Dead Kennedys

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Dead Kennedys
Fotografia di Dead Kennedys
Paese d'origine Stati Uniti Stati Uniti
Genere Hardcore punk[1]
Anarcho punk[1]
New York punk[1]
Periodo di attività 1978- 1986
2001 -2008
Album pubblicati 9+1 EP
Studio 4
Live 3
Raccolte 2
Sito web

I Dead Kennedys sono un gruppo anarcho punk proveniente da San Francisco, California. La formazione ha attaccato spesso, con la sua graffiante ironia, l'intero sistema politico, economico e mediatico statunitense. Musicalmente, i Dead Kennedys miscelano la sperimentazione della scena punk britannica con l'energia di quella statunitense[2]. L'ex - cantante Jello Biafra è responsabile di molti gruppi punk sotto contratto nella sua etichetta, la Alternative Tentacles[2]. Il gruppo si sciolse nel 1986, ma si riformò, senza Biafra, nel 2001 per continuare a esibirsi dal vivo[3].

Storia del gruppo[modifica | modifica sorgente]

Formazione (1978-1979)[modifica | modifica sorgente]

Jello Biafra

I Dead Kennedys si formarono nel giugno del 1978, dopo che il chitarrista East Bay Ray (Ray Pepperell) pubblicò un annuncio su una rivista musicale per creare il gruppo[4], annuncio al quale rispose il futuro cantante del gruppo, Jello Biafra, che si interessò al punk dopo aver visto i concerti dei Damned e dei Sex Pistols a San Francisco[5]. La formazione originale dei Dead Kennedys era composta da Jello Biafra (Eric Boucher) alla voce, East Bay Ray e 6025 (Carlos Cadona) alla chitarra, Klaus Flouride (Geoffrey Lyall) al basso e Ted (Bruce Slesinger) alla batteria. Il loro primo concerto venne tenuto il 19 luglio 1978 al Mabuhay Gardens di San Francisco[6]. In seguito suonarono varie volte nei locali della zona. A causa del nome provocatorio del gruppo, spesso furono costretti a suonare con pseudonimi come "The Sharks", "The Creamsicles" e "The Pink Twinkies"[7]. 6025 uscì dal gruppo nel marzo del 1979 per divergenze musicali, e perché gli venne diagnosticato un principio di schizofrenia,[8] (Nel giugno del 1979, la formazione pubblicò il primo singolo, California Über Alles, per la Alternative Tentacles, pubblicato anche nel Regno Unito per l'etichetta Fast Records[6]. Il singolo fu uno dei diversi pezzi del gruppo ad essere male interpretato, diventando infatti uno slogan dei giovani fascisti[6]. Il pezzo era un forte attacco al governatore della California di quel periodo, Jerry Brown[4]. In seguito il gruppo intraprese un proficuo tour sulla costa orientale degli Stati Uniti.

Sempre nel 1979 Jello Biafra si candidò come sindaco di San Francisco, utilizzando lo slogan "qui c'è sempre spazio per Jello", con una lista altrettanto ironica e imprevedibile; uno dei suoi punti prevedeva che i poliziotti al posto delle divise, indossassero vestiti da clown, e i politici potevano essere soggetti a lanci di uova.[9] Sorprendentemente Biafra si piazzò al quarto posto su dieci candidati, ottenendo oltre 6.000 voti[10].

Anni ottanta[modifica | modifica sorgente]

1980-1984[modifica | modifica sorgente]

Il 25 marzo 1980, i Dead Kennedys vennero invitati a partecipare al Bay Area Music Awards (manifestazione nota anche con il nome di "Bammies"), per donare all'evento una certa credibilità anche nei circuiti alternativi, di fronte ad un pubblico composto principalmente da persone dell'industria discografica, oltre a diversi gruppi "mainstream"[6]. Il giorno del concerto venne speso dal gruppo per provare il pezzo che gli organizzatori avevano richiesto, l'hit California Über Alles. Al momento dell'esibizione il gruppo suonò però un altro pezzo, Pull My Strings, composto per l'occasione, che attaccava direttamente proprio l'industria musicale[10]. Per via di alcuni proclami politici, per l'atteggiamento compulsivamente violento e per l'ironia nei confronti dello show-business (una parte del testo di Pull My Strings recita: "Il mio cazzo è abbastanza grande e il mio cervello è abbastanza piccolo affinché tu mi faccia diventare una star?" ), il gruppo non venne mai più invitato a una manifestazione del genere[6]. Pull My Strings non venne mai registrata in studio, ma la versione eseguita ai Music Awards (la prima ed unica volta che il pezzo venne eseguito) verrà pubblicato nella raccolta postuma Give Me Convenience or Give Me Death.

