Università degli Studi di Bergamo

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Università degli Studi di Bergamo
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Nazione bandiera Italia
Città Bergamo
Nome latino Studium Universitatis Bergomensis
Fondazione 1968
Tipo Università statale

Facoltà

6

Rettore Stefano Paleari
Studenti 15 250 (2010/2011[1])
Sport CUS Bergamo
Sito web www.unibg.it
 
Sede dell'Università, in Piazza Vecchia

L'Università degli Studi di Bergamo è l'ateneo che ha sede nella città di Bergamo.

Indice

[modifica] Cenni Storici

La prima struttura universitaria nella città di Bergamo fu la Scuola superiore di giornalismo e mezzi audiovisivi, scuola biennale di specializzazione post-laurea, nata su iniziativa dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e con il concorso del Comune di Bergamo, sotto la direzione del prof. Mario Apollonio, aperta nel 1961. La scuola contribuì significativamente a creare le premesse per una nuova sensibilità. La sua stessa ubicazione nel Palazzo del Podestà sulla Piazza Vecchia, cioè nel cuore della città, segnò l'avvio di un nuovo rapporto con il centro storico, efficace anche ai fini della rivitalizzazione attraverso la nobiltà della nuova funzione.

Con la costituzione, il 16 novembre 1968, del "Consorzio per l'istituzione di facoltà universitarie in Bergamo" che vedeva la presenza del Comune di Bergamo, dell'Amministrazione Provinciale e della Camera di Commercio, si crearono le condizioni per l'avvio di iniziative espresse direttamente dalla città e per l'effettiva nascita dell'Università di Bergamo.

In seguito alla chiusura del corso di Lingue Straniere presso l'Università Bocconi di Milano, nello stesso 1968 si scelse di dar vita all'Istituto di Lingue e Letterature Straniere, attraverso un comitato ordinatore presieduto dal prof. Vittore Branca. Lo statuto dell'Istituto Universitario fu approvato nel dicembre del 1968.

I corsi iniziarono già nell'a.a. 1968-69, rettore lo stesso prof. Branca, con l'attivazione tra l'altro delle cinque lingue fondamentali (francese, inglese, spagnolo, russo, tedesco).

Nel 1974, sotto la gestione di Serio Galeotti, rettore nel periodo 1972-1975, venne istituito il Corso di laurea in Economia e commercio; l'attivazione portò un sensibile vantaggio, in quanto irrobustì il corpo docente, aumentò il numero degli studenti e al contempo stimolò l'interesse degli enti finanziatori che vedevano con soddisfazione l'Università svolgere un ruolo anche di servizio alle attività economiche e amministrative locali.

Sotto la gestione del nuovo rettore Giorgio Szëgo, espresso dalla nuova Facoltà di Economia e Commercio, l'Università si rafforzò ulteriormente.

La distinzione, nel 1985, in due Facoltà e in special modo la statizzazione nel 1990 segnarono una svolta fondamentale nell'assetto e nella vita dell'Università, ma sarà il rettore Pietro Enrico Ferri, sempre nel 1990, ad attivare anche la Facoltà di Ingegneria a Dalmine e a realizzare il passaggio dell'Istituzione allo Stato con la nuova denominazione di Università degli Studi di Bergamo.

Il potenziamento e l'articolazione della proposta formativa venivano così a coprire ampiamente tre importanti settori, interagendo con la domanda del territorio, non solo a scala locale ma entro il più vasto contesto della regione Lombardia.

L'ateneo si è andato via via sviluppando e, soprattutto negli ultimi anni, sotto la guida del rettore Alberto Castoldi, ha registrato un incremento notevole.

Nel 2001 è avvenuto il trasferimento della Facoltà di Economia da Città Alta a Bergamo Bassa, nella sede di via dei Caniana. Con l'acquisizione della nuova sede di Sant'Agostino e del vicino ex Pensionato Baroni (che costituiscono il nucleo di un nuovo polo umanistico orientato a tutte le discipline artistiche), l'ateneo può ora contare su una superficie di 40.000 metri quadrati.

Per quanto riguarda la facilità di impiego per i neolaureati, secondo uno studio del 2009 effettuato da Almalaurea e Cilea e pubblicato anche sul settimanale L'espresso nell'ultimo numero di maggio, la facoltà di ingegneria risulta essere la prima in Italia nel suo ambito per l'inserimento dei neolaureati nel mercato del lavoro.[2][3] Anche in questo caso, i dati non corrispondono a quelli forniti dal Sole 24 Ore.[4]

[modifica] Facoltà

Le facoltà attualmente presenti sono 6:

  • Economia
  • Giurisprudenza
  • Ingegneria
  • Lingue e Letterature straniere
  • Scienze della Formazione
  • Scienze Umanistiche

[modifica] Numeri

Questi sono i numeri dell'ateneo resi noti nel gennaio 2010[5]

