolo è suddiviso in due metà (dette campo) da una rete in nylon alta 15,25 cm e lunga 184 cm, la rete e i supporti sporgono su due lati lunghi per 15 cm ognuno.

La pallina da tennis tavolo è vuota e sferica ed è fatta generalmente di celluloide, ma si può giocare con palline di materiali plastici diversi, purché pesino precisamente 2,7 grammi e abbiano un diametro di 40 mm. La pallina può essere indifferentemente bianca o arancione.

Palline da competizione di marche diverse
Racchetta da ping pong con gomma da incollare

Appunto perché la pallina è molto leggera non è possibile giocare a tennis tavolo in luoghi aperti, inoltre la zona di gioco deve essere transennata da pannelli lungo l'intero perimetro e l'altezza del soffitto non può essere inferiore ai 5 metri. L'illuminazione dell'area deve essere uniforme in tutta l'area di gioco e non può risultare inferiore ai 400 lux. L'intera area di gioco deve essere schermata da fonti di luce esterne.

I giocatori possono utilizzare racchette di qualsiasi dimensione, forma e peso, ma il telaio — o legno — fatta eccezione dell'impugnatura, deve essere piatto e rigido. Lo stesso deve essere composto almeno all'85% di legno ma può avere dei rinforzi interni in materiale fibroso come carbonio o fibra di vetro. Le facce della racchetta usate per colpire la pallina devono essere ricoperte. La copertura del telaio può essere costituita da un foglio di gomma uniformemente coperta al suo esterno da puntini sporgenti ("gomma puntinata semplice" oppure "gomma puntinata a legno")[12], oppure da uno strato di gommapiuma su cui è posto il foglio di gomma che può stavolta avere la puntinatura esterna, oppure rivolta verso la gommapiuma (questa gomma è definita "sandwich"). Le due gomme — o coperture — della racchetta devono essere una rossa ed una nera e devono possedere il marchio della I.T.T.F (International Table Tennis Federation), il che significa che si tratta di gomme approvate dalla federazione medesima.

I telai possono essere usati di qualunque forma e senza marchi, purché rispettino le caratteristiche richieste dal regolamento, cioè potrebbero essere anche fatti "in casa" e alcuni artigiani si mettono a disposizione dei pongisti per la realizzazione di racchette personalizzate.

Modifiche al materiale[modifica | modifica wikitesto]

Puntinatura di una gomma

Nel corso della sua vita, il tennistavolo è progredito di pari passo con l'invenzione di nuove attrezzature che hanno cambiato il gioco. Altre volte, invece, la I.T.T.F. ha decretato cambiamenti altrettanto importanti al materiale da gioco.

  • Fino a una ventina di anni fa, si potevano usare gomme di qualsiasi colore e anche di colore uguale. Non di rado, infatti, si vedevano gomme verdi, blu, arancione; i difensori con una gomma puntinata e una liscia, usavano spesso due gomme nere, in modo da ingannare l'avversario senza che questi potesse intuire con quale rivestimento veniva effettuato il colpo. L'obbligo di usare una gomma rossa e una nera è stato imposto appunto per permettere ai giocatori di distinguere la gomma che l'avversario usa per ogni colpo.
  • Le palline usate nel tennistavolo dovevano avere, in passato, un diametro di 38 mm, nel 2001, insieme con un'importante modifica del regolamento di gara (vedi #Modifiche al regolamento) la I.T.T.F. ha aumentato le dimensioni della pallina per renderla più visibile e rendere il gioco un po' più lento e più apprezzabile dagli spettatori[13].

Nel corso degli ultimi decenni, sono stati inventati diversi metodi per aumentare chimicamente la qualità e l'efficacia durante il gioco delle gomme da ping pong. La I.T.T.F. ha deciso di vietare espressamente gran parte di questi metodi, in quanto permettevano ai giocatori di modificare e rendere imprevedibile la risposta della pallina sulla gomma.

  • Le gomme puntinate, che in origine hanno seppur poco "grip", cioè una certa aderenza, non possono essere trattate per renderle "scivolose", altrimenti si consentirebbe alla gomma di imprimere un effetto alla pallina decisamente imprevedibile. Le gomme così trattate non sono regolamentari e perciò vietate durante una gara. L'industria del settore proprio per soddisfare tutte le esigenze è però riuscita a produrre questi effetti in modo originale, producendo le gomme puntinate lunghe lisce, denominate "vetrificate" perché richiamano la insensibilità del vetro agli effetti e rotazioni impresse alla pallina. Le gomme vetrificate sono state regolari in quanto approvate dalla I.T.T.F. fino al 2008, anno in cui la stessa ha stabilito un coefficiente minimo di presa sulla pallina affinché una gomma possa essere considerata regolare[14].
  • Esistevano al contrario degli spray pensati per rendere più appiccicosa la superficie delle gomme lisce, da applicare prima o durante ogni incontro. Pure questo trattamento è stato considerato illegale, dal momento che l'avversario non avrebbe potuto prevedere l'effetto che la gomma sarebbe andata ad imprimere sulla pallina.
  • La colla fresca (in inglese: speed glue) era un tipo di collante pensato e utilizzato per essere usato per attaccare la gomma al telaio prima di ogni incontro, o anche prima di ogni seduta di allenamento, al termine del quale la gomma sarebbe stata staccata, per essere re-incollata all'occasione seguente. La particolarità della colla fresca era che, grazie ai suoi solventi, su tutti il tricloruro di etilene[15] e altri composti organici volatili (VOC), penetrava nella gommapiuma e la faceva dilatare, rendendola più morbida. I vantaggi per il giocatore erano un aumento della velocità e del giro impressi dalla gomma, e anche un maggior controllo[15]. La colla fresca è stata proibita anche e soprattutto perché i solventi della stessa erano volatili e cancerogeni. I produttori vendono adesso coperture con il cosiddetto "effetto colla fresca incorporato", che a loro dire darebbe alle gomme proprietà durature uguali a quelle di una gomma incollata a fresco.