Nella primavera del 1980 registrarono e pubblicarono il secondo singolo, Holiday in Cambodia. Infine pubblicarono il loro primo album (da molti considerato il loro massimo capolavoro): Fresh Fruit for Rotting Vegetables, che raggiunse la posizione 33 della classifica inglese.

Nel gennaio del 1981, Ted annunciò di voler lasciare la formazione per cominciare una carriera come architetto, aiutando comunque il gruppo a cercare un sostituto. Ted suonò il suo ultimo concerto a febbraio. A rimpiazzarlo fu D.H. Peligro (Darren Henley). Circa nello stesso periodo, East Bay Ray fece pressioni sul resto del gruppo per firmare un contratto con la Polydor Records. Biafra disse che avrebbe lasciato il gruppo se gli altri componenti avessero deciso di firmare il contratto[11], nonostante lo stesso East Bay Ray affermò di non voler firmare con la Polydor. La casa discografica declinò comunque l'offerta fatta al gruppo quando seppe che il nuovo singolo del gruppo sarebbe stato Too Drunk to Fuck, pubblicato in maggio. La canzone causò altri problemi al gruppo, e venne cancellata dai palinsesti della maggior parte delle emittenti radiofoniche (anche alternative). Nel Regno Unito la BBC ebbe il timore che la canzone sarebbe entrata nella Top 30; questo avvenimento avrebbe richiesto una performance al programma Top of the Pops. Questo però non avvenne perché il pezzo si posizionò al numero 36.

Con Peligro alla batteria al posto di Ted, il gruppo pubblicò un EP nel 1981, In God We Trust, Inc., nel quale il suono del gruppo mutò verso l'hardcore/trash. Oltre alla controversa copertina, raffigurante un Cristo in croce, con la croce raffigurante una banconota da un dollaro, i testi di Biafra mostrarono un'evoluzione della componente politica e sociale, particolarmente in pezzi come Moral Majority, Nazi Punks Fuck Off e We've Got a Bigger Problem Now, con offese nei confronti della religione (qualsiasi religione) e del presidente Ronald Reagan. L'EP venne seguito nel 1982 dall'album Plastic Surgery Disasters, la copertina del quale raffigura la mano rinsecchita a causa della fame di un bambino africano sostenuta dalla mano di un bianco.

La musica del gruppo si era evoluta in un periodo molto breve, passando dall'hardcore iniziale per arrivare ad un innovativo stile con musicisti e dinamiche molto lontane da altri gruppi del genere. Da questo momento il gruppo diventò in pratica una forza politica, assumendosi la responsabilità di andare contro gli elementi di potere dell'America sociale e politica, come i diritti religiosi, il presidente Ronald Reagan ed i ricchi. Il gruppo continuò poi a fare concerti per tutti gli Stati Uniti, in Europa ed in Australia, guadagnando un vasto seguito underground. Gli impegni dal vivo nel 1983 e nel 1984 assorbirono la maggior parte del tempo del gruppo, che quindi non pubblicò nuovi dischi in questo periodo, concentrandosi sulla Alternative Tentacles, che diventò sinonimo dell'etica del DIY. I Dead Kennedys continuarono comunque a scrivere nuovo materiale e ad eseguirlo dal vivo, prima di pubblicarlo nel successivo album. Alcune di queste esibizioni possono essere viste nel video Live at DMPO's on Broadway, pubblicato prima da Dirk Dirksen, e successivamente dalla Rhino.

1985-1986[modifica | modifica sorgente]

Ancora Biafra.

Il disco successivo, Frankenchrist (1985), causò problemi con il Parents Music Resource Center, e il gruppo fu costretto a ritirarlo dal mercato per pubblicarne una versione censurata nel 1986, priva dei disegni di Hans Ruedi Giger considerati scabrosi. Biafra asserì che in quel periodo degli agenti governativi entrarono e invasero la sua casa senza alcun mandato. I componenti del gruppo vennero condannati a 14 mesi di carcere (evitati con la condizionale) e al pagamento di 2.000 dollari di multa. Nonostante la versione censurata non contenesse più alcuna immagine oscena, l'album venne tolto da molti negozi.

