Wilson Pickett

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Wilson Pickett
Wilson Pickett in concerto
Wilson Pickett in concerto
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Genere Rhythm and blues
Rock and roll
Soul
Funk
Periodo di attività 1959-2004
Etichetta Atlantic, Stax, RCA
Album pubblicati 25
Gruppi e artisti correlati The Falcons

Wilson Pickett (Prattville, 18 marzo 1941Reston, 19 gennaio 2006) è stato un cantante statunitense di R&B e musica soul. È conosciuto per le sue interpretazioni rudi ed appassionate, che hanno fatto di lui uno dei principali esponenti della soul music.[1][2]

Fu citato come esempio da imitare dal cantante italo-francese Nino Ferrer nel brano Vorrei la pelle nera.

Pickett - che ha avuto anche una (peraltro breve) carriera italiana - partecipò per due volte al Festival di Sanremo: nel 1968 cantando Deborah in coppia con Fausto Leali, e l'anno successivo con il brano Un'avventura, con l'allora relativamente poco conosciuto Lucio Battisti.

La rivista Rolling Stone lo inserisce al sessantottesimo posto nella sua lista dei 100 migliori cantanti.[3]

La gioventù[modifica | modifica wikitesto]

Pickett nacque a Prattville, Alabama e crebbe cantando nei cori della chiesa.

Era il più giovane di 11 figli; definì sua madre "la più cattiva donna nel mio libro", raccontando alla scrittrice Gerri Hirshey:

« Ho paura di lei ora. Mi picchiava colpendomi con qualsiasi cosa, padelle, arnesi da cucina in legno... [una volta scappai e] piansi per una settimana. Restai in un bosco, io e il mio cagnolino. »

Pickett alla fine se ne andò a vivere con suo padre a Detroit nel 1955.

Gli esordi[modifica | modifica wikitesto]

A Detroit formò un gruppo gospel chiamato The Violinaires, che fece da spalla a Sam Cooke, The Soul Stirrers, The Swan Silvertones, e The David Sisters nella tournée delle chiese che si svolse in tutti gli Stati Uniti.

Nel frattempo, la famiglia di Pickett si ingegnava per far quadrare i conti e quando Sam Cooke e Aretha Franklin iniziarono a suonare musica "profana" (che era allora come oggi una scelta più redditizia), Pickett si persuase a fare lo stesso.

La prima occasione importante che gli venne offerta fu l'invito ad unirsi, all'inizio del 1959, ai gruppo The Falcons, una delle prime formazioni a portare il gospel in contesti più da grande pubblico, aprendo così la strada alla soul music, The Falcons avevano alcuni importanti membri che in seguito divennero famosi artisti solisti; quando Pickett entrò nel gruppo, erano già suoi membri Eddie Floyd e Sir Mack Rice. Il più grande successo di Pickett con i Falcons arrivò nel 1962, con I Found a Love, in cui era il cantante principale, che raggiunse la sesta posizione nelle classifiche R&B.

Wilson Pickett con Pino Presti durante il tour europeo nel 1969

Subito dopo aver registrato I Found a Love, Pickett firmò i suoi primi dischi da solista, incluso I'm Gonna Cry, la sua prima collaborazione con Don Covay, figura importante nella soul music del Sud. In questo periodo, Pickett registrò anche un demo per una canzone che aveva contribuito a scrivere, intitolata If You Need Me, una ballata soul contenente un parlato. Pickett mandò il demo alla Atlantic Records. Jerry Wexler, un produttore della Atlantic, ascoltò il pezzo e gli piacque così tanto che lo passò a un artista della casa discografica, Solomon Burke. L'interpretazione di Burke di If You Need Me divenne uno dei suoi maggiori successi ed è ora considerato un classico del soul, ma Pickett fu affranto quando scoprì che la Atlantic aveva dato ad altri la sua canzone. "Fu la prima volta che piansi in vita mia", avrebbe ricordato in seguito.

Gli anni alla Atlantic[modifica | modifica wikitesto]

Il primo grande successo da solista per Pickett arrivò con It's Too Late, un pezzo originale scritto da lui stesso (non va confuso con il classico di Chuck Willis con lo stesso titolo). Entrato nelle classifiche il 27 luglio 1963, raggiunse la posizione 7 della classifica R&B. Il suo successo convinse Wexler e la Atlantic a rilevare il suo contratto dalla Double L Records nel 1964.