La gara[modifica | modifica wikitesto]

Riocentro (Rio de Janeiro) in occasione dei giochi panamericani del 2007

Canonicamente un incontro si disputa in 5 set e vince chi si aggiudica per primo tre set (è questa la consuetudine nei campionati e tornei in Italia, ma per precisione aggiungiamo che il regolamento tecnico di gioco stabilisce che un incontro si disputi con un "imprecisato numero dispari di set", quindi, in teoria anche solo uno o tre. Nei tornei internazionali, campionati del mondo, olimpiadi ed in altre competizioni gli incontri si disputano in 7 partite e vince chi se ne aggiudica 4).

Un giocatore vince un set quando raggiunge 11 punti mentre l'avversario ne ha realizzati meno di 10. Se nella partita i giocatori raggiungono entrambi 10 punti vince chi riesce per primo a conquistare 2 punti sull'avversario.

All'inizio di un incontro si effettua un sorteggio e il vincitore ha il diritto di scegliere se servire o ricevere per primo o il lato del tavolo preferito, all'altro giocatore rimane l'altra scelta (Gli arbitri usano un gettone colorato, però sono validi anche altri tipi di sorteggio: tra gli amatori è comune che si faccia uno scambio per la palla, chi vince lo scambio ottiene il servizio). Chi inizia a battere effettua 2 servizi consecutivi, poi toccherà all'avversario, la sequenza di due battute si alterna sino alla fine della partita. In caso di parità sul punteggio di 10 punti la sequenza delle battute è limitata ad un solo servizio a testa.

Il gioco ha inizio quando la pallina lascia la mano del giocatore che effettua il servizio, quindi se il battitore non colpisce la pallina dopo averla lanciata è punto dell'avversario.

Wang Hao alza la pallina prima del servizio.

Il servizio deve rispettare alcune fondamentali regole: all'inizio del servizio, la pallina dev'essere liberamente posta sul palmo aperto della mano libera ed immobile in modo da essere visibile dall'avversario. Il battitore deve quindi lanciare la pallina solo verso l'alto (verticalmente con un angolo massimo di 30 gradi) e senza imprimere effetto così che si sollevi dal palmo della mano libera di un minimo di 16,5 cm e ricadere senza che abbia toccato nulla prima di essere colpita in fase discendente dal battitore. La pallina deve essere colpita oltre e al di sopra della linea di fondo del tavolo.

Se solo una delle regole del servizio esposte non viene rispettata, l'arbitro dopo un primo ammonimento, ad ogni successivo errore chiamerà il fallo al battitore e conseguente punto per l'avversario.

Il servizio consiste nel colpire la pallina con la racchetta per farla rimbalzare una volta nel proprio campo e, superando la rete, farla ricadere nel campo avversario. Se durante il servizio la palla tocca la rete (supporti compresi) prima che tocchi il campo avversario si commette un fallo, senza penalità, e il servizio deve essere ripetuto.

Una volta che la palla è stata servita, l'altro giocatore deve effettuare un "rinvio" (o "risposta"). Per compiere un rinvio il giocatore deve colpire, con la racchetta o con la mano (fino al polso) che tiene la racchetta, la pallina dopo che essa ha colpito una volta il proprio campo e prima che colpisca il tavolo una seconda volta. Dopo che il giocatore ha colpito la pallina, questa deve arrivare a colpire il campo avversario senza prima toccare altro se non la rete. I giocatori devono effettuare una risposta a testa finché uno dei giocatori non manca una risposta o non commette fallo.

N.B. Se prima del servizio del battitore l'avversario alza la mano per cause di forza maggiore e non tocca la pallina facendola cadere sul pavimento, il battitore dovrà effettuare un nuovo servizio senza sanzioni per l'avversario.