  • Facoltà: 6
  • Corsi di laurea di triennale: 15
  • Corsi di laurea specialistica e magistrale: 17
  • Corsi di laurea specialistica e magistrale a ciclo unico: 1
  • Master: 11
  • Dipartimenti: 12
  • Centri di ricerca e di formazione d'ateneo: 7
  • Dottorati di ricerca: 14
  • Docenti e ricercatori: 339
  • Personale tecnico-amministrativo: 231
  • Dottorandi: 182
  • Assegnisti di ricerca: 41
  • Posti aula: 7.194
  • Posti biblioteca: 275
  • Posti mensa: 500
  • Posti alloggio: 159
  • Postazioni PC: 428
  • Iscritti: 15.415
  • Iscrizioni al primo anno: 4.404
  • Laureati triennali: 1.735
  • Laureati specialistici: 468
  • Laureati magistrali a ciclo unico: 14
  • Laureati V.O.: 87
  • Diplomati V.O.: 4
  • Borse di studio erasmus: 107
  • Studenti stranieri erasmus: 200

Inoltre, come riportato da un articolo dell'Eco di Bergamo[6], gli studenti dell'Università di Bergamo rappresentano lo 0.89% del totale nazionale, mentre i finanziamenti che l'ateneo riceve sono lo 0.50% del totale. L'Università ha avuto una grande espansione nell'ultimo decennio: il numero di iscritti è raddoppiato (era di 8.066 nel 2000), così come quello del personale tecnico amministrativo, mentre è triplicato quello di docenti e ricercatori e quello riguardante il patrimonio immobiliare, che conta 41.970 più altri 19.643 a disposizione a Bergamo, Dalmine e Treviglio. In meno di cinque anni, sono triplicate anche le produzioni scientifiche, mentre tra il 2008 e il 2009 sono stati registrati 14 brevetti.

Questo è lo storico riguardante la produzione scientifica:

  • Anno 2004: 386
  • Anno 2005: 546
  • Anno 2006: 711
  • Anno 2007: 829
  • Anno 2008: 1.054
    • Libri: 72
    • Capitoli di libro: 315
    • Articoli su rivista: 354
    • Curatele: 69
    • Interventi a convegno/atti di congresso: 241
    • Brevetti: 3

[modifica] Prestigio

Nel 2009 la consueta classifica delle università italiane stilata dal Sole 24 Ore e Censis vede l'Università di Bergamo come peggiore università del nord Italia con la posizione numero 38.[7] Secondo invece la classifica degli "Atenei virtuosi" pubblicata nel luglio del 2009 dal Ministero dell'Istruzione sulla base di criteri riguardanti la didattica e la ricerca, l'Università degli studi di Bergamo è il quarto miglior Ateneo statale italiano, dopo l'Università di Trento e i Politecnici di Torino e Milano.[8] Dopo quest'ultima indagine, il 23 novembre 2009, il Sole 24 Ore ha pubblicato i dati sulla qualità corretti ed affinati, riportando le versioni rettificate delle due classifiche ministeriali, stilate sulla base di nove criteri di giudizio: in queste nuove graduatorie, l'Università di Bergamo occupa il 37º posto nella didattica e il 51° nella ricerca (su un totale di 56 atenei).[9]

Per quanto riguarda la sola facoltà di ingegneria, nell'annuale guida del Censis, dal 2000 ad oggi, l'università ha ottenuto queste valutazioni (su un totale di 110):

  • Anno 2000: posizione 35/36
  • Anno 2001: posizione 27/36, voto 78.4
  • Anno 2002: posizione 11/36, voto 88.6
  • Anno 2003: posizione 10/36, voto 91.4
  • Anno 2004: posizione 4/36, voto 92.6
  • Anno 2005: posizione 13/36, voto 89.2
  • Anno 2006: posizione 10/38, voto 92.0
  • Anno 2007: posizione 11/38, voto 91.4
  • Anno 2008: posizione 18/38, voto 86.5
  • Anno 2009: posizione 13/38, voto 90.8

[modifica] Note

  1. ^ "Osservatorio - Didattica studenti" sul sito del MIUR
  2. ^ L'Eco di Bergamo - Studi Ingegneria a Dalmine? Il posto di lavoro è assicurato.
  3. ^ L'Espresso (29 maggio 2009) - Se ti laurei qui trovi lavoro (Rassegna stampa Cilea).
  4. ^ Università: ricerca e occupati premiano i Politecnici.
  5. ^ I dati dell'Università di Bergamo.
  6. ^ Università: super nella ricerca ma è a corto di finanziamenti.
  7. ^ Il Sole 24 Ore - La classifica delle università statali.
  8. ^ "Pacchetto Università": soldi in più solo a Università migliori, Anvur, taglio corsi inutili.
  9. ^ Indicatori del ministero sulla qualità degli atenei.

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