Tanis (Egitto)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
Tanis
Djanet
Rovine dell'obelisco di Ramses II a Tanis.
Rovine dell'obelisco di Ramses II a Tanis.
Localizzazione
Stato Egitto Egitto
Governatorato Sharqiyya
Dimensioni
Superficie n.d.
Amministrazione
Ente Consiglio Superiore delle Antichità

Coordinate: 30°58′37″N 31°52′48″E / 30.976944°N 31.88°E30.976944; 31.88

Tanis (anche Τάνις o Djanet, oggi in arabo صان الحجر, Ṣān al-Ḥaǧar) è un sito archeologico in Egitto.

Il sito si trova nella parte nord-est del delta del Nilo, sul ramo appunto detto Tanitico, nel governatorato di Sharqiyya. Tanis fu fondata verso la fine della XX dinastia e divenne la capitale della parte nord dell'Egitto sotto i sovrani della XXI dinastia. Rimase capitale anche durante la seguente XXII dinastia anche se spesso in competizione con dinastie coeve regnati da altre città. Costituì un importante centro commerciale e strategico, principale porto egizio fino alla distruzione quasi totale compiuta dalle acque del lago Manzala nel VI secolo, evento dopo il quale l'abitato venne abbandonato.

Oltre ad essere stata citata diverse volte all'interno dei testi biblici[1], nel film del 1981 di Steven Spielberg I predatori dell'Arca perduta si immagina che la città custodisse l'Arca dell'Alleanza.

Abitato[modifica | modifica wikitesto]

Il sito fu identificato dall'egittologo Flinders Petrie alla fine del XIX secolo come la capitale hyksos Pi-Ramses, in considerazione del gran numero di rappresentazione di Ramses II: in realtà si trattava di materiali di reimpiego provenienti dall'antica città, anche se recenti indagini stratigrafiche[2] hanno identificato una fase di occupazione risalente all'età ramesside. Il sito venne scavato anche da Pierre Montet dal 1929 al 1940, e dal 1946 al 1951.

La cinta muraria e la parte centrale del grande tempio sono da attribuire a Psusennes I in base ai depositi di fondazione, mentre la porta monumentale orientale e gli altri edifici dedicati ad Amon risalgono alla successiva XXII dinastia. Psusennes edificò tre tempi dedicati alla triade tanitica: Amon, Khonsu e Mut. Il Tempio di Khonsu si trova a nord, ma non ne rimane più nulla dopo i lavori di Sheshonq V che lo demolirono per ricavarne materiali da costruzione per un lago sacro nelle vicinanze; e resta molto poco anche del Tempio di Mut, costruito a sud sempre da Psusennes I - probabilmente per imitare la disposizione del complesso templare di Karnak - e rimaneggiato più volte. La città infatti fu occupata da nuove costruzioni durante la XXX dinastia e quella tolemaica.

Necropoli[modifica | modifica wikitesto]

Le tombe reali di Tanis.

La necropoli ospita molte sepolture regali della XXI dinastia: Montet vi trovò la tomba di Psusennes I e della consorte Mutnegemet, insieme alla sua mummia e i suoi oggetti di accompagnamento; il sito ospitava anche le tombe del principe ereditario Ankhefenmut e dell'alto dignitario Undebaunded. Amenemope non occupò che per poco tempo l'ipogeo che gli era stato predisposto, dato che Siamon lo trasferì nella tomba di Mutnegemet per ragioni oggi ignote.
Anche molti faraoni della successiva XXII dinastia continuarono ad essere sepolti a Tanis: tra questi Sheshonq II, Takelot I, Osorkon II ed il figlio Hornakht, e Sheshonq III.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Tanis è detta צֹעַן (Ṣōˁan) Zoan nel Libro dei Numeri 13:22,; nel Libro di Isaia 19:11,13, 30:4; nel Libro di Ezechiele 30:14 e nel libro dei Salmi 78:12,43. Secondo il Libro dei Numeri 13:22 ed i Salmi 78:2,43 fu costruita sette anni dopo Hebron; nella stessa area si trova anche Goshen luogo dove la tradizione biblica vuole che si sia accampato Giuseppe con la sua gente molto prima della costruzione della città.
  2. ^ J. Yoyotte 1987, pp. 25-49

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Jean Yoyotte, Tanis, l'or des pharaons, Parigi, 1987, pp. 25-75.
  • Nicolas Grimal, Storia dell'antico Egitto, 5ª ed., Roma-Bari, 2003, pp. 404-406.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]