Ciclo dei Mesi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando il ciclo di Ferrara, vedi Salone dei Mesi di palazzo Schifanoia.
Maestro Venceslao, Ciclo dei Mesi (1400 circa), Torre Aquila, Trento. Si noti la continuità dell'ambientazione delle scene

Il Ciclo dei Mesi è un gruppo di affreschi nella Torre dell'Aquila nel Castello del Buonconsiglio di Trento, attribuiti al boemo maestro Venceslao (documentato in città nel 1397). Risalgono alla fine del XIV secolo-inizio del XV e sono il migliore esempio di Gotico internazionale in Trentino e uno dei più significativi dell'Italia settentrionale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le corti dell'arco alpino, come quella del Principato Vescovile di Trento, furono verso la fine del Trecento i luoghi dove il linguaggio cortese del Gotico internazionale trovò un'accoglienza entusiastica e duratura.

A Trento tra gli ultimi anni del Trecento e il 1400 il principe-vescovo di Trento Giorgio di Liechtenstein commissionò l'opera a un artista straniero, probabilmente boemo. Il clima della corte vescovile, con interessi naturalistici, si rifletté appieno nelle pitture.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il ciclo si articola oggi in undici diversi riquadri, poiché il mese di Marzo era stato dipinto su un supporto di legno ed è andato perduto durante un incendio. L'insieme è strutturato come una loggia architravata sostenuta da esili colonnine tortili, dalla quale si vedono, come in un ipotetico affaccio che sfonda la parete, le varie occupazioni signorili e contadine di ciascun mese. Tutti gli sfondi e i dettagli architettonici sono raccordati tra scena e scena, come in un panorama unitario.

Le scene, ricchissime di particolari tratti dall'osservazione della vita reale (magari filtrate dalle illustrazioni dei Tacuina Sanitatis), mostrano la vita dei nobili, le attività dell'agricoltura e della pastorizia, con un continuo e pacato intreccio tra mondo cavalleresco e mondo quotidiano. Poche sono invece le concessioni al grottesco e al macabro, che caratterizzavano invece altre zone italiane ed europee.

Viene prestata molta attenzione al succedersi delle stagioni: il paesaggio invernale spoglio e imbiancato dalla neve diventa rigoglioso di vegetazione in primavera, i raccolti estivi segnano l'apice dell'attività agricola, mentre gli alberi nel mese di novembre sono circondati dalle foglie secche cadute sul terreno. La cura dei particolari ritorna nella descrizione delle vesti, l'abbigliamento infatti permette di riconoscere i caratteri tipici della moda del tempo: per i nobili, occupati in svaghi e tornei, gli abiti sono ricchi di colori, mentre molto più semplici e pratici sono quelli delle classi umili, rappresentate sempre al lavoro. Si può vedere la minuziosità dei particolari anche nei cambiamenti delle stagioni.

In ogni affresco è presente la figura del sole con accanto il segno zodiacale corrispondente ad ogni mese.

Modelli iconografici del ciclo sono, oltre al già citato Tacuinum sanitatis, il Livre de la chasse di Gaston Phoebus e le Très riches heures du Duc de Berry.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Astrologia, magia, alchimia, Dizionari dell'arte, ed. Electa, 2004, pag. 122.


Immagini[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Welber M., Affreschi dei mesi di torre d'Aquila Castello Buonconsiglio (sec. XV), 1995 ISBN 8886246390
  • Pierluigi De Vecchi ed Elda Cerchiari, I tempi dell'arte, volume 2, Bompiani, Milano 1999.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]