La pallina è considerata "in gioco" quando lascia la mano del giocatore che effettua il servizio. Si ottiene un punto nei seguenti casi:

  • l'avversario effettua un servizio sbagliato o manca di effettuarlo dopo che ha messo in gioco la pallina.
  • l'avversario manca o sbaglia un rinvio
  • l'avversario commette uno dei seguenti falli:
    • la pallina rimbalza due o più volte nel suo campo
    • l'avversario colpisce senza che essa abbia rimbalzato una volta nel proprio campo (colpo al volo)
    • l'avversario colpisce o tocca la pallina con qualcosa di diverso della sua racchetta o dalla mano con cui la tiene
    • l'avversario colpisce la pallina deliberatamente due volte di seguito

Inoltre un fallo è commesso nei seguenti casi:

  • il giocatore o la sua racchetta tocca la rete
  • il giocatore tocca il tavolo con la mano libera
  • il giocatore sposta il tavolo di gioco.
  • il giocatore parla durante lo scambio (questa è una consuetudine ma non è riportata nel "regolamento tecnico di gioco". Suggeriamo di chiarirlo con l'avversario prima di cominciare l'incontro)

Il "Let"[modifica | modifica wikitesto]

Errore molto comune tra i non giocatori è quello di confondere i termini "Let" e "Net".

Chi inizia il gioco e serve deve infatti far rimbalzare la palla nel proprio campo da gioco e poi in quello avversario e ha una sola possibilità prima che il punto venga assegnato al suo avversario. Se la pallina tocca il nastro bianco che delimita la superficie della rete e cade nel campo avversario, il servizio deve essere ripetuto, mentre se cade fuori il punto va all'avversario.

In molti lo definiscono erroneamente "Net", dall'inglese rete, anche se in realtà la palla tocca il nastro e non la rete stessa. Il termine corretto è invece "Let", che deriva dalla frase Inglese "Let's play again" cioè "rigiochiamo"[16].

Il doppio[modifica | modifica wikitesto]

schema dei margini imposti alla battuta per le partite di doppio

Nel Tennis tavolo si disputano anche incontri di doppio. Le regole sono le stesse previste per il singolare, tranne:

  • Il campo è diviso in due parti da una linea lungo il lato lungo del tavolo. La suddivisione è utile solo in occasione del servizio di battuta.
  • È obbligatorio battere il servizio dalla parte destra del proprio campo inviando la pallina nella parte destra del campo avversario.
  • I giocatori di una coppia devono alternarsi in uno scambio ribattendo la pallina una volta per uno.

In un incontro di doppio assumono un diverso rilievo alcune considerazioni generali sulla forza dei singoli giocatori. Infatti non sempre due giocatori con miglior classifica individuale vincono contro una coppia che, sulla carta, è considerata complessivamente più debole. È infatti importante in questa specialità che i due della coppia si integrino vicendevolmente, che i due siano allenati e affiatati. Nel doppio risulta essenziale il movimento sincronizzato dei giocatori ed essere sempre nella posizione migliore per colpire senza ostacolarsi a vicenda.

La composizione ideale del doppio è considerata quella formata da un giocatore mancino e da un destro, in quanto in questo modo è necessario un minor movimento per raggiungere la posizione ideale per colpire la pallina.

Gara a squadre[modifica | modifica wikitesto]

Alle olimpiadi la gara a squadre ha sostituito il doppio da Pechino 2008. Le squadre sono composte comunque da due giocatori e l'incontro tra due squadre inizia con due singoli seguiti da un doppio; nel caso nessuna delle due squadre abbia ottenuto tre vittorie, vengono disputati i due singoli che non erano stati giocati in precedenza. Vince la squadra che riesce a ottenere tre vittorie[17].

Modifiche al regolamento[modifica | modifica wikitesto]

Fino al 2001 il set di singolo o doppio veniva disputato sulla lunghezza di 21 punti, con 5 servizi consecutivi per ogni giocatore; in caso di raggiunta parità a 20 punti i giocatori si alternavano con un solo servizio sino a quando si ottenevano due punti sull'avversario. L'I.T.T.F. ha deciso questa importante modifica alle regole per rendere il gioco ancora più spettacolare[18]. Nel gioco amatoriale spesso i vecchi punteggi sono ancora quelli più utilizzati.

Era anche permesso nascondere la pallina il servizio con il braccio libero, ma ciò fu proibito perché giudicato disonesto nei confronti dell'avversario e perché rendeva troppo facile ottenere il punto con la sola battuta.

Per altri dettagli sul regolamento si rimanda al regolamento edito dalla F.I.Te.T.[19].

Differenze con il tennis[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel tennis in battuta dopo aver lanciato la palla, il battitore può decidere di non colpirla e non subire sanzioni, infatti il giocatore che lancia la palla e poi decida di non colpirla, può prenderla con la mano o la racchetta o lasciare che rimbalzi a terra; contrariamente nel tennis tavolo l'inizio del gioco ha luogo esattamente quando il battitore lancia la pallina, se non colpita o ripresa con la mano viene decretato fallo e punto all'avversario.
  • Nel tennis alla battuta si tira la palla direttamente nel campo avversario, nel tennistavolo prima si fa rimbalzare nel proprio campo.
  • Nel tennis si può colpire la palla al volo, nel tennistavolo no.
  • Nel tennis il punteggio ha una sequenza di numeri ben differente da quella del tennistavolo:

tennis: 15 - 30 - 40 - game, fino a che si vincono 6 game per vincere un set

tennistavolo: 1 - 2 - 3 - 4 - … - 11 per vincere un set

  • A tennis si vincono 2 set (3 set in competizioni più importanti), a tennistavolo si vincono 3 set (4 nelle competizioni importanti come le olimpiadi)

