Rancid

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Rancid
In concerto a San Francisco nel 2006. Dalla destra in primo piano: Matt Freeman, Tim Armstrong e Lars Frederiksen
In concerto a San Francisco nel 2006. Dalla destra in primo piano: Matt Freeman, Tim Armstrong e Lars Frederiksen
Paese d'origine Stati Uniti Stati Uniti
Genere Street punk[1][2][3][4][5]
Ska punk[6]
Hardcore punk[7][8]
Punk revival[6]
Third wave of ska[6]
Pop punk[6]
Alternative rock[6]
Periodo di attività 1991 – in attività
Etichetta Lookout! Records
Epitaph Records
Hellcat Records
Warner Bros. Records
Album pubblicati 7
Studio 6
Live 0
Raccolte 1
Sito web
« Give 'em the boot, the roots the radicals
Give 'em the boot, you know I'm a radical
Give 'em the boot, the roots the reggae on my stereo »
(Rancid - ...And Out Come the Wolves - Roots Radicals)

I Rancid sono un gruppo punk rock statunitense, formatosi a Berkeley, California, nel 1991.

Nati inizialmente come pura street punk band, nel corso degli anni hanno spaziato mescolando sottogeneri diversi come ska punk, hardcore punk, pop punk e reggae. Assieme ad altre band come Green Day, blink-182 e Offspring sono annoverati tra i gruppi punk più influenti e di maggior successo degli anni novanta[9][10].

La formazione storica della band è costituita da: Tim Armstrong, voce, chitarra, compositore e cofondatore del gruppo, Lars Frederiksen, voce, chitarre e compositore, Matt Freeman, basso, voce d'accompagnamento, chitarra folk e cofondatore del gruppo assieme a Tim Armstrong, e Brett Reed, batteria, sostituito nel 2006 da Branden Steineckert.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Matt Freeman e Tim Armstrong (che, diversamente da quello che alcuni credono, non è parente del cantante e chitarrista dei Green Day Billie Joe Armstrong), amici dal tempo delle scuole elementari che frequentavano entrambi, nella cittadina di Albany, California,[11], iniziano a suonare insieme ai tempi del liceo, formando nel 1987 un gruppo ska punk che diverrà ben presto seminale nella scena californiana, gli Operation Ivy.[12] La band era formata da Jesse Michaels alla voce, Tim Armstrong (con lo pseudonimo di "Lint") alla chitarra, Matt Freeman (con lo pseudonimo di "Matt McCall") al basso e Dave Mello alla batteria. Gli Operation pubblicano l'album di esordio nell'88, ma è il loro secondo lavoro, Energy, che li conduce a fama e notorietà. Successivamente a questa pubblicazione, la pressione delle case discografiche major aveva cominciato a farsi sentire[11]: in seguito alle pressioni della EMI Records per firmare un contratto da due album[13], la band decide di sciogliersi, in quanto l'intento (almeno di allora) degli O. Ivy era quello di rimanere una band locale indipendente[13].

La nascita[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la rottura della band nel 1989,[12] Lint e Matt Freeman passano un periodo di crisi, culminato addirittura nel ricovero di Tim a causa di un'intossicazione acuta da alcol[8]; superato il duro periodo Matt torna da Tim per domandargli di ricominciare a suonare insieme. Si arriva così alla fondazione nel 1991 di un nuovo gruppo punk: i Rancid.

Con Matt al basso e Tim alla voce e chitarra, si aggiunge dopo poco il batterista, nonché amico di Armstrong, Brett Reed. Dopo appena due mesi assieme pubblicano, nel 1992, il primo EP da cinque pezzi per un'etichetta discografica di Berkeley, la Lookout! Records, label che aveva già sotto contratto gli Operation Ivy.[12]

L'EP cattura l'attenzione di Brett Gurewitz e della sua etichetta Epitaph Records rifondata qualche anno prima e che già pubblicava i lavori dei NOFX e di altre band, che ben presto metterà sotto contratto la band garantendogli ottime condizioni economiche e totale libertà creativa[6]. Con la Epitaph esce nel 1993 l'album omonimo Rancid. L'album, puntato unicamente verso un grezzo street punk, non ottiene un successo clamoroso nonostante che del singolo Hyena venga anche girato un video; dopo la pubblicazione del disco, per un breve periodo partecipa come secondo chitarrista Billie Joe Armstrong dei Green Day[14]; tuttavia Billie Joe rinuncia dopo pochi live e perciò per il secondo album la band si mette alla ricerca di un soggetto che possa fare al caso loro; trovato poi in Lars Frederiksen (nativo della vicina Campbell, per un periodo membro dei britannici U.K. Subs). Frederiksen con la sua band, gli Slip, aveva suonato insieme ai Rancid[15] ed infatti già nel 1992 aveva ricevuto un'offerta da parte di Armstrong e compagni che aveva declinato per dedicarsi al suo progetto[15], salvo poi accettare l'anno successivo dopo lo scioglimento del gruppo[15].

