Còrsi

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Corsi
Pasquale PaoliNapoleone BuonaparteAlizéeLaetitia CastaJoseph FeschCarlo Andrea Pozzo di Borgo
Pasquale Paoli · Napoleone Bonaparte · Alizée
Laetitia Casta · Joseph Fesch · C.A. Pozzo di Borgo
Luogo d'origine Flag of Corsica.svg Corsica
Popolazione 299.209
Lingua Francese
Corso
Ligure bonifacino
Distribuzione
Flag of Corsica.svg Corsica 299.209

I Corsi sono gli abitanti e nativi dell'isola della Corsica, regione francese a Statuto speciale denominata ufficialmente "Collectivité territoriale de Corse" (in italiano "Collettività territoriale della Corsica").

Origini e storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Preistoria della Corsica, Corsi (popolo) e Storia della Corsica.

Le prime genti giunte in Corsica durante il mesolitico e il neolitico provenivano molto probabilmente dalla penisola italiana, più precisamente dall'arco tosco-ligure, ed erano forse di ceppo Ligure, come indicato anche dai toponimi Asco e Venzolasca, con il tipico suffisso in «-asco»; queste popolazioni si stabilirono poi anche nell'estremità settentrionale della Sardegna, occupando inoltre l'arcipelago della Maddalena.[1]

Pasquale Paoli

Tra il IV e il III millennio a.C. la Corsica e la Gallura appaiono unite culturalmente dalla cosiddetta cultura di Arzachena, facies gallurese-corsa della più ampia cultura di Ozieri, diffusa in tutta la Sardegna. Successivamente in Corsica, specialmente nella parte meridionale a sud di Ajaccio, alla metà del II millennio a.C. si sviluppò una civiltà megalitica parallela a quella nuragica detta civiltà torreana.[2]

Le genti corse entrarono poi nell'orbita di Etruschi, Greci e Punici fino a quando l'isola divenne parte dei territori di Roma nel 238 a.C. La provincia di Sardinia et Corsica rimase sotto il dominio romano fino al 456 d.C. quando venne inglobata nel regno dei Vandali d'Africa. Riconquistate dai Bizantini, le due isole a partire dal medioevo subirono la penetrazione prima commerciale e poi politica delle repubbliche marinare di Pisa e Genova.

La Corsica, ufficialmente parte del Regno di Sardegna e Corsica, non venne mai conquistata dalla corona d'Aragona e di Spagna, cosicché rimase sotto il governo di Genova fino al XVIII secolo, per poi essere ceduta alla Francia. Pasquale Paoli si oppose a tale manovra fondando uno stato corso temporaneamente indipendente e, nel 1765, un'università di lingua italiana (dichiarata come lingua ufficiale dell'isola) destinata a formare i quadri del suo governo e la sua classe dirigente.

A partire dai tempi della Rivoluzione Francese si è avuto un processo di declino della lingua corsa, in parte contrastato durante il Risorgimento italiano[senza fonte] e nella prima metà del Novecento, allorquando si ebbero dei fenomeni di irredentismo italiano. Infatti i corsi, anche se furono coinvolti solo superficialmente nel processo unitario italiano, ebbero numerosi intellettuali (da Santu Casanova a Salvatore Viale) legati al Tommaseo che consideravano, come nei secoli passati, "terraferma" il continente italiano piuttosto che quello francese.[3]

Migrazioni dalla Francia continentale sono state particolarmente importanti durante la seconda metà del Novecento, quando buona parte dei Pieds-noirs espulsi dall'Algeria furono inviati in Corsica; ciò venne recepito dall'opinione pubblica corsa come un tentativo di colonizzazione di popolamento da parte dello stato centrale.

Secondo il censimento del 1999 il 10% degli abitanti della Corsica era di origine straniera, in maggioranza proveniente dal Marocco (41.9%), Italia (18.7%) e Portogallo (12.3%).[4]

Distribuzione geografica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Flussi migratori in Sardegna#I Corsi e Guardia Corsa Papale.

La maggior parte dei corsi vive in Corsica; purtuttavia, importanti minoranze sono presenti anche nella Francia continentale e in alcune regioni francesi extra-metropolitane come a Farino nell'isola della Nuova Caledonia, in Oceania.