Tecnica di gioco[modifica | modifica wikitesto]

Impugnatura di gioco all'occidentale
Impugnatura di gioco a penna cinese

Impugnatura[modifica | modifica wikitesto]

Esistono due differenti modi di impugnare la racchetta e quindi due diversi stili[9]:

  • Lo stile occidentale consiste nel tenere il manico della racchetta con 3 dita, l'indice sulla gomma di un lato della racchetta, il pollice sulla gomma dell'altro lato della racchetta. Questa impugnatura consente di colpire la pallina sia col dritto che col rovescio.
  • Lo stile cinesino, o a penna consiste invece nel tenere il manico della racchetta nell'incavo della mano tra pollice e indice, viene chiamato così perché ricorda il modo di stringere una penna durante la scrittura. In questo caso vi sono due varianti che appartengono a due diverse scuole:
    • L'impugnatura a penna cinese prevede che le dita medio, anulare e mignolo siano raccolte. Permette un enorme vantaggio nell'esecuzione del servizio grazie alla libertà del polso e nei colpi di dritto – topspin in particolare. Al contrario rende molto difficile il rovescio.
    • L'impugnatura a penna giapponese somiglia a quella cinese, ma le dita dietro alla racchetta non sono contratte, bensì distese su di essa e questo limita il movimento del polso e permette di utilizzare una sola faccia della racchetta, sia per i colpi di dritto sia per il rovescio, che è assolutamente inefficace. Costringe quindi i giocatori a continui movimenti per poter utilizzare sempre il dritto. Inoltre le racchette giapponesi sono tradizionalmente più grandi, di forma squadrata e col manico più lungo di quelle cinesi.

L’impugnatura europea è, al momento, la più diffusa tra i professionisti, perché permette l’utilizzo di entrambe le facce della racchetta e consente di eseguire colpi sia di dritto che di rovescio, mantenendo una posizione centrale rispetto al tavolo e senza dover fare eccessivi spostamenti. Per queste ragioni negli anni novanta i giocatori orientali e in particolare la scuola cinese si sono avvicinati all'utilizzo dell’impugnatura all'europea e del lato rovescio della racchetta con l'impugnatura a penna cinese, specialmente per i colpi di attacco[9].

Rotazione[modifica | modifica wikitesto]

Effetti del giro inferiore mostrati in quattro fasi
Effetti del giro superiore mostrati in quattro fasi

Nel gioco del tennistavolo è di fondamentale importanza saper imprimere giro alla pallina, e saper rispondere ottimamente a una palla girata. Questo perché, sebbene le racchette possano essere molto diverse tra loro, sono tutte molto sensibili al giro della pallina, che può arrivare ad avere rotazioni considerevolissime durante uno scambio. Esistono diversi tipi di rotazioni (o di effetto o ancora di spin) che vengono distinti in base alla sua direzione rispetto all'asse del tavolo. I suoi effetti sono diversi e possono essere notati debolmente quando la pallina è in aria, meglio quando essa tocca il tavolo, quindi in misura varia quando tocca la racchetta di un giocatore — in base al tipo di gomma che questi utilizza.

I tipi di giro "semplici" usati nel tennistavolo sono i seguenti:

  • Inferiore, o taglio o backspin: si ottiene colpendo la pallina strusciandola dal basso, in modo da darle una rotazione contraria al moto, cioè antioraria per chi vedesse il colpo dalla destra. La pallina con giro inferiore tende ad abbassarsi lentamente mentre è in aria, e a lievitare leggermente. Quando la pallina tocca il tavolo rallenta bruscamente e rimbalza verso l'alto. Quando poi tocca la racchetta del giocatore ricevente si muove verso il basso, quindi andrà sulla rete se il giocatore non ha opportunamente aperto la racchetta, ovvero inclinato verso l'alto.
Il backspin è preferito dai giocatori "di difesa", ma il palleggio, ovvero il colpo tagliato sul tavolo, è una delle basi della pratica del tennistavolo e deve essere padroneggiato da tutti i tipi di giocatori.
  • Superiore, o topspin: è il giro inverso all'inferiore, quindi si ottiene colpendo la pallina dall'alto, così che ottenga una rotazione oraria se vista dalla destra rispetto alla direzione del movimento. La pallina "toppata" si abbassa velocemente, quindi accelera al contatto con il tavolo, con un rimbalzo schiacciato. Quando tocca la racchetta del ricevente tende a rimbalzare verso l'alto. Il colpo di risposta al topspin è il blocco, che si effettua chiudendo la racchetta, inclinandola, cioè, verso il tavolo.
Il topspin — abbreviato top — è il colpo che imprime alla pallina il giro omonimo. È un colpo di attacco, in quanto accelera lo scambio ed è difficile da ricevere. Il blocco, infatti, è un colpo passivo, che permette all'avversario di piazzare colpi sempre migliori; d'altronde non c'è un altro modo facile per rispondere a un topspin.
  • Laterale, o sidespin: è un giro utilizzato soprattutto in battuta. La pallina ha una rotazione sullo stesso piano del tavolo, che cioè è perfettamente visibile guardandola dall'alto. Viene chiamato giro laterale destro se così visto è antiorario, o giro laterale sinistro se guardato dall'alto è orario. Quando è stato impresso alla pallina questa tende a cambiare il proprio moto verso destra o verso sinistra, rispettivamente nel caso che la pallina sia stata strusciata da sinistra o da destra. A meno che una pallina "laterale" non abbia anche un altro tipo di spin — ad esempio superiore o inferiore, com'è nella maggioranza dei casi — toccando il tavolo avrà un rimbalzo normale, ma sulla racchetta del giocatore ricevente scarterà brucamente verso destra o sinistra a seconda della rotazione.
  • Corkspin, o cavatappi o giro a vite: è il tipo di spin in assoluto meno utilizzato, solo in alcune battute. La pallina assume una rotazione intorno all'asse del moto, ovvero che è perfettamente visibile osservata dal punto in cui la pallina è colpita. La pallina con giro a vite non ha evidenti variazioni di movimento mentre è in aria, invece si sposta velocemente verso sinistra o verso destra — a seconda di come era stato dato il giro — nel momento in cui tocca il tavolo. Considerando che la direzione del moto della pallina battuta con corkspin cambia notevolmente dopo che ha toccato il tavolo due volte, arriva al giocatore ricevente con giro di fatto superiore.

In sintesi il giro può essere impresso alla pallina su tre assi, e in due sensi per ogni asse. Durante uno scambio la pallina ha sempre o quasi una rotazione che è composizione di uno o più dei tipi di giro qui elencati. Ad ogni modo, eccezion fatta per la battuta, raramente in una partita di tennis tavolo si ricorre al giro laterale e men che meno al corkspin.

Un giocatore può anche, con l'intenzione di far sbagliare la risposta all'avversario, variare in intensità lo stesso spin, fingendo invece che sia sempre uguale. Nel tennistavolo, dove l'effetto che ciascun colpo trasmette alla pallina è di primaria importanza, anche una "palla liscia" cioè senza giro, deve essere servita con la stessa coscienza che porta a servire una pallina con questo o quell'effetto. Addirittura c'è chi sostiene che il "no-spin" sia un giro alla stregua di tutti gli altri[20].

Colpi[modifica | modifica wikitesto]

Paul Hâldan esegue un palleggio sul tavolo (1986)

I colpi sono, insieme agli spostamenti del giocatore, uno dei due elementi fondamentali del tennistavolo e, sono stati classificati da molti studi sulla tecnica del gioco. Possono essere divisi come segue[21]:

  • Servizio, o battuta: è il colpo che mette in gioco la pallina e sicuramente uno dei fondamentali più importanti del tennistavolo. Fino al secolo scorso, l'aspetto più probabilmente importante del servizio era l'abilità del giocatore che serviva di nascondere il colpo agli occhi dell'avversario, in modo tale da impedirgli di intuire che giro avesse la pallina durante lo scambio. L'ITTF ha però proibito questa pratica perché gli scambi si interrompevano troppo spesso ancora prima di iniziare, sbagliando il ricevente la risposta alla battuta, e il gioco risultava noioso. Adesso è quindi più difficile ottenere il punto su battuta, ma questa resta un colpo di fondamentale importanza tattica, in quanto su essa si basa l'intero scambio che ne segue[22].
  • Scambio, o drive: è il colpo che punta a lanciare la pallina nel campo avversario senza imprimergli effetto, o al limite conferendogli un leggero effetto superiore. È il primo fondamentale tecnico che viene insegnato ai nuovi giocatori, che devono imparare a padroneggiarlo bene prima di poter progredire. È infatti una base necessaria per apprendere altri colpi più complessi, come il top spin[23].
  • Palleggio, o push: È il colpo che imprime alla palla un giro inferiore. Come il nome suggerisce, si tratta di un importante fondamentale ed è uno dei primi colpi che vengono insegnati ai nuovi giocatori. È un colpo di difesa e serve a controllare la pallina, ma può essere utile a preparare un colpo d'attacco, come il topspin[24].
    • Viene invece chiamato Difesa tagliata il colpo tagliato effettuato da lontano dal tavolo, diverso dal normale palleggio sia per la tecnica che per l'utilizzo tattico. È efficace infatti anche per rispondere al topspin, ma non può prescindere da un gioco di difesa piuttosto passivo e contrario all'attacco sul tavolo, che invece ha storicamente avuto il sopravvento negli ultimi anni, avvantaggiato da nuovi materiali che hanno molto accelerato il gioco[25].
  • Topspin, abbreviato top: è considerato il colpo più importante del ping pong, perché è l’unico colpo che può essere usato per attaccare tutte le palline, vicino o lontano dal tavolo, tagliate, lisce o superiori. È stato inventato negli anni '50 in Giappone grazie all'invenzione di nuovi rivestimenti per la racchetta in gommapiuma ed ha segnato una svolta nell'evoluzione del tennistavolo. Il top spin di rovescio, in particolare, è storicamente molto posteriore a quello di diritto ed è stato per un certo periodo esclusiva dei giocatori occidentali, mentre quelli orientali cercavano esclusivamente l'attacco di diritto[26].
  • Blocco, o block: è un colpo di risposta al topspin e si esegue come uno scambio, colpendo la pallina appena dopo che è rimbalzata, senza modificarne il giro. Il blocco può essere attivo (o spinto) se respinge la pallina nel campo avversario aggiungendogli velocità, oppure passivo se si limita a sfruttare la sola energia del top per respingere la pallina, smorzandone la velocità. A livello internazionale però, il blocco è considerato comunque un colpo troppo passivo e al suo posto è usato sempre il contro-top[27].
  • Topspin contro topspin abbreviato contro-top: Si tratta del topspin eseguito in risposta a un top avversario. È necessario per un attaccante riuscire a padroneggiare questo colpo, tra i più difficili in assoluto, per poter ribaltare il gioco nel caso il suo avversario riesca a portarsi in attacco prima di lui[28].
  • Flip, o flik: è il colpo che si utilizza per attaccare una palla bassa e corta. Si tratta in pratica di un top sul tavolo.
  • Schiacciata, o smash: è il colpo che punta tutto sulla velocità ed è fattibile soprattutto sulle palle alte. Il metodo corretto di eseguirlo è colpire la palla come in uno scambio di diritto – e mai di rovescio – con la racchetta all'altezza della spalla[29].
  • Difesa alta o lob: è il colpo che, effettuato lontano dal tavolo, serve a rispondere a una serie di schiacciate o a un top particolarmente efficace. Si colpisce la palla quando è rallentata e ormai è bassa e la si spinge più in alto e più lunga possibile, in modo da rendere meno efficace l'attacco avversario e da poter contrattaccare al colpo seguente[30].

Postura e spostamenti[modifica | modifica wikitesto]

Timo Boll in posizione di partenza mentre Christian Suss serve in una partita di doppio del 2005

Nel tennistavolo ogni colpo richiede che il giocatore che lo esegue sia in una certa posizione rispetto alla pallina; migliore è la sua posizione, maggiori sono le possibilità che il colpo riesca bene. In generale, mentre l'avversario sta colpendo la pallina, la sua postura deve essere quindi sempre rivolta a raggiungere efficacemente e in brevissimo tempo la posizione necessaria a fare qualsiasi colpo diventi necessario.

In particolare è stata a lungo studiata la posizione di partenza del giocatore che riceve il servizio e che dovrebbe ricercare anche durante uno scambio, tra un colpo e il seguente. In questa posizione il giocatore è leggermente piegato in avanti col busto sulle gambe divaricate e anch'esse piegate. Il piede sinistro è pochi centimetri avanti a quello destro e la racchetta è puntata verticale verso l'avversario[31]. Durante tutto lo scambio, per ottenere un gioco migliore e potersi spostare più velocemente il pongista deve mantenere le gambe piegate e il busto sempre leggermente in avanti mantenendo l'equilibrio sugli avampiedi[32].

Stili di gioco[modifica | modifica wikitesto]

Si praticano diverse tattiche di gioco, determinate da altrettanti tipi di materiali:

  • Attacco
  • AllRound (completo)
  • Difesa

Ogni giocatore, a seconda del proprio stile di gioco, utilizza la racchetta e due gomme che ritiene migliori. Le gomme, inoltre, si consumano, perdendo aderenza, e devono essere cambiate periodicamente affinché abbiano sempre un'efficienza massima, o perlomeno buona. Un giocatore di massimo livello applica nuove gomme alla propria racchetta prima di ogni incontro, e ogni settimana di allenamento, un giocatore non professionista usa le stesse gomme per mesi[33]. Dopo 40 ore di gioco, la gomma ha comunque perso una certa parte del suo potenziale, anche se si può ancora usare.

I giocatori di "attacco" usano perlopiù racchette rigide con telai rinforzati con fibra di carbonio, kevlar, titanio, oppure fibra di vetro. Preferiscono in genere legni leggeri e più piccoli di quelli scelti dai giocatori di difesa. La rigidità della racchetta aumenta il centro palla, la zona della racchetta, cioè, nella quale la pallina rimbalza con la massima regolarità, il peso e le dimensioni ridotte ne aumentano la maneggevolezza.

Le gomme che usano sono lisce sia per il dritto che per il rovescio. Lo spessore della gomma può variare da 1,5 a 2,1 mm circa; più la gommapiuma è spessa più la gomma liscia è adatta al gioco d'attacco. Queste gomme hanno la proprietà di imprimere forti rotazioni alla pallina. La puntinatura interna è molto fitta, in modo che la pallina rimbalzi sulla racchetta senza perdere velocità.