Nel 1994, con Lars e Tim alle voci e chitarra, pubblicano il loro secondo lavoro ancora per la Epitaph, Let's Go[16], ed il video di Salvation, singolo trainante, entra nella playlist di MTV. Questo pezzo assieme ad altri come Nihilism e Radio verrà annoverato tra i brani cult della band e colonna sonora del punk anni novanta. I fan amanti dei suoni più grezzi e duri hanno considerato Let's Go il migliore lavoro della band; si tratta ovviamente di un parere soggettivo a seconda del sottogenere favorito dai fan, perché come già detto, nella loro storia i Rancid cambiarono più volte volto musicale. L'album vende comunque molto bene divenendo velocemente disco d'oro attirando le attenzioni delle major, tra cui anche l'etichetta Maverick Records di Madonna sulla band[6], che però rimane fedele alla Epitaph. Il 6 agosto del 1996 poi, Tim e Lars si esibiscono all'ultimo show dei Ramones, suonando entrambi la chitarra per la canzone 53rd & 3rd insieme alla band.[17][18] Lars canta anche la parte originariamente cantata da Dee Dee Ramone.

Il successo[modifica | modifica wikitesto]

Tim Armstrong nel 2006.

Sull'onda del successo di Let's Go, diventato disco d'oro[19], i Rancid come detto sono tentati da numerose major per firmare un contratto[20] ma senza successo: il gruppo rimane comunque fedele alla Epitaph che li ha lanciati anche per poter mantenere una maggior libertà artistica[6]. Nel 1995 esce ...And Out Come the Wolves, che nonostante rappresenti il primo cambiamento musicale (dallo street punk grezzo degli esordi all'aggiunta di elementi ska punk, che renderà il tutto più orecchiabile) venderà benissimo, e sarà l'album di maggior successo della band californiana[21]. Le vendite supereranno Let's Go, come il singolo di punta Time Bomb supererà la vecchia Salvation in molte classifiche internazionali; nel 2004 l'album diventa disco di platino solo negli USA[19] ed anche uno dei maggiori successi commerciali della Epitaph Records insieme a Smash degli Offspring e Punk in Drublic dei NOFX. Durante il "...Wolves Tour", la band partecipa anche al Lollapalooza 1996. L'album uscirà più o meno contemporaneamente ad altri lavori punk di grande successo all'epoca e sarà il terzo per vendite dopo Smash degli Offspring e Dookie dei Green Day,[12] che nel periodo di maggior esplosione della seconda ondata punk hanno ottenuto vendite record.

La maturazione[modifica | modifica wikitesto]

Lars Frederiksen nel 2007.

Nel 1998 il nuovo album Life Won't Wait è pronto ad uscire: i Rancid si aspettano molto da questo lavoro, avendo continuato il cambiamento verso lo ska e le sonorità reggae-jamaicane,[12] iniziato con l'album precedente ed ora evoluto e perfezionato. Ma le loro aspettative vengono deluse, perché la stampa che pareva tanto interessata a loro, snobba l'album, in quanto rivelatosi molto diverso dai precedenti e dallo stile con cui i Rancid si erano resi famosi; oltretutto anche con meno influenze punk[22]. I Rancid reagiscono chiudendosi in una specie di mutismo generale e smettono di farsi fotografare o intervistare per riviste e giornali; dopo una breve collaborazione con la serie televisiva South Park, per la quale incidono il brano "Brad Logan", utilizzato come colonna sonora, nell'estate del 2000 pubblicano, con pochissima pubblicità, il secondo album omonimo Rancid[23], che rappresenta un totale abbandono (seppur temporaneo) dei leggeri ska e reggae a favore di un hardcore punk in your face e arrabbiatissimo mai testato prima.[12] Famosi i brani Let Me Go e GGF. Il disco verrà considerato una manna dal cielo da tutti quei fan che avevano considerato il gruppo in piena decadenza fin da ...And Out Come the Wolves, a causa delle sonorità ska aggiunte[24]; tuttavia le vendite saranno lontanissime dal secondo e terzo album[19]. Nel frattempo Armstrong fonda, assieme al rapper Rob Aston e al batterista Travis Barker, un gruppo parallelo ai Rancid, i Transplants, che hanno ad oggi pubblicato due album e si sono sciolti nel 2005; poco dopo Lars lo imiterà fondando i Lars Frederiksen and the Bastards.

