The Manchurian Candidate (film 2004)

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The Manchurian Candidate
Mancandid.png
Il protagonista del film.
Titolo originale The Manchurian Candidate
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 2004
Durata 132 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1,85:1
Genere thriller
Regia Jonathan Demme
Soggetto Richard Condon
Sceneggiatura Daniel Pyne, Dean Georgaris
Produttore Scott Rudin, Tina Sinatra, Jonathan Demme, Ilona Herzberg
Fotografia Tak Fujimoto
Montaggio Carol Littleton, Craig McKay
Musiche Rachel Portman
Scenografia Kristi Zea
Costumi Albert Wolsky
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

The Manchurian Candidate è un film del 2004 diretto da Jonathan Demme, remake del film del 1962 Va' e uccidi (The Manchurian Candidate) di John Frankenheimer. È stato presentato fuori concorso alla 61ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Bennett Marco è un soldato veterano il quale, dopo la sua esperienza nell'operazione militare denominata "Desert Storm", continua a essere tormentato da allucinazioni e strani incubi, che scopre essere ricorrenti anche ad alcuni suoi ex commilitoni. Fra essi c'è anche il sergente Raymond Prantiss Shaw, figlio della potentissima senatrice Eleanor Shaw, che si è candidato per il ruolo di Vice Presidente degli Stati Uniti: la politica è una donna manipolatrice e oltremodo influente, legata da un rapporto morboso al figlio, al punto d'essere stata la causa principale della fine della sua relazione giovanile con Jocelyne, figlia del senatore Tom Jordan, suo acerrimo rivale in politica.

Investigando su cos'è accaduto veramente in Kuwait a se stesso e al suo commando, Bennett Marco scopre di essere stato sottoposto a un elaborato lavaggio del cervello e a ripetuti esperimenti medici, compreso l'impianto di un microchip nascosto nel proprio corpo: questo è accaduto sia a lui, sia a Shaw, sia a tutti gli altri commilitoni, molti dei quali negli anni successivi si sono uccisi. Bennet Marco risale quindi alla Manchurian Global, onnipotente banca d'affari con forti legami con la scena politica americana, e in particolare con la famiglia Shaw.

Bennet Marco incontra una donna, Eugenie Rose, che poi scopre essere un agente sotto copertura dell'FBI, già sulle tracce di ciò che si cela dietro la Manchurian Global. Marco tenta di rivelare come stanno le cose al senatore Tom Jordan, che crede solo parzialmente alle sue parole, ma ugualmente si confronta con la senatrice Shaw, che l'accusa di voler utilizzare le notizie per una campagna denigratoria nei confronti di suo figlio. A quel punto la senatrice "attiva" suo figlio, attraverso un comando vocale rendendolo un burattino nelle sue mani.

Sotto gli ordini della madre, Raymond Shaw in "trance" uccide rimanendo freddo e impassibile il senatore e la figlia Jocelyne, donna che lui ha sempre amato. Quando Raymond Shaw si rende conto di ciò che è accaduto viene nuovamente manipolato dalla madre, affinché pensi che ciò che è accaduto era inevitabile e giusto. Senza più concorrenti, Raymond Shaw diventa il nuovo vicepresidente degli Stati Uniti. Intanto si rivela che il vero obiettivo della Manchurian Global e della senatrice non è la vicepresidenza ma la presidenza degli Stati Uniti: infatti, secondo i piani, la sera dell'elezione il nuovo presidente sarà ucciso, facendo in automatico diventare presidente degli Stati Uniti il vicepresidente neoeletto Raymond Shaw.

L'assassino designato sarà proprio Bennet Marco che, come Raymond Shaw, a causa degli esperimenti subiti in Kuwait può essere comandato come un burattino: ad attivare Bennet Marco affinché diventi l'assassino del presidente degli Stati Uniti è proprio la senatrice Eleanor Shaw, ormai chiaramente collusa con la Manchurian Global per la scalata alla Casa Bianca. Raymond Shaw e Bennet Marco però iniziano a rendersi conto di ciò che sta loro succedendo, nonostante siano sotto il controllo della Manchurian Global, e riescono persino ad avere un libero confronto fra loro grazie alla complicità dell'FBI. Attraverso una telefonata giunta in quell'occasione, la senatrice Shaw tenta di manipolare vocalmente la mente di Bennet.

Giunto il fatale momento della cerimonia, in cui Bennet, in virtù delle sue eccezionali qualità di cecchino, sarà costretto a sparare al presidente appena eletto, la scena viene resa intenzionalmente ambigua: sembra che Bennet e Raymond siano ancora sotto il controllo della senatrice ma, arrivato il momento fatidico, Raymond Shaw abbraccia la madre fingendo di festeggiare la vittoria e si posiziona con lei nel punto in cui sa che Marco è tenuto a sparare: Bennet Marco esplode il colpo e uccide sia Raymond che Eleanor Shaw, anziché il presidente; prima del colpo, Raymond rivolge un eloquente e sincero sorriso nel punto in cui sa che si trova l'amico appostato.

