Libro dei morti

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Libro dei morti
Altri titoli Che il mio nome fiorisca
Egypt bookofthedead.jpg
Un libro dei morti dello scriba Nebqed, del 1300 a.C.
Autore Sconosciuto
1ª ed. originale Epoca egizia
Genere poema
Lingua originale egiziano antico
Protagonisti Defunto
Altri personaggi Divinità e mostri

Il Libro dei morti è un testo sacro egizio. Si compone di una raccolta di formule magico-religiose che dovevano servire al defunto per proteggerlo e aiutarlo nel suo viaggio verso l'aldilà, che si riteneva irto di insidie e difficoltà.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta, generalmente, di formule e di racconti incentrati sul viaggio notturno del Dio sole (nelle sue diverse manifestazioni) e della sua lotta con le forze del male (tra cui il serpente Apopi) che tentano, nottetempo, di fermarlo per non farlo risorgere al mattino.

In particolare il testo doveva servire a preparare la testimonianza sulla sua condotta di vita, che il defunto doveva fornire davanti al giudizio di Osiride. Il papiro era poi posto nella tomba, o a volte direttamente nel sarcofago, assieme ai tesori e alle suppellettili ritenute necessarie per l'anima in viaggio.

Inizialmente i testi venivano tracciati sulle pareti della camera sepolcrale. Nel Medio regno si usò dipingere le formule sul sarcofago, e solo a partire dalla XVIII dinastia si impiegarono il papiro.

In questo modo sono giunti agli egittologi innumerevoli testimonianze sulle pratiche di mummificazione e sul culto dei morti in generale di molte dinastie.

Chiamato dagli antichi egizi Libro del ritorno nel giorno, il Libro dei morti è fondamentalmente una raccolta di detti, epitaffi, formule che risalgono agli antichi Testi dei sarcofagi, i quali a loro volta risalgono ai Testi delle Piramidi. Antecedentemente utilizzati per le sepolture “comuni”, se ne trovano ampi stralci nelle anticamere di molte tombe della Valle dei Re del periodo ramesside. Il Libro dei morti è riportato nelle seguenti tombe della Valle dei Re (riportate in ordine cronologico di regno dei "titolari", ove noti):

Altri libri del medesimo tipo, con valenza funeraria, sono:

Similitudini tra il Libro dei morti ed i dieci comandamenti[modifica | modifica wikitesto]

È interpretazione diffusa della storiografia che i dieci comandamenti di Mosè siano ispirati al Libro dei morti egizio: fortissime sono le similitudini tra le due scritture sacre e questo è dovuto alla forte influenza che la cultura egizia ebbe sugli ebrei durante la loro permanenza in Egitto; una delle somiglianze più evidenti sono le cosiddette confessioni negative, delle dichiarazioni che del defunto fa di fronte al dio ("io non ho ucciso", "io non ho rubato" ecc.), le quali diventano nei 10 comandamenti un precetto ("tu non ruberai", "tu non ucciderai" ecc.). Anche il monoteismo ebraico sarebbe un ricordo del monoteismo egizio iniziato con Akhenaton, ma che in Egitto non ebbe seguito mentre venne ritenuto dagli ebrei. L'argomento è trattato nel famoso saggio storico Mosè e il monoteismo di Freud.

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