Nel 2001 La BYO Records (Better Youth Organization) propone alla band di pubblicare uno split con i NOFX: Tim suggerisce di reinterpretarsi delle canzoni a vicenda, e così la band registra al West Beach Recorders di Hollywood, California (lo studio di Gurewitz e Donnell Cameron) sei cover della band di Fat Mike, mentre i NOFX fanno lo stesso con sei pezzi dei Rancid. Il risultato, Byo Split Series / Volume III, viene pubblicato dalla B.Y.O. agli inizi del 2002.

I componenti della band raffigurati in un graffito come Sid Vicious.

Il 2002 segnerà il primo periodo di forte crisi morale della band, nonché il secondo nella vita di Tim Armstrong; Joe Strummer, idolo e amico di Tim che aveva anche pubblicato i suoi lavori con i Mescaleros con la Hellcat Records di proprietà di Tim, muore in quell'anno a poco più di cinquant'anni[25]; Tim viene tra l'altro lasciato dalla giovane moglie[25], anch'essa musicista punk: Brody Dalle, cantante dei Distillers. Come se non bastasse, muore disgraziatamente Robert, fratello di Lars[25]: a lui sono dedicate Otherside e Sxunx and Punx. Come si è detto, questa è stato un periodo di profonda crisi morale, ma non artistica: anzi, queste traumatiche esperienze ispirano la band fino a portarla a pubblicare un nuovo disco che sarebbe anche potuto non uscire mai; fortunatamente il gruppo è riuscito ad andare avanti e a riprendersi; Il 2003 vede così la pubblicazione di Indestructible, il disco segna un ritorno del gruppo, ripercorrendo tutte le sonorità già sperimentate nei precedenti lavori: dallo ska di Red Hot Moon all'hardcore punk di Out of Control[26].

Il disco è visibilmente il più ispirato nella storia della band per quanto riguarda i testi. L'album racconta proprio del modo in cui il gruppo ha superato la crisi, le vicende che la succedono e precedono e la domanda su come hanno fatto a uscirne. Questa la spiegazione che si dà Tim tra un brano e l'altro:

« Lo spirito umano è indistruttibile. La musica è stata la nostra salvezza fin dal primo giorno. Lo spirito umano è indistruttibile. »
(Tim Armstrong[27])

L'album comunque otterrà vendite migliori ai due precedenti grazie ai tre singoli Fall Back Down, Red Hot Moon e Tropical London; sarà l'album più discusso del gruppo ottenendo qua e là recensioni molto contrastanti[28][29][30], nonché il primo a non essere pubblicato per la Epitaph bensì per la Hellcat Records di proprietà proprio di Tim Armstrong, e distribuito dalla Warner. Proprio questo contratto di distribuzione attraverso una major farà storcere il naso a molti fan che hanno sempre creduto nell'indipendenza della band.

Tempi recenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2004 ...And Out Come the Wolves viene certificato dalla RIAA come disco di platino[19].Nel 2005 al bassista Matt Freeman viene diagnosticato un tumore al cervello, fortunatamente rivelatosi poi benigno[31]; nello stesso anno il bassista fonda un suo progetto parallelo, i Devil's Brigade. Nel 2006 lo storico batterista della band Brett Reed lascia il gruppo per motivi pressoché sconosciuti e viene sostituito da Branden Steineckert, che a sua volta aveva appena lasciato i The Used. Nel frattempo i componenti si dedicano ai loro progetti paralleli: Lars con i Lars Frederiksen and the Bastards produce il secondo album e lo stesso fa Tim con i Transplants. Matt Freeman prende parte a un tour dei Social Distortion come bassista di supporto. Il 13 aprile 2006 il gruppo annuncia che si sarebbe riunito per un tour nel luglio dello stesso anno. Annunciano anche la pubblicazione di un DVD live alla fine dei concerti programmati[32]; la pubblicazione di tale lavoro non è però ancora avvenuta, e risulta incerta.

