Arpocrate

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Bronzetto di Arpocrate, Begram, Afghanistan, II secolo d.C.

Arpocrate (in greco Ἃρποκράτης, -ους, in latino Harpŏcrătēs, -is) era una divinità della mitologia egizia, corrispondente all'antichissimo dio egizio Hor pa khred,

G5 Q3 A17

ḥr p3 ẖrd

ossia Horo il fanciullo e che identificava il figlio di Iside ed Osiride.

Ma era anche la forma sincretica del dio Horo, del quale ne incarnava l'aspetto di figlio di due divinità.

Citato nei Testi delle piramidi, sviluppò il culto vero e proprio solo in Bassa Epoca e come erede terreno del padre divenne l'incarnazione della monarchia fin dal periodo predinastico.

A partire dal Terzo periodo intermedio il suo culto divenne sempre più popolare e l' iconografia più diffusa lo rappresentava come un bambino stante o in braccio alla madre Iside, mentre si portava un dito alla bocca. Altro elemento tipico di Arpocrate era la sua testa completamente rasata, ad eccezione di una treccia che gli ricadeva sul suo lato destro.

L'immagine di Iside che allattava il figlio ispirò, secondo alcuni, successivamente i Copti nell'iconografia della Vergine con il bambino.

Narra la mitologia che il fanciullo fu punto da uno scorpione e guarì grazie alla magia della madre divenendo così il simbolo delle guarigioni e l'amuleto che lo raffigurava in piedi su un coccodrillo mentre tiene in mano dei serpenti era considerato di buon auspicio in caso di malattia.

Il mito lo volle anche vendicatore del padre nei confronti di Seth.

Anche se di origini egiziane, soprattutto dell'area del Basso Egitto, il suo culto venne presto adottato anche nell'area greca e romana, dove rappresentò il dio del silenzio, con il dito alla bocca e cinto di un mantello cosparso di occhi e di orecchi.

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