Il viaggio di Unamon

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il viaggio di Unamon
Autore ignoto
1ª ed. originale XXII dinastia egizia
Genere racconto
Sottogenere biografia
Lingua originale egiziano antico
Ambientazione Vicino Oriente, fine della XX dinastia
Protagonisti Unamon

Il viaggio di Unamon è un racconto romanzesco che appartiene alla letteratura egizia antica.[1]
Per la ricchezza e l'originalità della trama, ma anche per la sottigliezza psicologica dei quadri sia dei personaggi sia degli eventi presentati, viene considerato un capolavoro della narrativa antica.[1]

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Il racconto Viaggio di Unamon ci è pervenuto su manoscritto, denominato papiro di Mosca 120, della XXII dinastia proveniente da el-Hiba ed è ora conservato presso il Museo Puškin delle belle arti di Mosca. La storia è ambientata negli ultimi anni del regno di Ramses XI, in un periodo storico in cui il potere dell'Alto Egitto era nelle mani del visir e futuro faraone Smendes e secondo qualche storico egittologo, anche di sua moglie Tentamon, e del sommo sacerdote di Amon Herihor. La storia è un'ottima testimonianza della perdita, in quel periodo storico, o comunque dell'offuscamento del prestigio dell'Egitto sui territori circostanti.

Purtroppo il papiro è incompleto, ma gli storici ipotizzano che la storia fosse avviata verso il lieto fine.[1]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Si tratta della relazione, vera o fantasiosa, delle peripezie accadute al protagonista durante la sua missione in Libano allo scopo di ottenere il legname necessario alla costruzione di una barca dedicata al dio tebano Amon.[1]

Il protagonista sopporta ogni sorta di angherie, viene inizialmente derubato da un uomo della sua nave e cerca inutilmente di essere risarcito dal Signore di Biblo, oltre a chiedere con insistenza ma vanamente il legname per il quale era stato inviato in missione e che in passato era già stato fornito dai regnanti precedenti. Anzi, al contrario, viene invitato ad allontanarsi dalla città dato che il faraone non è sovrano su quei territori. Durante i loro concitati dialoghi emerge una sola convergenza, quella riguardante il dio Amon. Visto che il tempo trascorre e la missione rischia di fallire, Unamon decide di sbloccare la situazione di stallo scrivendo una missiva al visir Smendes per ottenere qualche bene prezioso, quali oro, argento, lino, papiri, pelli di bue, lenticchie e pesce allo scopo di ammorbidire la posizione refrattaria del Signore di Biblo. Solo così Unamon riesce ad ottenere, faticosamente, il legno richiesto.
Ma le peripezie non sono ancora terminate e la sfortuna è in agguato: il nostro eroe è costretto a sfuggire ai pirati Tjeker, i quali pretendevano di punire Unamon per un furto commesso in precedenza, ed a causa del maltempo e di una improvvisa tempesta, finisce per naufragare sulle rive di Cipro.

La storia giunta fino a noi si interrompe durante questa ennesima avventura capitata al viaggiatore Unamon.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d "Favole e racconti dell'Egitto faraonico", a cura di Aldo Troisi, ed. Fabbri Editori, Milano, 2001 pag.77-91

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • E. Bresciani, Letteratura e poesia dell'antico Egitto, Torino II ed., 1990.
  • H.D. Gardiner, Late Egyptian Stories, Bruxelles, 1932.
  • Sergio Donadoni, Storia della letteratura egiziana antica, Milano, Nuova Accademia, 1957.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]


valle del Nilo Portale Valle del Nilo: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di valle del Nilo