Rancid in concerto a Ventura in California nel settembre 2008

Nel frattempo iniziano a girare le voci sul settimo album studio della band e sulla data della sua pubblicazione. Dapprima si pensava che sarebbe stato pubblicato entro la prima metà del 2007[33], ma dalle ultime indiscrezioni sembra che l'uscita sia stata posticipata nel 2008.[34]. Secondo alcune fonti la band starebbe registrando il prossimo album per tre settimane, a partire dalla fine di febbraio 2008, presso la sala di registrazione Skywalker Ranch di George Lucas[35].

Intanto i membri del gruppo continuano la propria attività uno separato dall'altro: Tim riesce a pubblicare un album da solista, A Poet's Life, pochi mesi dopo l'uscita del suo secondo lavoro coi Transplants[36]. Lars Frederiksen è invece meno fortunato: durante la terza data a Montréal del tour nell'agosto 2006, ha un collasso sopra il palco. In quel periodo assumeva molti antibiotici a causa di problemi respiratori e del naturale stress causato dalla frequenza dei concerti. Il gruppo deve sospendere l'esibizione nonché annullare le quattro date successive. Dopo l'inconveniente il tour tuttavia riprende e prosegue regolarmente.

Terminato il tour, il dicembre 2007 vede due pubblicazioni tanto attese: il primo album di foto del gruppo, pubblicato l'8 dicembre[37], e la prima compilation, intitolata B Sides and C Sides[38], pubblicata quattro giorni dopo, e contenente molti brani mai prima inclusi in nessun album, tra i quali spicca anche materiale di non trascurabile valore[39].

Era originariamente attesa per il giugno 2008 la pubblicazione del settimo album studio della band (con Branden Steineckert per la prima volta alla batteria), tuttavia, anche a causa del lunghissimo tour intrapreso dalla band durante il 2008, l'album viene pubblicato solamente un anno dopo. Il 3 febbraio 2009, infatti, i Rancid annunciano sul loro sito ufficiale che il mixaggio del nuovo album è stato ultimato da Brett Gurewitz e che probabilmente il lavoro sarebbe uscito durante la primavera del 2009, cosa che si avvererà; i Rancid hanno inoltre annunciato che nella prossima estate si uniranno ai Rise Against per un tour nel Nord America[40]. Il nuovo disco, che si intitola Let the Dominoes Fall, è uscito il 2 giugno[41]. Last One to Die, singolo discografico[42] estratto dall'album in uscita, è disponibile per il download digitale dal 7 aprile sul MySpace del gruppo.[43]

Nel corso del 2011 la band ha fatto un breve tour negli USA a supporto dei Blink-182 e successivamente ha iniziato le registrazioni dell'ottavo album studio con Brett Gurewitz che si pensava venisse pubblicato nel 2012 durante il ventesimo anno di attività del gruppo.

In realtà nel corso di quest'anno la band ha pubblicato un album split con i Cock Sparrer ed ha registrato il primo nuovo brano dopo 3 anni, brano intitolato "Fuck You", che è stato in un primo momento reso disponibile gratuitamente nel loro sito internet e successivamente incluso nella compilation Oi! This is Streetpunk, Volume Two, pubblicata il 12 dicembre 2012.

Nello stesso anno la band ha pubblicato con l'etichetta Pirates Press Records Rancid Essentials, una consistente raccolta di precedenti album per celebrare il ventesimo anniversario, che contiene tutti gli album ufficiali della band compreso il loro omonimo EP dal 1992 al 2009.

Successivamente, il 6 febbraio, 2013, la band ha pubblicato sul suo profilo Facebook una foto dagli studi di registrazione e comunicato quindi l'inizio dell'incisione dell'ottavo album[44]. L'uscita dell'album è stata poi confermata dal batterista Branden Steineckert che nel mese di dicembre 2013 ha rivelato che il nuovo album si chiamerà Honor Is All We Know[45]; la data di pubblicazione dell'album, originariamente fissata per il 10 giugno 2014, è ancora incerta e secondo alcune fonti [46] potrebbe essere verso la fine del 2014.