Molto popolari tra i giocatori di attacco cinesi sono gomme dalla superficie appiccicosa che permette loro di imprimere spin elevatissimi anche grazie a movimenti della racchetta molto ampi, favoriti dall'impugnatura a penna. Gli attaccanti europei prediligono le gomme morbide a quelle dure e appiccicose perlopiù usate dai cinesi, questo fondamentalmente per tre motivi:

  1. le gomme appiccicose risentono maggiormente degli effetti impressi alla pallina dagli avversari;
  2. le gomme appiccicose solitamente sono più dure e pesanti di quelle morbide e quindi meno maneggevoli;
  3. le gomme morbide permettono alla pallina di "affondare" nella gomma adducendo un sensibile incremento dello spin e dell'effetto catapulta, aumentano velocità della pallina e del "feeling".

Esiste una variante del gioco di attacco che prevede l'utilizzo di racchette rigide e gomme puntinate corte da scambio con gommapiuma. È uno stile che punta a sulla velocità per segnare il punto e fa solo leggero uso del giro. le gomme puntinate permettono attacchi rapidi, violenti e blocchi insidiosi del topspin avversario.

Gli "allround" sono giocatori che alternano difesa e blocco al tavolo con attacchi improvvisi. Usano telai medio–rigidi e gomme lisce abbastanza lente, che garantiscono un buon controllo e anche un'efficace trasmissione del giro, altrimenti preferiscono avere una gomma sandwich puntinata sul rovescio. Questo tipo di racchetta si adatta al meglio a un gioco molto vario e permette una buona dose di aggressività senza rinunciare al controllo.

Nel gioco di difesa si individuano diversi stili:

I "bloccatori al tavolo" bloccano passivamente o attivamente il topspin avversario rimanendo vicini al tavolo di gioco, aspettando il momento favorevole per un attacco, spesso con puntinata (corta, mediolunga o lunga con gommapiuma sul rovescio); appartengono questi ad una categoria di giocatori noti negli anni ottanta[34] ora sempre meno numerosi a causa della violenza dei colpi impressi da racchette con incollatura a colla fresca, che rende estremamente difficile il blocco del topspin al tavolo. L'ultimo importante giocatore di questo tipo è stato l'inglese Carl Prean.

I "giocatori con l'antispin" prediligono una gomma che annulla l'effetto impresso alla pallina dall'avversario. Anche questo genere di giocatori è praticamente scomparso a causa degli evidenti limiti di un gioco troppo passivo e l'uso di gomme che non consentono variazioni d'effetto, né attacchi veloci ed efficaci.

La gomma puntinata, in particolare quella con la superficie vetrificata, consente l'effetto "a specchio". Il nome deriva dal fatto che consente di ritornare indietro all'avversario lo stesso da egli impresso alla pallina, spesso addirittura aumentato. Inoltre, tale gomma, quando usata con sollecitudine imprime una traiettoria a zigzag che porta l'avversario all'insicurezza nella posizione migliore per colpire la pallina in arrivo.

Fondamento di tale modo di giocare è portare un violento attacco col diritto e, invertendo la superficie della racchetta, ricorrere al topspin di rovescio. Infatti un gioco puramente passivo, sia lontano che vicino al tavolo, sarebbe attualmente, secondo alcuni teorici, improponibile. L'incremento nella velocità di gioco verificatosi negli ultimi anni ha infatti impedito a molti difensori di continuare a giocare semplicemente rimettendo la palla in campo; sono così oggi praticamente spariti giocatori cosiddetti "difensore classico", evoluti al modello "difensore moderno". Essi rimettono in gioco la pallina, imprimendo o togliendo effetto, rimanendo posizionati lontano dal tavolo, e facendo loro stessi e sempre più spesso ricorso ad azioni di attacco. Un esempio di difensore classico è il giapponese Matsushita, mentre difensore moderno è il coreano ed ex vicecampione del mondo Joo Se-Hyuk.

Il tennis tavolo in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Tennistavolo in Italia.

In Italia il Tennis tavolo si costituì come disciplina sportiva e apparato organizzativo nel 1960 quando si svolse la prima Assemblea Generale. In seguito, nel 1979, il CONI riconobbe formalmente la Federazione Italiana tennis tavolo (F.I.Te.T.) al pari di federazioni sportive più popolari.

Il tennis tavolo in Italia pur essendo conosciutissimo paradossalmente si trova in un posto di rincalzo nella classifica mondiale di popolarità, ci sono (ottimisticamente parlando), circa 10.000 iscritti alla Federazione tra maschi e femmine di cui 6637[35] nella classifica maschile e 557[36] in quella femminile al 1 luglio 2013 che lo praticano regolarmente. Le ragioni della mancanza di sviluppo del Tennis Tavolo in Italia è da ricercarsi in motivi culturali ormai radicati; infatti la maggior parte degli italiani considera erroneamente il tennis tavolo come un gioco o passatempo da circolo e non come uno sport vero e proprio.

