Florence Trevelyan

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La Regina Vittoria[senza fonte] e Lady Florence Trevelyan.

Lady Florence Trevelyan (Hallington, 7 febbraio 1852Taormina, 4 ottobre 1907) è stata una nobildonna inglese, l'unica figlia sopravvissuta (la sorella Edith era morta durante il parto nel 1849) di Lord Spencer Trevelyan, figlio a sua volta del barone John Trevelyan e di Lady Maria dei baroni di Wilson, prima cugina della Regina Vittoria[senza fonte], il quale aveva sposato la prima cugina Catherine Anne Trevelyan, dama di compagnia della stessa Regina Vittoria[senza fonte].

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Lady Florence, orfana sin da piccola del padre (morto suicida nel 1854, quando lei aveva appena due anni), si racconta che fosse stata allevata alla corte della Regina Vittoria[senza fonte] che nel 1861 era rimasta vedova ed era la cugina di sua nonna Lady Maria Wilson, cognata del primo ministro Perceval[senza fonte]. Quando la Regina Vittoria rimase vedova, si ritirò nella campagna scozzese a Balmoral (Edimburgo) e, si racconta che prese con sé a corte Florence, che aveva appena nove anni, e la sua bella madre Catherine Anne Trevelyan che vivevano a cento miglia di distanza nella loro bella residenza di Hallinghton (Newcastle), di fronte ad uno splendido laghetto pieno di uccelli di vari tipi.

Si narra che con la piccola Florence, la regina condivideva l'amore per i cani, per gli uccellini, per la botanica e per il ricamo. Ma Florence, a ventisette anni, nel 1879, fu improvvisamente "invitata" a lasciare l'Inghilterra per un lungo viaggio che durò trenta mesi insieme alla cugina Louise Harrier Percival, nipote del primo ministro inglese Lord Spencer Percival, assassinato nel 1812 e confidente della regina Vittoria.

Di questo lungo viaggio scrisse un diario in cui trascriveva le lettere che ad ogni tappa, aveva scritto al "Dear Cousin ". Ritornata in Inghilterra il 10 agosto 1881, nel febbraio del 1884 ebbe concesse 48 ore per lasciare definitivamente l'Inghilterra. Così, in silenzio e senza destare scandalo, rompendo però i rapporti con quasi tutti i parenti, fu mandata via, in un esilio perenne (non fece ritorno in Inghilterra neppure per la morte della madre avvenuta nel 1887) con un cospicuo vitalizio (50 sterline al mese che le inviava il tesoriere di corte sir Lamberton), con l'accusa, si disse, di avere una relazione con il suo "scapestrato" primogenito, il futuro re Edoardo VII, che era già sposato con Alessandra di Danimarca e che aveva 11 anni più di Lady Florence, noto per la sua mondanità e per il suo legame con l'attrice Lily Langtry ed altre; da allora la giovane nobildonna inglese divenne una delle principali viaggiatrici dell'Ottocento.

Loggia Massonica del principesco palazzo Trevelyan-Cacciola-Acrosso di Taormina, colonne e capitelli originali greco-romani, stemmi di famiglia, il busto marmoreo del Prof. Salvatore Cacciola ed ai lati le sue due moglie, alla sua sinistra quello di Lady Florence Trevelyan.

La donna viaggiò dall'India, in cui il cugino baronetto Charles Edward Trevelyan (che fu ministro inglese alle finanze dal 1862 al 1865), era il governatore di Madras, all'Australia, dalla Birmania al Magreb, sin quando nel 1884 si fermò a Taormina per sempre, dove sposò il 13 luglio 1890 il sindaco, un luminare della scienza medica, il ricco filantropo prof. Salvatore Cacciola, Gran Maestro della Massoneria col grado 33, dal quale ebbe l'unico figlio Edoardo morto, come sua sorella Edith, durante il parto (8 novembre 1891).

Dopo il matrimonio spontaneamente rinunziò al cospicuo vitalizio che le arrivava dalla corte inglese e interruppe tutti i contatti con l'Inghilterra intrattenendoli solo con lo zio il baronetto George Otto Trevelyan. Ebbe un sereno ed affettuoso rapporto con il ricchissimo marito col quale acquistò 87 lotti di terreno e alcune vecchie casette (che rase al suolo) per realizzare il Giardino Pubblico e le caratteristiche fantasiose costruzioni in stile "false-rovine".