Temi[modifica | modifica wikitesto]

Il tema più ricorrente nelle canzoni dei Rancid è la vita di strada: specialmente nel primo album, anche grazie a un'atmosfera cupa conferita dal basso, il gruppo parla dei rapidi e fugaci amori degli sbandati, di furti e spesso si lascia andare in lunghe descrizioni di squallidi quartieri di periferia, descrizioni che culminano spesso con l'affermazione che nel tutto c'è qualcosa che non va (Lock Step & Gone); altro tema comune sono i viaggi che spesso lasciano perplesso o sembrano non portare ad alcuna meta, visibili in canzoni come Memphis o Journey to the End of the East Bay; riflessioni personali e talvolta profonde non sono rare, in canzoni come The 11th Hour.

Stile ed influenze[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda le influenze, nel primo periodo di vita il gruppo è ispirato fortemente dal punk britannico, dal punto di vista sia musicale, per quanto riguarda strutture e parti vocali dei brani (ritornelli e cori in particolare), che dal punto di vista testuale e visivo, improntato ad un ribellismo di sinistra e ad un look aggressivo basato su borchie e creste[47], tipiche dello street punk di ispirazione britannica. Da ...And Out Come the Wolves in poi, invece, sembra che il gruppo abbia "scoperto" i Clash, e sia loro ispirato moltissimo in dischi come Life Won't Wait, tanto che sono stati spesso definiti tra i maggiori eredi di Joe Strummer e co.[12][48]. Tra i vari punti di contatto con la storica band inglese da ricordare l'uso di due prime voci e due chitarristi (le voci si alternano da canzone a canzone: Tim Armstrong e Lars Frederiksen come Joe Strummer e Mick Jones), il ruolo di grande importanza ritmica e melodica delle linee di basso. Si può notare infatti, che come nel caso dei The Clash, anche i Rancid si avvicinarono in seguito a sonorità più colte e sperimentali, con influenze esterne al punk, di origine spesso caraibica come ska e reggae. Non a caso, Life Won't Wait viene spesso considerato la risposta dei Rancid a London Calling. Inoltre la somiglianza può essere notata anche tramite gli accenni rock & roll in diversi brani, ribadendo la forte influenza tramandata dal punk rock anni settanta, al contrario della maggior parte del punk rock americano dell'epoca. Da segnalare che i Rancid appaiono nel video del brano di Joe Strummer and the Mescaleros "Redemption Song" (cover di Bob Marley), pubblicato postumo dopo la morte del cantante inglese.

Oltre ai Clash ed ai Ramones, sono ritenute band che hanno avuto influenza per i Rancid: The English Beat[49], Madness[50], Minor Threat[6], The Specials[6], Sex Pistols[6], Black Flag[6], Nirvana[6], ALL[6] e The Specials[51].

I Rancid sono comunque anche una band che ha raggiunto un'elevata notorietà ed influenza nel campo musicale punk rock; insieme a Green Day, The Offspring e blink-182 sono considerati la più popolare band del punk revival[6]. Tra le principali band che vengono annoverate tra i loro emuli figurano: Good Charlotte[6], Simple Plan[6], Balzac[6], Killradio[6], The Flatliners[6], The Living End[52], Whole Wheat Bread[53], The Briggs[54], Static Thought[55], The Heart Attacks[6], The HollowPoints[6], The SmashUp[6], Time Again[6], J-Ax[6], Society's Parasites[6].

Oltre alle band direttamente influenzate dai Rancid, vanno ricordate quelle che sono nate sull'onda del rinnovato entusiasmo verso lo stile ska punk (o third Wave of Ska), come No Doubt, Goldfinger, Dance Hall Crashers e Sublime[51], ed anche i gruppi preesistenti che hanno però iniziato a presentare sonorità simili allo ska come NOFX e Less Than Jake[51].

Collaborazioni[56][modifica | modifica wikitesto]

Timeline componenti[modifica | modifica wikitesto]

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Attuale[modifica | modifica wikitesto]

Ex componenti[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Discografia dei Rancid.

