Le avventure di Sinuhe

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Le avventure di Sinuhe
Autore ignoto
1ª ed. originale Medio Regno dell'Egitto
Genere romanzo
Sottogenere biografia
Lingua originale egiziano antico
Ambientazione XII dinastia egizia, circa 1964 a.C. (± 50 anni)
Protagonisti Sinuhe

Le avventure di Sinuhe è una tra le opere più importanti della letteratura dell'Antico Egitto, sicuramente la più conosciuta. Risale al periodo del Regno Medio e fu scritta da un autore ignoto.

Storia editoriale[modifica | modifica sorgente]

Questa opera divenne un classico già nell'antico Egitto, dato che poco tempo dopo la sua stesura venne inserito nelle scuole come materiale letterario di studio, ed ecco la ragione degli innumerevoli ostraka, ossia cocci e pietre su cui venivano incise storie a scopo didattico, rintracciati.[1]

Ma il suo enorme successo è attestato anche dai numerosi manoscritti ritrovati che hanno attraversati i secoli. Gli esperti ritengono che l'ipotesi di un'autobiografia fantasiosa e romanzata prevalga su quella dell'autobiografia reale, per quanto riguarda la storia di Sinuhe[1], mentre l'ambientazione storica è accertata e risale alla morte del Faraone Sehetepibtawy (Ammenemat I), che fu il primo sovrano della XII dinastia egizia e fu anche ucciso da una congiura di palazzo in un momento in cui il figlio Sesostris I si trovava impegnato in una campagna militare contro le popolazioni libiche, segno di una probabile forte opposizione interna.

Trama[modifica | modifica sorgente]

La storia narra le vicende di Sinuhe, servitore del faraone, che sulla strada del ritorno da una spedizione in Libia viene a conoscenza della guerra civile che sta per scoppiare nel suo paese per la successione al trono a causa della morte improvvisa del Faraone. In preda alla paura, all'incertezza, o comunque in balia ad una non meglio spiegata motivazione, decide di fuggire in Siria, dove verrà accolto dal principe dei Beduini: questi gli offre in sposa sua figlia, lo mette a capo di una delle più importanti tribù della sua terra e lo fa vivere nel lusso.

In età avanzata, Sinuhe riceve l'invito del faraone Sesostri a tornare in Egitto, per ricevere una degna sepoltura. E in questo passo, il romanzo raggiunge uno dei suoi momenti migliori con le liriche toccanti dell'invito del Faraone e della risposta dell'umile ma ricco servo, e con la descrizione del giorno della sepoltura con tutti i riti prestabiliti.

Desideroso di rimettere piede sulla sua terra, egli lascia tutti i suoi beni ai figli e fa ritorno in Egitto, benché tema una punizione da parte del faraone per essersi dato alla fuga. In realtà Sesostri lo ricopre di ogni favore e privilegio; per suo volere viene anche costruita una bellissima tomba per Sinuhe.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b "Favole e racconti dell'Egitto faraonico", a cura di Aldo Troisi, ed. Fabbri Editori, Milano, 2001 pag.155

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • E. Bresciani, Letteratura e poesia dell'antico Egitto, Torino II ed., 1990.
  • H.D. Gardiner, Late Egyptian Stories, Bruxelles, 1932.
  • Sergio Donadoni, Storia della letteratura egiziana antica, Milano, Nuova Accademia, 1957.
  • Naguib Mahfouz, The Return of Sinuhe in Voices from the Other World (tradotto da Robert Stock), Random House, 2003
  • Stephen Quirke, Egyptian Literature 1800BC: Questions and Readings, Londra 2004, 58-70 ISBN 0-9547218-6-1 (traduzione e trascrizione)

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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