Anna Andreevna Achmatova

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Anna Achmatova (1950)

Anna Andreevna Achmatova pseudonimo di Anna Andreevna Gorenko (Bol'soj Fontan, 23 giugno 1889Mosca, 5 marzo 1966) è stata una poetessa russa; non amava l'appellativo di poetessa, perciò preferiva farsi definire poeta, al maschile.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Anna Achmatova con il marito Nikolaj Gumilëv e il figlio Lev (1913)
« Lascio la casa bianca e il muto giardino.
Deserta e luminosa mi sarà la vita[1] »

Figlia di Andreij Antonovich Gorenko, funzionario pubblico, e di Inna Erazmovna Stogova, entrambi di nobile famiglia, fu moglie dal 1910 al 1918 di Nikolaj Gumilëv, dal quale ebbe il figlio Lev. Fece parte della Corporazione dei poeti, un gruppo acmeista fondato e guidato dal marito [2]. Compose la prima opera, La sera, nel 1912, alla quale seguì Il rosario nel 1914, caratterizzate entrambe da un'intima delicatezza. Lo stormo bianco (1917), Piantaggine (1921), Anno Domini MCMXXI (1922) sono raccolte di versi ispirate dal nostalgico ricordo dell'esperienza biografica, che spesso assumono quasi la cadenza di una preghiera.

Dopo la fucilazione del primo marito, Nikolaj, nel 1921, seguì una lunga pausa indotta dalla censura, che la poetessa ruppe nel 1940 con Il salice e Da sei libri, raccolte dalle quali emerge un dolore derivato dalla costante ricerca della bontà degli uomini. Il figlio Lev fu imprigionato fra il 1935 e il 1940 nel periodo delle grandi purghe staliniane.

Espulsa dall'Unione degli Scrittori Sovietici nel 1946 con l'accusa di estetismo e di disimpegno politico [3], riuscì tuttavia ad essere riabilitata nel 1955, pubblicando nel 1962 un'opera alla quale lavorava già dal 1942, il Poema senza eroe, un nostalgico ricordo del passato russo, rielaborato attraverso la drammaticità che la nuova visione della Storia comporta, e attraverso una trasfigurazione dello Spazio e del Tempo in una concezione di puro fine.

Sulla sua poetica ebbe molta influenza la conoscenza delle opere di Dante Alighieri, come anche testimonia il filosofo Vladimir Kantor: «Quando chiesero ad Anna Achmatova, la matriarca della poesia russa, “Lei ha letto Dante?”, con il suo tono da grande regina della poesia rispose: “Non faccio altro che leggere Dante”» [4].

Opere[modifica | modifica sorgente]

Ritratto di Anna Achmatova di Kuzma Petrov-Vodkin

Disponibili in lingua italiana:

  • Poesie, Firenze, Sansoni, 1951
  • Poesie. Introduzione e traduzione di Bruno Carnevali. Testo originale a fronte. Parma, Guanda, 1962
  • Anna Achmatova, a cura di Raissa Naldi, presentazione di Ettore Lo Gatto, Milano, Nuova Accademia, 1962
  • Il sogno e altre poesie, poesie tradotte da Raissa Naldi, dizione di Anna Proclemer, Mlilano, Nuova Accademia, 1965 (con disco 33 giri)
  • Le rose di Modigliani, a cura di Eridano Bazzarelli, Milano, Il saggiatore, 1982
  • Poema senza eroe e altre poesie, a cura di Carlo Riccio, Torino, Einaudi, 1987 ISBN 88-06-02212-1
  • Liriche scelte (1902-1964), Milano, Libri Scheiwiller, 1990 ISBN 88-7644-142-5
  • Io sono la vostra voce..., prefazione di Sergio Romano, Pordenone, Studio Tesi, 1990 ISBN 88-7692-207-5
  • La corsa del tempo: Liriche e poemi, a cura di Michele Colucci, Torino, Einaudi, 1992 ISBN 88-06-12629-6
  • Lo stormo bianco, prefazione di Silvio Riolfo Marengo, Cinisello Balsamo, San Paolo, 1995 ISBN 88-215-2977-0
  • 47 poesie, traduzione di Michele Colucci e Carlo Riccio, Milano, Mondadori, 1996 ISBN 88-04-42390-0
  • Poesie, a cura di Dan Danino di Sarra, Fondi, Confronto, 1997 (ristampa anastatica dell'ed. Sansoni, 1951)
  • Amedeo Modigliani e altri scritti, a cura di Eridano Bazzarelli, Milano, SE, 2004 ISBN 88-7710-607-7
  • Distrugga, per favore, le mie lettere: lettere 1906-1966. Milano, Archinto, 2005 ISBN 88-7768-425-9
  • Luna allo zenit e altre poesie a cura di Bruno Carnevali, Firenze, Passigli, 2007 ISBN 978-88-368-1060-4
  • Il bacio dell'icona, a cura di CurziaFerrari, L'ancora, Milano 2011 ISBN 978-88-514-0869-5

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Anna Achmàtova, Lo Stormo Bianco, traduzione di Gene Immediato, prefazione di Silvio Riolfo, ed. San Paolo, 1995
  2. ^ Vedi Enciclopedia Italiana, riferimenti in Collegamenti esterni.
  3. ^ Vedi: Sapere.it riferimenti in Collegamenti esterni.
  4. ^ Il grande filosofo russo Kantor svela l'influenza cattolica nel suo Paese di Jesús Colina, dal sito Zenit, Il mondo visto da Roma.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

La tomba della Achmatova (Komarovo)
  • Elio Ballardini (a cura di), La Pietroburgo di Anna Achmatova, Catalogo della Mostra tenuta a Bologna nel 1996, Casalecchio di Reno, Grafis, 1996 ISBN 88-8081-099-5
  • Maria Rosaria Cerasuolo Pertusi, Anna Achmatova nella poesia russa del '900, Trieste, C.E.D.D., 1974.
  • Lidija Korneevna Čukovskaja, Incontri con Anna Achmatova: 1938-1941. Milano, Adelphi, 1990 ISBN 88-459-0787-2
  • Gyorgy Dalos, Innamorarsi a Leningrado: Anna Achmatova e Isaiah Berlin, Roma, Donzelli 2007 ISBN 978-88-6036-115-8
  • Carlo D'Asdia, Anna Achmatova: poeta dell'amore, poeta del dolore. Torino, Testo&immagine, 2003.
  • Maria Luisa Dodero Costa, Anna Andreevna Achmatova: la memoria e il tempo, Genova, La Quercia, 1980 ISBN 5-212-00136-6
  • Maria Luisa Dodero Costa, Anna Achmatova (1889-1966): atti del convegno nel centenario della nascita, Torino, Villa Gualino, 12-13 dicembre 1989, Alessandria, Edizioni dell'orso, 1992 ISBN 88-7694-110-X
  • Elaine Feinstein, Anna di tutte le Russie: la vita di Anna Achmatova. Milano, La tartaruga, 2006 ISBN 88-7738-452-2
  • Tatiana Patera, A concordance to the poetry of Anna Akhmatova. Dana Point, Ardis, 1995 ISBN 0-87501-111-X
  • Carlo Riccio, Materiali per un'edizione critica di «Poema bez geroja» di Anna Achmatova, Pisa, Giardini, 1996 ISBN 88-427-0011-8
  • Andrea Galgano, Anna Achmatova. Il fondo del bagliore, in "Mosaico", Roma, Aracne, 2013, pp. 353–358 ISBN 978-88-548-6705-5

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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