Album studio[modifica | modifica wikitesto]

Anno Titolo Etichetta N. catalogo Classifiche[64] Note
Heatseekers Billboard 200 Top Indipendent
1993 Rancid Epitaph Records #86428
1994 Let's Go Epitaph Records #86434 2 97
1995 ...And Out Come the Wolves Epitaph Records #86444 45
1998 Life Won't Wait Epitaph Records #86497 35
2000 Rancid Epitaph Records #80427 68
2003 Indestructible Hellcat Records #80451 15
2009 Let the Dominoes Fall Hellcat Records #86843 11 Primo album registrato con il nuovo batterista Branden Steineckert
2014 Honor Is All We Know Hellcat Records

Split[modifica | modifica wikitesto]

Un'altra immagine della band

Raccolte[modifica | modifica wikitesto]

Demo[modifica | modifica wikitesto]

  • Give 'Em the Boot
  • Demos from the Pit (The Next Big Stink) (non ufficiale)

EP[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Apparizioni in compilation[modifica | modifica wikitesto]

Registrazioni live[modifica | modifica wikitesto]

Verso la fine del 2006, la band ha reso disponibili registrazioni live ufficiali dal proprio sito internet[65]. I brani disponibili sono registrati in formato MP3 e FLAC.

  • Live in Canada Recorded: Dec 9, 2006 Venue: Montréal
  • Live in the UK Recorded: Nov 20, 2006 Venue: Brighton UK
  • Live in the UK Recorded: Nov 19, 2006 Venue: Bristol UK
  • Live in the UK Recorded: Nov 16, 2006 Venue: London, UK
  • Live in the UK Recorded: Nov 13, 2006 Venue: Newcastle UK
  • Live in the UK Recorded: Nov 12, 2006 Venue: Nottingham, UK
  • Summer Tour 2006 Recorded: Oct 16, 2006 Venue: Live from San Diego
  • Summer Tour 2006 Recorded: Oct 11, 2006 Venue: Live from Anaheim
  • Summer Tour 2006 Recorded: Oct 6, 2006 Venue: Live from Salt Lake City
  • Summer Tour 2006 Recorded: Oct 5, 2006 Venue: Live from Salt Lake City
  • Summer Tour 2006 Recorded: Oct 1, 2006 Venue: Live from Calgary[66]
  • Summer Tour 2006 Recorded: Sep 13, 2006 Venue: Live from Minneapolis
  • Summer Tour 2006 Recorded: Sep 12, 2006 Venue: Live from Chicago
  • Summer Tour 2006 Recorded: Sep 11, 2006 Venue: Live from Chicago
  • Summer Tour 2006 Recorded: Sep 9, 2006 Venue: Live from Detroit
  • Summer Tour 2006 Recorded: Sep 8, 2006 Venue: Live from Detroit
  • Summer Tour 2006 Recorded: Sep 7, 2006 Venue: Live from Columbus
  • Summer Tour 2006 Recorded: Sep 6, 2006 Venue: Live from Cleveland
  • Summer Tour 2006 Recorded: Aug 27, 2006 Venue: Live from New York City
  • Summer Tour 2006 Recorded: Aug 26, 2006 Venue: Live from New York City
  • Summer Tour 2006 Recorded: Aug 25, 2006 Venue: Live from New York City
  • Summer Tour 2006 Recorded: Aug 24, 2006 Venue: Live from New York City
  • Summer Tour 2006 Recorded: Aug 23, 2006 Venue: Live from Boston
  • Summer Tour 2006 Recorded: Aug 20, 2006 Venue: Live from Philadelphia
  • Summer Tour 2006 Recorded: Aug 19, 2006 Venue: Live from Philadelphia
  • Summer Tour 2006 Recorded: Aug 18, 2006 Venue: Live from Washington DC
  • Summer Tour 2006 Recorded: Aug 17, 2006 Venue: Live from Washington DC
  • Summer Tour 2006 Recorded: Aug 16, 2006 Venue: Live from Washington DC
  • Summer Tour 2006 Recorded: Aug 1, 2006 Venue: Live from Albuquerue
  • Summer Tour 2006 Recorded: Jul 21, 2006 Venue: Live from Miami
  • Summer Tour 2006 Recorded: Jul 19, 2006 Venue: Live from Orlando