Uno sport praticabile a qualsiasi età[modifica | modifica wikitesto]

La differenza fra la pratica amatoriale e quella agonistica è notevole, ma nella medicina sportiva il Tennis tavolo è considerato uno sport praticabile a qualsiasi età.

Grazie ad una attività aerobica, priva di stress da contatto (al contrario di altri sport come ad esempio il calcio) e senza gravare eccessivamente sulle articolazioni e la colonna vertebrale (come ad esempio nell'atletica), mantiene fluido il movimento del tronco e degli arti. Aiuta la circolazione (sforzo aerobico del cuore) e permette di mantenere riflessi veloci e buona coordinazione di movimento. [senza fonte]

Nel 2006 all'AWD Dom di Brema, in Germania, si è disputato il campionato del mondo di tennis tavolo per veterani e tra i molti incontri i cultori di questo sport hanno potuto apprezzare due veterani e anziani giocatori: il giapponese Yukie Uchida, di anni 94, e l'australiana Dorothy De Low, che di anni ne aveva 95. Quest'ultima ha raggiunto, sempre giocando, la bella età di 103 anni. È mancata nel gennaio 2014.

Alternative di gioco[modifica | modifica wikitesto]

Oltre al gioco singolo e al doppio esiste una variante quella a giro, che pur non essendo disciplina olimpica, riscuote un discreto successo poiché può essere giocata da 3 o più giocatori. Le regole del gioco sono simili a gioco classico, ma i giocatori devono girare attorno al tavolo e colpire la palla a turno.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cfr. lo Statuto federale 2012 sul sito della F.I.TE.T.
  2. ^ Cfr. il lemma tennistavolo sul dizionario Garzanti.
  3. ^ Cfr. il lemma tennistavolo sul dizionario Hoepli.
  4. ^ a b Tennistavolo in Treccani.it - Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.
  5. ^ a b c d e f Goldblatt, Acton, p. 222
  6. ^ L'idea della tela gommata fu di E.C. Good
  7. ^ Marco Zappa, Giappone-Rio 2016: la prima guerra del ping pong, 21 maggio 2013. URL consultato il 19 giugno 2013.
  8. ^ Goldblatt, Acton, p. 223
  9. ^ a b c Malagoli, pp. 18-20
  10. ^ a b (EN) Get Involved: TABLE TENNIS, BBC, 11 luglio 2012. URL consultato il 20 giugno 2013.
  11. ^ (EN) Best Table Tennis Players, allabouttabletennis.com. URL consultato il 20 giugno 2013.
  12. ^ Alcune gomme, invece, sono usate con la puntinatura rivolta verso la racchetta, incollata direttamente su legno. Si tratta di una soluzione estremamente rara.
  13. ^ Goldblatt, Acton, p. 225
  14. ^ La lista delle gomme omologate dell'ITTF è presente sul suo sito e aggiornata periodicamente e la si può consultare liberamente: ITTF, Racket Coverings. URL consultato il 4 febbraio 2013.
  15. ^ a b tennis tavolo. URL consultato il 1 novembre 2012.
  16. ^ Gianna Clerici, Tennis più veloce senza "net", Repubblica.it. URL consultato il 18 giugno 2013.
  17. ^ Goldblatt, Acton
  18. ^ Goldblatt, Acton, p. 224
  19. ^ Regolamento tecnico di gioco, FITeT. URL consultato il 18 giugno 2013.
  20. ^ tutto quello che avreste voluto sapere sullo spin ma non avete mai osato chiedere. URL consultato il 31 ottobre 2012.
  21. ^ Malagoli, pp. 24-25
  22. ^ Malagoli, pp. 25-26
  23. ^ Malagoli, pp. 27-29
  24. ^ Malagoli, pp. 29-30
  25. ^ Malagoli, p. 31
  26. ^ Malagoli, pp. 32-34
  27. ^ Malagoli, pp. 34-35
  28. ^ Malagoli, p. 36
  29. ^ Malagoli, p. 38
  30. ^ Malagoli, p. 39
  31. ^ Malagoli, pp. 22-24
  32. ^ Malagoli, pp. 40-43
  33. ^ Tanti giocatori usano gomme logore per l'allenamento e tengono le più nuove per la gara. È necessario comunque fare attenzione che non ci sia troppa differenza tra le due gomme, questo perché significherebbe allenare un gesto tecnico quasi "a vuoto", che non verrebbe poi usato in gara. La nuova gomma richiede infatti un movimento diverso, spesso minore, la differenza tra gesto abitudinario e gesto utilile può essere decisiva in partita. Questo anche unito alla differenza di "feeling" dato dal contatto con una gomma "usurata" e da quello con una gomma nuova.
  34. ^ Per es. il tedesco Lieck, l'inglese Douglas, il ceco Orlowski
  35. ^ Sito FiTet, Classifica individuale maschile, Fitet. URL consultato il 1 luglio 2013.
  36. ^ Sito FiTet, Classifica individuale femminile, Fitet. URL consultato il 1 luglio 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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