Legge Coppino

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La Legge Coppino venne emanata il 15 luglio 1877 durante il periodo di governo della Sinistra storica, con a capo Agostino Depretis. Essa rendeva gratuita l'istruzione elementare e introduceva le sanzioni per chi disattendeva l'obbligo (le sanzioni non erano previste nella precedente Legge Casati)[1]. Collaborò al testo della legge anche Aristide Gabelli, pedagogista seguace del positivismo[2].

Le spese per il mantenimento delle scuole rimasero, però, a carico dei singoli comuni, i quali, nella maggior parte dei casi, non erano in grado di sostenerle e dunque la legge non fu mai attuata pienamente. Nonostante questo, la Legge Coppino, insieme alla riforma di democratizzazione dello stato con la legge elettorale del 1882, ebbe una rilevante importanza e contribuì in buona misura ad una diminuzione sempre crescente dell'analfabetismo nell'Italia di fine Ottocento.

Indice

[modifica] Progresso e critiche

Questa legge servì soprattutto per formare i nuovi cittadini: oltre ad imparare a leggere, a scrivere ed a far di conto, agli alunni veniva insegnata educazione civica in modo da introdurre i giovani nella società. Venne dato anche molto spazio alle materie scientifiche e venne cambiata la metodologia di insegnamento, da un rigido dogmatismo alla concretezza, poiché questa legge fu influenzata dalla filosofia positivista del momento[2].

Tuttavia, i cattolici criticarono ampiamente questa legge, dato che essa aveva un taglio laico, dovuto all'influenza positivista e alla decisione di abolire i direttori spirituali. I maestri, legittimati con la legge Casati, non poterono più insegnare il catechismo e la storia sacra. Perciò i cattolici intransigenti mandarono i propri figli nelle scuole private, le quali erano in parte gestite dalla chiesa cattolica[3].

[modifica] Note

  1. ^ Il testo integrale della legge è reperibile su NormaScuola
  2. ^ a b Antonio Desideri, Storia e storiografia, Messina, G. D'Anna, 1988, pp. 1170. ISBN 8881042673
  3. ^ Giorgio Candeloro, VI, 1871-1896 in Storia dell'Italia moderna, Milano, Feltrinelli, 1970. ISBN 8807808013

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