Maestro di Castelsardo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Maestro di Castelsardo (Gioacchino Cavaro?), Madonna in Trono, duomo di Castelsardo)

Il Maestro di Castelsardo (attivo tra la fine del XV e l'inizio del XVI secolo; ... – ...) è stato un pittore italiano.

La sua identità è ancora oggetto di discussione. Secondo alcuni egli sarebbe da identificare con Gioacchino Cavaro, artista cagliaritano [1]. Secondo altri è da identificare con Maiorca Martin Tornèr artista di origine valenzana[2]. Operò nel Nord-Sardegna e in Corsica. La presenza di alcune tavole attribuibili a lui a Barcellona fanno pensare ad una sua formazione catalana, forse successivamente rientra in Catalogna, dove continua a lavorare nel corso del XVI secolo.


Esponente della corrente pittorica sardo-iberica, si pone come mediatore in terra sarda tra la pittura gotica di ispirazione iberica e le novità sia del rinascimento italiano e sia di quelle fiamminghe.

L'anonimo autore venne chiamato così nel 1926 dal critico d'arte Carlo Aruche, partendo da una sua opera nella cattedrale di Sant'Antonio Abate a Castelsardo, ne tracciò il profilo stilistico.[3].


Ebbe la sua prima formazione a Barcellona, forse nella bottega di Jaume Huguet. Intorno al 1490 è in Sardegna per la realizzazione del Retablo della Porziuncola nel chiostro della chiesa di San Francesco di Stampace, ora smembrato in 14 diversi frammenti e conservati presso la Pinacoteca Nazionale di Cagliari.

Dello stesso periodo sono i due retabli, probabilmente opere di bottega e originariamente destinati al convento francescano di Santa Lucia di Tallano, in Corsica, l'uno il Retablo della Trinità ora nella basilica della Santissima Trinità di Saccargia, l'altro: il Retablo della chiesa di Santa Rosalia di Cagliari, con la tavola centrale oggi conservata a Birmingham.

Il Retablo di Tuili, realizzato tra il 1489, quando venne consacrata la chiesa parrocchiale di San Pietro a Tuili a cui era destinato, ed il 4 giugno 1500, quando i signori della villa Giovanni e Violante di Santa Cruz sottoscrissero un atto presso il notaio Carnicer di Cagliari, che li impegnava a costituire un vitalizio in favore del nobile Nicolò Gessa per pagare il retablo da loro commissionato e concluso [4].

Del Retablo del Duomo di Castelsardo, ultima sua opera sarda, rimangono quattro pannelli, uno è ubicato nell'altare maggiore della Cattedrale, raffigurante una Madonna con Bambino assisa in trono, gli altri tre, una Trinità, un San Michele e i due scomparti di predella con Quattro Apostoli, sono esposti nel bel Museo diocesano dedicato al Maestro di Castelsardo, che si trova nelle cripte della cattedrale e custodisce anche altre opere d'arte e numerosi preziosi oggetti d'arte sacra.

Più recentemente sarebbe stata identificata la famiglia che commissionò il retablo di Castelsardo, proveniente dall'antica cattedrale di Ampurias. Si tratta dei Guzmán, potente famiglia castigliana imparentata coi Borgia.

L'identificazione sarebbe stata possibile grazie ad uno stemma presente nello scudo dell'Arcangelo Michele dello stesso retablo. Questo fatto, come anche la committenza del retablo di Tuili dovuta ai coniugi Santa Cruz, altra famiglia castigliana, porrebbe però in serio dubbio il suo probabile apprendistato a Barcellona presso Huguet.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L'Italia Vol.16: Sardegna - Touring Editore, edizione 2005 a cura di Repubblica, pagina 148.
  2. ^ Dal sito del portale ufficiale del Centro di Accoglienza Turistica di Castelsardo
  3. ^ Carlo Aru, Il maestro di Castelsardo, Annali della Facoltà di Lettere e Filosofia della R. Università di Cagliari, Cagliari, 1926-27
  4. ^ Retablo di Tuili dal sito della Pro Loco Tuili

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Carlo Aru, Il maestro di Castelsardo, Annali della Facoltà di Lettere e Filosofia della R. Università di Cagliari, Cagliari, 1926-27.