Heb-Sed
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Con il termine di festa Heb-Sed, o festa "giubilare", o "festa del cane" (verosimilmente perché il re indossava la pelle di tale animale), si suole intendere una cerimonia che veniva celebrata dagli antichi Re egiziani al compimento del loro trentesimo anno di regno.
Si ritiene che essa derivi dall'antichissima usanza, risalente al periodo protodinastico, di mettere a morte il re quando questi, data l'età avanzata, non fosse più stato in grado di difendere il proprio popolo. La cerimonia, perciò, doveva servire al regnante per dimostrare la sua ancor valida vigoria fisica. Nel recinto della piramide a gradoni di Re Djoser (III Dinastia, a Saqqara si trovano due strane costruzioni a forma di lettera "B" che si ritiene costituissero una sorta di "mete" tra cui il re doveva eseguire una corsa rituale.
Il rito consisteva nel portare il sovrano ad una sorta di catalessi procurata da una pozione di fiori di loto e dopo aver raggiunto questo stato, il re veniva deposto, dai sacerdoti, in un sarcofago ove restava per diversi giorni.
Al risveglio risultava in perfetta forma fisica e mentale e quindi il re si "rigenerava" riacquistando il proprio vigore; successivamente, la festa veniva ripetuta con cadenza non periodica.
Benché non certo, lo sviluppo effettivo della cerimonia durava circa due mesi ed era suddivisa in tre fasi: nella prima veniva ripetuto il cerimoniale di incoronazione; nella seconda aveva ampio ruolo la famiglia del sovrano; nella terza veniva eretto il pilastro djed
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simbolo di eternità.
Alcuni sovrani celebrarono la Heb Sed anche prima dei trent'anni di regno.

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