Papiro di Milano

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il papiro di Milano[1] è un rotolo di papiro scritto ad Alessandria d'Egitto a cavallo tra il III ed il II secolo a.C., durante la dinastia tolemaica.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Scoperto da anonimi tombaroli tra le bende di una mummia, fu acquistato al "mercato grigio" dei papiri in Europa nel 1992[2] dall'Università degli Studi di Milano. Nel rotolo sono contenute oltre 600 righe di poesia greca prima sconosciuta, divisa in circa 112 brevi composizioni o epigrammi. Due di questi erano già noti, e sono stati attribuiti dallo studioso bizantino del XII secolo Giovanni Tzetzes all'ellenista Posidippo di Pella, un macedone che visse ad Alessandria. Inizialmente tutte le opere furono attribuite a Posidippo, anche se Franco Ferrari suggerì l'ipotesi che si trattasse di un'antologia contenente soprattutto opere di Posidippo.

Trattandosi del più antico esemplare di libro di poesia greca, e della più consistente nuova scoperta di opere greche da molti anni, la storia della scoperta fu riportata anche dal New York Times e dal National Geographic.[3]

Chiamato "papiro di Milano", fu pubblicato in un'edizione per studiosi nel 2001, edito da Guido Bastianini, Claudio Gallazzi e Colin Austin.[4] Nel 2002 Austin e Bastianini ne pubblicarono un'edizione più popolare,[5] Posidippi Pellaei Quae Supersunt Omnia ("tutte le opere sopravvissute di Posidippo di Pella"), compresi gli epigrammi del papiro, in italiano ed inglese. Gli studiosi si sono affrettati a studiare questa miniera di informazioni.[6]

Dopo una discussione[7] tenutasi al raduno annuale della American Philological Association nel gennaio 2001,[8] fu organizzato un seminario incentrato sul papiro di Milano al Center for Hellenic Studies di Harvard (aprile 2002), ed altre conferenze internazionali nel novembre 2002 a Milano, Firenze e Cincinnati.[9][10]

Lo studio del papiro di Milano, di Posidippo, e degli epigrammi alessandrini in generale, fu rinvigorito da questa scoperta, e procede a passo spedito.[11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ P. Mil. Vogl. VIII 309.
  2. ^ Bulletin of the American Society of Papyrologists 39 (2002) p.165
  3. ^ National Geographic News
  4. ^ La editio princeps: Guido Bastianini, Claudio Gallazzi con Colin Austin Posidippo di Pella. Epigrammi (P.Mil.Vogl. VIII 309) (Milano:Edizioni Universitarii) 2001
  5. ^ La editio minor.
  6. ^ Leiden University: on-line bibliography of Posidippus: soprattutto dal 2001 in avanti
  7. ^ www.chs.harvard.edu/publications.sec/
  8. ^ Bing, Peter, "Posidippus on Stones. The First Section of the New Posidippus Papyrus (P. Mil. Vogl. VIII 309, Col. I-IV.6)", American Philological Association Panel on the New Epigrams of Posidippus, (Filadelfia 2001).
  9. ^ University of Cincinnati news release.
  10. ^ "The New Posidippus"
  11. ^ Il primo numero dei classici online della Harvard University, "Classics@", fu dedicato a Posidippo ed al papiro; fu aggiornato poi nel marzo 2007. (Center for Hellenic studies: Classics@ Issue 1)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]