Atlantic lo fece lavorare con il famoso produttore Bert Berns, con cui Pickett incise Come Home Baby, un duetto pop con il cantante di New Orleans Tammi Lynn, ma il pezzo non entrò nelle classifiche.

La definitiva consacrazione di Pickett sarebbe arrivata negli studi di registrazione della Stax Records a Memphis, dove incise In the Midnight Hour (1965), forse il suo pezzo più famoso.

La genesi di "In the Midnight Hour" fu una sessione di registrazione del 12 maggio 1965 nella quale il produttore Jerry Wexler si avvicinò ai musicisti dello studio Steve Cropper e Al Jackson (della band Booker T. & the M.G.'s della Stax Records) e disse: "Perché non guardate qua?". Eseguì un passo di danza. Cropper spiegò in seguito durante un'intervista che Wexler disse loro che "questo era il modo in cui ballavano i bambini; mettevano l'accento sul due. In pratica, eravamo stati one-beat-accenter con un afterbeat; era come 'boom dah', ma ecco lì qualcosa che somigliava a 'um-chaw', proprio l'opposto in fatto di accento". La canzone che ne uscì da questo episodio affermò Pickett come una stella e diede alla Atlantic Records un significativo successo.

Pickett registrò tre sessioni alla Stax durante quel viaggio a Memphis; oltre a In the Midnight Hour, incise anche Don't Fight It, 634-5789 e Ninety-Nine and One-Half (Won't Do), tre composizioni originali che aveva scritto in collaborazione con Eddie Floyd e Steve Cropper. Sono tutte canzoni considerate dei classici del soul.

Per le successive sessioni, Pickett non sarebbe ritornato alla Stax; il proprietario dell'etichetta, Jim Stewart, non consentì più produzioni esterne dal dicembre 1965. Come risultato, Wexler portò Pickett negli studi della Fame, un altro studio di registrazione con legami ancora più stretti con la Atlantic Records. Ricavato in un magazzino di tabacco riadattato nella vicina Muscle Shoals, Alabama, la Fame aveva una grande influenza nel dare forma alla musica soul e Pickett vi registrò alcuni dei suoi maggiori successi, tra cui "Mustang Sally", "Funky Broadway" e quella che forse è la versione definitiva di "Land of 1000 Dances".

Pickett fu anche un noto compositore di canzoni, i cui pezzi furono cantati da artisti come Led Zeppelin, Van Halen, The Rolling Stones, Aerosmith, i Grateful Dead, Booker T. & the M.G.'s, Genesis, Creedence Clearwater Revival, Hootie & the Blowfish, Echo & The Bunnymen, Roxy Music, Bruce Springsteen, Los Lobos, The Jam, Ani DiFranco e altri.

All'inizio degli anni settanta Pickett aveva pubblicato alcuni altri successi, tra cui una cover di Hey Jude dei Beatles e una cover di "Sugar, Sugar" del gruppo The Archies. La sua ultima canzone di successo fu "Fire and Water" nel 1972.

Gli ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Pickett continuò sporadicamente a registrare canzoni con alcune diverse etichette, ma al di fuori dalla musica la sua vita rimase problematica. Nel 1987 fu condannato a due anni con la condizionale e a una multa di 1000 dollari perché aveva nella sua auto una pistola carica. Nel 1991 fu arrestato perché sospettato di gridare minacce di morte passando in auto davanti al giardino del sindaco, a Englewood, nel New Jersey, e meno di un anno dopo fu processato per aver aggredito la sua compagna.

Nonostante tutto ciò Pickett fu più volte premiato per i suoi successi musicali come compositore e interprete. Fu inserito nella prestigiosa Rock and Roll Hall of Fame nel 1991 e due anni dopo ricevette il premio come Pioniere del genere R&B dalla Rhythm and Blues Foundation.

Nel 1993 fu incarcerato per guida in stato d'ebrezza e condannato a un anno di prigione dopo aver investito con la propria auto un uomo di 86 anni. Pickett era stato in precedenza incarcerato per vari reati legati alla droga.

Alcuni anni dopo la sua scarcerazione ritornò negli studi di registrazione e ricevette una nomination ai Grammy Awards per l'album del 1999 It's Harder Now.