Da un punto di vista storico flussi migratori corsi verso la Sardegna settentrionale, già attestati in epoca preistorica e romana[senza fonte], proseguirono poi tra il 1400 e il 1800. Nel periodo medioevale un numeroso nucleo di corsi si era stabilito anche a Roma: difatti, la guarda personale del Papa fu composta dal XV al XVI secolo proprio da corsi.

Nelle Americhe importanti comunità corse si trovano a Porto Rico e in Venezuela.

Diffusione della lingua corsa e delle sue varianti

Lingue[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lingua corsa, Lingua francese e Dialetto bonifacino.

La lingua corsa (corsu) è una lingua romanza appartenente al gruppo toscano, riconosciuta come lingua regionale dallo Stato Francese; varianti di questa lingua vengono parlate anche nel nord Sardegna in Gallura e, per esteso, anche nell'Anglona e nel Sassarese. Nella Corsica meridionale è presente un'isola linguistica a Bonifacio, antico borgo popolato durante il medioevo da coloni provenienti dalla Liguria, in cui è presente una minoranza parlante ligure coloniale (ivi chiamato bunifazzinu).

La lingua corsa è strettamente imparentata al genovese ed ai dialetti italiani del gruppo toscano (in particolare ha conservato diverse caratteristiche dei dialetti medioevali toscani), con i quali può per alcuni aspetti essere classificata ai fini linguistici (pur riconoscendo la presenza di un substrato autoctono e uno sviluppo autonomo, specie a partire dall'appartenenza politica alla Francia nel 1789). Pertanto la denominazione di "lingua" è ritenuta impropria da alcuni linguisti, che considerano il còrso un dialetto italiano arrivando a definire i corsi come genti propriamente italofone. L'affinità fra italiano e còrso è comunque maggiore rispetto a quella che c'è fra l'italiano ed altri idiomi parlati nel territorio italiano e tradizionalmente considerati "dialetti". L'italiano ed il còrso sono così simili che, generalmente, chi conosce l'uno dovrebbe riuscire a capire anche l'altro pur non avendolo mai studiato.

Per questo processo di francesizzazione vi sono studiosi - come Giulio Vignoli[5] - che effettuano una distinzione tra "corsi francesi" (che parlano principalmente il francese e secondariamente il corso, e che sono attualmente circa il 25%[senza fonte] della popolazione) e "corsi italiani" (ossia quelli che parlano ancora principalmente il corso o quanti sono originari dalla penisola italiana da poche generazioni), che sono i 3/4[senza fonte] della popolazione della Corsica.

Secondo degli studi effettuati nel 1980 e nel 1990, la lingua corsa è sempre meno utilizzata nella vita pubblica dagli isolani, la cui prima lingua è oramai il francese nei loro contatti fuori dal nucleo familiare. Nel 1980 circa il 75% della popolazione corsa dichiarava di "possedere dimestichezza del corso" in famiglia[6], mentre nel 1990 la percentuale è scesa al 55%. Sempre nel 1990, il 10% della popolazione affermava di utilizzare il corso come prima lingua in famiglia ed in società.[7].

Napoleone Buonaparte, il corso più conosciuto al mondo

Corsi famosi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giovanni Ugas, p.13
  2. ^ Giovanni Ugas, p.196-197
  3. ^ Marco Cuzzi, Rivendicazione fascista sulla Corsica, 3 novembre 2009. URL consultato il 25 giugno 2011.
  4. ^ 2004 statistics:Atlas des populations immigrées en Corse. (Francese)
  5. ^ Vignoli, Giulio. I territori italofoni non appartenenti alla Repubblica Italiana "agraristica". Saggi giuridici, storici ed economici, Giuffrè. Milano, 1995
  6. ^ Corsican language use survey, Euromosaic. URL consultato il 24 ottobre 2010. To find this statement and the supporting data click on List by languages, Corsican, Corsican language use survey and look under INTRODUCTION.
  7. ^ Corsican in France - Euromosaic. Retrieved 2010-10-24. To access the data, click on List by languages, Corsican, Corsican in France, then scroll to Geographical and language background.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ugas Giovanni L'Alba dei Nuraghi - Cagliari, 2005 - Fabula editrice - ISBN 88-89661-00-3