Dookie

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Dookie

Artista Green Day
Tipo album Studio
Pubblicazione 1º febbraio 1994
Durata 39 min : 46 s
Dischi 1
Tracce 14
Genere[1] Punk revival
Alternative rock
Pop punk
Post-grunge
Etichetta Reprise Records
Produttore Green Day, Rob Cavallo
Registrazione 1993
Certificazioni
Dischi di platino Australia Australia (5)[2]
(Vendite: 350.000+)
Dischi di diamante Stati Uniti Stati Uniti[3]
(Vendite: 10.000.000+)
Green Day - cronologia
Album precedente
(1993)
Album successivo
(1994)
Singoli
  1. Longview
    Pubblicato: 1994
  2. Welcome to Paradise
    Pubblicato: 1994
  3. Basket Case
    Pubblicato: 1994
  4. When I Come Around
    Pubblicato: 1995
  5. She
    Pubblicato: 1995

Dookie è il terzo album della band statunitense dei Green Day, pubblicato nel 1994. È il primo album della band con la collaborazione di Rob Cavallo. Pubblicato il 1º febbraio 1994 dalla Reprise Records, Dookie è diventato un successo commerciale in tutto il mondo, raggiungendo il numero due nella Billboard 200[4] degli Stati Uniti e ha scalato le classifiche in sette paesi. L'album ha contribuito a far emergere i Green Day nel mainstream, conferendogli molta popolarità, grazie anche al grande successo del punk rock degli anni novanta dovuto a band come The Offspring e blink-182. L'album registrò il "tutto esaurito". Il disco è stato inserito nella Lista dei 500 migliori album secondo Rolling Stone, al numero 193.[5] Da Dookie sono stati estratti 5 singoli: Longview, la ri-registrazione di Welcome to Paradise, Basket Case, il singolo mandato in onda su tutte le radio, She e When I Come Around. Dal 2008, Dookie è l'album più venduto della band, con oltre 15 milioni di copie vendute in tutto il mondo.[6] Si tratta dell'unico Album Diamante vinto dai Green Day. Dookie ha vinto il Grammy Award per il miglior album di musica alternativa nel 1995.[6][7]

Background[modifica | modifica sorgente]

Dopo il successo ottenuto dal secondo album Kerplunk!, nel 1992, una serie di importanti etichette si interessano ai Green Day. I rappresentanti di queste etichette tentano di invogliare la band a firmare, invitandoli ad alcuni banchetti per discutere dell'accordo, con un dirigente, arrivando persino ad invitare il gruppo a Disneyland. La band scelse infine di firmare per la Reprise Records, il cui produttore era Rob Cavallo. Erano infatti rimasti profondamente colpiti dal suo lavoro svolto con i colleghi californiani The Muffs, e trovarono inoltre che Cavallo "era l'unica persona che poteva veramente parlare e interagire con loro". La band decise quindi di lasciare la vecchia etichetta discografica indipendente Lookout! Records amichevolmente, per firmare con la major Reprise Records. La firma con una grossa etichetta convinse molti dei fan della band, e in particolare i membri del club 924 Gilman Street a considerare i Green Day come "Sellouts" (Venduti). Da allora, il club vietò persino l'ingresso ai membri della band. Riflettendo per un lungo periodo, Billie Joe Armstrong dichiarò alla nota rivista Spin nel 1999: "Non ho potuto tornare alla scena punk, perché dovevo decidere tra il più grande successo nel mondo o il più grande fallimento [...] L'unica cosa che ho potuto fare è stato ritornare sulla mia bici e andare avanti."

Registrazione e produzione[modifica | modifica sorgente]

Rob Cavallo è stato scelto come il principale produttore dell'album, affidando a Jerry Finn il missaggio. I membri della band diedero alcune demo dei nuovi brani a Cavallo, che dopo averle ascoltate in macchina verso casa, avvertì che "era incappato in qualcosa di grande." La band registrò l'album in tre settimane, e lo stesso fu missato due volte. Armstrong ha affermato che la band ha voluto creare un suono secco, "simile a quello dei Sex Pistols o al primo album dei Black Sabbath". La band, dopo aver sentito l'originale mix, decise che non era soddisfacente. Cavallo era d'accordo, così è stato remixato, al Fantasy Studios di Berkeley in California. Armstrong più tardi raccontò della loro esperienza di studio: "Tutto era già scritto, tutto quello che dovevo fare era suonare."

Composizione delle canzoni[modifica | modifica sorgente]

Gran parte del contenuto dell'album è stato scritto da Armstrong, ad eccezione di Emenius Sleepus, che è stato scritto da Armstrong e dal bassista Mike Dirnt, e la traccia nascosta All By Myself, che è stata composta e scritta interamente dal batterista Tre Cool. L'album ha toccato varie esperienze dei membri della band, inclusi temi come l'ansia e gli attacchi di panico, la masturbazione, l'orientamento sessuale, la noia, e le ex fidanzate.

