Gens Marcia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La gens Marcia è una gens (clan familiare) romana di antichissima origine sabina.

La Marcia dovrebbe annoverarsi tra le cento gentes originarie ricordate dallo storico Tito Livio. Il suo nome deriva dal nome della divinità sabina Mavors o Mamers, il cui nome fu in seguito latinizzato in quello del dio romano Marte (in latino Mars).

Il personaggio più importante ed antico di questa gens è Anco Marzio (o "Marcio"), quarto re di Roma. In proposito il praenomen Ancus appare un chiaro indizio dell’origine Sabina di questa gens, mentre il nomen Marcius in età storica si riferisce ad una gens di condizione plebea, anche se la sua origine fu certamente patrizia; secondo alcuni studiosi, infatti, vi sarebbe un rapporto di parentela tra Anco Marzio e Numa Pompilio, poiché entrambi erano di nobile stirpe sabina, e vennero rappresentati insieme sulle facce dei denarii fatti coniare dalla gens Marcia. In particolare, secondo il Pallottino, Anco Marcio sarebbe nipote di Numa, in quanto figlio di sua figlia Pompilia e di un esponente sconosciuto della gens Marcia[1].

L'illustre gens Marcia si divise in diversi rami: i Re (latino: Rex, probabilmente legato alla discendenza del re Anco Marzio), i Coriolani, i Filippi, i Rutili, i Censorini, i Tremuli ed i Figuli. La gens Marcia fu, indubbiamente, una famiglia di primaria importanza nella storia di Roma; i suoi membri ricoprirono spesso le varie magistrature durante tutta l’età repubblicana; in particolare, ascesero al consolato per ben 21 volte. Tra gli illustri personaggi della gens Marcia si ricordano:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Plutarco, Numa Pompilio, 34
  2. ^ Tito Livio nell'Epitome della Storia di Roma.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

antica Roma Portale Antica Roma: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di antica Roma