Il messaggio è chiaro: Raymond Shaw, nonostante i sofisticati tentativi di manipolazione comportamentale orditi dalla Manchurian Global con la complicità della madre, è riuscito a liberarsi dall'oppressivo vincolo psicologico. Con il suo estremo sacrificio, conferma definitivamente il suo autentico ideale politico di dedizione al proprio Paese e di un profondo senso di giustizia. Prima che Bennet Marco completi l'esecuzione dell'ordine ricevuto e quindi esploda il secondo colpo contro se stesso, viene scovato e fermato dall'agente Eugenie Rosie dell'FBI. Dopo la morte del vicepresidente Raymond, Eugenie Rosie decide di nascondere l'identità di Bennet Marco, che sarebbe stato designato comunque come l'assassino perché ripreso dalla videosorveglianza, e di sostituirla con quella d'un agente della Manchurian Global.

Quindi l'FBI decide di rivelare alla stampa le carte e i documenti relativi agli esperimenti condotti dalla Manchurian Global, accusandola pubblicamente di aver tentato un colpo di Stato contro il governo democratico degli Stati Uniti. Nell'ultima scena, Rosie porta Marco nei luoghi in cui erano stati effettuati gli esperimenti su di lui e sul suo plotone: Bennet Marco, ormai completamente conscio di cosa è accaduto, lascia che il mare porti via una fotografia del suo plotone, insieme alla medaglia d'onore regalatagli da Raymond Shaw, che ora, dopo il suo estremo sacrificio, è davvero un eroe.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Note di regia[modifica | modifica wikitesto]

« Il romanzo iconoclasta e incisivo di Richard Condon, uscito nel '59, ha ispirato il film del 1962 diretto da John Frankenheimer che, con Frank Sinatra, ha dipinto un ritratto dell'America come mai si era visto prima sul grande schermo. Oggi, con la sceneggiatura di Daniel Pyne che dà un taglio contemporaneo al romanzo di Condon, con Denzel Washington nei panni di Ben Marco e con tanti soldati americani lontani da casa, non potevo che essere entusiasta di fronte all'opportunità di girare questo film. »
(Dichiarazione di Jonathan Demme contenuta nella cartella stampa del film)

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

La colonna sonora del film è stata realizzata da Rachel Portman e David Amram e pubblicata su un CD dalla Varese Sarabande il 14 settembre 2004. L'album consta di diciassette brani strumentali.

CD Varese Sarabande B0002VESQO
  1. Theme From The Manuchurian Candidate (Jazz Version)
  2. The Queen of Diamonds
  3. The John Birch Lurch
  4. The Slightly Manchurian Blues
  5. The Summer Affair / Wiggin' Out in Central
  6. The A Night in the Garden
  7. The Theme from The Manchurian Candidate
  8. The Mesopotamian Mambo
  9. Fortunate Son, song (Instrumental)
  10. The Black Helicopters, Secret Labor
  11. The Sergeant Raymond Shaw
  12. The Deep Implant Behavior Modificat
  13. The What If All This Is A Dream?
  14. The I Am the Enemy, Major Marco
  15. The The Assassin Always Dies
  16. The There Are Always Casualties in
  17. Fortunate Son, song

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il film ha ricevuto generalmente recensioni positive. Su un totale di 199 recensioni raccolte dal sito Rotten Tomatoes, il film ha un giudizio complessivo di 81% valutazioni favorevoli e una media di 7.1 su 10.[1] Metacritic, ha invece calcolato una media del 76% di critiche favorevoli su un totali di 41 recensioni.[2]

Mick LaSalle del San Francisco Chronicle ha parlato in termini particolarmente positivi dell'interpretazione della Streep paragonando la sua figura nel film a quella di Hillary Clinton (come aspetto fisico) e Karen Hughes (come energia) e definendola "...a pleasure to watch — and to marvel at — every second she's onscreen" (in italiano: "...un piacere da guardare — e una meraviglia — ogni secondo che è sullo schermo").[3]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Il film ha incassato 65 955 630 dollari in America del Nord e 30 150 334 dollari nel resto del mondo, totalizzando 96,105,964 di dollari in tutto il globo.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ The Manchurian Candidate (2004) in Rotten Tomatoes. URL consultato il 30 maggio 2010.
  2. ^ The Manchurian Candidate reviews in Metacritic. URL consultato il 30 maggio 2010.
  3. ^ Mick LaSalle, Terrorist attacks, corporate control, election controversy: Sound familiar? 'The Manchurian Candidate' has it all. in San Francisco Chronicle, 30 luglio 2004. URL consultato il 30 maggio 2010 (archiviato dall'url originale il 30 maggio 2010).
  4. ^ The Manchurian Candidate (2004) in Box Office Mojo. URL consultato il 30 maggio 2010.

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