Pickett morì improvvisamente di infarto in un ospedale vicino alla sua casa di Reston, in Virginia. Aveva 64 anni.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album[modifica | modifica wikitesto]

  • In the Midnight Hour (1965, Atlantic) US: #107
  • The Exciting Wilson Pickett (1966) US: #21
  • The Best of Wilson Pickett (1967) US: #35
  • Wilson pickett,omonimo,stampa italiana anni 1965 Roman Record Company 705
  • The Wicked Pickett (1967) US: #42
  • The Sound of Wilson Pickett (1967) US: #54
  • I'm In Love (1967) US: #70
  • The Midnight Mover (1968) US: #91
  • Hey Jude (1968) US: #97
  • Wilson Pickett in Philadelphia (1970) US: #64
  • Right On (1970) US: #197
  • The Best of Wilson Pickett, Vol. II (1971) US: #73
  • Don't Knock My Love (1972) US: #132
  • Mr. Magic Man (1973) US: #187
  • Wilson Pickett's Greatest Hits (1973) US: #178
  • Pickett in the Pocket (1974)
  • I Want You (1980)
  • American Soul Man (1987)
  • A Man and a Half: The Best of Wilson Pickett (1992)

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Everybody Needs Somebody to Love
  • "If You Need Me" (1962, Double L) R&B: #30 US: #64
  • "It's Too Late" (1963)
  • "I'm Done to My Last Heartbreak" (1963)
  • "My Heart Belongs to You" (1963, Verve)
  • "I'm Gonna Cry" (1964, Atlantic)
  • "Come Home Baby" (1964)
  • "In the Midnight Hour" (1965) R&B: #1 US: #21 UK: #12
  • "Don't Fight It" (1965) R&B: #4 US: #53 UK: #29
  • "634-5789" (1966) R&B: #1 US: #13 UK: #36
  • "Ninety Nine and a Half" (1966) R&B: #13 US: #53
  • "Land of 1000 Dances" (1966) R&B: #1 US: #6 UK: #22
  • "Mustang Sally" (1966) R&B: #6 US: #23 UK: #28
  • "Everybody Needs Somebody to Love" (1967) R&B: #19 US: #29
  • "I Found a Love Pt. 1" (1967) R&B: #6 US: #32
  • "You Can't Stand Alone" (1967) R&B: #26 US: #70
  • "Funky Broadway" (1967) R&B: #1 US: #8
  • "I'm in Love" (1967) R&B: #4 US: #45
  • "Soul Dance Number Three" (1967) R&B: #10 US: #55
  • "I'm a Midnight Mover" (1968) R&B: #6 US: #24 UK: #38
  • "I've Come a Long Way" (1968) R&B: #46
  • "She's Looking Good" (1968) R&B: #7 US: #15
  • "I Found a True Love" (1968) R&B: #11 US: #42
  • "Jealous Love" (1968) R&B: #18 US: #50
  • "A Man and a Half" (1968) R&B: #20 US: #42
  • "Hey Jude" (1968) R&B: #13 US: #23 UK: #16
  • "Mini-skirt Minnie" (1969) R&B: #19 US: #50
  • "Born to Be Wild" (1969) R&B: #41 US: #64
  • "Hey Joe" (1969) R&B: #29 US: #59
  • "You Keep Me Hangin' On" (1969) US: #92
  • "Engine Number 9" (1970) R&B: #3 US: #14
  • "Sugar, Sugar" (1970) US: #25
  • "She Said Yes" (1970) R&B: #20 US: #68
  • "Cole, Cooke, and Redding" (1970) R&B: #11 US: #91
  • "Don't Knock My Love - Pt. 1" (1971) R&B: #1 US: #13
  • "Don't Let the Green Grass Fool You" (1971) R&B: #2 US: #17
  • "Call My Name, I'll Be There" (1971) R&B: #10 US: #5
  • "Fire and Water" (1972) R&B: #2 US: #24
  • "Funk Factory" (1972) R&B: #11 US: #58
  • "Mr. Magic Man" (1973) R&B: #16 US: #98
  • "Take a Closer Look at the Woman You're With" (1973) R&B: #17 US: #90
  • "International Playboy" (1973) R&B: #30
  • "Soft Soul Boogie Woogie" (1974) R&B: #20
  • "Take Your Pleasure Where You Find It" (1974) R&B: #68
  • "I Want You" (1979) R&B: #41
  • "Live With Me" (1980) R&B: #95
  • "Don't Turn Away" (1987) R&B: #74

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Wilson Pickett | Biography | AllMusic
  2. ^ The History of Rock Music. Wilson Pickett: biography, discography, reviews, links
  3. ^ 100 Greatest Singers: Wilson Pickett | Rolling Stone

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 12492481 LCCN: n/91/48204