El-Hiba

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
El-Hiba
città
Localizzazione
Stato Egitto Egitto
Governatorato Porto Said
Territorio
Coordinate 28°46′25″N 30°55′22″E / 28.773611°N 30.922778°E28.773611; 30.922778 (El-Hiba)Coordinate: 28°46′25″N 30°55′22″E / 28.773611°N 30.922778°E28.773611; 30.922778 (El-Hiba)
Abitanti
Altre informazioni
Fuso orario UTC+2
Cartografia
Mappa di localizzazione: Egitto
El-Hiba
El-Hiba
Tendjoi
Localizzazione
Stato Egitto Egitto
Governatorato Beni Suef
Dimensioni
Superficie n.d.
Amministrazione
Ente Ministry of State for Antiquities

El-Hiba (alternativo: el-Hibeh; Arabo الحيبة) è nome moderno della antica città egizia di Taiu-djayet

t A i i w DA i i t
niwt

t3yw d3yt
facente parte del 18º distretto dell'Alto Egitto, conosciuta anche con il nome di Tendjoi,[1] e attualmente inserita nel governatorato di Beni Suef.

La città, il cui nome originale significa i loro muri in riferimento alla massiccia cerchia muraria che la circondava fu nota in epoca copta come Teudjo e durante il periodo greco e romano come Ankyronpolis.

Nel periodo di tempo tra la fine della XX dinastia e la XXII dinastia el-Hiba fu una città di frontiera che segnava la divisione tra l'Egitto controllato da sovrani regnati da Tanis e le regioni governate dal clero tebano di Amon attraverso la figura del Primo Profeta. A tale periodo risalgono le mura che trasformarono la città in una fortezza. Sui mattoni usati per la costruzione[2] sono stati rilevati i nomi di Primi Profeti Herihor, Pinedjem I e Menkheperra.[3]

Nel corso della XXII dinastia Sheshonq I costruì un tempio dedicato ad Amon sulle cui pareti venne incisa la lista delle città conquistate durante la prima campagna di vittorie in Palestina. La decorazione del tempio venne poi completata dal figlio, Osorkon I.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Alan Gardiner, La civiltà egizia, pag. 331
  2. ^ *Alan Gardiner, La civiltà egizia, pag. 288
  3. ^ *Franco Cimmino, Dizionario delle dinastie faraoniche, pag. 320

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]