Gardolo

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Gardolo
frazione
Gardolo – Stemma
Gardolo visto dal Monte Bondone
Gardolo visto dal Monte Bondone
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Trentino-South Tyrol.svg Trentino-Alto Adige
Provincia Trentino CoA.svg Trento
Comune Trento-Stemma.png Trento
Amministrazione
Presidente Corrado Paolazzi (UpT - PATT)
Territorio
Coordinate 46°06′29.312″N 11°06′41.743″E / 46.108142°N 11.111595°E46.108142; 11.111595 (Gardolo)Coordinate: 46°06′29.312″N 11°06′41.743″E / 46.108142°N 11.111595°E46.108142; 11.111595 (Gardolo)
Altitudine 205 m s.l.m.
Superficie 859 km²
Abitanti 14 256 (al 31.12.2012)
Densità 16,6 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 38121
Prefisso 0461
Fuso orario UTC+1
Nome abitanti gardolòti (dialettale ma più utilizzato) e gardolesi
Patrono S.Anna (26 luglio)
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Gardolo

Gàrdolo è un paese situato a nord di Trento, lungo la valle dell'Adige. Dopo una lunga storia autonoma, è attualmente frazione e circoscrizione del comune di Trento. Il nome deriva dal castello della guardia. Anticamente sull'altura di Gardolo di Mezzo esisteva una torre dalla quale si controllava l'entrata nord di Trento. Da qui castello della guardia e successive modifiche in Gardolo.

Geografia e vie di comunicazione[modifica | modifica wikitesto]

Il nucleo originario si è sviluppato lungo la Strada statale 12 dell'Abetone e del Brennero tra Trento e Lavis. In questo punto l’Adige formava una larga ansa, ed il conoide formato dalla Roggia si incuneava nella valle dell’Adige formando un punto di passaggio obbligato sulla sponda orografica sinistra della valle. La Roggia (rio Gardolo) scende per l’aspra Val Carpenéda ed attraversa il paese, in parte interrata, in parte stretta tra suggestivi muraglioni. Le rupi del Pont del Diaol (Ponte del Diavolo), pendici del monte Calisio, sovrastano il paese.

La vecchia strada, detta imperiale, veniva dalla città costeggiando il monte e proseguiva verso nord. Divenne parte della statale del Brennero e tornò ad essere riservata al traffico di vicinato solo con la realizzazione della attuale via Bolzano, prolungamento della tangenziale di Trento (a quattro corsie) che scorre a valle dell’abitato. Tra Trento e Gardolo sbocca anche la strada statale della Valsugana. Ad occidente del paese scorre l’Autostrada A22 del Brennero con il casello di Trento nord presso Spini. Qui ha sede anche l’interporto doganale per le merci.

La ferrovia del Brennero scorre anch’essa ad ovest, mentre la ferrovia Trento-Malè-Marilleva scorre più vicina al centro e ferma a Trento nord (zona commerciale), Gardolo, Spini (zona industriale) e Lamar.

Numerose linee urbane di autobus e treno (Trento-Malè) collegano le diverse frazioni con Trento (n. 3, 7, 11 e 17), Roncafort (n. 11 feriale e n. 1 festivo), Lavis (n. 17), Spini di Gardolo (n. 11 fer. e n. 17 fest.) e Meano (n. 3).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Luogo di rinvenimenti romani, ricordato fin dal secolo XII (de Gardulis), Gardolo vide soggiornare Napoleone Bonaparte durante la campagna d’Italia. Assunse particolare importanza nel Novecento per la presenza di un aeroporto militare, costruito nel 1914 dagli austriaci tra la ferrovia e il fiume Adige. Ospitò fino a 50 aerei e fu bombardato dall’aviazione italiana nel 1916 e nel 1918. Gli aerei furono incendiati il 4 novembre 1918, in concomitanza con la rotta austro-ungarica. Nel dopoguerra divenne scalo di una linea civile internazionale, quindi sede dei cantieri aeronautici Caproni e centro di collaudo. Durante la seconda guerra mondiale fu utilizzato dalle truppe tedesche che lo difesero con una ventina di batterie antiaeree e subì 244 bombardamenti alleati. Tale aeroporto venne poi smantellato; ad oggi l’aeroporto di Trento si trova nei pressi di Mattarello, a sud della città, con il museo dell'aeronautica Gianni Caproni.

La zona di Melta fu fortificata nel 1915: nel maggio di quell’anno '45 case furono fatte saltare con la dinamite e gli abitanti inviati nei campi profughi della Moravia.

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Gardolo dal piano è l'attuale centro abitato principale, si trova al centro delle diverse frazioni e divide il nome con le località orientali di Gardolo di Mezzo (363 m s.l.m.) e Gardolo di Sopra (500 m s.l.m.), definizione storica delle case sparse in collina, fino ai Saracini e a Valcalda - da dove scende la Roggia (corso d'acqua importante nella vita e nelle menti dei gardolesi), sulle pendici del monte Calisio.