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Rancid nella compilation Kings of Street Punk. URL consultato il 13.02.2008.
  2. ^ Chris Jay, "Reevaluating Rancid", Ventura Country Reporter, October 12, 2006. [1] Access date: September 9, 2008.
  3. ^ Amy Lou Donati, "Rancid Live at Revolution", Outloud issue 70, Summer 2006. [2] Access date: September 9, 2008.
  4. ^ Justin Bontrager, "Rancid dusts off Clash riffs for new album", Murray State News, September 18, 20003. [3] Access date: September 9, 2008.
  5. ^ Dane Jackson, Anthem by Pressure review, Skratch Magazine, April 2003. [4] Access date: September 9, 2008.
  6. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z Scheda sui Rancid da allmusic.com. URL consultato il 13.02.2008.
  7. ^ Recensione di Indestructible da 4cheapcds.com. URL consultato il 13.02.2008.
  8. ^ a b Scheda sui Rancid da starpulse.com. URL consultato il 13.02.2008.
  9. ^ Jim DeRogatis, Milk It!: Collected Musings on the Alternative Music Explosion of the 90's, Cambridge, Da Capo, 2003.
  10. ^ Scheda sui Rancid da scaruffi.com. URL consultato il 13.02.2008.
  11. ^ a b c Biografia del gruppo su Radioclash.it. URL consultato il 13.02.2008.
  12. ^ a b c d e f g Federico Guglielmi. Grande enciclopedia rock: [1950, 1960, 1970, 1980, 1990, 2000]. p. 679
  13. ^ a b Scheda sugli Operation Ivy da allmusic.com. URL consultato il 21.02.2008.
  14. ^ Biografia da Radioclash.it. URL consultato il 26.08.2008.
  15. ^ a b c Scheda sulla band da www.musicremedy.com. URL consultato il 06.03.2008.
  16. ^ Scheda sull'album Let's Go da billboard.com. URL consultato il 13.02.2008 (archiviato dall'url originale il 26 febbraio 2009).
  17. ^ (EN) Imdb.com. URL consultato il 26 settembre 2008.
  18. ^ Recensione su una biografia sui Rancid. URL consultato il 18.02.2008.
  19. ^ a b c d Elenco album dei Rancid premiati come disco d'oro o di platino dal sito web della RIAA. URL consultato il 22.09.2008.
  20. ^ (EN) Rancid, mtv.com. URL consultato il 22 settembre 2008.
  21. ^ Scheda sull'album ...And Out Come the Wolves da billboard.com. URL consultato il 13.02.2008.
  22. ^ Scheda sull'album Life Won't Wait da rollingstone.com. URL consultato il 13.02.2008.
  23. ^ Scheda sull'album Rancid da billboard.com. URL consultato il 13.02.2008.
  24. ^ Scheda sull'album Rancid dal sito di Rolling Stone. URL consultato il 22.09.2008.
  25. ^ a b c Scheda sull'album Indestructible da counterculture.com. URL consultato il 21.02.2008.
  26. ^ Scheda sull'album Indestructible da billboard.com. URL consultato il 13.02.2008 (archiviato dall'url originale il 25 aprile 2008).
  27. ^ Recensione dell'album Indestructible da rocklab.it. URL consultato il 22.09.2008.
  28. ^ varie recensioni di Indestructible -1. URL consultato il 13.02.2008.
  29. ^ varie recensioni di Indestructible -2. URL consultato il 13.02.2008.
  30. ^ varie recensioni di Indestructible -3. URL consultato il 13.02.2008.
  31. ^ Articolo sul tumore di Matt. URL consultato il 13.02.2008..
  32. ^ Articolo sul DVD da punknews.org. URL consultato il 13.02.2008.
  33. ^ Il prossimo disco uscirà nel 2007?. URL consultato il 13.02.2008.
  34. ^ Informazioni su PunkNews riguardo al prossimo album. URL consultato il 13.02.2008.
  35. ^ Notizia sul settimo album della band da punknews.org. URL consultato il 06.03.2008.
  36. ^ Notizie sulla band dal sito ufficiale. URL consultato il 13.02.2008.
  37. ^ Pagina sull'album fotografico da machetemfg.com. URL consultato il 13.02.2008.
  38. ^ Pagina sulla compilation B Sides and C sides da machetemfg. URL consultato il 13.02.2008.
  39. ^ Recensione sulla compilation B Sides and C sides da readjunk.com. URL consultato il 13.02.2008.
  40. ^ (EN) News, rancidrancid.com. URL consultato il 6 giugno 2009.
  41. ^ (EN) Allmusic.com. URL consultato il 2 giugno 2009.
  42. ^ Noisepress.com.
  43. ^ myspace.
  44. ^ notizia sulla band dal sito musicfeeds.com
  45. ^ Intervista al batterista dal sito punknews
  46. ^ Notizia dal sito dyingscene.com
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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