Acquistò per 5.700 lire dall'ex sindaco di Taormina Ciprioti la famosa Isola Bella, che il sindaco aveva avuto regalata per la sua fedeltà ai Borboni da Ferdinando I nel 1806 dove, in cima, costruì una casetta e dove piantò rare essenze pregiate oltre a cipressi, palme, pini mediterranei, così come fece nelle altre proprietà a Monte Poretta, Monte Venere, Monte Croce, Monte Paradiso (le montagne che circondano Taormina e che prima di allora erano brulle) utilizzando 42 contadini che aveva ogni mese in busta paga ed ai quali insegnò l'arte del "giardino all'inglese".

Ospitò nella principesca villa del marito e nel suo splendido giardino che chiamava "Hallinghton siculo" (in onore alla sua residenza scozzese), le persone più importanti dell'epoca in visita a Taormina o invitate da lei, come il Kaiser Guglielmo II di Germania, lo Zar Nicola II, persino Edoardo VII (ma solo dopo la morte della madre, la regina Vittoria), il principe Vittorio Emanuele III, la principessa Amelia d'Orléans regina del Portogallo, la contessa Mazzarino, donna Franca Florio, donna Tina Whitaker, oltre ad artisti e letterati come Oscar Wilde (che, tramite il cugino Charles, ministro britannico, aiutò finanziariamente dopo la sua scarcerazione), Guido Gozzano, Nietzsche e Gabriele D'Annunzio contribuendo così a far conoscere Taormina fra i personaggi illustri del tempo.

Busto bronzeo di Florence Trevelyan collocato al centro della Villa di Taormina

Costituì un centinaio di doti nuziali alle giovanette di Taormina e quando morì (di polmonite per aver fatto dei bagni a casa nella vasca ricolma di acqua gelida di mare), fu sepolta - su sua esplicita ultima volontà - nella montagna più alta che circonda Taormina, a 800 m s.l.m., presso il villaggio di Castelmola; da allora quel monte si chiamò "A Francisa" ("La francese") in suo onore[1]. Dal suo principesco palazzo al centro di Taormina, accanto al Teatro Greco, sino al luogo della sua sepoltura (a 15 km) Lady Florence fu accompagnata da una corte di pastori che suonavano le cornamusa siciliane, a lei care poiché le ricordavano le amate cornamuse scozzesi, nonché dalle decine e decine di donne che aveva aiutato formando loro la dote e che buttavano fiori al suo passaggio e dai tanti altri taorminesi che aveva beneficiato, uno stuolo di contadini e di pescatori.

Nel testamento obbligò gli eredi a non costruire mai in "Hallington Siculo" e sull'Isola Bella, a non cacciare nelle sue vaste proprietà e di accogliere e curare gli uccellini ed i cani come aveva fatto lei.

Appassionata di teatro e del bel canto (si dilettava anch'essa nel canto), aveva recitato per diletto con un certo successo a Melbourne in Australia, importò in Sicilia les tableaux vivants (i quadri viventi) e anche il "corso dei fiori" (le sfilate dei carri in fiori) a Palermo.

Appassionata di scienze esoteriche, di botanica ed ornitologia, fu una delle prime donne ammesse alla massoneria mondiale.

Nel principesco palazzo del marito fu realizzato, in perfetto stile neoclassico, un tempio, che divenne la prima loggia massonica di Taormina: la "Rinascimento" (1904).

Il suo busto bronzeo è stato collocato al centro del suo fantastico giardino che nel 1923, già prima della morte del marito Professor Cacciola, divenne il Giardino Pubblico di Taormina (chiamato oggi "La Villa") per volontà dello stesso Professor Cacciola nonché dell'unico nipote maschio erede universale del marito, l'avvocato Cesare Acrosso, all'epoca segretario del viceministro Duca di Cesarò, che espropriò una porzione dello stesso ereditata da un cugino inglese della Trevelyan, Robert, per ricongiungerla così con quella parte che era già stata donata da Cacciola al Comune di Taormina, insieme ad altri terreni, ad alcune strade e all'ospedale.

Lo scrittore Guido Gozzano s'ispirò a lei quando scrisse il romanzo Alcina[2].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ secondo l'uso di origine medievale di chiamare "francisi" tutti i forestieri del nord-Europa
  2. ^ Dino Papale, Taormina Segreta - La Belle Epoque 1860-1914, Edizioni P&M., 1995

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Cinzia Aloisi, Florence Trevelyan, Armando Siciliano Editore, 2013

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