Benu

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G31
 
G32
bnwbˁḥ
Fenice
in geroglifico
Uccello Benu affresco dalla tomba di Iry-nefer a Deir el-Medina

Benu,[1] più raramente Bennu, divinità zoomorfa del pantheon dell'antico Egitto, è un uccello mitologico consacrato al dio Ra e simbolo della nascita e della resurrezione dopo la morte, quindi, dell'eternità della vita.

Collegato alla dottrina eliopolitana, viveva sulla pietra Benben posta nel tempio di Eliopoli.

All'inizio era rappresentato come una cutrettola, uccello della famiglia dei passeracei. Durante il Nuovo regno prese le sembianze di airone cenerino, l'Ardea cinerea,[2] un trampoliere dal becco lungo e sottile e con due piume dietro al capo.

Si suppone che il nome Benu possa derivare da wbn[3] verbo egizio che significa “brillare”, “sorgere”: infatti, nelle raffigurazioni trovate sul Libro dei morti o in molti affreschi esso sembra sorgere dalle acque. Webwn o Wbn potrebbe significare anche Aquila.

Le raffigurazioni di questa divinità sono presenti molto spesso nel Libro dei morti e nelle pitture parietali. Era il signore del giubileo reale, poiché simbolo della rinascita e del rinnovamento, come il sole che all'alba rinasce e si rinnova.

Per i greci divenne phoinix, la longeva e miracolosa fenice.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Edda Bresciani, Grande enciclopedia illustrata dell'antico Egitto pag. 142
  2. ^ Marilina Betrò, Geroglifici, pag. 106
  3. ^ Pierre Grandet, Bernard Mathieu, Corso di Egiziano geroglifico pag. 756

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Maurizio Damiano-Appia, Dizionario enciclopedico dell'antico Egitto e delle civiltà nubiane, Mondadori, ISBN 88-7831-611-5
  • Barbara Watterson, Alla scoperta degli dei dell'antico Egitto, Newton & Compton Editori, ISBN 88-8289-645-5
  • Edda Bresciani, Grande enciclopedia illustrata dell'antico Egitto, De Agostini, ISBN 88-418-2005-5
  • Marilina Betrò, Geroglifici, Mondadori, ISBN 978-88-370-7375-6
  • Pierre Grandet, Bernard Mathieu, Corso di Egiziano geroglifico, Ananke, ISBN 978-88-7325-148-4


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