Nel gennaio del 1986, i Dead Kennedys decisero di sciogliersi per seguire altri interessi. Suonarono il loro ultimo concerto il 21 febbraio. In estate registrarono un ultimo disco, Bedtime for Democracy, che venne pubblicato in novembre. In dicembre, venne annunciato il definitivo scioglimento.

Conflitti interni[modifica | modifica sorgente]

Alla fine degli anni novanta si scoprì che ci furono dei problemi per il pagamento al gruppo dall'etichetta Alternative Tentacles. I componenti del gruppo affermarono che Jello Biafra aveva cospirato per pagare meno royalty agli altri membri della formazione. Comunque, anche se entrambe le parti dissero che l'errore era dovuto ad un errato conteggio, il gruppo accusò Biafra di non aver mai annunciato questi errori.

Quelli che seguirono furono anni segnati da battaglie legali fra Biafra e gli altri componenti. A inasprire queste controversie furono le voci che volevano una reunion del gruppo senza Jello Biafra. Quest'ultimo non volle concedere loro il diritto di usare il nome Dead Kennedys, ma fu sconfitto in processo; nel 2001 i Dead Kennedys si riformarono ufficialmente con Brandon Cruz alla voce.

Reunion[modifica | modifica sorgente]

I riformati Dead Kennedys festeggiarono la vittoria in tribunale annunciando una serie di date live, pubblicando le ristampe di tutti i vecchi dischi (eccezion fatta per Fresh Fruit for Rotting Vegetables, di cui non ebbero i diritti fino al 2005) e un DVD contenente diversi concerti. Inoltre, alcune loro canzoni comparvero nel videogioco Tony Hawk's Pro Skater e nel film The Manchurian Candidate.

Nel 2001, Ray, Peligro e Flouride scelsero Brandon Cruz per rimpiazzare Biafra alla voce. Il gruppo suonò col nome "DK Kennedys" per alcuni concerti, per poi tornare definitivamente al nome Dead Kennedys. Il loro primo tour toccò, oltre agli Stati Uniti, l'Europa, l'Asia, il Sud America e la Russia.

Brandon Cruz lasciò il gruppo a causa di differenze di vedute stilistiche, e venne sostituito da Jeff Penalty. Il gruppo ha poi pubblicato due dischi live, per la Manifesto Records, contenenti vecchie performance.

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Ultima formazione[modifica | modifica sorgente]

Ex componenti[modifica | modifica sorgente]

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Demo[modifica | modifica sorgente]

  • 1978 - The 1978 Demos

Album studio[modifica | modifica sorgente]

Album dal vivo[modifica | modifica sorgente]

Raccolte[modifica | modifica sorgente]

EP[modifica | modifica sorgente]

Apparizioni in compilation[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c (EN) Dead Kennedys in Allmusic, All Media Network.
  2. ^ a b Dead Kennedys Biography. URL consultato il 18 febbraio 2008.
  3. ^ TrouserPress.com :: Dead Kennedys. URL consultato il 18 febbraio 2008.
  4. ^ a b Welcome To The Official Website For Dead Kennedys. URL consultato il 18 febbraio 2008.
  5. ^ Dead Kennedys Discography and Biography at Mr Bill's IRS Records Corner. URL consultato il 18 febbraio 2008.
  6. ^ a b c d e Alternative Tentacles - Bands. URL consultato il 18 febbraio 2008.
  7. ^ Maestro Beta - Dead Kennedys. URL consultato il 18 febbraio 2008.
  8. ^ 6025:Encyclopedia. URL consultato il 18 febbraio 2008.
  9. ^ Stefano Gilardini, 100 dischi ideali per capire il punk, Editori Riuniti, 2005, p. 365, ISBN 88-359-5655-2, ,.
  10. ^ a b Dead Kennedys Biography: Contemporary Musicians. URL consultato il 18 febbraio 2008.
  11. ^ Nardwuar the Human Serviette, intervista nel dicembre 2005 a Jello Biafra e The Melvins, visibile all'indirizzo Alternative Tentacles Batcast #15, 25 aprile 2006

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

punk Portale Punk: accedi alle voci di Wikipedia che parlano di musica punk