Aulo Didio Gallo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Aulo Didio Gallo (latino: Aulus Didius Gallus; fl. 19-57; ... – ...) , è stato un politico e militare dell'Impero romano, governatore della Britannia[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Uomo ambizioso e oratore di una certa rilevanza, la carriera di Gallo fino al 51 è ricostruibile attraverso una iscrizione ritrovata a Olimpia. Fu questore sotto Tiberio (probabilmente nel 19),[senza fonte] legato nell'Africa proconsolare come prefetto della cavalleria, e proconsole in Sicilia. Fu curator aquarum (sovrintendente agli acquedotti) durante il regno di Caligola (38-49), console nel 39, e poi membro del collegio dei quindecemviri. Sotto l'imperatore Claudio ricevette i regalia del trionfo per il comando delle truppe nel Bosforo, ricevendo poi, probabilmente, un altro comando proconsolare.[senza fonte]

Secondo Tacito, nel 52 fu nominato governatore della Britannia, come successore di Ostorio.[1] Gallo, che all'epoca era in età avanzata, trovò una situazione alquanto deteriorata nella sua nuova provincia. Sebbene la rivolta di Carataco fosse stata soppressa, i Siluri, popolazione del Galles, erano ancora in rivolta. Durante il suo governo la tribù dei Briganti si rivoltò sotto Venuzio contro la regina Cartimandua, e Gallo mandò Cesio Nasica ad aiutarla.

Nel complesso, Didio Gallo tenne in Britannia una politica conservativa, volta a rafforzare le conquiste già ottenute piuttosto che ad allargare il territorio romano: a lui sono dovute strade e forti costruiti ai confini della provincia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Tacito, De vita et moribus Iulii Agricolae, 14.3.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie
Fonti secondarie
  • William Smith (1870), Dictionary of Greek and Roman Biography and Mythology Vol 2 p. 227
  • Anthony R Birley (1981), The Fasti of Roman Britain, pp. 44-49

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Governatore romano della Britannia Successore
Publio Ostorio Scapula 52-57 Quinto Veranio Nipote