A Gardolo di Mezzo si trovava il castello, del feudatario Valsengrino di Gardolo, che si ergeva a difesa della via Rossa e venne menzionato per la prima volta nel 1161 nel corso di un'assemblea presieduta dal Vescovo di Trento Adelpreto. Il castello non era molto grande ed era dotato di una torre. Attualmente rimangono poche ma chiare tracce della struttura, quale decadimento non risulta annotato: nel 1184, come unica traccia dello stato di conservazione, risulta annotato che il Vescovo Alberto acquisì i feudi e solo una parte del suddetto castello, per quaranta marche d'argento.[senza fonte]

Lungo la statale del Brennero, troviamo Solteri, Centochiavi (mano medioevale con un secolare bagolaro) e Melta (194 m s.l.m., con Melta di sopra e Melta di sotto) a sud; Carpenedi, Stefene (204 m s.l.m.), Spini (201 m s.l.m.), Lamar (206 m s.l.m.) e San Lazzaro a nord, fino alle sponde dell'Avisio.

Nella piana occidentale troviamo, da sud a nord, Campotrentino, Roncafort (193 m s.l.m.,collegato da un sottopassaggio pedonale), Giarette, Canova (al Palo, alle Paudi e Bassa), Crosare, Palazzine, Spini (200 m s.l.m.), Ghiaie e Roste.

Oltre a queste località principali, si contano numerosi masi (case rurali) sparsi.

Da notare come molti dei toponimi della zona occidentale parlino chiaramente di acqua e ghiaia, retaggio dell'antico corso non regolamentato dell'Adige (Ghiaie, Roste cioè argini, Giarette cioè ghiaie sottili, Canova alle Paludi e molti nomi di vie).

Urbanistica ed architettura[modifica | modifica wikitesto]

Il campanile della vecchia chiesa

Il nucleo storico del paese è formato da edifici rustico-signorili medioevali e rinascimentali. La zona a sud della Roggia è detta dei “Cantòni”, quella a nord dei “Pòrteghi”. Fino ad anni recentissimi era un borgo rurale con ampie zone di campagna tra le case. La chiesa parrocchiale della Visitazione, nella piazza principale, è stata costruita nel 1856-59 in stile lombardesco su disegno dell’architetto Antonio Pages di Milano e sottoposta ad un minuzioso intervento di restauro (1992-1998) curato dall'architetto Fabrizio Merler di Trento. Gli affreschi absidali sono di Duilio Corompaj di Venezia, quelli laterali del pittore Melchiori di Trento. Della vecchia chiesa, consacrata nel 1467, sopravvive solo il campanile con bifore romaniche e cuspide piramidale. Vi sarebbe salito Napoleone Bonaparte per studiare le posizioni degli austriaci schierati verso Lavis (5 settembre 1796).
Dal paese una ripida strada accompagnata dalle edicole della Via Crucis, sale al Calvario o Monte Croce dove sorgevano una grande croce di pietra e una cappella del 1272 addossata al muro del parco di villa Crivelli, residenza seicentesca, guardata da un filare di cipressi.

Le cave di pietra calcarea tra Centochiavi e Melta furono sfruttate per la costruzione del Duomo di Trento.

Gardolo oggi[modifica | modifica wikitesto]

Le buone vie di comunicazione e la posizione strategica hanno fatto sì che l’ampia zona pianeggiante presso Gardolo si trasformasse nella zona industriale e commerciale di Trento, con uno sviluppo urbanistico rapido. L’espansione edilizia conseguente, sia ad uso industriale e commerciale, sia ad uso abitativo, ha creato un continuum di edifici tra Trento e Lavis, riducendo di molto la superficie agricola (anche se questa continua ad essere sede di imprese agricole ed agrituristiche). Gli abitanti, che nel 1951 erano 1.741, sono cresciuti rapidamente fino ai 14.576 del 2011, creando alcune tensioni sociali e culturali.

Il paese, nato come centro agricolo (frutta, uva) ed attivo in tal senso fino a Novecento inoltrato (con un proprio grossista di frutta e verdura che riforniva Trento con i prodotti locali), ha saputo mantenere però la sua identità di paese nonostante il rischio concreto di trasformarsi in quartiere-dormitorio e periferia industriale.
È sede della Circoscrizione n. 1 di Trento (Centro Civico con erogazione di servizi comunali, biblioteca) e del centro sportivo di Trento nord (piscina coperta e all'aperto, palazzetto dello sport, palestre, campi da bocce, campo da calcio). È diviso in tre parrocchie (Visitazione di Maria Santissima a Gardolo, San Pio X a Canova, Madonna della Pace a Campotrentino) ed ha un proprio cimitero.

Vi si trovano due asili nido, scuole dell’infanzia, due scuole elementari e una scuola media ad indirizzo musicale (SMIM), ambulatori medici e farmacie, un ufficio postale, filiali di banche e alcuni piccoli negozi. Nel settecentesco complesso neorestaurato, costituito dal Palazzo Crivelli e sue pertinenze, è ospitato un Centro Servizi per Anziani molto attivo.

La vita associativa e sportiva ferve grazie alla presenza di società sportive (calcio, ciclismo, Jūdō, pallacanestro, scacchi, croquet), culturali (banda musicale), di pubblica utilità (pompieri volontari) e sociali/ricreative (gruppo ANA, gruppo “Pro Bielorussia”).

Dal 1983 la comunità è gemellata con Neufahrn bei Freising, in Germania.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]