Armstrong ha dichiarato che il singolo Longview tratta un tema basato principalmente sulla noia, la masturbazione, e il fumo di cannabis, come evidente in alcune parti del testo:

(EN)
« When masturbation's lost its fun/You're fucking lazy »
(IT)
« Quando la masturbazione ha perso il suo divertimento/Sei fottutamente pigro »
(Green Day, Longview)

Welcome to Paradise, il secondo singolo di Dookie, era in origine incluso nel secondo album in studio dalla band, Kerplunk!. La canzone è stata ri-registrata, con un suono meno granuloso per l'album Dookie. La canzone non ha mai avuto un video musicale, tuttavia, è solito associarli un video live del brano, come un video musicale. Il video si trova sul sito ufficiale dei Green Day.

She è stata scritta da Armstrong per sua moglie Adrienne Nesser. Un'altra ragazza, probabilmente ex-ragazza, viene descritta nelle canzoni Sassafras Roots e Chump.

When I come around è stata scritta da Billie Joe dopo una litigata con Adrienne; dopo averla lasciata per stare un po' da solo decide di fare un giro e da qui ha scritto la canzone, infatti nel video i tre membri della band si fanno un giro per Berkeley; "Coming Clean" parla del periodo di confusione di Billie Joe quando aveva 16/17 anni e si sentiva bisessuale; "In the end" non parla di una ragazza, bensì della madre di Billie Joe e del suo patrigno, come "Why do you want him?"

Il disco[modifica | modifica sorgente]

Con questo album i Green Day passano ufficialmente alla major Reprise Records, una sezione della Warner Brothers e debuttano su MTV con il video Longview, girato nell'appartamento di Billie Joe Armstrong e di Mike Dirnt, per poi ottenere un successo planetario con i singoli When I Come Around e Basket Case.

L'album è il maggior successo dei Green Day con i suoi 15 milioni di copie vendute.[6] Nella classifica dei 500 album migliori secondo Rolling Stone è alla posizione n° 193.

Tracce[modifica | modifica sorgente]

  1. Burnout - 2:07
  2. Having a Blast - 2:45
  3. Chump - 2:54
  4. Longview - 4:00
  5. Welcome to Paradise - 3:44
  6. Pulling Teeth - 2:31
  7. Basket Case - 3:04
  8. She - 2:14
  9. Sassafras Roots - 2:37
  10. When I Come Around - 2:59
  11. Coming Clean - 1:34
  12. Emenius Sleepus - 1:44
  13. In the End - 1:47
  14. F.O.D. (Fuck Off and Die) - 5:48

Singoli[modifica | modifica sorgente]

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Classifiche[modifica | modifica sorgente]

Classifiche di fine decade[modifica | modifica sorgente]

Classifica Posizione
Stati Uniti Billboard 200[14] 33

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Dookie in Allmusic, All Media Network.
  2. ^ http://www.aria.com.au/pages/httpwww.aria.com.aupageshttpwww.aria.com.auALBUMaccreds2011.htm
  3. ^ Week Ending Jan. 23, 2011: Beginner’s Luck | Chart Watch - Yahoo! Music
  4. ^ (EN) Dookie > Charts & Awards > Billboard albums in Allmusic, All Media Network.
  5. ^ The RS 500 Greatest Albums of All Time :: Rolling Stone, www.rollingstone.com
  6. ^ a b c (EN) Green Day singer getting treatment for substance abuse, CNN.com, 24 settembre 2012. URL consultato il 25 settembre 2012.
    «the veteran punk band broke through in 1994 with the release of "Dookie," which sold 15 million and earned the band a Grammy for best alternative music performance».
  7. ^ (EN) Dookie : Awards in Allmusic, All Media Network.
  8. ^ Discography Green Day, australian-charts.com. URL consultato il 4 ottobre 2009.
  9. ^ Top Albums/CDs - Volume 60, No. 25, January 23, 1995, RPM. URL consultato il 29 novembre 2010.
  10. ^ Suomen virallinen lista YLEX.YLE.fi
  11. ^ UK album chart archives, everyhit.com. URL consultato il 16 luglio 2007.
  12. ^ Swedish album chart archives, hitparad.se. URL consultato il 16 luglio 2007.
  13. ^ Green Day Biography, Billboard. URL consultato il 16 luglio 2007 (archiviato dall'url originale il 6 marzo 2006).
  14. ^ Geoff Mayfield, 1999 The Year in Music Totally '90s: Diary of a Decade - The listing of Top Pop Albums of the '90s & Hot 100 Singles of the '90s, Billboard, 25 dicembre 1999. URL consultato il 15 ottobre 2010.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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