Cenotafio di Druso

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Coordinate: 49°59′31.65″N 8°16′27.17″E / 49.992125°N 8.274214°E49.992125; 8.274214

Il cenotafio di Druso a Magonza.

Il Cenotafio di Druso (in tedesco Drususstein, letteralmente: Pietra di Druso) è una tomba romana risalente al I secolo d.C., le cui vestigia sono visibili sulla parte meridionale della Cittadella di Magonza.

La sua costruzione circolare è il più grande monumento funerario romano che si conservi attualmente in Germania, accanto ai resti dell'acquedotto romano (il cosiddetto Römersteine), uno dei resti dell'antico castrum legionario romano di Mogontiacum. Con la Colonna di Igel costituisce un unicum per originalità delle antiche tombe romane "fuori terra" rimaste al di là delle Alpi.[1]


Associazione con Druso[modifica | modifica wikitesto]

Il monumento è tradizionalmente interpretato come il cenotafio di Druso maggiore, figlio di Livia Drusilla, terza moglie di Augusto.

L'associazione al nome del generale romano si deve a un'iscrizione latina in cui si cita Druso sul Reno. Druso morì dopo essere caduto dal suo cavallo il 9 a.C., quando tornava dalle operazioni di conquista che portò avanti in Germania Occupazione romana della Germania sotto Augusto.

Iconografia[modifica | modifica wikitesto]

Francobollo commemorativo dei 2000 anni di Magonza

Al cenotafio di Druso è stata dedicata l'emissione di un francobollo della Deutsche Bundespost del 1962, in occasione della celebrazione del secondo millenario dalla fondazione della città di Magonza.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (DE) Heinz Cüppers: Die Römer in Rheinland-Pfalz., S. 463

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (DE) Andreas Panter, Der Drususstein in Mainz und dessen Einordnung in die römische Grabarchitektur seiner Erbauungszeit. Mainzer Archäologische Schriften, Band 6, Archäologische Denkmalpflege Amt Mainz 2007, ISBN 978-3-935970-03-7
  • (DE) Hans G. Frenz, Drusus maior und sein Monument zu Mainz. In: Jahrbuch des Römisch-Germanischen Zentralmuseums Mainz 32 (1985), S. 394 – 421.
  • (DE) Franz Stephan Pelgen, Mainz. Vom "elenden Steinklumpen" zum Denkmal. Aus der Geschichte der Mainzer Römerruinen. Zabern, Mainz 2003, ISBN 3-8053-3283-1

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